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Cronaca

Maglie, studio dentistico spegne voci: “Qui nessun focolaio”

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È febbre da Covid in tutti i sensi. Gli 8 contagi in poche ore sparsi per la provincia hanno seminato il panico.





Più Comuni hanno diffuso comunicazioni in merito ai recenti casi di Coronavirus o alle misure riadottate di conseguenza. Anche uffici e studi privati si son ritrovati a fare i conti con la caccia al positivo.





Tra questi uno studio dentistico di Maglie che si è ritrovato al centro di voci sparse nella comunità locale in merito al coinvolgimento in uno dei casi di positività. Secondo alcuni, addirittura, sarebbe scoppiato addirittura un focolaio scaturito proprio da contatti interni allo studio.





È il centro odontoiatrico specialistico del dottor Giovanni Stefanelli. Lo stesso che da Facebook fa chiarezza con un post pubblico e smentisce le voci.




“Nessun focolaio”





“In seguito al comprensibile clamore che si sta generando in queste ore attorno ai casi di positività al Sarscov2 che si sono registrati nella nostra provincia ed alle inevitabili voci infondate che si stanno susseguendo attorno al mio studio, ritengo opportuno specificare quanto segue:





  • non c’è e non c’è stato alcun focolaio nello studio dentistico
    -nessun paziente è infetto
    -il sottoscritto, Anna e Antonella stanno benissimo
    -le misure precauzionali che stiamo adottando insieme alla ASL riguardano l’indagine epidemiologica dei contatti stretti in relazione ad un caso ESTERNO allo studio
    -tutti coloro che in misura del tutto PRECAUZIONALE dovevano essere contattati, sono già stati prontamente contattati dalla ASL. Tutti gli altri pazienti possono e devono stare assolutamente tranquilli.
    Sin dall’inizio di questa emergenza sanitaria mondiale il nostro obiettivo è stato sempre quello di tutelare e garantire la salute e la sicurezza dei nostri pazienti. Continuiamo e continueremo a farlo con ogni scrupolo possibile”.

Cronaca

Uccisi con oltre 60 fendenti: continua la caccia al killer di Eleonora e Daniele

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Circa 60 fendenti inferti alle due vittime: l’assassino di Eleonora Manta e Daniele De Santis si è accanito con ferocia sui corpi di delle due vittime. E’ al momento questa l’unica certezza nota, confermata dall’autopsia e riferita dal legale di famiglia, sul duplice omicidio del giovane arbitro e della sua fidanzata uccisi lunedì sera a Lecce, nel palazzo in cui erano appena andati a vivere insieme.

È giallo, invece, sull’omicida che viene cercato da due giorni: attorno a lui sembra stringersi sempre più il cerchio delle indagini. Anche se fonti inquirenti hanno smentito le voci trapelate su un sospettato già interrogato, altre fonti vicine alle indagini parlano con insistenza di una persona che sarebbe al centro dell’attenzione degli investigatori. Si sa che oltre all’ascolto di testimoni, si sono susseguite oggi perquisizioni e acquisizioni di materiale, e che l’attività investigativa è stata particolarmente intensa in uno dei paesi della provincia di Lecce, Aradeo. Una delle tracce seguite è quella di quel nome, ‘Andrea’, gridato da Eleonora prima di venire uccisa. Lo hanno raccontato i testimoni che hanno detto agli investigatori di averla sentita gridare “Andrea no, Andrea” prima che i fendenti uccidessero entrambi e di avere visto poi fuggire un uomo con un coltello in mano, con il cappuccio di una felpa nera calato sulla testa, guanti neri e uno zainetto giallo sulle spalle.

Il delitto è avvenuto nel condominio in cui vivevano le vittime, in via Montello n.2 angolo via Martiri d’Otranto, nel rione Rudiae, nei pressi della stazione ferroviaria. L’ipotesi più probabile è che le due vittime conoscevano il loro assassino, al quale hanno aperto la porta mentre stavano cenando. Daniele indossava pantaloncini e ciabatte. Sul movente gli inquirenti non si sbilanciano e non confermano né smentiscono l’ipotesi che possa trattarsi di un delitto passionale. La sensazione però è che gli investigatori stiano seguendo una pista concreta. Dovrebbe essere chiara anche la dinamica dei fatti. L’ultimo ad essere ucciso, sulle scale al primo piano del condominio, sarebbe stato proprio Daniele, forse mentre tentava di sottrarsi alla ferocia dell’assassino. Daniele al termine di questa stagione calcistica sognava di arbitrare in serie B e di affermarsi come amministratore di condominio. Infatti, amministrava il condominio in cui viveva e dove aveva deciso di convivere con la sua ‘Elly’.

La sua fidanzata, invece, originaria di Seclì, laureata in giurisprudenza e neo assunta all’Inps, sarebbe stata uccisa per prima sul pianerottolo di casa con numerosi fendenti. Dopo aver completato la sua missione, il killer sarebbe fuggito per le scale e avrebbe imboccato via Martiri d’Otranto facendo perdere le proprie tracce. Ora si aspetta l’esame dei file delle telecamere di sorveglianza della zona per poter consolidare gli indizi raccolti dagli investigatori, basati principalmente sulle dichiarazioni dei testimoni e su qualche traccia lasciata. Quello che è certo è che non si è trattato di un delitto d’impeto, ma di un omicidio premeditato perché il killer ha agito con il volto coperto, indossava i guanti e aveva con sé un coltello che gli investigatori stanno cercando.

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Cronaca

Patù torna nella sua scuola

Dopo la ristrutturazione, il plesso riapre alle lezioni. E parte l’iniziativa “Nonno vigile”

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Il ritorno a scuola oggi, in molti Comuni della provincia, è un piccolo giorno di festa per centinaia di bambini e ragazzi.





Lo è in particolar modo a Patù dove gli studenti della scuola elementare e della scuola media di via Romano sono tornati nelle loro classi dopo un anno “in trasferta”.





Si è conclusa infatti già prima delle elezioni la ristrutturazione del plesso durata, come promesso dall’amministrazione, il tempo di un solo anno scolastico (in cui classi di Patú erano state temporaneamente trasferite a Salve).





Stamattina il taglio del nastro del sindaco Gabriele Abaterusso all’arrivo dei piccoli studenti.




Nonni vigili





Con la ripresa delle attività scolastiche a Patù, parte anche l’iniziativa “nonno vigile”. Una squadra di nonni volontari seguirà l’accesso a scuola degli studenti, accompagnandoli all’ingresso e scongiurando situazioni di pericolo date dal traffico.





Nelle foto la squadra di nonni vigili ed il taglio del nastro.






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Cronaca

Incidente sul lavoro: 45enne perde braccio

È accaduto un uomo di San Cassiano. Al suo arrivo in ospedale i sanitari non hanno potuto far altro che procedere all’amputazione dell’avambraccio sinistro

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Un incidente sul lavoro avvenuto nella tarda mattinata è costato l’amputazione dell’avambraccio sinistro ad un uomo di 45 anni.

L’operatore ecologico sarebbe incorso nell’incidente mentre era intento alla pulizia di un camion in un deposito.


Prontamente soccorso dai sanitari del 118 è stato trasportato d’urgenza in ospedale al pronto soccorso del Cardinale Panico dove i medici non hanno avuto scelta viste le condizioni del suo braccio ed hanno dovuto procedere all’amputazione dell’avambraccio sinistro completamente maciullato.

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