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Cronaca

Nel Canale d’Otranto con 3 milioni di droga sul gommone: arrestati

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Intervento delle vedette veloci del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari nelle acque di San Cataldo.

Impegnate a contrastare i traffici illeciti via mare diretti in Puglia, in collaborazione con il Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto, specializzato in operazioni a largo raggio nonché “Local Coordination Center” per l’operazione internazionale THEMIS 2020 coordinata dall’”European Border and Coast Guard Agency” (Frontex), le fiamme gialle hanno intercettato un gommone carico di marijuana e hashish.





L’azione delle motovedette





Sorpreso in piena notte, il natante si muoveva ad alta velocità verso la costa salentina. A bordo due scafisti.




Una vedetta veloce del Reparto Operativo Aeronavale di Bari, impiegata anche con compiti di Polizia del Mare, dopo un breve inseguimento, ha fermato, a poche miglia dalla costa, l’imbarcazione con il suo carico di droga.





A bordo, circa 3 quintali di marijuana e 10 kg di hashish che al mercato clandestino avrebbero fruttato circa 3 milioni di euro.
Il gommone utilizzato per l’illecito traffico, di circa 6 metri, è stato sottoposto a sequestro, mentre i due scafisti, di nazionalità albanese, arrestati per detenzione e traffico di sostanze stupefacenti e posti a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.
L’operazione aeronavale portata a termine durante la notte è un esempio della sinergia tra la componente aeronavale del Corpo, i mezzi Frontex e i Reparti territoriali delle Fiamme Gialle, nonché della stabile e consolidata collaborazione con le Autorità di Polizia albanesi, per il tramite del Nucleo di Frontiera Marittima della Guardia di Finanza di stanza a Durazzo, che sta consentendo, grazie anche ai proficui rapporti di collaborazione con le varie Procure della Repubblica, di contrastare efficacemente i sodalizi criminali che gestiscono il traffico internazionale di sostanze stupefacenti.






Cronaca

Coppia col Covid va alle Poste: denunciata

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L’ufficio postale di Nardò Centro è stato parzialmente chiuso al pubblico e santificato nella giornata di oggi.





Il motivo, una “visita” imprevista. Due cittadini recatisi allo sportello (una coppia), per aprire un conto corrente, sono stati infatti riconosciuti da uno dei dipendenti dell’ufficio quali soggetti positivi al Covid. L’impiegato era a conoscenza della positività dei due, che conosceva, ed ha quindi segnalato la loro presenza e, di conseguenza, la violazione all’isolamento loro imposto dall’autorità sanitaria.




L’accaduto ha costretto parte dei dipendenti l’ufficio postale a sottoporsi a tampone. Ed ha visto le attività del medesimo ufficio fortemente condizionate nell’arco della giornata. Con l’auspicio che non si possano essere ricadute anche in termini di contagi.





La condotta dei due interessati è stata denunciata alle autorità.


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Cronaca

Conduttura Aqp rotta: “In serata tornerà l’acqua nelle marine di Nardò”

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“Uomini e mezzi al lavoro senza soste per riparare la conduttura che questa mattina ha subìto un danno sul lungomare lasciando senza fornitura idrica le abitazioni di Santa Maria al Bagno, Santa Caterina e Mondo nuovo”.





È questo quanto scrive il Comune di Nardò che, di concerto con Acquedotto Pugliese, è al lavoro per risolvere il problema occorso oggi nelle marina. Sul posto è stata inviata una ditta specializzata che si sta adoperando per ripristinare, entro la serata, la normale erogazione idrica.









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Cronaca

Caso Mauro Romano: spunta la foto dello sceicco da bambino

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Un turbinio di emozioni la vicenda di Mauro Romano, il bambino scomparso da Racale nel 1977.





Dopo che il caso è risalito alla ribalta della stampa nazionale qualche giorno fa, con l’intervista del Corriere della Sera alla signora Bianca, la madre di Mauro, ieri in TV è tornato sul tema il programma “Chi l’ha visto?”.





Un’avvocatessa ha mostrato alcune immagini (a fine articolo) dello sceicco che secondo la famiglia Romano sarebbe ciò che Mauro è diventato negli anni: Mohammed Al Habtoor. La foto ritrae lo sceicco da bambino: capelli e carnagione sono scuri. La somiglianza con il piccolo rapito nel Salento nel 1977 è praticamente inesistente.




La mamma di Mauro però tiene duro. Le cicatrici che lo sceicco ha sulla mano e sul volto sarebbero le stesse che il bambino di Racale si procurò con un ferro da stiro. Per la signora Bianca non resta che una richiesta: “Fatemi fare un confronto del Dna così potrò avere pace”.





La foto






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