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Botrugno

Volto coperto ed armi alla mano: coppia rapinata nella notte

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Armati e incappucciati, hanno fatto irruzione in una casa privata nella tarda serata di ieri.





Non era ancora scattato il “coprifuoco” delle 22 quando i proprietari dell’abitazione, sita nelle campagna tra Botrugno e Scorrano, si son trovati faccia a faccia coi malviventi.





In pugno un fucile ed una pistola, il volto travisato, hanno rapinato la malcapitata coppia e si sono dati alla fuga.




I carabinieri di Maglie e Scorrano si sono recati sul posto nella notte ed indagano sull’accaduto.





A colpo sicuro





Pare che i due rapinatori andassero a colpo sicuro: attendevano il rientro dei coniugi dal paese. Con loro c’era anche un conoscente, un uomo di 47 anni. In particolare, i malviventi puntavano all’incasso che lui, 53enne di Scorrano, avrebbe portato con sé alla chiusura del suo negozio. La vittima è infatti titolare di un negozio di frutta e verdura. All’arrivo a casa i 3 sono stati costretti, con le armi puntate alle spalle, ad entrare in casa e consegnare il denaro. Il bottino sottrattogli si aggira attorno ai 4mila euro.


Attualità

Attilio Lattes cittadino onorario di Botrugno

La notte del 16 ottobre 1943 si salvò dal rastrellamento del Ghetto ebraico di Roma da parte dei nazisti: «Un po’ carponi e un po’ strisciando tra le fogne di Roma, arrivammo in circa 40 minuti a piazza Clodio…»

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Tante emozioni e grande commozione nel ricordare quella notte. Attilio Lattes ha detto che non dimenticherà la serata eccezionale vissuta al Palazzo Marchesale di Botrugno, dove il Comune ha organizzato una serata con la presentazione del libro “Il bambino nascosto a Roma” a cura di Donato Maglio (Congedo Editore) ed il conferimento della cittadinanza onoraria ad Attilio Lattes (79 anni da festeggiare il prossimo 15 settembre).

Il protagonista dell’evento si salvò dal rastrellamento del Ghetto ebraico di Roma del 16 ottobre 1943. Ha ricordato così quella notte terribile: «Ad avvertirci è stata una telefonata di mio zio, alle 5,30 del mattino del 16 ottobre del ‘43. Abitavamo a viale Angelico, angolo viale Mazzini, dalla sorella di mia madre. Non avevamo una dimora fissa durante quel periodo e abbiamo cambiato spesso appartamento. Non avevamo grandi disponibilità e, dunque, ad un certo punto siamo andati ad abitare lì. Mio padre era uscito dal carcere di Regina Coeli quattro giorni prima. Era maresciallo dell’aeronautica ma, tornato dalla guerra di Spagna gli fu comunicato che non poteva più far parte del regio esercito italiano. Precisò di essere solo di religione ebraica, non di razza, ma per loro era la stessa cosa, per cui fu sbattuto fuori. Avendo già programmato di sposare mia madre e con un figlio da crescere aprì, assieme al fratello e a due futuri cognati, un’attività in cui vendeva bigiotteria e faceva borsa nera, perché doveva dare da mangiare a moglie e figlio. Così lo arrestarono. Rimase in carcere una settimana, il 12 ottobre venne rilasciato. La mattina del 16 eravamo tutti e tre insieme. Mio zio ci avvertì che i tedeschi sarebbero arrivati a fare razzia e la fecero in tutta Roma, non solamente nel Ghetto. Iniziammo a prepararci, mia zia, con quattro figli e il marito, riuscì a scendere molto prima di noi. Il portiere li fece uscire e così andarono verso via Brofferio e poi verso piazza Clodio. Io ero piccolo e avrò fatto perdere del tempo, così scendemmo troppo tardi: il portiere ci disse che i tedeschi erano già a via delle Milizie, a 100 metri da lì».

Lattes riporta ciò che gli ha raccontato il padre a distanza di anni: «Il portiere ci disse di scendere due rampe di scale e che, in un una specie di sottoscala, avremmo trovato un bugigattolo. Ci disse che lì dentro qualcuno ci avrebbe dato una mano e così fu. Dentro c’era un uomo che disse a mio padre di mettermi una mano sulla bocca e di stare seduti per terra, nel massimo silenzio. I tedeschi arrivarono dopo poco: due si posizionarono sul portone, altri due, insieme a una camicia nera, salirono al quarto piano, dove noi vivevamo in quel momento. Chiesero ai vicini della famiglia di mia zia, perché non sapevano che c’eravamo anche noi, e i vicini fortunatamente dissero che era molto tempo che non vedevano nessuno. I tedeschi sfondarono la porta dell’appartamento, razziando tutto, e nel frattempo il portiere scese da noi, bussando alla porta. Era il segnale che dovevamo lasciare il rifugio. Quel signore disse a mio padre di prendermi in braccio e di seguirlo. Ci indicò un grande poster della razza che raffigurava Hitler in grande, Mussolini leggermente arretrato e davanti un serpente con il viso di un ebreo mentre Hitler lo calpestava. Dietro il poster c’era un grosso buco, che portava alle fogne».

Le sue parole a questo punto sono pregne sono impregnate di emozione e commozione: «Un po’ carponi e un po’ strisciando tra le fogne di Roma, arrivammo in circa 40 minuti a piazza Clodio. Lì questo signore si fermò, dando un colpo per far saltare il coperchio di un tombino. A quel punto uscimmo fuori e ci rifugiammo dentro Monte Mario, in mezzo alle frasche e agli alberi. Rimanemmo tutto il giorno di sabato e tutta la notte lì, mangiando ghiande tritate. Fu molto pesante. Domenica mattina mio padre, con molta circospezione, si affacciò fuori e vedendo che le cose erano ormai tranquille ci fece uscire. Andammo a casa di una famiglia di cui non ricordo il nome, amici di mio padre, e lì rimanemmo per tre o quattro giorni prima di cambiare ancora una volta appartamento».

Alla serata hanno partecipato oltre al sindaco di Botrugno Silvano Macculi: il Prefetto di Lecce Maria Rosa Trio; S.E. Mons. Donato Negro, arcivescovo di Otranto e presidente della Conferenza Episcopale Pugliese; il Rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni; il Rabbino di Napoli Ariel Finzi; Ruth Dureghello, presidente Comunità Ebraica di Roma.

Durante l’incontro è stato anche presentato il libro “Il bambino nascosto a Roma”.

Nel corso della serata Bruno Viceconte ha dialogato con l’autore Donato Maglie e con il protagonista del libro. Poi vi è stato il conferimento della cittadinanza onoraria da parte del sindaco di Botrugno Silvano Macculi, alla presenza dei sindaci dei Comuni del Salento centrale.

Ecco il testo dell’atto del conferimento della cittadinanza onoraria: «La Comunità è un luogo fatto di appartenenze, di storie personali che si intrecciano per casi fortuiti, a volte anche per scelta. Quando una comunità apre le proprie braccia all’altro, si compie la sapienza del fratello che accoglie il fratello, la grandezza dell’amico che stringe a sé l’amico», ha letto il sindaco Silvano Macculi, «così Botrugno accoglie Attilio Lattes come un nuovo fratello, come un amico, come un suo concittadino, conferendo la Cittadinanza Onoraria quale valore simbolico dell’abbraccio e dell’accoglienza non solo dell’uomo generoso che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare, ma anche alla Storia che Egli rappresenta. La sua “piccola” storia personale per noi diviene simbolo di un mondo che non vogliamo dimenticare. Accogliamo in lui il miracolo della salvezza che, sfuggendo alla morte, è divenuta vivida memoria e testimonianza per continuare a raccontare i tragici avvenimento che gli sono accaduti dando voce alla sua testimonianza e a chi non c’è più. Il conferimento della cittadinanza onoraria ad Attilio è condiviso anche dai sindaci del Salento centrale e diviene un atto di riconoscimento e di amicizia alla Comunità Ebraica».

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Appuntamenti

“Il Bambino nascosto a Roma” cittadino onorario di Botrugno

Attilio Lattes che si salvò dal rastrellamento del Ghetto ebraico di Roma del 16 ottobre 1943 sarà domani al palazzo Marchesale per la presentazione del libro di cui è il protagonista. Nel corso della serata il sindaco Silvano Macculi gli conferirà la cittadinanza onoraria

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Sarà presentato domani (martedì 13 luglio) a Botrugno il libro “Il bambino nascosto a Roma” a cura di Donato Maglio (Congedo Editore).

L’evento, programmato dalla locale amministrazione comunale, è in programma a Palazzo Marchesale a partire dalle ore 20,30.

Nel corso della serata il sindaco Silvano Macculi conferirà la cittadinanza onoraria ad Attilio Lattes, protagonista del libro che il 16 ottobre 1943 si salvò dal rastrellamento del ghetto ebraico di Roma.

Il programma della serata prevede i saluti istituzionali del sindaco di Botrugno, del Prefetto di Lecce Maria Rosa Trio; di Sua Eccellenza Monsignor Donato Negro, arcivescovo di Otranto e presidente della Conferenza Episcopale Pugliese; del Rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni; del Rabbino di Napoli Ariel Finzi; di Ruth Dureghello, presidente Comunità Ebraica di Roma.

Nel corso della presentazione del libro “Il bambino nascosto a Roma”. Bruno Viceconte dialogherà con l’autore e con il protagonista del libro.

 

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Botrugno

Risveglio nel fumo per Botrugno e San Cassiano: le centraline segnalano inquinamento aria

Una nube ha nottetempo raggiunto i due centri abitati: nel mirino una serie di roghi accesi ieri in campagna, ma si sospetta possa esservi dell’altro

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Non il migliore dei risvegli quello di oggi per gli abitanti di Botrugno e San Cassiano.

I due Comuni, limitrofi al punto da avere i due centri abitati fusi in uno, sono stati avvolti da una soffocante nube di fumo.

Il preludio a quanto accaduto va ricercato nella giornata di ieri, ma forse anche nella nottata appena trascorsa. Da pomeriggio fino a sera, una serie di roghi sono stati accesi nelle campagne a valle dei due paesi, in località Paduli. Nelle ore serali si è levata nell’aria una nube di fumo che, nottetempo, si è spostata ad est, verso l’abitato. Il sospetto però è che nella notte vi possano essere stati incendi anche di altra natura. Sospetto alimentato da quanto rilevato dalle centraline che monitorano la qualità dell’aria nel Magliese.

Campagna Aria Pulita su Facebook scrive che “questa mattina le centraline vicino Maglie hanno rilevato valori molto elevati di inquinamento. La prima rilevazione è avvenuta a Botrugno/San Cassiano dopo le ore 2, poi dopo le ore 4. Tutte le centraline di Muro Leccese hanno registrato valori elevati che ancora stentano a diminuire. A Maglie una sola centralina ha rilevato valori alti dalle 6″.

Il timore quindi è che dopo il calar del sole vi possano esser stati incendi di ben altra natura rispetto a quelli accesi nelle campagne dai contadini. Il disagio, stamattina tra Botrugno e San Cassiano, è l’ordine del giorno. Le rimostranze dei cittadini non si sono fatte mancare, sin dalle prime ore all’alba. Tante anche le chiamate al 115 che, chiaramente, non può risolvere questo tipo di problema.

Il fumo che dalle campagne raggiunge le nostre abitazioni, rendendo l’aria irrespirabile, è un fenomeno che tra fine primavera ed inizio estate interessa di anno in anno tanti Comuni salentini. Nonostante gli inviti a non utilizzare il fuoco in campagna e quelli a prevenire l’eventualità di incendi, dolosi e non, si continuano quotidianamente a registrare roghi lungo tutto il Salento. Le conseguenze ambientali stanno raggiungendo una soglia disastrosa. Sensibilizzazione e sanzioni sono due ingredienti che solo di concerto potranno provare ad estirparlo con successo.

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