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Cronaca

Rifornimenti con carte della ditta di trasporti per cui lavorava in passato: denunciato

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Amara sorpresa in Spagna per un camionista di una nota società di autotrasporti del basso Salento che, dopo aver rifornito il suo articolato per fare rientro in Italia, si è visto rifiutare il pagamento per insufficenza di fondi nella carta carburante.
Dopo l’amara sorpresa, lo stupore del rappresentante legale della società, appresa la notizia, ha presentato una denuncia-querela contro ignoti. Qualcuno infatti, presso non specificati distributori di Lecce e provincia, con una vecchia multicard Eni, considerata bloccata dalla società e quindi non più tracciata ma di fatto ancora attiva, aveva effettuato dieci transazioni fraudolente per l’acquisto di circa 4mila euro di carburante, azzerando il plafond quindicinale a disposizione degli autisti della società.
L’attività d’indagine, portata avanti dagli agenti del Commissariato di Taurisano, ha permesso di individuare i distributori Eni in questione ed acquisire i filmati video-registrati. Così, sono stati rilevati i veicoli presenti nelle aree di servizio prima e dopo le transazioni fraudolente. Qui, l’attenzione si è soffermata su una Fiat Grande Punto, il cui proprietario e conducente, residente a Collepasso, aveva già piccoli precedenti e sanzioni a carico per violazioni al codice della strada alla guida di autarticolati.
Dai successivi accertamenti sulla “multicard ENI” è emerso che le ultime transazioni effettuate, prima di quelle indebite, risalivano all’anno 2017, nel periodo in cui lo stesso aveva la disponibilità della carta carburante, poiché camionista dipendente della medesima società di autotrasporti.
A conclusione dell’attività investigativa quindi T.B. è stato deferito in stato di libertà per i reati di appropriazione indebita e indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagameto.

Cronaca

Travolge e uccide 21enne modenese: arrestato guidatore in stato di ebbrezza

Il guidatore scontava precedenti per guida in stato di ebbrezza ed è risultato positivo all’alcool test

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Dopo la denuncia a piede libero è stato arrestato Marcello Marsano, il 40enne primo sospettato di omicidio stradale dopo il fattaccio della scorsa notte.

L’uomo, aiuto cuoco in un ristorante di Gallipoli, era di ritorno dal lavoro quando ha travolto due ragazzi modenesi che alloggiavano in un appartamento nei pressi della Baia Verde e, in bicicletta, vi facevano ritorno da un locale. Ad avere la peggio è stato Matteo Cassola, 21 anni, per il quale l’impatto è stato letale; il suo amico, anche lui 21 enne, ha riportato lesioni gravi ma non è in pericolo di vita.

Il guidatore scontava precedenti per guida in stato di ebbrezza ed è risultato positivo all’alcool test.

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Cronaca

Niente mascherine e distanziamento in due locali ad Otranto: “Dovevamo far cassa”

La polizia si apposta e si nasconde tra la gente, poi entra in azione: chiusure inevitabili

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Nell’ambito delle attività di controllo degli esercizi pubblici, anche in ordine al rispetto della normativa anti-covid, nella serata di ieri sono stati effettuati numerosi controlli straordinari delle principali attività in quel di Otranto.

Considerata l’estrema difficoltà di raggiungere inosservati presso l’area dei Bastioni di Otranto, ove insistono molti dei più gettonati locali della città, il personale della Polizia Amministrativa della Questura, coadiuvato dal personale dei commissariati di Otranto e Taurisano (e delle rispettive Scientifiche), si è infiltrato fra i giovani, avvalendosi anche della collaborazione dei colleghi della Polizia Scientifica di Otranto e Taurisano.

L’azione di squadra è risultata eccezionalmente utile alla comprensione delle dinamiche in quell’area e dell’atteggiamento dei pubblici esercenti. Stando a quanto riscontrato dalla polizia, infatti, questi, convinti di non essere osservati dalle Forze dell’Ordine, violavano ripetutamente molte delle norme finalizzate al contrasto della diffusione del coronavirus.

Da postazioni strategiche dalle quali era possibile operare del tutto inosservati, già a partire dalle 22, il personale della Scientifica ha potuto riprendere, fotografare e documentare tutta una serie di comportamenti degli esercenti pubblici operanti sui bastioni, “atti a ledere o a mettere in pericolo la salute pubblica, in palese violazione delle norme attualmente finalizzate alla sua salvaguardia”, come riportato dalla Questura.

Dopo oltre tre ore di ininterrotte riprese da parte della Scientifica, il quadro dei comportamenti e delle gravi violazioni riscontrate è apparso chiaro e nitido, tanto da necessitare il più duro degli interventi che, nell’ottica di interrompere le condotte pericolose per la salute pubblica, ha portato ad intervenire su due locali presenti nella zona, non solo e non tanto per la contestazione delle violazioni amministrative riscontrate quanto – soprattutto – per porre fine alla situazione di pericolo. È stata infatti imposta la chiusura immediata delle rispettive attività commerciali.

Alla vista della polizia, alcuni degli esercenti han provato a porre vano rimedio, indossando le mascherine ed invitando i clienti a distanziarsi fra di loro.

Una volta appreso di essere stati osservati ed immortalati, gli esercenti dei locali hanno ammesso le violazioni, giustificandosi con la necessità di “fare cassa” in un periodo così difficile per l’economia locale.

La polizia riporta che nessuno dei dipendenti dei locali sottoposti a chiusura aveva mai indossato mascherine durante i rapporti con i clienti, durante la mescita, nelle operazioni di banco o di cassa così come le vigilanze private che, pur presenti, non avevano fatto mantenere il doveroso distanziamento fra clienti all’interno degli spazi in concessione, sottraendosi per primi – pur lavorando in mezzo ai giovani – all’obbligo della mascherina protettiva.
Per questi motivi, gli esercizi sono stati sanzionati ed immediatamente chiusi, così come sono stati sanzionati gestori e dipendenti dei medesimi.

Gli atti saranno sottoposti all’attenzione della Prefettura di Lecce che potrebbe valutare un eventuale inasprimento della sanzione, aggiungendo ai 5 giorni di chiusura imposti dalla Polizia un ulteriore periodo di chiusura che potrebbe protrarsi sino a 30 giorni.

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Cronaca

Salgono a bordo per l’escursione ma l’imbarcazione prende fuoco

Grande spavento in mattinata per un gruppo di persone pronte ad una gita a Porto Cesareo

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Stava per lasciare la banchina per una escursione, invece è finito distrutto sul fondale.

Un gommone di 8 metri impiegato per visite all’area naturale di Porto Cesareo ha preso fuoco questa mattina mentre dei passeggeri salivano a bordo.

È stato un corto circuito a far divampare improvvisamente le fiamme sotto al sole bollente. L’incendio si è propagato rapidamente, nonostante i pronti tentativi di spegnerlo.

I passeggeri sono stati fatti immediatamente evacuare. Hanno tutti raggiunto la riva senza conseguenze. L’imbarcazione, invece, è andata completamente distrutta. In pochi minuti è anche affondata.

Sul posto vigili del fuoco, 118 e Capitaneria di Porto.

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