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Casarano

Si accascia mentre fa la spesa, spavento a Casarano

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Attimi di paura questa mattina in un supermercato di Casarano.

Una cliente si è sentita male mentre era all’interno del Conad di via Ruffano.

Soccorsi immediati

Prontamente aiutata dal personale dell’attività, la donna si è accasciata al suolo, colta da un improvviso malore.

I presenti hanno chiesto l’intervento del 118 che giunto sul posto ha prestato soccorso alla signora.

Non ancora chiare le cause dell’accaduto.

Fortunatamente le condizioni della signora non sarebbero critiche.

Casarano

Lotta al Covid: le mosse della Regione

Fondi dal Ministero della Salute permetteranno un aumento dei posti anziché il loro taglio. Casarano sarà ospedale di primo livello

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Non piace, in Regione, l’andazzo sanitario che sta portando il Coronavirus a diffondersi nuovamente in maniera preoccupante.

Il governatore Michele Emiliano a breve convocherà i prefetti per discutere della direzione da seguire per contrastare l’incubo di un ritorno di fiamma del Covid.

Intanto, emergono decisioni in merito alla rete ospedaliera. Novità che sanno di un ritorno al passato: il Ministero ha infatti tirato il freno sui tagli. Il numero di posti letto stabilito è di 1255 per tutta la Puglia, 276 in più di terapia intensiva (arrivando a 580 complessivi) e 285 di semi intensiva.

Novità a Casarano

Il sistema ospedaliero, ha detto Emiliano, “si militarizza” in attesa della seconda ondata. Con l’imprescindibile aumento dei fondi ricevuti dal Ministero per realizzare il tutto: 98 milioni di euro.

La provincia di Lecce avrà 115 posti letto in più di terapia intensiva e 56 di sub intensiva. Per il post covid, 120 posti letto a Copertino e 40 a San Cesario.

A Casarano la più grande novità.

“L’ospedale di Casarano – ha annunciato il presidente Emiliano, aggiungendo che sarà inviata a Roma formale richiesta – deve essere di primo livello. Abbiamo previsto il raddoppio dei posti letto in terapia intensiva da 4 a 8. In questo modo, insieme a Gallipoli, non contro Gallipoli, assicurerà un presidio importante di salute e anche nella lotta al Covid”.

Poi, secondo obiettivo quello di incrementare, ovunque, di 474 posti letto gli ospedali tradizionali, 123 posti letto le riabilitazioni e 658 la lungodegenza.

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Casarano

Matino: ore di lavoro per domare incendio nelle campagne

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“Giornata da bollino rosso”. La definiscono così i volontari della Protezione civile di Matino che assieme ai colleghi di Casarano ed ai vigili del fuoco, hanno domato un vasto incendio divampato proprio nell’agro matinese.

L’incendio, di notevoli dimensioni, ha messo in ginocchio l’area di contrada sbarre.
Divampato attorno alle 17:45 è durato fino a notte fonda carbonizzando una gran fetta di vegetazione della zona.

Immagini da Facebook: Protezione Civile Matino e Protezione Civile Casarano

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Attualità

Casarano: il trionfo della burocrazia, la sconfitta di tutti

Annullata per un cavillo a poche ore dall’inizio “L’Antico Borgo”, presentato come il più grande avvenimento di festa popolare di questo Salento post-Covid. Al palo, Associazione commercianti, gli oltre 70 espositori che già cominciavano a montare i propri stand, i tanti turisti che sarebbero arrivati in navetta e, soprattutto, i casaranesi

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Chi è per voi il burocrate?

Ezra Pound li definiva “una malattia. Si suppone che siano necessari, così come si suppone che siano necessarie alla vita certe sostanze chimiche, ma provocano la morte se crescono oltre un certo limite”.

Bene, proprio a Casarano, in questo pazzo, tragicomico weekend, abbiamo visto il trionfo di queste figure così perfettamente descritte dal poeta americano e se da un lato fa amaramente sorridere la pochezza di alcuni atteggiamenti, dall’altro, vestendo i panni di chi quell’affronto lo ha subìto in prima persona, la rabbia, la frustrazione e la voglia di urlare prendono il posto di ogni idea di sorriso benché amaro.

I fatti: nella giornata di mercoledì, gli organizzatori della manifestazione “L’Antico Borgo” (che avevamo presentato come il più grande avvenimento di festa popolare di questo Salento post-Covid) ricevono l’attesa ordinanza con la quale veniva sancita la chiusura al traffico delle aree interessate alla manifestazione, tra cui ovviamente il centro storico, potendo quindi dare il via al rush finale in cui si potevano concretamente realizzare tutto ciò che in oltre due mesi di progettazione ci si era approntati a fare.

Già venerdì sera (la vigilia di un evento che, come detto, coinvolgeva centinaia di persone con tanti soldi investiti) le prime richieste che si potrebbero definire strane, o anomale (anche se perfettamente legittime perché, ricordatelo sempre: il burocrate ha sempre la ragione dei cavilli burocratici dalla sua parte).

Erano state vietate quindi le visite ai frantoi ipogei (pazienza…), erano state richieste le documentazioni relative agli artisti di strada (ovviamente immediatamente reperite perché gli artisti di strada sono dei professionisti in regola e non più i guitti ed i saltimbanchi del medioevo) ed altre evidenze tutte nottetempo regolarmente reperite ed inviate via PEC.

Intorno all’una di sabato, però, a sole tre ore dall’inizio della manifestazione, con le navette già pronte per andare a prelevare i turisti dai villaggi vacanze, con i 70 espositori provenienti anche dal brindisino che cominciavano a montare i propri stand, il colpo di scena che ogni burocrate sogna di poter mettere in pratica almeno una volta nella propria carriera: fermare tutto con la sola imposizione della propria firma!

Tutto annullato! Autorizzazione revocata! Niente più possibilità di chiudere al traffico veicolare il centro storico e di conseguenza: nessun percorso pedonale possibile fra gli stand ed i numeri degli artisti; in due parole manifestazione a… peripatetiche.

Oltretutto, con la codardia che contraddistingue ogni buon burocrate, il provvedimento non viene nemmeno anticipato agli organizzatori che, ignari, proseguono per altre due ore (nel torrido pomeriggio del 1° agosto) ad organizzare, fino a quando i volontari della protezione civile vengono a sapere dai vigili la variazione del programma; ovviamente, alle due del pomeriggio di un sabato d’agosto, è impossibile parlare con il burocrate che con cotanta solerzia ha firmato il provvedimento di revoca.

«Hanno sospeso tutto per via del Covid»; «No, hanno sospeso tutto perché la Commissaria Prefettizia non sapeva nulla»; e anche (giusto per buttarla giù in politica che non guasta mai) «colpa del sindaco!”, (anche se questo evento lo aveva messo a calendario, sponsorizzato e oltretutto si era dimesso più di due settimane prima).

Queste le opinioni della gente comune mentre gli organizzatori non sapevano nemmeno loro cosa dire ed hanno anche cercato di mantenere il più possibile bassi i toni di una rabbia che nelle ore montava e lasciava temere il peggio.

Leggendo attentamente l’ordinanza del settore VI, a firma di tal Stefania Giuri (che si suppone non abbia certo agito lasciando allo scuro la neo Commissaria Prefettizia), il vero motivo è una carenza segnalata dal responsabile del settore IV che segnala al responsabile del settore VI che la SCIA non è completa di cui alla nota PEC che al mercato mio padre comprò… in poche parole: il trionfo, l’apoteosi della burocrazia.

Così i commercianti, i loro sacrifici, il loro lavoro di notte o sotto al sole, l’aver trascurato i propri interessi (ed averci rimesso anche dei soldi), gli espositori giunti da lontano, gli sponsor… nulla hanno potuto di fronte al potere di una così importante firma.

Qualcuno paventa l’ipotesi di costituirsi parte civile in un ipotetico ed improbabile procedimento giudiziario ma sarebbero tempo e soldi sprecati perché il burocrate, sappiatelo, difeso dai mille cavilli della sua autoreferenziale burocrazia, ha sempre ragione.

All’Associazione Commercianti una sola raccomandazione: nonostante tutto, non perdete l’entusiasmo, sarebbe un peccato per Casarano.

Antonio Memmi

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