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Attualità

Positivo a Matino, il sindaco: “Stop alla caccia al nome”

Il monito di Toma: “Smettiamola di scrivere supposizioni che possono far male a qualcuno, pensiamo dieci volte prima di scrivere o di inviare foto addirittura di bambini”

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Il sindaco di Matino Johnny Toma, ha commentato la notizia del “primo caso di contagio nella nostra città” sulla pagina ufficiale facebook del Comune.


Dalle informazioni che ho ricevuto“, ha scritto in un post il primo cittadino, “si ha motivo di credere che la situazione sia sotto controllo“.


Il sindaco ha poi espresso “vicinanza alla famiglia mettendomi subito a disposizione per qualsiasi cosa avessero eventualmente bisogno“.


Poi, sempre su facebook, ma questa volta sulla propria pagina ha ulteriormente spiegato: “Mi sono messo in contatto telefonico con l’ASL che mi ha confermato l’esistenza di un caso positivo nella nostra cittadina. Mi è stato riferito che la situazione è sotto controllo e che chiaramente si sta seguendo il protocollo che è ormai, purtroppo, tristemente noto in tutto il mondo ed anche alla nostra ASL”.


A chi gli ciedeva in barba ad ogni legge sulla privacy che fosse la persona contagiata il sindaco ha fatto notare che “non potendo avere il nominativo del nostro caro cittadino contagiato ho lasciato il mio numero di telefono nell’eventualità che i familiari volessero mettersi in contatto con me, per qualsiasi necessità di cui avessero bisogno. Chiusa la telefonata ho pensato subito a voi tutti e di getto ho scritto un pensiero su facebook per notiziarvi ma soprattutto per dare solidarietà e vicinanza a chi più di noi in questo momento sta vivendo questa tragedia planetaria“.


Purtroppo, però“, Toma, “era già partita ed è continuata una caccia al nome che soprattutto su whatsup ha fatto girare nomi, foto e supposizioni che ledono la dignità di chi subisce la gogna ma, permettetemi, anche di chi la crea. Capisco la paura, capisco gli enormi sacrifici che stiamo facendo ma cari concittadini non dobbiamo mai venir meno al rispetto per gli altri che è rispetto anche per noi stessi”.


E poi: “Fidatevi delle Istituzioni, fidatevi del vostro sindaco che sta remando sulla stessa barca e non metterà mai in pericolo uno solo dei suoi concittadini. Smettiamola di scrivere supposizioni che possono far male a qualcuno, pensiamo dieci volte prima di scrivere o di inviare foto addirittura di bambini. Coraggio, siamo in grado di farcela e tutti insieme ne usciremo più forti e uniti di prima. Più dei nomi“, conclude, “in questo momento, serve rispettare le regole. Vi voglio bene, non deludetemi”.


Attualità

Tricase: da lunedì vaccini all’Acait per gli over 80

Potrà presentarsi presso il nuovo Centro Vaccini nell’ex-Acait di Tricase chi non ha ancora ricevuto la prima somministrazione, chi ha già effettuato la prenotazione ed anche chi non l’ha ancora effettuata

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A Tricase, nel nuovo centro vaccini, a partire da lunedì 12 aprile, dalle ore 9 alle ore 20, si procederà alla vaccinazione dei cittadini over 80 (nati entro il 31 dicembre 1941).


Potranno presentarsi presso il Centro Vaccini, ubicato presso il Capannone del Complesso ex-Acait di Tricase: coloro che non hanno ancora ricevuto la prima somministrazione; coloro che hanno già effettuato la prenotazione; coloro che non hanno ancora effettuato la prenotazione.


Per evitare assembramenti e attese, gli ingressi al Centro vaccinale saranno scaglionati nel seguente modo:


dalle ore 9 alle ore 12: cognomi dalla lettera A alla lettera F;


dalle ore 12 alle ore 15: cognomi dalla lettera G alla lettera N;


dalle ore 15 alle ore 18: cognomi dalla lettera O alla lettera S;


dalle ore 18 alle ore 20: cognomi dalla lettera T alla lettera Z.


Proprio ieri il sindaco Antonio De Donno aveva postato la notizia del completamento del nuovo Centro Vaccini con tanto di sopralluogo già effettuato dal Direttore del Distretto Socio sanitario di Gagliano del Capo Rocco Palese.


Il sindaco ha poi voluto “ringraziare i volontari, la giunta, gli uffici e tutti coloro che hanno lavorato senza sosta per rendere immediatamente attivabile il punto vaccinale della nostra città non appena giunto il via libera da parte del Distretto”.


Oggi”, ha concluso il primo cittadino, “è un bel giorno per la nostra comunità”.



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Furbetti del vaccino, chi sono

Sono diverse le inchieste aperte sui furbetti del vaccino da procure di mezza Italia…

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Sono più di 2 milioni e 300.000 gli italiani che sotto la voce “altro”, hanno già ricevuto almeno una dose di vaccino.


Più di una su 5 delle 12 milioni di dosi somministrate è andata a persone non inserite nelle liste delle priorità.


La platea degli over 80 immunizzati è ancora lontana e, pertanto, come ha dichiarato il premier Draghi, le riaperture saranno possibili solo nelle regioni che hanno messo in sicurezza i più anziani.


Non sono tutti furbetti del vaccino.


Il report del commissario Figliuolo non menziona come voci a parte gli over 70 e le persone con gravi patologie che quasi tutte le regioni hanno cominciato a vaccinare.

In Regioni come la Sicilia, la Calabria, la Puglia, la Campania, la Toscana questa voce, però, ha numeri che sfiorano il 30% delle somministrazioni totali.


In alcune liste, appartenenti ai cosiddetti servizi essenziali, si è infilato chiunque: dai magistrati agli avvocati per finire con i sacerdoti di Taranto, giovani seminaristi compresi.


Sono diverse le inchieste aperte sui furbetti del vaccino da procure di mezza Italia e anche la commissione antimafia ha aperto un’istruttoria.


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Nonno Rosario festeggia i 105 anni!

“Cesarino” ha combattuto nelle truppe italiane finendo prigioniero a Pantelleria e poi nei campi francesi del nord Africa

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E sono 105! Rosario Bove, uno dei nonnini di tutti i neretini, taglia oggi il “traguardo” delle 105 primavere. Ex collaboratore scolastico dell’istituto di piazza Umberto I e uno degli ultimissimi reduci neretini della Seconda Guerra Mondiale, “Cesarino” ha combattuto nelle truppe italiane finendo prigioniero a Pantelleria e poi nei campi francesi del nord Africa.


Restò lì per tre anni in condizioni disumane, mangiando solo qualche cucchiaio di riso al giorno e combattendo persino con la malaria. Dalla moglie Emilia ha avuto tre figli e da questi una lunga serie di nipoti e pronipoti.


Questo 105esimo compleanno, come quello dello scorso anno purtroppo, è un po’ particolare, senza gli abbracci consueti di tutti i figli, nipoti e pronipoti, ma solo di pochissimi di loro nella casa di via Orlando.

Grande tempra e spirito orgoglioso, racconta fiero di essere stato “tra i pochi che hanno iniziato e finito la guerra dalla stessa parte”.


A lui gli auguri della redazione, dell’amministrazione comunale e di tutta la città.


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