Cronaca
Lecce celebra l’Arma nel suo 207esimo anniversario
Ricorre oggi il 207° annuale di fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Anche quest’anno le misure di contenimento della pandemia non hanno consentito di celebrare l’evento con la solennità del passato, ma si è preferita una simbolica cerimonia, svolta all’interno della Caserma intitolata al Cap. De Tommaso, sede della Legione Allievi Carabinieri, alla quale ha preso parte un ridotto numero di Autorità.
La mattinata si è aperta con la deposizione di una corona d’alloro al Sacrario del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri da parte del Comandante Generale Gen C.A. Teo Luzi, e dei Presidenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’Associazione Nazionale Forestali e dell’Opera Nazionale di Assistenza per Orfani dei Militari dell’Arma, che hanno reso omaggio ai Caduti (seguono foto. Gli scatti in piazza Duomo sono di repertorio).
Successivamente, alla Legione Allievi Carabinieri, davanti a uno schieramento in formazione ridotta composto dalla Bandiera di Guerra, dalla Banda e da un Reparto in armi, il Comandante Generale si è rivolto a tutti i Carabinieri e agli ospiti presenti ricordando la vicinanza dell’Arma al Paese in questo difficile momento segnato dalla pandemia che ha comportato la perdita di 30 Carabinieri, mentre oltre 12.000 sono rimasti contagiati. “Nessuna delle 5.500 Stazioni Carabinieri ha cessato le proprie attività”, ha sottolineato il Gen. Luzi, evidenziando l’esempio concreto dell’originaria vocazione dell’Istituzione, che si ritrova nelle Regie Patenti del 1814 (suo atto di nascita) e sancisce la missione dell’Arma volta a garantire “il buon ordine e la pubblica tranquillità … per contribuire alla maggiore felicità dello Stato”. “La “felicità dello Stato” – ha continuato il Gen. Luzi – è un concetto che appartiene all’Arma da sempre – tanto antico quanto attuale – giunto sino ai nostri giorni intatto, per evocare il legame tra i cittadini e i “propri” Carabinieri”.
Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Lecce, Colonnello Paolo DEMBECH, Sua Eccellenza il Prefetto di Lecce, Dott.ssa Maria Rosa TRIO, hanno onorato la ricorrenza rendendo omaggio questa mattina ai Caduti, con la deposizione di una corona d’alloro alla Targa commemorativa dell’evento posizionata all’interno del cortile della Stazione Carabinieri di Lecce Santa Rosa.
Le misure di contenimento della pandemia non hanno consentito, infatti, di prevedere la tradizionale cerimonia militare in Piazza Duomo, come accaduto fino a qualche anno fa.
Nella cerimonia tenutasi a Roma, Il Comandante dell’Arma ha poi voluto rivolgere l’attenzione al futuro presentando un’Arma che oggi guarda al rilancio del Paese attraverso la tecnologia e la transizione ecologica. “C’è una sicurezza da migliorare attraverso la tecnologia e una sicurezza da preservare nonostante la tecnologia” ha ribadito il Gen. Luzi “l’impegno dell’Arma sarà sempre più rivolto allo spazio virtuale. Per imprimere efficienza a tutti i servizi, a vantaggio dei cittadini, ma anche per contrastare l’uso ostile della rete da parte della criminalità, enormemente cresciuto durante la pandemia” i Carabinieri, ha poi concluso “sono – per struttura e per capacità – la polizia ambientale, determinati a svolgere un ruolo decisivo a tutela dello sviluppo sostenibile, anche per iniziative internazionali di “diplomazia ambientale”, mettendo a disposizione di altri Paesi le competenze, davvero uniche, del comparto forestale”.
Un ricordo particolare è stato rivolto dal Vertice dell’Arma al Carabiniere Vittorio Iacovacci, proditoriamente ucciso in Congo unitamente all’Ambasciatore Luca Attanasio. Concreta dimostrazione della silenziosa fedeltà dell’Istituzione alla Nazione che vede ogni militare mantenere fede al proprio giuramento.
Da 207 anni i Carabinieri sono al fianco degli italiani, con le Stazioni e Tenenze territoriali, a cui si affiancano, con indissolubile sinergia, le Stazioni Forestali e i Reparti Speciali che consentono la tutela e la salvaguardia della popolazione in ogni aspetto: dalla salute all’ambiente, dalla tutela della normativa del lavoro a quella del patrimonio culturale, fino al contrasto al terrorismo. Gli interessi della collettività sono costantemente tutelati da uomini e donne che, guidati dai valori dell’Arma e dalla vocazione alla salvaguardia del prossimo, hanno scelto di intraprendere la vita militare.
Nel riconoscere l’importanza e come segno di vicinanza, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con un messaggio indirizzato al Generale Luzi, ha rivolto l’augurio più fervido degli italiani all’Arma, sottolineando come essa “si è adoperata, attraverso tutte le sue articolazioni, per contrastare l’emergenza sanitaria che ha condizionato così significativamente la vita del Paese negli ultimi 15 mesi.” Il Capo dello Stato ha evidenziato come sono risultate “…preziose le specifiche competenze del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e il rilievo dell’operato del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro che ha contribuito al rispetto delle misure precauzionali anti Covid-19, favorendo la ripresa delle attività produttive in un’adeguata cornice di sicurezza per la salute dei lavoratori”.
Il Ministro della Difesa, nel prendere la parola durante la cerimonia, ha posto l’attenzione alla circostanza che, anche nella fase di uscita dalla crisi economica e sociale, l’Arma costituirà sicuro punto di riferimento quale Istituzione a presidio della legalità … confermando la tradizione di coraggio, dedizione e sacrificio che ha caratterizzato la sua storia al servizio del Paese. L’On. Guerini, dopo avere evidenziato i brillanti risultati operativi conseguiti quale frutto di una incrollabile passione e di una costante attenzione all’adeguamento della presenza sul territorio a vantaggio delle aree maggiormente colpite da fenomeni di illegalità, ha proseguito ricordando come l’Arma, sin dalle sue origini è stata percepita non solo come una componente dello Stato, ma come lo Stato stesso tra i cittadini.
Anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, nel suo messaggio augurale per la ricorrenza, ha ricordato che “I Carabinieri, attraverso il servizio di prossimità, espressione della capillare articolazione territoriale delle Stazioni, rappresentano il punto di riferimento per i cittadini”, facendo emergere che l’Arma “operando in ambito interforze e inter-agenzia risulta perfettamente integrata nello strumento militare. Essa vanta un ampio ventaglio di capacità che supportate dal bagaglio della propria tradizione, le consentono di concorrere pienamente a tutte le attività della Difesa in Patria e all’Estero”.
Nel corso della celebrazione, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Mario Draghi ha consegnato alla Bandiera dell’Arma dei Carabinieri la Medaglia d’Oro al Merito Civile con la seguente motivazione: “Fedele custode dei diritti garantiti dalla Costituzione, l’Arma dei Carabinieri, attraverso il Comando per la Tutela del Lavoro, con eccezionale senso di abnegazione, offriva prova di straordinario impegno e ammirevole dedizione nel garantire il rispetto delle norme poste a salvaguardia dei rapporti d’impiego, delle prestazioni d’opera e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Impegnato in complesse attività di controllo e investigative, il Reparto conseguiva risultati di assoluto rilievo nel contrasto allo sfruttamento illecito delle maestranze e all’odioso fenomeno della tratta degli esseri umani. Le peculiari capacità professionali maturate nel tempo e le affinate metodologie d’intervento permettevano al Reparto di affermarsi anche all’estero come autorevole modello di riferimento, riscuotendo ovunque l’ammirazione dell’opinione pubblica, delle più alte Autorità nazionali e degli Organismi internazionali. Territorio nazionale ed estero, 1926 – 2020”. Un riconoscimento molto importante che inorgoglisce l’Arma che già nel 1926 aveva creato un apposito Reparto Speciale – il primo tra tutti – a tutela della dignità e sicurezza del lavoro.
Nel proseguo della cerimonia la vedova del V.Brig. Mario Cerciello Rega ha ricevuto dal Ministro dell’Interno, alla presenza del Ministro della Difesa, la Medaglia d’Oro al Valor Civile, tributata alla memoria del militare, assassinato a Roma il 26 luglio 2019. Successivamente, il Ministro della Difesa ha consegnato al Ten. Massimo Andreozzi la Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma per la determinazione e il coraggio dimostrati nel corso di un intervento volto a far desistere un uomo con intenti suicidari avvenuto a Mira (VE) il 09 luglio 2020.
Consegnato anche il Premio Annuale a sei Comandanti di Stazione, a sottolineare il ruolo nevralgico che queste realtà capillarmente diffuse in tutta Italia, svolgono in favore dei cittadini.
Il 5 giugno ricorre anche la Giornata Mondiale dell’Ambiente, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1971. Per la circostanza e per ricordare i 160 anni dell’Unità d’Italia è stato organizzato uno spettacolare e originale concerto della Banda Musicale dell’Arma sulla piana di Castelluccio di Norcia, di fronte al “Bosco Italia”, la cui forma richiama i contorni della Penisola
“È la storia di Noi Carabinieri”, ha soggiunto nella particolare circostanza il Comandante Provinciale, “una storia vissuta in guerra e in pace, anno dopo anno, giorno dopo giorno, per la grandezza e la sicurezza del nostro Paese; un periodo di oltre due secoli durante i quali Carabinieri hanno saputo meritare, nel duro e quotidiano espletamento del servizio, l’affetto e l’ammirazione delle popolazioni loro affidate.
Sono sentimenti, questi, che ci inorgogliscono, ma che ci impegnano, ancora di più, ad essere sempre all’altezza delle secolari tradizioni e, soprattutto, del lavoro di chi ci ha preceduto e che, giunto al termine del proprio “turno di guardia”, ci ha consegnato un’Istituzione solida ed efficiente”.
Un anno, il 2020, che ha visto il Comando Provinciale di Lecce impegnato su poliedrici fronti, ottenendo proficui risultati sia sul versante repressivo che preventivo. I dati – certo non da leggersi come una mera “chiusura di esercizio”, bensì quale starter per rinnovare gli sforzi in aderenza alla pressante domanda di sicurezza che quotidianamente promana dalla cittadinanza – registrano infatti oltre 65.000 servizi esterni, nel corso dei quali sono state controllate 170.000 persone e 150.000 veicoli. Parimenti confortanti i risultati ottenuti sul fronte repressivo, ove, in forza dell’azione sinergica tessuta con la locale magistratura, ammontano a circa 750 i soggetti arrestati e a oltre 5.600 quelli denunciati a piede libero. L’Arma salentina ha perseguito in totale 19.500 reati, che rappresentano l’82% del totale di quelli denunciati in tutta la Provincia.
Pressoché incessanti poi, come è giusto che accada, le chiamate pervenute al 112 (oltre 600 al giorno), esponenzialmente lievitate durante il prosieguo dell’emergenza sanitaria, nel corso della quale, ai fini del contenimento epidemico del coronavirus sono state accertate 1.500 violazioni e sono state controllate circa 60.000 persone.
Tra le operazioni di servizio, un cenno particolare merita l’arresto di Giovanni Antonio De Marco.
Il 28 settembre 2020, gli uomini del Nucleo investigativo del Reparto Operativo collaborati da quelli della Sezione Anticrimine di Lecce, eseguivano il fermo di P.G. del giovane studente d’infermieristica, cl. 99, resosi autore del duplice efferato omicidio in pregiudizio dei fidanzati Manta Emanuela e De Santis Daniele.
Il 21 ottobre 2020, sempre il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, dava esecuzione, nell’ambito dell’operazione, denominata convenzionalmente “La Svolta”, a n. 23 provvedimenti cautelari di custodia cautelare in carcere, nei confronti di altrettanti soggetti accusati a vario titolo dei reati di cui agli artt. 110, 575 e 577 C.P. (omicidio in concorso), artt. 56, 110, 575 e 577 C.P. (tentato omicidio in concorso), artt. 73 e 74 D.P.R. 309/90 (associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti) ed art. 2 e 4 legge 895/67 (detenzione illegale e porto di armi in luogo pubblico).
Il 14 marzo 2021 sempre gli investigatori del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo traevano in arresto, Notaro Sergio cl. 60, pregiudicato di spicco a capo di un’associazione armata di tipo mafioso, comunemente denominata Sacra Corona Unita, operante nel nord Salento ed in particolare nel paese di Squinzano. Il predetto che si era sottratto alla cattura facendo perdere le proprie tracce mesi prima, veniva riconosciuto colpevole dei reati di cui agli artt. 416 bis c.p.; (associazione per delinquere di tipo mafioso) 73-74 d.p.r. 309/90, ( associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope) 110-628, 629 c.p. – art 7 legge 152/91 (estorsione e rapina in concorso aggravata dal metodo mafioso) commessi in lecce e provincia dal 2008 al 2013 per cui dovrà espiare la pena definitiva di anni 13 (tredici) mesi 5 (cinque) giorni 27 ( ventisette) di reclusione.
Il 23 novembre 2020, i militari della Compagnia di Lecce eseguivano un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce, traendo in arresto 3 soggetti ritenuti responsabili – a vario titolo – dei reati di rapina aggravata, ricettazione, furto di autovettura, furto in abitazione, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo, commessi in concorso, sin dal mar 2020.
le indagini permettevano di ricostruire quattro rapine ad esercizi commerciali – panifici, tabacchi, supermercato – commesse con volti travisati, mediante l’utilizzo di armi comuni da sparo, nel periodo marzo/aprile 2020, durante la prima fase del lockdown.
L’inchiesta proseguita anche attraverso attività tecnica, consentiva di ricostruire le modalità esecutive dei correi che, in concomitanza delle rapine, utilizzavano auto già oggetto di furto o all’uopo asportate, nel tentativo di eludere le investigazioni.
Il 4 marzo 2021, in Poggiardo i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Maglie, traevano in arresto in flagranza di reato 2 persone, un albanese ed un ucraino mentre viaggiavano a bordo di un furgone, con :
n.6 involucri per complessi kg. 63,6 di hashish;
n.70 involucri per complessivi kg. 265,1 di marijuana.
occultati all’interno del citato veicolo.
Il 3 marzo 2021, i carabinieri di Otranto intervenivano in Uggiano La Chiesa, lungo la s.p. 358, ove un’autovettura condotta da una ragazza di Poggiardo, a causa della perdita di controllo del veicolo, si era ribaltata sul fianco rimanendo sulla carreggiata.
I militari operanti, allo scopo di prestare immediato soccorso e liberare la suddetta rimasta bloccata nell’abitacolo denso di fumo a causa dell’esplosione degli air-bag, provvedevano ad infrangere il parabrezza anteriore del veicolo riuscendo alla fine ad estrarla. A seguito di ciò l’App. Sc. VERI Alessandro, medicato presso l’ospedale civile di Scorrano veniva riscontrato affetto da “ferite escoriate e trauma mano dx e sx”, riportate a seguito del tentativo di soccorso.
Il 22 novembre 2020, i carabinieri della Stazione di Casarano hanno arrestato nella flagranza Afendi Antonio Amin, cl. 91, poiché sorpreso da quei carabinieri – che nel corso di pattuglia transitavano alle ore 17 circa in Via Solferino – immediatamente dopo aver sferrato una coltellata al fianco sinistro di una persona, con cui aveva avuto poco prima un diverbio per motivi di viabilità, anche alla presenza della convivente, che nel frangente si era frapposta tra i due al fine di scongiurare ulteriori conseguenze. il pronto intervento di quei carabinieri, rimasti illesi, ha consentito di disarmare il prevenuto – sottoponendo a sequestro un coltello a scatto di 21 cm di lunghezza di cui 9 di lama – e di immobilizzarlo.
La sera di Natale, i militari della Stazione di Leverano, su attivazione della centrale operativa, intervenivano in quel Largo Santa Croce, dove era stato segnalato un cittadino extracomunitario in stato confusionale. Operanti giunti sul posto identificavano predetto in Mohamed Ifeany, nato in Algeria il 24 dic 1992, residente a Galatone, di fatto domcilato Nardò, località Boncore, il quale riferiva di essere stato dimesso dall’ospedale di Copertino e non ricordava più la strada per fare rientro al proprio domicilio. I Carabinieri, dopo le cure del caso, rifocillavano l’uomo e lo accompagnavano press il suo domicilio.
Il 13 gennaio 2021, in Vernole, l’Appuntato Scelto Q.S. Montinaro Alfredo, addetto al Norm – Sezione Radiomobile della Compagnia di Campi Salentina, mentre percorreva quella via della Repubblica, libero dal servizio, a bordo della propria autovettura, giunto all’altezza dell’istituto scolastico comprensivo per l’infanzia, in una zona densamente frequentata, notava un ciclista che lo precedeva, pensionato, scendere dal velocipede ed accasciarsi al suolo. Il militare, abbandonava repentinamente proprio veicolo, raggiungeva malcapitato, che aveva perso conoscenza e non dava segni di vita, ed iniziava operazioni rianimazione mediante massaggio cardiaco. dopo circa 10 minuti di continue manovre il cuore dell’anziano riprendeva a pulsare e lo stesso riprendeva conoscenza, tra lo stupore e gli applausi delle numerose persone presenti che assistevano compreso i sanitari del 118, allertati da altro militare presente sul posto, che stabilizzavano l’anziano, si complimentavano con il militare aggiungendo che il suo immediato intervento aveva evitato conseguenze tragiche, e provvedevano a trasportare il paziente presso ospedale Lecce dove veniva ricoverato e sottoposto ad intervento chirurgico.
Dall’Arma leccese, dunque, l’impegno a proseguire lungo il rassicurante cammino intrapreso, con la consapevolezza della necessità di ampliare e vivificare i risultati sinora raggiunti, che suggellano l’efficacia e il ruolo insostituibile che l’Istituzione, da sempre, svolge per assicurare, con le altre Forze di Polizia, attraverso il magistrale ruolo della Prefettura e la lungimirante guida dell’Autorità Giudiziaria, ordine e sicurezza in ogni dove.
Però, ha tenuto infine a precisare il Comandate Provinciale, Col Paolo Dembech, “non avremmo potuto esprimerci al meglio senza il consenso, l’apprezzamento e il concorso degli onesti cittadini, i quali, con la loro vicinanza, a volte le loro critiche e soprattutto i loro suggerimenti, ci hanno consentito di incentivare al meglio il nostro dispositivo operativo e migliorare la professionalità per rendere a queste accoglienti realtà una qualità di vita sociale sempre migliore”.
E infine, “Speriamo, il prossimo anno, di tornare a festeggiare la gloriosa Arma dei Carabinieri e il suo legame forte e indissolubile con i cittadini salentini nel meraviglioso scenario di Piazza Duomo”.
Cronaca
Anche i professionisti dei Padri Trinitari di Gagliano in sciopero
Domani 17 aprile aderiranno allo sciopero nazionale dei fisioterapisti della sanità privata e delle RSA
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In vista dello sciopero nazionale che interesserà i professionisti della sanità privata e delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), interviene l’Ordine dei Fisioterapisti Brindisi-Lecce, esprimendo una posizione istituzionale orientata alla tutela della professione e alla salvaguardia della salute dei cittadini.
Aderiranno allo sciopero anche una larga parte dei professionisti impegnati nell’assistenza e nella riabilitazione di persone in stato di bisogno, che operano nella struttura dei Padri Trinitari di Gagliano del Capo.
Pur nel rispetto del proprio ruolo, distinto da quello delle organizzazioni sindacali, l’Ordine sottolinea con preoccupazione le condizioni lavorative e retributive in cui operano numerosi fisioterapisti del comparto privato e accreditato.
Il protrarsi dell’incertezza contrattuale, insieme a contesti operativi spesso complessi e a un riconoscimento non sempre adeguato delle competenze professionali, rappresenta infatti una criticità rilevante.
L’auspicio è che il confronto tra parti sociali e istituzioni possa condurre in tempi rapidi a soluzioni concrete e sostenibili, capaci di restituire prospettive e riconoscimento ai professionisti coinvolti, assicurando al contempo la tenuta del sistema salute.
L’Ordine dei Fisioterapisti conferma la volontà di vigilare affinché l’esercizio professionale si svolga in condizioni dignitose, sicure e coerenti con gli standard qualitativi richiesti, a tutela dei cittadini e della professione.
Casarano
Centro Ilma, il dottor Serravezza sospende lo sciopero della fame
Martedì il confronto in Regione. Il Consiglio Direttivo della Lilt Lecce lancia un appello unitario e annuncia la piena disponibilità al dialogo istituzionale per il futuro del Centro
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Si ferma, almeno per il momento, lo sciopero della fame e della sete avviato dal dottor Giuseppe Serravezza.
La decisione è maturata dopo la riunione straordinaria del Consiglio Direttivo della LILT Lecce, convocata nella serata di ieri per affrontare la delicata situazione legata al futuro del Centro Ilma e alle recenti tensioni istituzionali.
L’APPELLO DEL DIRETTIVO: PRIMA DI TUTTO LA SALUTE
Nel corso dell’incontro, svoltosi nella sede provinciale di Casarano, la presidente Simonetta Pepe e tutti i componenti del Direttivo hanno espresso solidarietà al gesto del dottor Serravezza, riconoscendo come la protesta abbia riportato al centro dell’attenzione pubblica il tema del completamento del Centro Ilma, considerato una struttura strategica per la prevenzione oncologica e la tutela della salute nel Salento.
Allo stesso tempo, il Consiglio ha rivolto un appello accorato al medico salentino affinché interrompa immediatamente la protesta e prenda parte al tavolo istituzionale convocato dalla Regione Puglia per martedì 21 aprile.
LA MINACCIA DI DIMISSIONI COLLETTIVE
Nel verbale della seduta emerge anche un passaggio particolarmente forte: il Direttivo si era detto pronto a rassegnare le dimissioni immediate, insieme agli altri organismi associativi coinvolti, qualora Serravezza avesse deciso di proseguire nello sciopero.
Una scelta motivata dalla volontà di evitare conseguenze gravi per la sua salute e di tutelare il percorso avviato dalla LILT provinciale.
LA SOSPENSIONE DELLO SCIOPERO E IL VERTICE A BARI
Con una nota ufficiale, la LILT Lecce ha poi comunicato “con grande sollievo” la decisione del dottor Serravezza di sospendere lo sciopero per partecipare all’incontro istituzionale previsto a Bari.
L’associazione ha confermato piena disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte, auspicando che dal confronto possano arrivare risultati concreti e duraturi per il futuro del Centro Ilma e per gli interessi dell’intera comunità salentina.
UN PASSAGGIO DECISIVO
Il vertice in Regione potrebbe rappresentare uno snodo fondamentale per sbloccare una vicenda che da tempo tiene alta l’attenzione dell’opinione pubblica.
Sul tavolo ci sono il completamento del Centro Ilma, la continuità progettuale e il ruolo di una struttura ritenuta centrale nella prevenzione e nella ricerca sanitaria del territorio.
LO SCIOPERO DELLA FAME COME PROTESTA
Uno sciopero della fame e della sete per rompere un silenzio che, secondo i promotori, dura da anni.
È la protesta avviata dal dottor Giuseppe Serravezza per chiedere il completamento dell’iter necessario all’attivazione del Centro Ilma, struttura simbolo della prevenzione oncologica nel Salento.
IL PROGETTO NATO TREDICI ANNI FA
La vicenda parte da oltre tredici anni fa, con la firma di un protocollo d’intesa tra Regione Puglia, Università del Salento, Provincia di Lecce e Comuni di Gallipoli e Casarano.
Un progetto ambizioso, sostenuto economicamente dai cittadini, nato con l’obiettivo di creare un polo dedicato alla prevenzione e alla ricerca.
Secondo quanto denunciato da Serravezza, tutti gli enti coinvolti avrebbero rispettato gli impegni assunti, ad eccezione della Regione.
CENTRO QUASI PRONTO, MANCA L’ULTIMO PASSAGGIO
Il Centro Ilma sarebbe ormai vicino al completamento.
Gli ultimi lavori risultano in corso e gli impianti in fase finale.
Per l’avvio operativo, però, manca un passaggio ritenuto decisivo: il rinnovo del protocollo d’intesa con la Regione Puglia.
È proprio su questo punto che si concentra la protesta del medico salentino.
CINQUE ANNI DI SOLLECITI SENZA RISPOSTA
Serravezza parla di cinque anni di richieste formali, lettere e PEC rimaste senza riscontro. Un’accusa politica che riguarda prima la giunta guidata da Michele Emiliano e oggi quella del presidente Antonio Decaro.
Il medico sottolinea inoltre che non si tratterebbe di una richiesta economica, ma di un atto amministrativo necessario.
«COSÌ SI BLOCCA LA PREVENZIONE»
La firma richiesta servirebbe a inserire il Centro Ilma nella rete sanitaria regionale e consentire l’accesso a fondi nazionali ed europei destinati alle tecnologie sanitarie.
Il timore espresso dai promotori è che il ritardo possa fermare un modello innovativo di sanità territoriale fondato sulla prevenzione oncologica.
LA PROTESTA A OLTRANZA
Da qui la decisione estrema dello sciopero della fame e della sete, annunciato come forma di protesta destinata a proseguire fino a quando ci saranno le forze necessarie o fino all’arrivo di risposte ufficiali da parte della Regione Puglia.
Ora c’è la data dell’incontro e, almeno per ora, lo sciopero si ferma.
Cronaca
Quattro arresti tra Alezio, Lecce, Copertino e Tricase
Controlli serrati dei Carabinieri: eseguiti provvedimenti cautelari e ordini di carcerazione. Al centro stalking, mafia, furti, pesca illegale e violazioni delle misure restrittive
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Proseguono senza sosta i controlli del territorio da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, impegnati in una nuova serie di operazioni che hanno portato a quattro arresti in diverse aree della provincia.
Un’attività capillare finalizzata al contrasto della criminalità e al rafforzamento della sicurezza pubblica.
ARRESTO AD ALEZIO PER ATTI PERSECUTORI
Ad Alezio, i militari della locale Stazione hanno arrestato un 40enne del posto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Corte d’Appello di Lecce.
L’uomo si trovava già agli arresti domiciliari per precedenti condotte persecutorie nei confronti dell’ex convivente ed era sottoposto al divieto di avvicinamento.
Il nuovo provvedimento è scattato dopo una querela presentata dalla donna, che ha denunciato ulteriori comportamenti molesti e minatori, tra pedinamenti, messaggi intimidatori e telefonate ripetute.
AGGRAVATA MISURA CAUTELARE PER MAFIA
Sempre nella stessa serata, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lecce hanno eseguito un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti di un uomo del 1972 originario di Squinzano, già ai domiciliari per associazione di tipo mafioso.
Il provvedimento, disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia, è arrivato dopo ripetute violazioni delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.
IN CARCERE PER FURTO E PESCA ILLEGALE
Nella notte precedente, a Copertino, i militari della locale Tenenza hanno eseguito un ordine di carcerazione per cumulo pene nei confronti di un 63enne del posto.
L’uomo dovrà scontare una condanna definitiva a 2 anni e 8 mesi di reclusione per reati commessi tra il 2016 e il 2018 tra Porto Cesareo e Copertino. Tra questi figurano violazioni della normativa sulle aree marine protette legate alla pesca illegale e un furto in abitazione aggravato.
TRICASE, REVOCATI DOMICILIARI CON BRACCIALETTO ELETTRONICO
Nel pomeriggio, a Tricase, i Carabinieri della locale Stazione, supportati dal Nucleo Radiomobile, hanno eseguito un’ulteriore ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti di un uomo del 1987.
Il 38enne, già controllato con braccialetto elettronico, avrebbe violato più volte le prescrizioni imposte frequentando persone estranee al nucleo familiare, alcune con precedenti penali.
Era stato già condannato a 7 anni e 6 mesi per reati in materia di stupefacenti.
Dopo le formalità di rito, tutti gli arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Lecce
Le operazioni confermano il costante presidio del territorio da parte dell’Arma e la collaborazione con la Procura della Repubblica di Lecce.
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