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Cronaca

Ladri di biciclette incastrati dalle telecamere

Nei pressi di Piazza Sant’Oronzo,  a Lecce, i due hanno tentato di rubare un monopattino elettrico ed una mountain–bike. Colti in flagranza grazie alle telecamere di sorveglianza collegate alla sala operativa della Questura

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Nella serata di ieri, intorno alle 20, gli agenti della Polizia di Stato in servizio di volante, su segnalazione della sala operativa sono intervenuti in via Dei Verardi, angolo via Brancaccio, nei pressi di Piazza Sant’Oronzo a Lecce, dove due giovani erano intenti a forzare il lucchetto col quale erano assicurati un monopattino elettrico e una bicicletta mountain-bike.


La scena mostrata dalle telecamere all’operatore radio presente in Questura ed in contatto con gli agenti, evidenziava come uno dei due uomini, in bici, fosse intento a controllare un accesso alla via dove, un secondo uomo tentava di forzare il lucchetto che assicurava i due mezzi ad un palo. All’altro ingresso della via un terzo complice fungeva da palo. Quest’ultimo all’arrivo delle volanti si è dileguato facendo perdere le sue tracce, gli altri due sono stati bloccati.


I due fermati, già noti dalle forze dell’ordine sono stati identificati come G.H., 19 anni, e S.P., 22 anni, entrambi di nazionalità albanese.

I due sono stati tratti in arresto per tentato furto aggravato in flagranza di reato e condotti rispettivamente il primo presso la locale casa circondariale, in quanto senza fissa dimora, ed il secondo agli arresti domiciliari.


 


Cronaca

Da Morciano a San Cesario: assurdi incidenti salentini fanno il giro del web

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Ha dell’assurdo l’incidente registrato in queste ore a Morciano di Leuca. Al punto da fare il giro dei social.

Un furgone Fiat è finito letteralmente su una Peugeot 308. La foto, diventata virale su la pagina trash “Danni Cerebrali”, parla da sé: il mezzo da lavoro, dopo l’impatto, è rimasto in bilico con due ruote per aria, adagiato sulla malcapitata utilitaria.

Nessun ferito grave, fortunatamente.

Altri incidenti singolari

Qualche ora prima, altri incidenti singolari sono stati registrati in Salento. Anche in questo caso, si tratta di sfortunati episodi immortalati e condivisi sui social.

Nelle foto che seguono, una Peugeot finita su uno dei cosiddetti panettoni in cemento, i dissuasori stradali, a Vignacastrisi, frazione di Ortelle.

Nell’ultimo scatto, poi, lo schianto di una Volante della polizia. Finita contro il cartello all’ingresso del rione Aria Sana del Comune di San Cesario.

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Cronaca

Depressa calcio&padel, l’assessora risponde alla polemica: “Nessuna incompatibilità, non mi dimetto”

L’architetto Serena Ruberto interviene dopo gli attacchi dell’opposizione sulla questione variante che ha interessato il campo sportivo della frazione di Tricase

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A cura di Lorenzo Zito





Botta e risposta a Tricase tra amministrazione e opposizione sulla questione della variante al campo sportivo di Depressa.





La vicenda, messa in risalto dalla minoranza in questi giorni, riguarda la decisione della Società Sportiva Dilettantistica affidataria della gestione dell’impianto dal 2017 di modificare il progetto di rifacimento del campo di gioco. Il vecchio campo di calcio a 11, da lungo tempo abbandonato a sé stesso e di cui rimane traccia ormai solo nei ricordi dei tricasini, avrebbe dovuto, secondo il primo progetto presentato dalla società sportiva dilettantistica, esser rimpiazzato da: un campo di calcio a 8, un campo di calcio a 5 ed un campo multifunzionale in sabbia.





La variante: calcio + padel





Di recente, però, la stessa SSD ha presentato una variante al progetto nella quale il campo di calcio a 8 lascia il posto a 4 campi da padel (uno sport di derivazione tennistica, ultimamente molto in voga e che si gioca in 4 in uno spazio chiuso da pareti laterali). La variante è stata dapprima approvata ma poi l’Ufficio Tecnico del Comune di Tricase ha fatto un passo indietro, revocando la determina in autotutela.





La novità ha destato la perplessità della politica tricasina all’opposizione, passata subito all’attacco con contestazioni riguardanti forma e merito dell’accaduto. Dopo le prime polemiche, sull’onda soprattutto del romanticismo e in nome dell’antica tradizione calcistica di Depressa che decenni fa calcò quei terreni di gioco, è stato evidenziato il fatto che sul progetto presentato per la variante vi fosse la firma dell’assessora Ruberto, in qualità di architetto. Nel frattempo, in Comune è scattata la revoca in autotutela della determina che approvava la stessa variante. Fatto colto al balzo dall’opposizione ed interpretato, soprattutto nel suo tempismo, come ammissione di colpe da parte dell’amministrazione.





A finire quindi, in un battibaleno, nell’occhio del ciclone l’architetto Serena Ruberto, assessore al comunale con le deleghe ad Ambiente e Salute pubblica, Decoro urbano e piano del verde, valorizzazione del patrimonio culturale, Rigenerazione urbana.





Ruberto: “Becera strumentalizzazione”





La Ruberto è intervenuta così sull’accaduto: “Preme, anzitutto, precisare che la gestione del Campo Sportivo fu messa a bando pubblico nel gennaio del 2017”, scrive l’architetto. “L’affidataria della gestione (peraltro, per quanto è dato sapere, l’unica partecipante all’avviso pubblico) presentò, nel novembre dello stesso anno, un progetto definitivo, a firma di mio padre, Arch. Geremia Ruberto, che prevedeva, tra l’altro, la realizzazione di un campo di calcio a otto, un campo di calcio a cinque, entrambi in erbetta sintetica, nonché un campo in sabbia polifunzionale, oltre alla sistemazione dell’area antistante quella destinata allo sport per attività ludiche, così come previsto dalla convenzione sopracitata. Convenzione che che all’art. 1 recita: “L’impianto potrà essere utilizzato parzialmente anche per altre attività, compatibili con l’uso dell’impianto sportivo. In questo caso il concessionario dovrà ottenere preventivamente il nullaosta dall’Amministrazione comunale, attraverso gli uffici competenti”.
Tale progetto, quindi-, continua la Ruberto-, già nel 2017 ebbe esito favorevole dall’U.T.C. e, di seguito, previa autorizzazione del CONI, l’approvazione della Giunta Comunale dell’epoca.
Pur non competendomi, perché estranea al richiamato intervento, le considerazioni in merito alle ragioni che condussero i responsabili dell’epoca a simili modifiche, ritengo fossero state originate dalla intervenuta evoluzione delle pratiche sportive, sempre più caratterizzata dalla diffusione di competizioni amatoriali su terreni di gioco di ridimensionata estensione rispetto a quella tradizionale, e, nel contempo, al fine di rendere polifunzionale un’area non più rispondente alle esigenze della collettività. Ed è proprio in quest’ottica che la concessionaria ha deciso di trasformare una limitata area, già destinata ad allocare uno dei campi di calcio a otto, in 4 campi di “padel” (sport affiliato CONI), presentando un progetto di variante, a mia firma, e tanto, per il semplice motivo che mio padre, firmatario dell’originario progetto, era ed è impossibilitato a sottoscrivere la variante, in quanto attualmente all’estero!”.





Sul polverone alzatosi, poi, la Ruberto non usa mezzi termini definendolo “frutto di becera strumentalizzazione, che non ha nulla da condividere con la Politica! È stato sufficiente”, incalza, “apporre sulla variante la mia firma, nella qualità, affinché si svegliassero “coscienze” dal nostalgico passato de “La leva calcistica della classe ‘68”, ovvero per paventare chissà quali corsie preferenziali nell’approvazione del progetto. Ma mi chiedo: dov’erano questi nostalgici e/o dietrologi quando il progetto ebbe l’irreversibile imprinting definitivo nell’ormai lontano 2017?
Ogni ulteriore commento risulterebbe superfluo, se non offensivo dell’altrui intelligenza”, punge l’assessora, “come pure, del tutto gratuiti e non meno biasimevoli, risultano gli accostamenti della vicenda amministrativa di che trattasi con il periodo emergenziale che da oltre un anno attanaglia l’intero globo terrestre”.




“Vizio di competenza, non conflitto d’interesse”





“In ogni caso, l’intervenuta determinazione, in autotutela, di annullamento della originaria approvazione del 05.03.2021, ha come motivazione il vizio di competenza, e non già il fatto che a firmare la variante è stata l’Arch. Serena Ruberto, la cui delega assessorile assegnatami dal Sindaco, “Ambiente e Salute Pubblica, Decoro urbano e Piano del verde, Valorizzazione del
patrimonio culturale, Rigenerazione urbana”, non risulta affatto incompatibile con l’esercizio della professione sul territorio comunale.
Da più parti leggo il richiamo all’art. 78 del TUEL. È opportuno, anzitutto, precisare”, prosegue l’architetto Ruberto, “che il TUEL non prevede alcuna disposizione sull’incompatibilità, in astratto, tra la carica di assessore e l’esercizio di una libera professione nello stesso territorio del Comune amministrato.
Il richiamato art. 78, terzo comma, del TUEL prevede il dovere di astensione dall’esercizio di attività libero professionale in materia di edilizia privata e pubblica per i soli assessori comunali competenti
in materia di urbanistica, edilizia e lavori pubblici. La carica assessorile inerente il decoro urbano non può essere annoverata tra quelle previste nel più volte richiamato terzo comma dell’art. 78 del TUEL”.





Le polemiche dei giorni scorsi





Gli attivisti: “Dimissioni subito”





Il primo fendente dall’opposizione era arrivato dal Meet-up Attivisti di Tricase che chiedeva le dimissioni immediate della Ruberto. “Noncurante delle norme sul conflitto d’interessi, sull’incompatibilità e sulla deontologia che riguardano la sua carica, continua a curare con dovizia d’impegno le proprie pratiche professionali in carico all’Ufficio Tecnico, tanto da ottenere in soli 4 giorni l’approvazione di una variante di progetto che riguarda un bene del patrimonio comunale inalienabile, il campo sportivo di Depressa, ossia una vera e propria opera pubblica”, scrivevano gli attivisti. L’attacco, diretto e pesante, faceva riferimento al fatto che sul progetto presentato dall’Ssd comparisse, appunto, la firma dell’assessora. Sostenendo che la decisione avrebbe dovuto “necessariamente ripassare dal vaglio degli organi politici e forse anche da una nuova gara”, dal Meet-up veniva sbandierato il conflitto d’interesse e si chiedevano le dimissioni non solo alla Ruberto ma anche al sindaco De Donno, per quello che veniva definito “un atto spregiudicatezza, uno schiaffo ai cittadini sprovvisti di santi in paradiso, ai colleghi professionisti tecnici dell’Assessora e alla comunità tutta”.





“Tricase, che fare?” rincarava la dose





Dopo un intervento del sindaco Antonio De Donno a difesa dell’operato della Ruberto, il gruppo consiliare “Tricase, che fare?” rincarava la dose. La presidente Sonia Sabato definiva “inconcepibile e tragicomica” la vicenda. Puntava il dito contro quello che definiva un “goffo tentativo di correre ai ripari” da parte del primo cittadino e sosteneva che “la revoca della determina in autotutela, se da un lato mira a preservare l’Ente comunale, dall’altro diventa prova provata di un abuso delle funzioni assessorili o, stando alle parole del sindaco, di manifesta incompatibilità. Pertanto non resta che attendere le opportune dimissioni che, bontà sua, qualcuno avrebbe già dovuto rassegnare”.





Reazione social: “Persa altra opportunità?”





Attoniti, i tricasini hanno assistito all’ennesima bagarre politica consumatasi sui social. Lo stomaco della cittadinanza ha reagito all’unisono. Ok legalità, chiarezza e trasparenza burocratica. Ma quella del padel è apparsa ai più come una piacevole sorpresa ed una scelta lungimirante. Viene descritta da molti come una opportunità di crescita ed una occasione per ampliare l’offerta sportiva, alquanto limitata sul territorio del Capo di Leuca (non pochi da Tricase e dintorni si recano nel Leccese per praticare questo sport). Lasciarsela sfuggire, col rischio di cadere in un altro lungo periodo di impasse che consegnerebbe il campo di Depressa nuovamente alle erbacce, è il peggiore degli scenari che in tanti già prefigurano. L’auspicio corso sui social, quindi, è quello di una rapida soluzione alla questione.


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Aradeo

Furti ai supermercati di Galatina, Aradeo e Neviano: arrestati i ladri

Due georgiani in trasferta hanno svaligiato alcuni supermercati della zona. Fermati a bordo di una Mercedes e arrestati dagli agenti della Polizia di Stato

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Gli agenti in servizio presso la Squadra Volante del Commissariato di Polizia di Galatina, hanno tratto in arresto in flagranza di reato, Daviti Vashakidze, 29 anni, ed il 31enne Giga Gigineishvili, entrambi georgiani e senza fissa dimora, per furto di generi alimentari presso i supermercati Conad di Aradeo e di Galatina e presso il supermercato AEO di Neviano.

Intorno alle ore 20,15 di ieri sera, gli agenti, su segnalazione della locale Sala Operativa, si sono posti alla ricerca di una Mercedes con targa francese i cui occupanti, probabilmente stranieri, si erano resi responsabili di un furto di generi alimentari ai danni dei supermercati Conad di Aradeo e di Galatina.

Immediatamente dopo le due volanti impegnate sul territorio hanno intercettato l’auto segnalata a Galatina, in via Diaz, nei pressi del passaggio a livello.

La Mercedes con a bordo due individui, è stata immediatamente bloccata e gli occupanti sottoposti al controllo di polizia.

Alla guida del veicolo è stato identificato Vashakidze mentre, al lato passeggero, vi era Gigineishvili.

Dalla perquisizione personale sui due fermati, estesa poi sul veicolo, sono state rinvenute numerosissime confezioni di alimenti vari per un importo complessivo stimato in 1.500,00 Euro.


Considerato che i due avevano con loro soltanto uno scontrino fiscale emesso dal Conad di Galatina, riconducibile all’acquisto di sole due confezioni di zucchero e non sapevano giustificare il possesso della restante merce, sono stati accompagnati in ufficio, dove sono stati invitati anche i responsabili dei due supermercati oggetto della segnalazione di furto.

I titolari degli esercizi commerciali hanno riconosciuto parte della merce rinvenuta che è stata restituita.

Stamani, poi, si è presentato presso il Commissariato il titolare dell’AEO di Neviano, per segnalare di aver subito, anch’egli, un furto di generi alimentari.

Lo stesso ha riconosciuto la restante parte di derrate rinvenute nell’autovettura dei due georgiani anche in questo caso riconsegnate al legittimo proprietario.

Per i due fermati si sono aperte le porte della  Casa Circondariale di Lecce con la magra consolazione di aver potuto portare con loro le due confezioni di zucchero regolarmente pagate.

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