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Dai Comuni

Gallipoli: squalo mangia squalo! L’incredibile foto

Una verdesca dilaniata da un morso enorme apparsa sulla gruppo Facebook “Pescatori di Gallipoli”

Uno scatto che fa venire in mente la saga del film “Lo squalo” quella apparsa poco fa sul gruppo Facebook “Pescatori di Gallipoli”: una verdesca, squalo tipico del Mediterraneo, attaccata ad una lenza che porta il segno indelebile del morso di un predatore, probabilmente un altro squalo almeno quattro volte più grande. Un’immagine incredibile, che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ci ricorda come in natura la catena alimentare possa trasformare un temibile predatore a preda e che nei nostri mari esistono ancora specie voraci, capaci di attacchi predatori così aggressivi.

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Da predatore a preda. Squalo mangia squalo? L’incredibile foto della verdesca dilaniata da un morso enorme apparsa sulla gruppo Facebook “Pescatori di Gallipoli.


Uno scatto che fa venire in mente la saga del film “Lo squalo” quella apparsa poco fa sul gruppo Facebook “Pescatori di Gallipoli”: una verdesca, squalo tipico del Mediterraneo, attaccata ad una lenza che porta il segno indelebile del morso di un predatore, probabilmente un altro squalo almeno quattro volte più grande.

Un’immagine incredibile, che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ci ricorda come in natura la catena alimentare possa trasformare un temibile predatore a preda e che nei nostri mari esistono ancora specie voraci, capaci di attacchi predatori così aggressivi.


Attualità

TIM, una telefonata allunga la vita. Corre sul filo il disservizio

Il telefono, la tua voce o la tua croce? Un disservizio raccontato passo passo, durato 15 giorni fra telefonate, sms, attese al telefono…

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Premetto che in casa internet serve come il pane: 2 studenti Uni in periodo esami, due che lavorano in smart working. 

Detto questo: un forte temporale, il 24 agosto 2021, ha colpito e messo fuori uso i modem di diverse abitazioni della mia zona, compreso il mio della TIM. 

Segnatevi questa data,  da quel giorno inizia il gioco dell’oca. 

Chiamo il 187 (com’era il claim di anni fa? una telefonata allunga la vita, e la perdita di tempo, aggiungo io), faccio presente del problema e ricevo il primo messaggio SMS (che conservo) “prevediamo la risoluzione del disservizio entro il 27-08-2021”. 

A seguire:Stiamo lavorando alla tua segnalazione sarai contattato dalla nostra assistenza”. 

E ancora:Confermiamo l’apertura della segnalazione 0065888636,  proveremo a contattarti il 2021-08–26 12:30:00”. Nessuna chiamata! Passa quell’ora e tramonta la speranza di risolvere in tempi brevi.. Trascorre anche il 27 agosto e muore la vana speranza; il 28 richiamo, perdita di tempo stimata 2 ore ca, e ricevo un altro sms: “Ci scusiamo per il protrarsi del disservizio causato da problematiche complesse e ti confermiamo massimo impegno per la risoluzione…“.

Siamo al 30 agosto altra telefonata, altro giro, altra corsa, altro msg: “Abbiamo provveduto ad inoltrare ai nostri tecnici il tuo sollecito per velocizzare la risoluzione(?)“. Nulla neanche quel giorno.

Mercoledì 1° settembre, dopo una settimana senza internet assillo ancora il 187, altro sollecito, altro sms, ore 12,51: “Abbiamo provveduto ad inviare ai nostri tecnici…“.

Nel primo pomeriggio della stessa giornata, senza avviso, arriva in casa un tecnico e mi spiega che il ritardo è dovuto al fatto che sia in ferie la maggior parte dei tecnici, che lui è venuto da Gallipoli (55 km da casa mia), che vista l’insistenza e la delicatezza del mio problema (2 figli all’Uni e lo smart working)… ecc. ecc.,  mi conferma che il modem è da cambiare.

Lui non può farlo, mi apre un ticket per modem guasto, io dovrò solo chiamare il 187 per farmi rilasciare un codice, con quel numero vado in un negozio TIM e risolvo il problema. 

Grazie, rispondo. Tempi? 24 ore (era mercoledì 1 settembre 21).

Alle 16,32 mi arriva un messaggio, che mi avvisa:Abbiamo risolto il disservizio relativo alla tua linea ecc.”.

Gioco dell’oca, tiro i dadi e ritento con gli sgarbati del 187, spiego del tecnico, del guasto, del numerino per il cambio modem, ecc..

Mi risponde una signora saccente che non funziona così, che  mi deve rimandare un tecnico per verificare che il modem non funzioni, ecc. ecc..

Basito le ribadisco che il tecnico è già stato a casa e che mi ha suggerito quello che ho scritto.

Per tutta risposta mi chiude il telefono in faccia (!) e riparte il valzer degli sms: “Gentili cliente, i nostri tecnici stanno verificando quanto ci hai segnalato nella richiesta di assistenza… prevediamo la risoluzione del disservizio il 02-09-2021”.

Il 2 settembre, ore 09,30, dopo aver invano riprovato a contattare il servizio clienti, mi arriva un altro messaggio: “Ti informiamo che stiamo lavorando alla tua segnalazione e che potresti essere contattato dalla nostra assistenza…” .

E’ impossibile, lunare, pazzesco, ragiono, dopo il danno la beffa: sono passati 10 gg dalla data del disservizio, dieci giorni di danni causatimi dalla TIM  e sono al punto di partenza??

Penso sia difficile essere ubriachi già alle 9,30! Penso che, forse, a quell’ora le sinapsi dei centralinisti non siano ancora collegate, che non abbiano seguito o non abbiano saputo impartire agli ‘sbadati’ avventori del ‘call center’ tutte le regole del bon ton e, desumo, che non sappiamo o non vogliano sapere cosa sia l’asserto: “Il cliente ha sempre ragione!”.

Impensabile per una azienda nazionale che macina soldi come la pula, che ha un esercito di yes man, non riuscire a rispondere (è un eufemismo) al telefono educatamente e fornire un servizio degno di questo nome e risolverlo. E poi, tutto questo pagando!

Non me ne faccio una ragione: vado oltre, cercando di risolvere questo maledetto problema di internet, e così ricomincia, come gli innamorati, la giravolta dei messaggini.

Arriviamo a venerdì 3 settembre, ore 13:39, ne ricevo un altro: “E’stato risolto il disservizio della tua linea relativo alla tua segnalazione (??!!). Verifica nelle prox 24 ore il funzionamento…”. 

E attimi dopo un altro: “A seguito della tua verifica, i nostri tecnici hanno ripreso in carico la tua segnalazione di assistenza e stanno intervenendo per ripristinare il corretto funzionamento del disservizio…”.  

La mano destra non sa cosa fa la sinistra!

E a seguire: ore 17,10, dopo l’ennesima mia telefonata al 187: “Ti informiamo che stiamo chiudendo la segnalazione. Verifica il funzionamento dei tuoi apparati (che non sono riuscito ad avere!)…).

E due secondi dopo ancora: “A seguito della tua verifica, ti informiamo che i tecnici hanno ripreso in carico la Tua segnalazione di assistenza…”.

Mi vergogno per loro, ma non è finita, sono seguite altre telefonate, altre cornette attaccate in faccia non appena spiegavo alle zelanti signorine quanto era accaduto, che non avevo risolto nulla e che ero al punto di partenza.

E così 14 giorni dopo l’interruzione del servizio, lunedì 6 settembre, ore 18,32, ricevo l’ultimo tombale sms: “Gentile cliente ti informiamo che i nostri tecnici stanno verificando quanto ci hai segnalato nella richiesta di assistenza di cui sopra…, prevediamo la risoluzione del tuo disservizio entro il 07-09’-2021, salvo complessità (!?)”.

Una gabbia di matti! Stento a crederci anch’io che mi sia successa una cosa simile, non so se i signori del call center, svogliati, mal pagati, scocciati, accaldati, lavorino senza aria condizionata!

Non so se queste zelanti aziende nazionali, che quotidianamente ci perseguitano con telefonate indesiderate ed inopportune ai cellulari e ci propinano offerte non richieste, si rendano conto del disgusto che monta nei consumatori nei confronti del loro marchio; non so se scientemente tutta questa guerra al ribasso provochi una tale concorrenza che è meglio (più conveniente) distruggere quanto appena acquisito, facendo pagare delle penali agli ignari sottoscrittori, che tenerseli buoni e cari il più possibile.

Quello che so, e che voglio condividere con quanta più gente possibile (considerata la mia posizione di direttore di un giornale locale), con quanti non hanno una vetrina, una bacheca dove affiggere tutte le proprie lagnanze, se non quella del numero 187 (campa cavallo!), è che questi signori vanno messi alla gogna per il disservizio che offrono, vanno banditi, denunciati, smascherati, spernacchiati (anche se serve a poco), nella speranza che il coro sollevato dalle proteste scalfisca, almeno un poco, questo muro di gomma, si assumano le loro responsabilità e ci offrano un servizio (pagato) degno di questo nome.

Ah, dimenticavo: il 7 settembre, ore, 09:21, dopo una telefonata al 187 per disdire il contratto, ho cambiato gestore telefonico.

Il 9 settembre, ora di pranzo, ricevo una telefonata dalla centrale della Telecom. Una signora, con fare garbato, mi chiede come mai questa disdetta repentina dopo poco più di un mese? Mi informa (per caso), sempre con un tono di voce latte e miele, che ho sottoscritto un contratto per 24 mesi, con una tariffa che dovrò rispettare e pagare.

Spiego, cercando di trattenere la rabbia ed il disgusto di cui sopra, alla paziente e dolce signora, le mie vicissitudini.

Dopo avermi ascoltato senza profferire parola, laconica arriva la risposta: “Mi vergogno per loro, la capisco, Le chiedo scusa a nome dell’azienda; ha tutte le ragioni, ma mi raccomando ora si faccia assistere da una associazione dei consumatori e, le suggerisco di chiedere i danni”. 

Parola profetiche? messaggio subliminale? Vedremo, io vorrei solo ricevere un adeguato servizio, all’altezza di quello che queste multinazionali decantano in ogni informazione che ci arriva, spesso indesiderata, e che ci offrono.

Spero solo, e mi auguro, che il prossimo gestore telefonico non sia un copia incolla del primo. Nel caso vi terrò informati.

Luigi Zito 

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Cronaca

“Imbrattano e distruggono le nostre case, siamo ostaggio dei vandali”

La video denuncia dal centro storico di Taurisano

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Una nostra lettrice, Barbara da Taurisano, scrive alla nostra Redazione spinta dall’esasperazione e dalla speranza di poter finalmente risolvere una spiacevole vicenda che pesa ormai da tempo sulla sua vita quotidiana. Barbara è ostaggio di alcuni vandali che si sono letteralmente impossessati delle viuzze del centro storico di Taurisano e che imbrattano e danneggiano la sua abitazione e quelle dei suoi parenti, così come mostra nei video che pubblichiamo a fine articolo.

Siamo nel cuore del paese: via Cesare Battisti è una delle stradine della parte più antica della città, a pochi passi da piazza Castello.

“Sono stanca di vivere in queste condizioni”, ci racconta Barbara. “I miei nonni hanno lavorato una vita per costruire una casa per la loro famiglia ed oggi noi ce la ritroviamo distrutta ed ostaggio di vandali. Mia zia ha abbandonato Taurisano per questo motivo. Ecco quello che dobbiamo a subire qui in via Cesare Battisti (racconta, con riferimento alle immagini che manda e che troverete a fine articolo): scritte sui muri (con chiaro rimando anche al fatto che si faccia uso di stupefacenti); una porta data alle fiamme lo scorso inverno (incendio spento da noi); spazzatura ovunque; infissi distrutti, divelti (come nelle foto)…”.

“Ho denunciato tutto a vigili e polizia. Mi è stato suggerito di installare delle videocamere di sorveglianza. L’ho fatto, ma non è servito a nulla. Nemmeno il Comune mi ha aiutato ad uscire da questa situazione. Mi ritrovo ormai a dover addirittura chiedere il permesso di salire le scale per entrare a casa mia a queste stesse persone che quotidianamente colonizzano questa parte dimenticata di paese. Ci siamo armati di santa pazienza”, chiosa mestamente Barbara, “ma non è bastata a far desistere questi ragazzi…”.

Diamo voce al suo grido nella speranza che chi si rende protagonista di queste azioni si renda conto che non proverebbe piacere ad esserne vittima. L’auspicio è che, una volta tanto, si possa porre fine ad una spiacevole vicenda senza ricorrere ad ulteriori strumenti di controllo o all’intervento delle autorità.

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Dai Comuni

Girotondo loop per le pecore di Trepuzzi: il video diventa virale

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Un simpatico video quello che in queste ore sta facendo il giro del web a Trepuzzi e dintorni.

Un gregge di pecore gira su se stesso attorno ad un edificio in un loop infinito. Con il cane in tilt che non riesce a rimetterle sulla retta via.

Ecco le immagini pubblicate su Facebook nel gruppo “Una risata per Trepuzzi”.

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