Sbarco a Tricase: oltre 100 profughi soccorsi a Marina Serra

Una notte buia e gelida ed un mare tutt’altro che calmo. Queste le condizioni atmosferiche in cui un gruppo di 167 profughi ha raggiunto, poco prima della mezzanotte, le coste di Tricase.

Quando a terra si registravano appena uno o due gradi centigradi, un’imbarcazione lunga non più di 20 metri ha toccato gli scogli di Marina Serra, rimanendo incastrata in zona “Lavaturu”.

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L’intervento della Capitaneria di Porto di marina militare (con un elicottero), guardia di finanza, vigili del fuoco e carabinieri ha permesso di sottrarre il gruppo all’incombente rischio di assideramento, per poi essere divisi in due gruppi: una sessantina sono stati accompagnati presso la palestra di via Montinari a Galatina, improvvisata per l’occasione centro di prima accoglienza, mentre i nuclei familiari sono nel centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello”, a Otranto.
Si tratta perlopiù di persone di origine pakistana, tra cui anche donne e bambini.

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Oltre al freddo, rende in parte l’idea della pericolosità del viaggio affrontato, la decisione delle forze dell’ordine di non rimuovere l’imbarcazione (da sottoporre a sequestro) prima dell’alba. Scelta dettata, appunto, dalle avverse condizioni meteo e marittime. Il barcone è stato poi condotto a Tricase Porto.

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