Connect with us

Cronaca

Marinano la scuola: beccati col “fumo”

Due giovani, di 17 e 18 anni, sorpresi dalla polizia locale a fumare anziché essere a scuola

Pubblicato

il

Due studenti sono stati sorpresi nella Villa Comunale di Lecce con circa 7 grammi di “fumo” dalla pattuglia in bicicletta durante un ordinario servizio di controllo del centralissimo parco cittadino.

A.C. e S.B., rispettivamente 17 e 18 anni appena compiuti, alle 09,30 di questa mattina, anziché sulle panchine della villa comunale, nascoste dietro il busto di Garibaldi, avrebbero dovuto essere sui banchi di scuola nel primo sabato del nuovo anno scolastico.

L’atteggiamento circospetto ha insospettito gli agenti in sella alle bici che si sono avvicinati e li hanno scoperti a maneggiare pezzetti di hashish, alcuni parzialmente racchiusi in un involucro di plastica trasparente, altri contenuti in un portasigarette.

Un acquisto della prima mattinata, a detta dei giovani, costato rispettivamente quindici e venti euro.

I ragazzi sono stati quindi accompagnati per le procedure di rito presso il Comando di Viale Rossini dove il minore è stato raggiunto dai genitori.

Si è così proceduto all’identificazione ed alla contestazione dell’illecito amministrativo previsto dall’art. 75 del D.P.R. .390/90, il testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope, che comporta la segnalazione al Prefetto e, in questo caso a carico del minore risultato in possesso della patente di guida, la sanzione accessoria del ritiro della stessa.

La sostanza stupefacente, invece, è stata sottoposta a sequestro amministrativo.

Dell’operazione sono stati informati il Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Minorenni di Lecce, Imerio Tramis, ed il pm di turno Dott. Giovanni Gagliotta.

L’attenzione di questo Comando alla prevenzione del fenomeno del consumo di droghe da parte di giovani e giovanissimi è massima, per questo controlli mirati proseguiranno nei prossimi giorni.

Cronaca

Madre derubata al cimitero, la sindaca: “Credevo l’emergenza ci avrebbe reso migliori”

Pubblicato

il

La sindaca di Neviano, Silvana Cafaro, esprime tutto il suo dissenso per quanto accaduto nel cimitero del suo paese e di cui vi abbiamo raccontato ieri: il furto consumato ai danni di una madre, derubata del portafogli mentre era davanti alla tomba del figlio scomparso in un incidente. In un post Facebook, che di seguito riportiamo, la delusione della prima cittadina nevianese.

“Non abbiamo imparato nulla”

È increscioso quanto triste dover scrivere un pensiero riguardo quello che si è verificato presso il nostro Cimitero Comunale, che, voglio sottolineare, è un LUOGO SACRO!
Faccio anche fatica a trovare soltanto le parole!
Mi è costato molto, moltissimo, nel periodo dell’Emergenza Sanitaria, dover chiudere l’unico mezzo a disposizione per sentire ancora vicini i nostri cari.
Lo stesso periodo che pensavo ci avrebbe reso persone migliori, dal quale, alla luce dei fatti, mi viene difficile pensare che abbiamo imparato qualcosa: dal rispetto per la vita, al rispetto reciproco, a quello per l’ambiente.
Le piantine, per rendere omaggio, sono sparite, sradicate con violenza, unitamente ai danni materiali e soprattutto quello che ancor più mi ferisce, è ciò che è stato fatto ad una MADRE che al Cimitero va a trovare il proprio figlio, una cosa innaturale e la più dura da accettare per un genitore, ancor più se nello stesso posto dove si dovrebbe avvertire il senso pace si è vittima di atti vigliacchi e squallidi come il furto.
Dei soldi importa poco, quelli vanno e vengono, per i documenti si ottiene il duplicato ma quel portafoglio conteneva la foto del FIGLIO che non c’è più!
Spero che la vostra coscienza bussi alla porta e vi suggerisca di riportare indietro almeno quella e che possiate capire, che, anche noi, su questa terra siamo solo di passaggio”.

Continua a Leggere

Castrignano del Capo

“Spiagge sicure”: dal Viminale fondi per 4 comuni salentini

Pubblicato

il

Quattro comuni della provincia di Lecce beneficeranno di fondi stanziati dal Ministero dell’Interno nell’ambito della iniziativa “Spiagge sicure”.

Si tratta di liquidità che potrà essere impiegata per gestire la verifica del rispetto delle misure di distanziamento sociale e delle ulteriori prescrizioni delle linee guida per prevenire o ridurre il rischio di contagio da Covid-19; per sostenere le spese per l’acquisto di mezzi ed attrezzature e per la promozione di campagne informative per accrescere fra i consumatori la consapevolezza dei danni derivanti dall’acquisto di prodotti contraffatti; per assumere a tempo determinato personale di polizia locale e per prestazioni di lavoro straordinario dello stesso personale.

In provincia i comuni selezionati sono Salve, Vernole, Castrignano del Capo e Santa Cesarea Terme. A loro andranno 128mila euro, divisi in 32mila euro ciascuno.

A livello nazionale il finanziamento complessivo del Viminale interessa 150 Comuni costieri italiani per un totale di 4,8 milioni di euro.

Continua a Leggere

Cronaca

Violentò la compagna incinta: condannato

Cinque anni e 4 mesi con rito abbreviato

Pubblicato

il

Con rito abbreviato, è arrivata nella mattinata di ieri la condanna ai danni di un uomo reo di aver violentato la propria compagna.

I fatti risalgono al novembre 2016 quando, pochi giorno dopo aver scoperto di essere incinta, una giovane donna ha patito la furia della morbosa e violenta gelosia del suo ragazzo.

Alla polizia la vittima ha raccontato di esser stata picchiata in due occasioni. L’uomo, in uno dei due casi, le avrebbe anche sbattuto la testa contro la portiera dell’auto intimandole di non urlare.

L’episodio per il quale l’uomo è stato condannato a 5 anni e 4 mesi (oltre al non avvicinamento alla donna ed ai luoghi da lei frequentati per un anno dopo la fine della pena) si è invece consumato alla periferia di Lecce. Qui, dopo aver portato la sua compagna di notte in un luogo appartato, l’uomo le avrebbe strappato i vestiti di dosso abusando di lei.

Sconvolta dal degenerare dei comportamenti del suo uomo, la donna ha sporto denuncia e deciso di abortire.

Dopo l’ascolto dell’imputato, che ha negato tutto in questura nel gennaio dello scorso anno, il processo ha fatto il suo corso. Ed è arrivato, come detto con rito abbreviato, alla sentenza di condanna emessa dal gup Sergio Tosi.

Continua a Leggere
Pubblicità

Più Letti

Copyright © 2019 Gieffeplus