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Cronaca

Offese, insulti ed aggressioni alla moglie, 45enne condannato

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Avrebbe minacciato ed esercitato violenza nei confronti della moglie, pretendendo somme di denaro quotidianamente, per acquistare presumibilmente sostanze stupefacenti.


Ad ogni rifiuto da parte della coniuge, una 40enne originaria di Taurisano, avrebbe ricambiato con offese, insulti, ed aggressioni fisiche.


Avrebbe, infine, trasgredito il divieto di avvicinamento nei confronti della donna, continuando a mettere in atto comportamenti violenti.


Queste le accuse nei confronti di un 45enne residente ad Ugento, per il quale nella scorse ore, dinanzi al giudice della prima sezione penale del Tribunale di Lecce, Annalisa De Benedictis, è stato celebrato il processo con rito abbreviato.


In sede di giudizio la donna, difesa dall’avvocata Ada Alibrando, avrebbe rinunciato alla costituzione di parte civile, testimoniando a favore dell’imputato.

In seguito all’udienza, quindi, l’uomo, difeso dall’avvocato Alberto Ghezzi, è stato condannato ad otto mesi di reclusione ed al pagamento delle spese processuali.


Secondo quanto si legge nel dispositivo della sentenza, infatti, la pena inflitta si riferisce soltanto al reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare, essendo stata riqualificata in percosse e minacce l’accusa di maltrattamenti, e quella di estorsione (tentata e consumata) in esercizio arbitrario delle proprie ragioni.


È stata dichiarata, inoltre, l’estinzione dei reati per remissione di querela da parte della donna.


L’imputato potrà comunque presentare ricorso in appello.


Cronaca

Calci e una pietra per sfondare la porta della ex: arrestato 33enne

Il 33enne, già noto alle forze dell’ordine per atti persecutori nei confronti della ex compagna, è finito in carcere dopo nuove minacce, pedinamenti e un’aggressione all’abitazione della donna, documentata con video che ha permesso l’intervento della Polizia grazie alle norme del “Codice Rosso rafforzato”

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La Polizia di Stato ha tratto in arresto un 33enne di Gallipoli, disoccupato e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del reato di atti persecutori (stalking) ai danni della ex compagna.

L’uomo non era nuovo a simili condotte: già destinatario di un ammonimento del Questore di Lecce, dr. Giampietro Lionetti, era stato arrestato nel settembre dello scorso anno per gravi episodi persecutori contro la stessa donna, finendo ai domiciliari.

Ottenuta la libertà nell’aprile di quest’anno, il 33enne aveva inizialmente tentato di riallacciare i rapporti con la vittima. Tuttavia, dopo una brevissima frequentazione, sono riemerse le minacce costanti e ed i messaggi offensivi sul cellulare.

Nelle ultime settimane, come emerso dalle indagini, la situazione è degenerata in appostamenti notturni sotto l’abitazione della vittima, pedinamenti, proseguiti fin sotto gli uffici del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gallipoli.

L’episodio culminante è avvenuto la scorsa notte, quando l’uomo si è scagliato con calci contro la porta d’ingresso dell’abitazione della donna, nel tentativo di irrompere nell’appartamento. Non riuscendovi, ha infranto il vetro della finestra della camera da letto lanciando una pietra.

Nonostante il terrore, la vittima è riuscita a filmare con il proprio smartphone l’aggressore mentre inveiva contro di lei con minacce e insulti.

Grazie all’analisi di queste prove e alle indagini condotte dagli agenti del Commissariato, è stato possibile applicare l’istituto dell’arresto in flagranza differita.

Questa procedura, introdotta dalle recenti modifiche al cosiddetto “Codice Rosso rafforzato“, permette alla Polizia Giudiziaria di procedere all’arresto anche se l’autore non viene colto sul fatto, purché vi sia documentazione video o fotografica che attesti in modo inequivocabile la condotta delittuosa.

Al termine degli adempimenti di rito e su disposizione del Pubblico Ministero di turno, l’arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lecce, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Cronaca

Abbandona il cane a Gagliano del Capo: identificato e denunciato

L’intervento delle guardie specializzate e la collaborazione della comunità hanno permesso di rintracciare il presunto autore del gesto e mettere al sicuro l’animale

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L’episodio ha visto protagoniste le guardie zoofile Agriambiente di Lecce che, nella giornata di ieri, hanno identificato e denunciato un uomo residente a Gagliano del Capo, sospettato di aver abbandonato un cucciolo di cane in una zona periferica del paese.

Le indagini haano avuto inizio a seguito di una segnalazione comparsa su Facebook. Da quel momento, le guardie si sono attivate rapidamente, raccogliendo testimonianze e verifiche sul territorio che hanno permesso di risalire al presunto responsabile in poche ore.

Per fortuna, il cucciolo, trovato in buone condizioni di salute, è stato affidato a un cittadino che si prenderà cura di lui, offrendogli un contesto adeguato e stabile.

A fare la differenza, in questa vicenda, non è stato soltanto l’intervento delle guardie, ma la reazione immediata del territorio: segnalazioni, disponibilità e attenzione hanno costruito in poche ore una risposta corale. È in questa trama di piccoli gesti concreti che il cucciolo ha trovato una seconda possibilità, a dimostrazione di come la cura verso gli animali passi spesso dalla capacità di non restare indifferenti.

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Cronaca

Auto divorata dalle fiamme all’alba

Intervento dei Vigili del Fuoco nelle prime ore del mattino lungo una strada periferica: il mezzo è stato completamente distrutto, mentre proseguono gli accertamenti delle forze dell’ordine

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Questa mattina, intorno alle 05:30, una squadra dei Vigili del Fuoco della sede centrale di Lecce è intervenuta nel territorio del Comune di Monteroni di Lecce a seguito dell’incendio di un’autovettura.

Una volta giunti sul posto, in una stradina sterrata adiacente alla S.P. 6 Monteroni di Lecce–Lecce, i Vigili del Fuoco hanno riscontrato un incendio ormai generalizzato che aveva completamente avvolto il veicolo.

L’autovettura è risultata totalmente distrutta dalle fiamme e, al momento, non è stato ancora possibile accertarne la proprietà. Il personale intervenuto ha quindi provveduto alle operazioni di spegnimento e alla successiva messa in sicurezza dell’area interessata.

Sul posto erano presenti anche i Carabinieri delle stazioni di Surbo e Monteroni di Lecce, impegnati negli accertamenti di competenza.

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