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Collepasso

Officine e autocarrozzerie abusive

Cinque sequestri della Guardia di Finanza tra Gallipoli, Nardò, Matino, Racale e Collepasso. Grosse multe anche ai proprietari delle autovetture obbligati ad avvalersi, di imprese autorizzate

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L’attività operativa della Guardia di Finanza, orientata dal Comando Regionale di Bari e volta al contrasto dell’abusivismo e sommerso d’azienda, ha svelato un fenomeno purtroppo diffuso di vere e proprie attività artigiane completamente abusive, nella fattispecie, officine meccaniche, elettrauti e autoriparatori, prive dei necessari titoli autorizzativi all’esercizio dell’attività artigianale, per la quale è prevista un’iscrizione al registro delle imprese della Camera di commercio.


gdf1Delle sette officine sottoposte a controllo, soltanto quattro sono risultate titolari di partita Iva, mentre le altre erano completamente sconosciute al fisco.


A finire nel mirino delle fiamme gialle del Comando provinciale di Lecce, Compagnia di Gallipoli, sono stati, in due distinti interventi, sette tra meccanici, autoriparatori ed elettrauto, residenti a Gallipoli, Nardò, Matino e Collepasso.


Nel corso delle operazioni, eseguite all’interno delle autorimesse, sono state individuate attrezzate officine dotate delle necessarie strumentazioni per le riparazioni meccaniche, tutto completamente abusivo, oltre a varie autovetture pronte per essere riparate e/o in fase di consegna al cliente.

Le attrezzature rinvenute, costituite da banconi da lavoro, attrezzi, ponti sollevatori idraulici, compressori, forni per la verniciatura, ecc., installate senza le prescritte dichiarazioni di conformità, sono state sottoposte a sequestro amministrativo, finalizzato alla successiva confisca, ed i responsabili segnalati alla Camera di Commercio di Lecce, competente per l’applicazione delle relative sanzioni.


gdf_bSono state contestate anche violazioni di carattere penale, in ordine all’illecito smaltimento di rifiuti pericolosi ed elevate sanzioni amministrative nei confronti dei proprietari delle autovetture i quali sono obbligati ad avvalersi, per la manutenzione e la riparazione, di imprese autorizzate ovvero regolarmente iscritte alla Camera di commercio.


Nei confronti dei gestori delle attività abusive seguiranno accertamenti, anche di natura fiscale, per la quantificazione del volume d’affari sottratto al fisco. Il danno arrecato da tali attività illecite è trasversale e spazia dall’evasione fiscale fino alla concorrenza sleale nei confronti degli operatori regolari, passando per il danno ambientale connesso allo smaltimento incontrollato dei rifiuti pericolosi connessi con lo svolgimento di tali attività.


Attualità

Covid: altri due casi in provincia di Lecce

Si tratta di due donne asintomatiche. In tutta la Puglia tasso di positività pari allo 0,15%. Intanto il numero dei guariti (3.022) e più di tre volte superiore a quello degli attualmente positivi (967)

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Altri 4 casi positivi al Covid in Puglia, due dei quali in provincia di Lecce.

È questo il succo del bollettino epidemiologico odierno rilasciato dalla Regione Puglia, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro.

Sono stati registrati 2.543 test ed con i 4 casi positivi, il conto è presto fatto, il tasso di positività, è dello 0,15%.

Purtroppo sono stati registrati altri 3 decessi di pugliesi con covid: due in provincia di Bari ed uno nel tarantino.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 125.049 test.

Sono 3.022 i pazienti guariti che sono più del triplo degli attualmente positivi, oggi 967 in tutta la Puglia.

I NUOVI CASI NEL SALENTO A COLLEPASSO E NOHA

Le persone controllate e risultate positive sarebbero completamente asintomatiche. Lo si apprende da fonti dell’Asl leccese secondo le quali si tratterebbe di una donna di 94 anni di Collepasso ed una  di 43 di Noha (Galatina).

IL BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO DEL 4 GIUGNO

Il totale dei casi positivi Covid nella nostra regione dall’inizio dell’epidemia è di 4.503, di cui 517 nella provincia di Lecce.

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Collepasso

Violenza sessuale, spaccio e associazione mafiosa: dai domiciliari al carcere

Scattano le manette per un ugentino condannato per due casi di violenza sessuale e due parabitani condannati per associazione finalizzata allo spaccio e, in un caso, con l’aggravante del metodo mafioso

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Tre persone sono finite dai domiciliari al carcere in esecuzione di condanna tra Ugento, Parabita e Collepasso.

Ad Ugento i carabinieri della locale Stazione hanno arrestato su ordine di esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura della Repubblica Di Lecce – ufficio esecuzioni penali, un uomo, già ai domiciliari, poiché condannato alla pena detentiva residua di 4 anni, 11 mesi e 9 giorni di reclusione per il reato di violenza sessuale, commesso nel 2001 ad Ugento e nel 2006 a Gallipoli, nonchè di evasione dai domiciliari, accertata dai carabinieri il 25 marzo 2018. Arrestato, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare.

A Parabita, i carabinieri della locale Stazione hanno arrestato su ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Lecce – Ufficio Esecuzioni Penali, Giovanni Picciolo, 39 anni, già agli arresti domiciliari, poiché condannato alla pena detentiva residua di 7 anni di reclusione e ad un anno e 6 mesi di libertà vigilata per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, reato consumato fino al maggio 2015 tra Parabita, Matino e paesi vicini, nonché di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, commessi ad Ugento prime e dopo il 15 novembre 2014. L’arrestato ora è in carcere a Lecce.

Sempre a Parabita i carabinieri hanno arrestato su ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla procura generale della repubblica presso la Corte d’Appello di Lecce – Ufficio Esecuzioni Penali, Matteo Toma, 42 anni, già agli arresti domiciliari, poiché condannato alla pena detentiva residua di 10 anni e 4 mesi di reclusione per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti aggravato dal metodo mafioso, reato consumato fino al maggio 2015 tra Parabita, Matino e paesi contigui. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato accompagnato presso la casa circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce.

A Collepasso i carabinieri della locale stazione hanno arrestato su ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Lecce – Ufficio Esecuzioni Penali, Fernando Cataldi, 30 aani, poiché condannato alla pena detentiva residua di 5 anni di reclusione per il reato di associazione di tipo mafioso, commesso fino al maggio 2015 in tutta l provincia di Lecce. Anche per lui si sono aperte le porte del carcere.

 

 

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Attualità

Ambito Territoriale Sociale di Casarano: servizi… a distanza

Servizi di assistenza domiciliare, integrazione scolastica, educativa domiciliare, Centro Diurno per Disabili “Alicanto”, Centro per la Famiglia, Rete Antiviolenza e Sportello Immigrati: gli operatori e le operatrici, hanno continuato a progettare attività e servizi, ad effettuare chiamate e video-chiamate e a realizzare video informativi, ludici e ricreativi, laboratori, canzoni, letture e attività diverse

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L’emergenza sanitaria da covid-19 ci ha obbligato a ripensare, a ridisegnare le nostre vite, le nostre abitudini e la nostra quotidianità, facendo sempre più ricorso a quelle diavolerie elettroniche ed informatiche, tenendo videoconferenze e collegamenti multipli che, solo qualche mese fa sembravano fantascienza.

Questo è accaduto in ogni settore, anche in quelli che, per propria natura, sembravano impossibili da poter convertire in attività “a distanza” o da casa; proprio come tutte le attività che fanno capo all’Ufficio di Piano dell’Ambito di Casarano.

Ci siamo trovati obbligati a riorganizzare servizi educativi e socio-assistenziali, domiciliari o svolti in presenza, attraverso l’utilizzo di nuove modalità a distanza, mai sperimentate fino a ieri”, spiega la responsabile, Gigliola Todisco, “ma non per questo ci siamo fermati: ogni servizio ha continuato ad assicurare le prestazioni essenziali, perché mai come in questo momento storico la nostra comunità era chiamata a stringersi forte come una catena a protezione del bene più importante, la vita. Abbiamo lavorato in sinergia e facendo ricorso a tanta creatività perché i servizi continuassero a garantire, dove non era più possibile una prestazione di tipo socio-assistenziale, almeno attività che assicurassero ascolto, supporto e vicinanza emotiva”.

L’Ambito Territoriale Sociale di Casarano assicura i servizi di assistenza domiciliare, quello di integrazione scolastica, oppure  l’educativa domiciliare, così come anche il Centro Diurno per Disabili “Alicanto”, o il Centro per la Famiglia, o la Rete Antiviolenza, e lo Sportello Immigrati; tutti settori che, come detto prima, non si prestano ad una forma a distanza ma, nonostante tutto, le educatrici, le assistenti sociali, le psicologhe, tutti gli operatori e le operatrici, hanno continuato a progettare attività e servizi, ad effettuare chiamate e video-chiamate e a realizzare video informativi, ludici e ricreativi, laboratori, canzoni, letture e attività diverse al fine di accompagnarci in questo tempo sospeso.

Nascono così appuntamenti social come La Famiglia Si-Cura, un servizio di sostegno psicoeducativo per genitori, oppure Fai Attività Con Noi, uno spazio concreto di proposte educative per bambini e ragazzi da svolgere durante le lunghe giornate di quarantena.

Attraverso questo lavoro silenzioso, l’Ambito Territoriale Sociale di Casarano ha fatto fronte all’emergenza anche attraverso l’attivazione di un numero di pronto intervento sociale”, prosegue la responsabile, “e di nuovi servizi dedicati a questo particolare momento storico e sociale, come il servizio di solidarietà per l’acquisto di beni di prima necessità, la distribuzione di pacchi alimentari, e il servizio di ascolto telefonico “Telefono amico”, volto ad offrire ascolto qualificato, supportare e orientare verso le reti presenti sul territorio.

Qualche volta”, conclude, “non siamo riusciti ad arrivare dove avremmo voluto, qualche volta ci è sembrato di perdere tempo prezioso, ma questo è il tempo del pane lievitato lentamente; questo è il momento della lievitazione lenta. Noi Abbiamo fiducia in questo pane, e nelle grandi possibilità che sono dentro questo tempo e dentro ognuno di noi”.

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