Cronaca
Tricase: la maggioranza perde un pezzo
Il consigliere Armando Ciardo comunica la sua uscita dal gruppo
Con la seguente nota, il consigliere di maggioranza del Comune di Tricase, Armando Ciardo, ha annunciato la decisione di lasciare il suo gruppo
Da tempo attendevo la convocazione del Consiglio Comunale, unica sede deputata per rispetto istuzionale, per liberarmi da quanto ho trattenuto a lungo dentro me stesso con enorme amarezza, frustrazione e senso di impotenza in questi due anni circa di amministrazione. E’ vero, il rammarico è tanto per la decisione che oggi assumo e che mai agli albori della mia esperienza politica avrei pensato di assumere ma è altrettanto vero, e ne sono totalmente convinto, che solo così sarò veramente utile agli elettori che mi hanno dato fiducia ed all’intera comunità, partendo dalla frazione di Depressa, cui appartengo ed a cui ho garantito impegno e risultati.
Diversamente continuerei a sentirmi menomato nel mio status di Consigliere Comunale e soprattutto condizionato dalla dipendenza di un Sindaco che non mi ha mai riconosciuto, per non dire altro, e di conseguenza dalla appartenenza formale alla maggioranza consiliare.
Consentitemi di ripercorrere brevemente la mia storia a Palazzo Gallone per condividerla, oltre che con voi colleghi amministratori, con i cittadini che ci seguono o che avranno modo di farlo in differita.
Sono stato eletto Consigliere del Comune di Tricase con la lista “Tricase futuro Comune” che ha portato non pochi consensi. All’indomani della mia elezione sui giornali locali e sui social apparivano eclatanti dichiarazioni di Lei Sindaco su come la frazione di Depressa sarebbe stata ben rappresentata dal Consigliere Armando Ciardo che avrebbe avuto piena delega alla frazione, nonché alla Cultura e che sarebbe stato sempre invitato in Giunta se pur senza poteri deliberativi supplendo in tal modo alla mancanza di assessori di Depressa.
A dire il vero e pur con tutta la mia inesperienza amministrativa, mi risultava già tecnicamente difficile crederci ma mai avrei immaginato di approdare per metodo, considerazione e rispetto agli antipodi.
Un sentore, per la verità, l’ho avuto quando all’indomani dell’insediamento, Lei Sindaco, ha voluto scientemente rompere con tutte quelle risorse umane, associative ed istituzionali che ci avevano consentito direttamente ed indirettamente di vincere le elezioni e con cui si erano prefissati degli obiettivi e dei metodi di lavoro e di crescita per rasserenare ed unire la comunità e far ritornare a Tricase l’agorà politica.
Un gran peccato per davvero, Sindaco, che ci ha portato anche ad un inopportuno isolamento politico che abbiamo pagato con le recenti elezioni provinciali.
Ma non è tardata ad arrivare anche la mia di ora, di isolamento ed emarginazione, quasi a depotenziare la mia voglia e passione di darmi incondizionatamente alla comunità, ed alla frazione di Depressa in particolare.
Non intendo tanto soffermarmi sui ruoli e cariche promesse e mai giunte, Sindaco, convinto più che mai che non è certo la poltrona a fare la differenza, ma la reale passione e l’effettiva abnegazione che ci metti quando sei chiamato a decidere le sorti del tuo paese. Solo per rimarcare il livello di presa in giro ricordo, Sindaco, quando Le esternai il desiderio di misurarmi nella presidenza della commissione Lavori Pubblici o in quella Ambiente e mi rispose che già mi avrebbero impegnato tanto le Deleghe alla Cultura ed alla frazione.
La verità, Sindaco, è che Lei non ha mai inteso sentir ragione bollando come dissenso fuori dal coro ogni mia perplessità che avanzavo o proposta che suggerivo, quasi ad imporre una cieca obbedienza e silenzio consiliare nel mettermi in riga additandomi, e questo, Sindaco, mi ha ferito molto nella dignità, di essere la longa manus di altri. Il mio impegno veniva costantemente eluso e disatteso da una subdola repressione delle buone intenzioni e nel tempo, credetemi, ho perso financo la fiducia di poter fare qualcosa di utile per la Città. E questo non posso consentirlo, mi sentirei di tradire i miei concittadini, di deluderli, ma soprattutto questa non è democrazia, almeno per come la intendo io.
Eppure non credo fosse insensata la mozione consiliare, che volevo proporre unitamente al gruppo consiliare e che mi è stata stoppata da Lei Sindaco, per l’acquisizione di Torre del Sasso dal Demanio per salvarla dall’incuria e valorizzarla. Mi rispose che sarebbe divenuto un onere.
Una modesta esperienza credo di averla in campo culturale non fosse altro per ragioni professionali, eppure Lei Sindaco in qualità di Assessore al ramo non ha inteso “usarmi” in questo campo, al di là di delega e non delega, e quando mi è stata concessa licenza ho elargito qualche consulenza artistica per favorire eventi atti a ricordare personaggi storici di rilievo e a valorizzare le risorse artistico-culturali appartenenti alla nostra Comunità e per la cui realizzazione, se pur gioiosamente, ci ho rimesso di mio.
Non credo di essere stato fuori dal coro nel raccogliere le istanze dei miei concittadini per sensibilizzare interventi di carattere ordinario e di decoro urbano, nè con la proposta di spostamento dei giochi ancora chiusi e blindati nella ex scuola dell’Infanzia Risa Bramato di Depressa presso altro luogo (come ad esempio P.zza Duca di Salve, dove peraltro erano già installati anni addietro arredi di carattere ludico).
Non intendo dilungarmi nella mia attività propositiva che è andata sempre più scemando per le ragioni innanzi dette, ma non posso fare a meno di ricordare la mortificazione patita per lo scempio decisionale sul Campo Sportivo di Depressa. Mortificazione condivisa con i miei concittadini a cui si è aggiunta la frustrazione allorchè, nonostante la decisione in maggioranza ed in una commissione consiliare dell’aprile dello scorso anno di revocare la concessione, appresi dall’albo pretorio e non dal Sindaco della delibera di giunta con cui si dava corso al rapporto di concessione senza se e senza ma. Ma di questo, raccogliendo l’occasione della mozione consiliare della minoranza, avrò modo di riferire a viso aperto nel corso della sua discussione.
Questa di oggi non è una resa, ma un riscatto che devo prima alla mia città e poi alla mia coscienza. Una decisione che mi consentirà di svolgere appieno con vigore e senza condizionamento alcuno il mio ruolo consiliare nell’esclusivo interesse del bene pubblico, giorno dopo giorno e sin da domani, nel segno della trasparenza, della semplicità che mi contraddistingue e dell’affetto che mi lega nel quotidiano ai miei concittadini.
Pertanto Sig. Presidente Le comunico ad ogni effetto e per quanto previsto dall’art. 18 quarto capoverso del Regolamento del Consiglio Comunale la mia ferma volontà di uscire da questa maggioranza per come governata (e ribadisco per come governata) e di conseguenza di distaccarmi dal gruppo consiliare Tricase Futuro Comune, precisando che non aderisco ad altri gruppi.
Castro
Affitti turistici sotto la lente: si allarga la rete dei controlli
Prefettura, Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e Comuni rafforzano la collaborazione contro evasione e irregolarità nelle locazioni brevi. Dal Capoluogo ai centri costieri e dell’entroterra cresce l’adesione alle “Linee d’azione congiunte”: aumentano le strutture censite e le entrate della tassa di soggiorno
Si allarga in tutta la provincia di Lecce la rete di controllo sulle locazioni turistiche e sugli affitti brevi.
L’iniziativa, promossa dalla Prefettura di Lecce, punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni per contrastare evasione fiscale e irregolarità nel settore della ricettività turistica, tutelando così l’economia sana del territorio.
Il progetto sperimentale delle “Linee d’azione congiunte sul controllo delle affittanze turistiche” coinvolge Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e diversi Comuni salentini con l’obiettivo di migliorare il monitoraggio delle strutture e garantire una gestione trasparente dell’imposta di soggiorno.
I PRIMI COMUNI COINVOLTI
La sperimentazione è partita dai principali centri turistici della provincia: Lecce, Gallipoli, Otranto, Porto Cesareo, Ugento e Castro.
Proprio in Prefettura, il 3 marzo, si è svolta una riunione di monitoraggio durante la quale sono stati illustrati i primi risultati dell’attività di controllo congiunta tra le amministrazioni.
PIÙ STRUTTURE REGISTRATE E PIÙ ENTRATE DALLA TASSA DI SOGGIORNO
L’azione coordinata delle istituzioni sta già producendo effetti concreti.
Negli ultimi otto mesi sono emerse circa 3mila nuove attività ricettive censite nel registro regionale, segno di una maggiore regolarizzazione del settore.
Anche i dati sull’imposta di soggiorno registrano incrementi significativi nel 2025 rispetto all’anno precedente: +21% a Lecce; +15% a Porto Cesareo; +5% a Ugento.
Un aumento legato sia ai controlli più incisivi sia alla crescita del turismo in Puglia, che nel 2025 ha registrato oltre 22 milioni di presenze e 6,7 milioni di arrivi, diventando la seconda regione italiana per presenze dopo il Lazio.
GALLIPOLI: ACCERTAMENTI PER OLTRE 400 MILA EURO
Particolarmente intensa l’attività nel Comune di Gallipoli, dove sono in corso verifiche su alcune strutture ricettive per difformità tra i dati comunicati all’Autorità di Pubblica Sicurezza e quelli presenti nelle banche dati comunali.
Le verifiche potrebbero portare al recupero di oltre 400 mila euro di imposta di soggiorno, salvo gli esiti del contraddittorio con i gestori delle strutture.
ALTRI 30 COMUNI ADERISCONO AL PROGETTO
I risultati ottenuti hanno spinto molti altri Comuni del Salento – sia costieri sia dell’entroterra – a aderire alle Linee d’azione congiunte.
Entrano quindi nella rete di controllo anche: Alessano, Alezio, Alliste, Andrano, Cannole, Carpignano Salentino, Castrignano del Capo, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Galatone, Giurdignano, Lizzanello, Melendugno, Minervino di Lecce, Morciano di Leuca, Nardò, Patù, Racale, Salve, Sannicola, Santa Cesarea Terme, Squinzano, Specchia, Taviano, Tiggiano, Trepuzzi, Tricase, Tuglie e Vernole.
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Cronaca
Cyberstalking: scatta il braccialetto elettronico
Per mesi un 31nne ha perseguitato una donna con messaggi, telefonate e appostamenti. La misura cautelare disposta dal GIP del Tribunale di Lecce
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Un provvedimento di divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico è stato notificato dalla Polizia di Stato a un uomo italiano di 31 anni residente in provincia di Lecce, indagato per atti persecutori commessi anche attraverso strumenti digitali.
Il provvedimento cautelare è stato eseguito dagli agenti della Sezione Operativa Distrettuale per la Sicurezza Cibernetica, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce.
Contestualmente alla notifica della misura, gli investigatori hanno effettuato alcune perquisizioni che hanno portato al sequestro dello smartphone e del computer in uso all’indagato, ritenuti gli strumenti utilizzati per mettere in atto le condotte persecutorie.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe tentato in maniera insistente e reiterata di riallacciare i rapporti con la vittima, una donna di 38 anni, nonostante quest’ultima avesse più volte manifestato in modo chiaro la volontà di interrompere ogni contatto.
Le condotte si sarebbero protratte per diversi mesi attraverso telefonate, messaggi sui social network ed e-mail.
In alcuni casi l’uomo avrebbe anche cercato un contatto diretto con la donna, appostandosi nei luoghi da lei frequentati, provocandole un forte stato di ansia e turbamento.
Alla luce degli elementi raccolti nel corso delle indagini, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, su richiesta del Pubblico Ministero, ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa e il divieto di qualsiasi forma di contatto.
La Polizia di Stato, nel ribadire l’importanza di denunciare episodi di violenza o persecuzione, rinnova l’invito alle vittime di simili condotte a rivolgersi alle forze dell’ordine per chiedere aiuto e interrompere situazioni che possono degenerare in comportamenti sempre più gravi.
COS’è IL CYBERSTALKING
Il cyberstalking è una forma di atti persecutori che viene perpetrata attraverso strumenti digitali come social network, e-mail, chat e telefonate. Messaggi insistenti, minacce, controlli continui e molestie online possono generare nella vittima uno stato di ansia, paura o alterazione delle abitudini di vita. In Italia queste condotte rientrano nel reato di stalking previsto dall’articolo 612-bis del Codice Penale.
Cronaca
Si barrica in casa e apre due bombole di gas
Un uomo di 55 anni si è barricato nella propria abitazione aprendo le valvole di due bombole di gas mentre i Carabinieri dovevano notificargli un provvedimento di custodia cautelare. L’intervento congiunto con i Vigili del Fuoco ha permesso di mettere in sicurezza l’abitazione e scongiurare conseguenze più gravi
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Attimi di forte tensione a Guagnano, dove il tempestivo intervento dei Carabinieri ha evitato conseguenze potenzialmente molto gravi.
I militari della Stazione locale si erano recati presso l’abitazione di un uomo del posto, classe 1970, per dare esecuzione a un decreto di sospensione della detenzione domiciliare con contestuale applicazione della custodia cautelare in carcere, emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Lecce.
Il provvedimento sarebbe scaturito dalle reiterate violazioni delle prescrizioni imposte durante il regime degli arresti domiciliari.
SI BARRICA IN CASA E APRE IL GAS
All’arrivo dei militari la situazione sarebbe precipitata rapidamente. L’uomo si sarebbe barricato all’interno dell’appartamento aprendo le valvole di due bombole di gas nel tentativo di impedire l’intervento delle forze dell’ordine.
Una scelta che ha fatto scattare immediatamente la gestione dell’emergenza, con il concreto rischio di un’esplosione che avrebbe potuto coinvolgere anche le abitazioni vicine.
INTERVENTO CON I VIGILI DEL FUOCO
I Carabinieri, mantenendo il controllo della situazione, hanno allertato i Vigili del Fuoco e sono riusciti ad accedere all’abitazione infrangendo il vetro della porta d’ingresso.
Una volta all’interno, i militari e i pompieri hanno messo in sicurezza le bombole di gas, portandole all’esterno e bonificando l’area. L’intervento ha consentito di eliminare il pericolo e di evitare possibili danni agli edifici circostanti.
Fortunatamente non si sono registrati feriti.
ARRESTATO E PORTATO IN CARCERE
Una volta riportata la situazione alla normalità, l’uomo è stato arrestato e, al termine delle formalità di rito, condotto presso la Casa circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce, come disposto dall’Autorità giudiziaria.
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