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Cronaca

Tricase Porto: Villa Sauli, che succede?

Nonostante una sentenza esecutiva e inappellabile del Consiglio di Stato che a dicembre ne ha ordinato l’abbattimento l’ecomostro è ancora lì a fare ombra all’antico e prezioso porto. E i tempi potrebbero ancora allungarsi causa altro ricorso al Tar. Vi spieghiamo perché e quali potrebbero essere i possibili scenari

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Che succede a Tricase Porto?


Mentre in altri lidi, vedi Sant’Isidoro a Nardò, hanno già inviato le ruspe per abbattere gli ecomostri nel porto rifugio tricasino, autentico gioiello tanto amato ed osannato, continua a tiranneggiare la famigerata “Villa Sauli”.


Eppure su quello che nelle intenzioni dichiarate negli anni Sessanta doveva diventare un albergo diffuso, pende come una mannaia inesorabile la sentenza, esecutiva ed inappellabile, datata 14 dicembre 2023, con la quale il Consiglio di Stato ne ha ordinato l’abbattimento, ponendo definitivamente fine ad una vicenda giudiziaria avviata nel 2017 dall’allora sindaco Carlo Chiuri che intraprese una battaglia personale per la sicurezza ed il decoro del Porto di Tricase.


E quindi? Quindi abbiamo scoperto che i tempi potrebbero ancora allungarsi causa l’ennesimo ricorso.


Ma come, direte, la sentenza non era inappellabile?


Si lo era e tale rimane, ci mancherebbe altro!


Quello che è avvenuto è che, all’atto di procedere all’abbattimento, così come ordinato dal Consiglio di Stato, per un eccesso di correttezza e zelo, dal Comune son partiti gli avvisi agli eredi, proprietari del fabbricato.


Uno di questi, però, non sarebbe andato a buon fine per un mero errore formale, forse un “difetto di notifica”, che ha dato adito ad uno degli eredi di ricorrere nuovamente al Tar.

Difficile, anzi improbabile, secondo il parere di alcuni legali da noi interpellati, mettere mano alla sentenza di abbattimento emessa dal Consiglio di Stato, ma i tempi, come dicevamo, potrebbero allungarsi ed anche di anni.


Il ricorso (iscrizione a ruolo del 22/4/2024 n° 465/2024) è stato già comunicato al Comune di Tricase che, a quanto ci risulta, non si è costituito in giudizio.


I possibili scenari: in caso di richiesta di sospensiva i tempi sarebbero certamente più celeri; se, invece, si entrerà nel merito, lo si farà su input delle parti e, a quel punto, conoscendo le lungaggini di questo tipo di procedure, potrebbero volerci anche 4-5 anni.


Anni durante i quali dovremo continuare a spiegare a chi verrà trovarci, come mai quell’ecomostro domini ancora l’antico porto preso a modello in tutto il Mediterraneo per la sua bellezza e per le pratiche di sviluppo sostenibile di ecosistemi rurali e costieri.


Giuseppe Cerfeda


 


 


Cronaca

Minacce a giudici e giornalisti, un arresto

Eseguito questa mattina all’ala dalla Polizia di Stato leccese. La vicenda è riferita alle minacce subite dal giudice del Tribunale di Lecce Maria Francesca Mariano e dalla sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia (per Lecce, Brindisi e Taranto) Carmen Ruggiero. Messaggi intimidatori anche ad un giornalista

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Alle prime luci dell’alba, la Polizia di Stato di Lecce ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Potenza su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, nei confronti di un uomo ritenuto responsabile e mandante di una serie di atti di violenza e minaccia, aggravati dal metodo mafioso, ai danni di due magistrati ed un giornalista.

I dettagli verranno chiariti in una conferenza stampa in mattinata presso la sala riunioni della Questura di Lecce sede di Via Oronzo Quarta (Piazzale Stazione), alla presenza del sig. Procuratore della Repubblica di Potenza.

L’arresto dovrebbe essere riferito alle intimidazioni di matrice mafiosa, o comunque riconducibili al contesto mafioso subite della giudice del Tribunale di Lecce Maria Francesca Mariano e dalla sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia (per Lecce, Brindisi e Taranto) Carmen Ruggiero.

Le due magistrate sono legate dall’inchiesta “The wolf”, sfociata nell’ordinanza di custodia cautelare sul clan “Lamendola – Cantanna”, facente parte della frangia mesagnese della Sacra Corona Unita: l’udienza preliminare si celebrerà il prossimo 6 marzo.

A emetterla, su richiesta della pm Ruggiero, è stata proprio la giudice Mariano.

In seguito alle minacce, è stata aumentata la sicurezza della giudice originaria di Galatina, già sotto scorta 24 ore su 24, con la vigilanza permanente dell’abitazione.

Al magistrato dalentino è stata recapitata una testa di agnello tagliata a metà, con a fianco un coltello, e un messaggio dal contenuto inequivocabile: “Così”.

Prima ancora la giudice Mariano era stata destinataria di due lettere in cui il mittente esprimeva a chiare lettere il desiderio di vederla uccisa. Nella seconda lettera, si faceva riferimento a riti satanici ed i fogli erano firmati con il sangue.

Per conoscere gli sviluppi non ci resta che attendere qualche ora e la conferenza stampa in Questura.

 

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Cronaca

Furti a ripetizione: arrestato ladro seriale

Incastrato dalle videocamere di Galatone, teatro dei suoi raid. Tra le altre cose ha rubato “gratta e vinci” da un bar, un ciclomotore che ha utilizzato per recarsi un’abitazione e arraffare un televisore, uno zaino prelevato da un’auto e una borsa sottratta ad una ragazza approfittando di un attimo di distrazione

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Indagini serrate da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce contro il fenomeno dei furti.

I carabinieri della Stazione di Galatone hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale emessa dal Gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Il provvedimento riguarda un salentino 29enne, ritenuto responsabile di numerosi furti.

Lo stesso, infatti, in più occasioni, dopo essersi introdotto in aree commerciali e condominiali si è impossessato di: gratta e vinci asportati da un bar e rintracciati mediante richiesta all’Agenzia dei Monopoli, spesi nell’immediatezza poiché vincenti, in un altro bar di Nardò dotato di telecamere; un ciclomotore, utilizzato per fare un furto presso un’abitazione dalla quale ha asportato un televisore che ha occultato dietro un muretto per riprenderlo il giorno successivo ma, mentre lo recuperava, è stato immortalato alla guida dello stesso ciclomotore rubato; uno zaino asportato da un’autovettura e utilizzato la carta bancomat contenuta al suo interno presso una tabaccheria, in modalità contactless (che consente i pagamenti senza codice, fino a 50 euro, acquistando delle sigarette); una borsa di una ragazza colta di sorpresa mentre si metteva alla guida della propria autovettura.

L’ordinanza scaturisce dalle indagini condotte dai militari dell’Arma a seguito delle numerose segnalazioni ricevute in ordine al reato contestato, nel periodo di novembre 2023, che ha interessato l’area di Galatone.

Nel corso del periodo di indagine, l’accurata analisi dei fatti specifici ha consentito la raccolta di fondamentali elementi di colpevolezza nei confronti del giovane.

Indispensabile alla sua individuazione è stato l’esame dei filmati delle videocamere presenti nelle zone colpite e le testimonianze raccolte che hanno portato gli investigatori sulle sue tracce.

La presenza dell’uomo, infatti, sarebbe stata più volte videoripresa nei pressi dei luoghi derubati ed in concomitanza alla commissione dei furti.

Al termine delle operazioni di polizia, in osservanza a quanto disposto dal provvedimento, al giovane, già ristretto presso la Casa Circondariale di Lecce, è stata notificata l’ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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Cronaca

Accoltellamento all’uscita della discoteca

Forse uno sguardo di troppo ad una ragazza il motrivo scatenante della lista scaturita in due coltellate ad opera di un tarantino ai danni di due giovani leccesi

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È di 5 denunce per i reati di rissa, lesioni aggravate e porto abusivo di armi il risultato dell’attività investigativa svolta dagli agenti del commissariato di Gallipoli a seguito dell’intervento effettuato presso il parcheggio di una nota discoteca sul lungomare Galileo Galilei a Baia Verde.

Tutti i coinvolti saranno anche destinatari di provvedimenti di divieto di accesso ai locali notturni e pubblici esercizi situati sul litorale gallipolino per un periodo che va da uno a tre anni.

I FATTI

Nella notte tra sabato e domenica, all’uscita della discoteca, verso le 5 del mattino, alcuni giovani, per futili motivi, forse per uno sguardo di troppo nei confronti di una ragazza, con venuti alle mani.

Alcuni di loro hanno riportato ferite, anche gravi: uno di loro ha riportato una prognosi di 30 giorni.

Nello specifico, un giovane tarantino, incensurato, dopo aver inferto delle coltellate a due giovani leccesi, avrebbe cercato di scappare perché a rischio linciaggio.

Alla fine è riuscito a trovare un passaggio per Taranto.

Gli investigatori, però, nell’arco di poche ore, anche grazie ad alcune informazioni rese dagli addetti alla sicurezza della discoteca, sono riusciti a rintracciarlo e a farlo riportare in commissariato.

Davanti all’evidenza probatoria, l’autore dell’accoltellamento, non ha potuto far altro che ammettere le proprie responsabilità.

Nei confronti dei responsabili saranno valutate misure di prevenzione personali quali i dacur, cosiddetti daspo urbani, che gli vieteranno di accedere ai locali notturni concentrati in località Baia Verde, mentre per due di loro, gravati da precedenti penali, sarà proposta l’applicazione del Foglio di Via obbligatorio, con divieto di ritorno a Gallipoli, rispettivamente per un periodo di due e tre anni.

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