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Casarano

Fallisce Trony, 50 posti di lavoro a rischio nel Salento

Questa mattina la protesta dei lavoratori Trony : la speranza è quella di riuscire a trovare un imprenditore che possa subentrare alla Dps

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È ufficialmente fallita la società DPS che gestisce “Trony”, uno dei marchi più famosi in Italia per la vendita al dettaglio di elettrodomestici, hi-fi e prodotti di telefonia. A livello nazionale 500 famiglie, fino ad oggi appese a un filo di speranza, saranno costrette a fare i conti con la dura realtà di un’azienda che non c’è più. Nel Salento, sono a rischio 50 posti di lavoro, tra Gallipoli, Casarano, Presicce e San Cesario. Da sabato scorso, tutti i negozi della catena, sono chiusi.


In Puglia, solo uno dei tredici punti vendita Trony è rimasto aperto, grazie al fatto che la sua proprietà è rimasta a Vertex. Per queste ragioni, oggi, alle ore 10.30, la Uiltucs di Lecce ha organizzato un sit-in di protesta a Gallipoli, presso il punto vendita Trony nella Galleria Famila.


Al fianco dei manifestanti, questa mattina, c’era Antonio Palermo, componente della segreteria provinciale Uiltucs. “Siamo molto preoccupati – dichiara Palermo – perché è a rischio il futuro di 50 lavoratori salentini, che già a febbraio non hanno percepito più lo stipendio. La speranza di tutti è che il curatore fallimentare riesca a trovare nuovi imprenditori che possano subentrare alla Dps, riaprire i negozi e rilanciare il marchio Trony e per questo chiediamo attenzione da parte del Governo nazionale e regionale. Questi lavoratori – prosegue – pagano il prezzo di una cattiva gestione aziendale, di scelte sicuramente sbagliate, ma anche della concorrenza spietata dell’e-commerce”.

“Trony, infatti è la prima vittima – sottolineano Perrone e Palermo – è una crisi di settore acuita dall’arrivo del commercio on-line. Una crisi che parte dal 2015, quando le vendite retail di elettronica hanno iniziato a calare come il fatturato di Dps Group che, dopo aver toccato l’apice di 237 milioni solo due anni prima, è sceso di 40 milioni. Quindi via a riduzione di personale e razionalizzazione delle vendite fino al punto di essere costretta, nel luglio 2017, a far scattare la procedura di liquidazione e la cessazione in affitto dei negozi alla Vertex di Aldo Piccinno, figlio di Antonio, che operava nello stesso settore e che aveva chiuso il 2016 con ricavi per oltre 17 milioni. Ma in ottobre anche Vertex è stata costretta a limitare il proprio raggio d’azione”.


Sul luogo della protesta, si è recato anche l’assessore al commercio del Comune di Gallipoli, Emanuele Piccinno, che ha espresso solidarietà ai lavoratori assicurando la totale disponibilità dell’amministrazione comunale affinché i posti di lavoro vengano salvaguardati. Contestualmente, il sindaco della cittadella jonica, Stefano Minerva, ha fatto pervenire ai dipendenti Trony una lettera nella quale esprime loro vicinanza e spiega di essersi attivato già nei giorni scorsi per organizzare, con la disponibilità della Regione, un incontro con i vertici dell’azienda, che tuttavia non ha ancora risposto all’invito.


Attualità

Casarano: la “mezza ciofeca” dell’Ospedale di Comunità

Il “Ferrari” destinato a pazienti che «necessitano di interventi sanitari clinici a bassa intensità», praticamente il passo successivo dopo le cure a casa: sarà buono solo per parcheggiare lì la vecchia zia che si è rotta un femore o che ha un mal di pancia che non passa; sia ben inteso, per un massimo di 30 giorni perché poi bisogna liberare il… parcheggio! L’appello a Donato Metallo

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Di tanto in tanto le case automobilistiche lanciano sul mercato delle nuove autovetture mentre altre invece hanno un modello di punta al quale, pur apportando modifiche, non cambiano mai il nome.

Le stesse dinamiche che sembrano seguire la Regione Puglia ed il suo esimio Governatore che, alcuni giorni fa, hanno lanciato sul mercato il nuovo modello di Sanità pugliese; l’ennesimo modello, l’ennesimo studio per rilanciare il settore più importante, più delicato e più lucroso del bilancio regionale.

Se focalizziamo l’attenzione su Casarano… beh, dire che ciò che è stato partorito per l’ospedale “Francesco Ferrari” sia qualcosa di clamoroso o di inaspettato, sarebbe una bugia.

Per la città (e per tutto il territorio circostante), in questa versione autunno/inverno della riforma, non si parla più di livelli ma è stata coniata, fresca fresca, la definizione di “Ospedale di Comunità”: una mezza ciofeca di struttura destinata a pazienti che «necessitano di interventi sanitari clinici a bassa intensità» (praticamente il passo successivo dopo le cure a casa).

L’Ospedale di Comunità, testualmente, «contribuisce a determinare una riduzione di accessi impropri ai servizi sanitari come il pronto soccorso o il ricovero ospedaliero».

Traducendo: si andrà alla struttura di Casarano per non disturbare i Pronto Soccorso o gli ospedali veri; insomma, per parcheggiare lì la vecchia zia che si è rotta un femore o che ha un mal di pancia che non passa (sia ben inteso: per un massimo di 30 giorni perché poi bisogna liberare il… parcheggio!).

Eppure, durante la sua campagna elettorale, Re Emiliano I di tutte le Puglie, acclamato, anzi osannato dai suoi sostenitori casaranesi che, così come faceva Fantozzi con il suo mega presidente galattico, lo applaudivano ad ogni sua dichiarazione, promise solennemente di riportare il nosocomio casaranese ai suoi antichi splendori, riportandolo a quel livello che la sua storia, la sua struttura e la sua localizzazione geografica richiedevano.

In realtà sarebbe bastato non avere sugli occhi i prosciutti dell’appartenenza partitica, per accorgersi che le sue promesse elettorali (notoriamente affidabili come una Panda in curva sul ghiaccio, NdA) non avevano alcun fondamento perché, proprio mentre stava ancora promettendo, si cominciava già a smontare anche il Reparto trasfusionale e di diabetologia.

In compenso Re Emiliano pensava al benessere dei pazienti, costruendo loro una grandissima piscina per il loro svago estivo. In molti sostenevano si trattasse dei lavori per il 4° lotto (finanziato ed avviato ormai da tempo ma fermo dopo gli scavi delle fondamenta) ma in realtà era un elemento di svago per i degenti.

Donato Metallo

Ora, però, mi sia concessa una chiusura irrituale: un appello ad un politico. No, non si tratta di Emiliano, (figuriamoci, sarebbe tempo e spazio perso); l’appello è per Donato Metallo. Per chi non lo conoscesse è un politico giovane, sicuramente valido (lo ha dimostrato facendo due volte il sindaco di Racale), preparato e sensibile (lo ha dimostrato in molte occasioni ed iniziative) e promettente esponente di area PD.

Caro Donato, concedimi un consiglio da fratello maggiore quale potrei esserti: attento a prestare la tua faccia pulita e soprattutto fai attenzione a “chi” tu la presti.

Vedi, alle chiacchiere vuote di Re Emiliano (soprattutto in materia di ospedale di Casarano), da tempo non ci crede più nessuno (forse nemmeno i Fantozzi casaranesi che lo applaudivano mentre il Ferrari moriva).

Tu, invece, caro Donato, riscuoti fiducia ed addirittura entusiasmo politico e future speranze per Casarano anche se casaranese non sei.

Diciamo però che l’aver avvalorato e rilanciato le vacue promesse di Emiliano, mettendoci la tua faccia e la tua credibilità, salvo da lui esser smentito con i fatti, non ti ha fatto fare una bella figura e questo, onestamente, non lo meriti.

L’ospedale di Casarano ormai è andato; rimarrà un vecchio e nostalgico ricordo e qualche rammarico per non esser stati capaci di fare di più; speriamo almeno di non perdere la credibilità di un giovane politico che magari in futuro qualcosa di buono per questa Casarano (forse) la potrà fare.

Antonio Memmi

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Covid, aumenta il tasso di positività, oggi si contano tre decessi

Questa la situazione: 67 in provincia di Bari, 17 nella provincia Barletta-Andria-Trani, 18 nel Brindisino…

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Continua macinare casi il Covid in Puglia: oggi si registrano 278 nuovi casi su 24.823 test (1% tasso positività, ieri era lo 0,55%) e, questa volta, 3 decessi.

Questa la situazione: 67 in provincia di Bari, 17 nella provincia Barletta-Andria-Trani, 18 nel Brindisino, 66 nel Foggiano, 37 nel Leccese, (ieri erano 12), 75 in provincia di Taranto.

Sono ancora 2.447 i pugliesi attualmente positivi, di cui 129 sono ricoverati in area non critica e 18 in terapia intensiva.

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Alfiere del Lavoro, un casaranese da Mattarella

Edoardo Toma è quindi uno dei 25 migliori liceali del Paese diplomati nel 2020, in attesa da un anno per il ritiro del prestigioso riconoscimento. l’evento sarà trasmesso in diretta su Rai 1, domani, 26 ottobre, dalle ore 11

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Tra i 50 Alfieri del Lavoro che saranno premiati dal Presidente Sergio Mattarella anche il casaranese Edoardo Toma.

Edoardo che si è diplomato a giugno 2020, al Liceo Classico “Rita Levi Montalcini” – Casarano con il massimo dei voti.

Ogni anno al Quirinale, insieme ai venticinque neo Cavalieri del Lavoro, vengono premiati anche i 25 migliori studenti d’Italia, gli Alfieri del Lavoro, appunto, che hanno terminato la scuola secondaria superiore con il massimo dei voti.

Quest’anno, vista la sospensione della cerimonia 2020 a causa dell’emergenza sanitaria, saranno 50 i premiati.

I ragazzi che si sono distinti per l’impegno e la dedizione nello studio e nella vita scolastica riceveranno la Medaglia del Presidente della Repubblica e l’attestato d’onore alla presenza di Sergio Mattarella.

Edoardo Toma è quindi uno dei 25 migliori liceali del Paese diplomati nel 2020, in attesa da un anno per il ritiro del prestigioso riconoscimento

La cerimonia di assegnazione del premio si terrà al palazzo del Quirinale e l’evento sarà trasmesso in diretta su Rai 1, domani, 26 ottobre, dalle ore 11.

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