Cronaca
Incidente sulla Tricase-Depressa: auto con coppia a bordo ribaltata
Poco dopo mezzogiorno tre auto sono rimaste coinvolte in un sinistro sulla strada provinciale che conduce nella frazione
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di Lor. Zito
Rocambolesco incidente nel primo pomeriggio a Tricase, costato fortunatamente solo un grande spavento ad una coppia a bordo di una utilitaria.

Poco dopo mezzogiorno tre auto sono rimaste coinvolte in un sinistro sulla strada provinciale che conduce nella frazione di Depressa.

Una Hyundai, una Alfa Romeo ed una Fiat Panda coinvolte. L’impatto in prossimità dell’incrocio con le rampe di immissione sulla tangenziale nota come Cosimina.

La Panda, vecchio modello, si è ritrovata ribaltata sul tettuccio. A bordo una coppia di anziani del posto soccorsa dal 118 accorso dal vicino ospedale Panico.

Ferite fortunatamente solo lievi per loro. Sul posto i vigili del fuoco del Distaccamento di Tricase, che hanno provveduto ad estrarre i malcapitati e rimettere in sicurezza la zona. Nel frattempo traffico interdetto temporaneamente e rilievi a cura della polizia locale.
Cronaca
Ospedale Scorrano, “TAC comprata da tre anni e mai installata”
Pagliaro: “Raccogliemmo il grido di disperazione di un anziano che piangeva per i dolori dovuti alla frattura di bacino e femore. Era in ospedale da tre giorni, imbottito di morfina e sofferente e….”
TAC OSPEDALE SCORRANO, PAGLIARO: STORIA INFINITA: APPARECCHIO ACQUISTATO DA TRE ANNI, MA MAI INSTALLATO
“Tre anni dopo, stesso copione all’ospedale di Scorrano: si va avanti con una vecchia tac, nonostante ne sia stata acquistata una nuova mai installata.
A marzo 2023, nel corso di una nostra ispezione, raccogliemmo il grido di disperazione di un anziano paziente che piangeva per i dolori lancinanti dovuti alla frattura di bacino e femore.
Era lì da tre giorni, imbottito di morfina e sofferente al punto di volersi togliere la vita, e gli era stato addirittura tagliato il cordino per impedirgli di suonare il campanello e invocare aiuto. Non poteva essere operato prima di avere l’esito della tac e, non potendola fare a Scorrano perché l’apparecchio era rotto, doveva essere spostato all’ospedale di Galatina.
“Interpellai subito la Asl in Commissione Sanità, e ci fu assicurato che sarebbe stata acquistata una tac nuova con fondi PNRR. Invece sono trascorsi tre anni, ma quell’apparecchio è ancora fantasma.
“I lavori per adeguare i locali dove andrà installato sono stati finanziati con 126mila euro, ma non sono neppure iniziati. Intanto, però, è stata noleggiata una tac mobile per garantire la continuità del servizio, per un costo di 87.400 euro più iva, cioè oltre 11mila euro a settimana.
Inoltre, si sono spesi ben 36mila euro per collegare la tac mobile all’impianto di alimentazione elettrica: un’opera che non servirà più, una volta installata la nuova tac fissa.
Il problema è che l’apparecchio mobile ancora non è operativo perché, nelle prove di collaudo eseguite questa settimana, andava in blocco ogni due prestazioni, e il personale non è stato ancora formato per utilizzarlo. Per giunta, non consente di effettuare l’esame con mezzo di contrasto.
“Ci dicono che l’attivazione della nuova TAC è imminente, e vogliamo augurarci che non sia l’ennesimo annuncio al vento, visto che – essendo stata acquistata con fondi PNRR – dovrà essere collaudata entro il 30 giugno, altrimenti il finanziamento andrà perso, e andrebbero sprecati anche i 126mila euro per i lavori di adeguamento dei locali, se saranno stati eseguiti a vuoto.
“Ci chiediamo perché si sia disperso tanto tempo e denaro, e su questo Asl e Regione dovranno darci spiegazioni, perché sprechi come questo – che noi riscontriamo e denunciamo da anni – contribuiscono ad ingigantire il buco della sanità pubblica regionale, che tutti i cittadini pugliesi pagano di tasca propria.
I soldi ci sono, il governo Meloni ha stanziato 6,8 miliardi per la sanità pugliese, incrementando i trasferimenti alla Regione negli ultimi anni, ma il vero problema sono gli sperperi e l’incapacità di programmare e gestire la spesa.
“Con l’occasione siamo andati a verificare lo stato dei lavori del Pronto Soccorso e il cantiere è fermo. E infine abbiamo controllato la questione ambulanze che teniamo sempre sotto controllo”.
Cronaca
Sequestrate 250 tonnellate di pellet non sicuro e scaduto
Due imprenditori, uno di origini calabresi e l’altro salentino, sono stati segnalati alle competenti Autorità Giudiziarie…
SEQUESTRATE OLTRE 250 TONNELLATE DI PELLET NON SICURO
I finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del Comando Provinciale di Lecce, all’esito di una complessa e articolata attività investigativa, finalizzata a contrastare le frodi commerciali, hanno operato un sequestro di un ingente quantitativo di pellet di bassa qualità, riportante marchi contraffatti, potenzialmente dannoso per l’ambiente e per la salute umana.
L’indagine, condotta dai militari del Gruppo di Gioia Tauro e della Compagnia di Otranto, ha permesso di individuare e bloccare una filiera di rivendita di pellet di origine turca non conforme agli standard qualitativi nazionali.
In particolare, sui sacchi di pellet sequestrati, per altro scaduto da anni, oltre a non essere riportate le indicazioni del soggetto importatore e le prescritte informazioni al consumatore, era riprodotto il marchio di certificazione “ENplus A1” evidentemente contraffatto.
Tale certificato garantisce la tracciabilità e i controlli lungo tutta la filiera, rappresentando un’indicazione di elevata qualità del prodotto.
Due imprenditori, uno di origini calabresi e l’altro salentino, sono stati segnalati alle competenti Autorità Giudiziarie per le ipotesi delittuose di frode in commercio nonché di introduzione nello Stato e di commercio di prodotti con segni falsi.
L’attività conferma l’impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto alla diffusione di prodotti non genuini e insicuri, che oltre a costituire un pericolo per la salute pubblica, danneggiano il mercato e gli operatori economici onesti, sottraendo opportunità e lavoro alle imprese che rispettano le regole.
Castro
Affitti turistici sotto la lente: si allarga la rete dei controlli
Prefettura, Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e Comuni rafforzano la collaborazione contro evasione e irregolarità nelle locazioni brevi. Dal Capoluogo ai centri costieri e dell’entroterra cresce l’adesione alle “Linee d’azione congiunte”: aumentano le strutture censite e le entrate della tassa di soggiorno
Si allarga in tutta la provincia di Lecce la rete di controllo sulle locazioni turistiche e sugli affitti brevi.
L’iniziativa, promossa dalla Prefettura di Lecce, punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni per contrastare evasione fiscale e irregolarità nel settore della ricettività turistica, tutelando così l’economia sana del territorio.
Il progetto sperimentale delle “Linee d’azione congiunte sul controllo delle affittanze turistiche” coinvolge Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e diversi Comuni salentini con l’obiettivo di migliorare il monitoraggio delle strutture e garantire una gestione trasparente dell’imposta di soggiorno.
I PRIMI COMUNI COINVOLTI
La sperimentazione è partita dai principali centri turistici della provincia: Lecce, Gallipoli, Otranto, Porto Cesareo, Ugento e Castro.
Proprio in Prefettura, il 3 marzo, si è svolta una riunione di monitoraggio durante la quale sono stati illustrati i primi risultati dell’attività di controllo congiunta tra le amministrazioni.
PIÙ STRUTTURE REGISTRATE E PIÙ ENTRATE DALLA TASSA DI SOGGIORNO
L’azione coordinata delle istituzioni sta già producendo effetti concreti.
Negli ultimi otto mesi sono emerse circa 3mila nuove attività ricettive censite nel registro regionale, segno di una maggiore regolarizzazione del settore.
Anche i dati sull’imposta di soggiorno registrano incrementi significativi nel 2025 rispetto all’anno precedente: +21% a Lecce; +15% a Porto Cesareo; +5% a Ugento.
Un aumento legato sia ai controlli più incisivi sia alla crescita del turismo in Puglia, che nel 2025 ha registrato oltre 22 milioni di presenze e 6,7 milioni di arrivi, diventando la seconda regione italiana per presenze dopo il Lazio.
GALLIPOLI: ACCERTAMENTI PER OLTRE 400 MILA EURO
Particolarmente intensa l’attività nel Comune di Gallipoli, dove sono in corso verifiche su alcune strutture ricettive per difformità tra i dati comunicati all’Autorità di Pubblica Sicurezza e quelli presenti nelle banche dati comunali.
Le verifiche potrebbero portare al recupero di oltre 400 mila euro di imposta di soggiorno, salvo gli esiti del contraddittorio con i gestori delle strutture.
ALTRI 30 COMUNI ADERISCONO AL PROGETTO
I risultati ottenuti hanno spinto molti altri Comuni del Salento – sia costieri sia dell’entroterra – a aderire alle Linee d’azione congiunte.
Entrano quindi nella rete di controllo anche: Alessano, Alezio, Alliste, Andrano, Cannole, Carpignano Salentino, Castrignano del Capo, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Galatone, Giurdignano, Lizzanello, Melendugno, Minervino di Lecce, Morciano di Leuca, Nardò, Patù, Racale, Salve, Sannicola, Santa Cesarea Terme, Squinzano, Specchia, Taviano, Tiggiano, Trepuzzi, Tricase, Tuglie e Vernole.
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