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Attualità

Taglio del nastro per il Festival del Volontariato del CSVS

Il CSV Salento dedicherà il lavoro di tutti i cittadini attivi e i volontari, a Luigi Russo già Presidente del CSVS

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Lecce: Taglio del nastro per Il Festival del Volontariato del CSVS , ricordando Luigi Russo

Si inizia martedì 3 dicembre, nell’ ex- Convitto Palmieri, con una collettiva nazionale fotografica ‘Tanti per Tutti’ della FIAP e la rappresentazione teatrale L’URLO declamata da Gustavo d’Aversa.

Si alza il sipario su Strade Volontarie-Festival del Volontariato il 3 dicembre alle 17:30 presso l’ex-Convitto Palmieri in P.tta Carducci, suggestiva location leccese, che per l’occasione diventerà luogo d’arte, teatro e ricordo.

Dopo i saluti istituzionali, il CSV Salento dedicherà il lavoro di tutti i cittadini attivi e i volontari, a Luigi Russo già Presidente del CSVS, recentemente scomparso; e lo fa con un video che ripercorre l’impegno civile e sociale che ha segnato la sua vita.

Un ricordo, quello tributato a Luigi Russo, ricco di significato- spiega Luigi Conte , Presidente CSv Salentoche cade non casualmente nella settimana che il nostro Ente  ha costruito a Lecce e Provincia, attorno ad una data impostante a livello mondiale: le celebrazioni per il 5 dicembre: Giornata Internazionale del Volontariato”.

Un sottile filo rosso condurrà, coloro che prenderanno parte all’avvio dell’edizione del Festival, ai volti del volontariato, ritratti in magistrali scatti fotografici: quelli della mostra nazionale “Tanti per tutti” della FIAP-Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche e del CIFA-Centro Italiano della Fotografia d’Autore; un progetto itinerante per l’Italia che ha visto in campo 700 fotografi, professionisti e non. Un lavoro corale che ha prodotto oltre 10.000 scatti. La selezione delle immagini più evocative sarà visionabile a partire dal 3 dicembre nella collettiva a Convitto Palmieri, nell’ambito del Festival del Volontariato-Strade Volontarie del CSVS.

Ma Strade Volontarie è anche Teatro, e dà appuntamento a tutti gli estimatori del genere a un monologo mozzafiato “L’urlo”, declamato dall’attore Gustavo d’Aversa di Alibi Teatro. Sempre all’interno di Convitto Palmieri, a partire dalle 17:30 “L’urlo” è una cantata di getto, in un periodo in cui la vita umana sembra smarrire centralità rispetto alla provenienza geografica e sociale, ai percorsi che compie, ai pericoli che comporterebbe l’incontro con l’altro.

A sostenere l’evento un folta platea di associazioni ed Enti. Si ringraziano i tanti volontari che hanno fattivamente contribuito alla programmazione del festival del CSV Salento  oltre a: Regione Puglia, Provincia di Lecce, U.S. Lecce, Città di Lecce, Città di Corsano, CSV Net, Arcidiocesi di Lecce, Coop Alleanza 3.0, U.S. Lecce, Polo biblio-museale di Lecce, Tanti per Tutti

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Naintendì: pranzo pasquale per le persone bisognose di Cutrofiano

Omar Candido: “Contributo doveroso alla mia comunità. Spero di poter fungere da apri pista e altri ristoratori possano fare lo stesso in altri paesi”

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Il pranzo di Pasqua offerto gratuitamente alle persone bisognose del suo paese (ovviamengte da portare a casa con l’ausilio di volontari, nel rispetto delle prescrizioni anti contagio).

È la bellissima iniziativa di Omar Candido, titolare del Ristorante Hotel Naitendì di Cutrofiano.

Omar, da noi contattato, si è subito schernito: “Non vorrei eccessiva pubblicità anche perché ritengo l’iniziativa solo un contributo doveroso alla mia comunità”.

Il ristoratore ha accettato di parlarne, però, perché spera che il suo gesto “possa fungere da “apri pista” e che altri ristoratori, in altri paesi, possano fare la stessa cosa”.

Nella situazione drammatica che stiamo vivendo”, sottolinea, “è giusto che ognuno dia una mano per quanto è nelle sue possibilità. Io non sono un dottore, non sono un infermiere: il mio campo è la cucina e, quindi, fornisco il mio contributo, provando a dare una parvenza di normalità, almeno il giorno di Pasqua a quelle persone che oggi sono in grande difficoltà”.

Per realizzare la sua idea, il ristoratore di Cutrofiano ha giustamente coinvolto gli enti sul territorio per individuare le persone effettivamente bisognose: il Comune di Cutrofiano, il Comando dei Vigili Urbani, la Caritas, e le due Parrocchie di riferimento.

Omar Candido, infine, rivolge “un ringraziamento particolare alle attività che stanno contribuendo alla realizzazione di dell’iniziativa”.

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Attualità

Un ecografo portatile per l’ospedale di Galatina

Acquistato tramite raccolta fondi promossa dal club per l’Unesco di Galatina con la collaborazione dell’Associazione “Doniamo Aiutiamo Vinciamo”

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Il Club per l’Unesco di Galatina ODV, comunica che, grazie alla propria raccolta fondi e con la fattiva collaborazione dell’Associazione “Doniamo Aiutiamo Vinciamo” si è potuto acquistare un ecografo portatile, il Samsung HM70 With Plus con sonda CA1-7AD, apparecchio di ultima generazione che verrà donato al reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale “S. Caterina Novella”, fondamentale e urgente per la diagnosi precoce della polmonite da Covid-19.

L’apparecchio il cui costo è stato di € 17.080,00 (costo coperto pariteticamente dal Club per l’Unesco di Galatina e dall’Associazione “Doniamo, aiutiamo, vinciamo”) resterà nella disponibilità del nostro Ospedale, al servizio di Galatina e di ogni cittadino della provincia che ne abbia bisogno.

Un grande esempio di collaborazione fra associazioni che in questo periodo si sono messe a disposizione di medici e infermieri nella lotta contro il Covid-19.

Dall’Unesco di Galatina, “un sentito ringraziamento pertanto a quanti, tra soci, amici, simpatizzanti e cittadini, hanno contribuito sino ad ora alla raccolta fondi, ed a quanti continueranno a farlo”.

Per continuare ad aderire alla raccolta fondi promossa dal Club per l’Unesco di Galatina basta versare il proprio contributo su:

Conto Corrente di Banca Intesa San Paolo, con la seguente intestazione: Club per l’UNESCO di Galatina ODV; IBAN IT13O030690960610000 0172 126 Causale: Donazione a favore dell’Ospedale di Galatina, Emergenza Coronavirus (la donazione è detraibile dalle imposte sul reddito; è pertanto necessario conservare la ricevuta del bonifico)

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“Mia mamma, 90 anni, ha bisogno di cure ma con il coronavirus…”

L’S.O.S. di Antonio da Lucugnano: “Prima della pandemia veniva un ortopedico a casa ogni settimana per alleviare il dolore a gambe e spalle e permettere alla mamma di tirare avanti. Ora non sappiamo più come fare…”

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L’emergenza sanitaria lo abbiamo ribadito più volte non è solo quella solo strettamente connessa al coronavirus ma, in gran parte, ne è una diretta conseguenza.

Come nel caso di Antonio, un nostro lettore di Lucugnano che ci segnala la sua storia anzi, la storia di sua madre che, “a 90 anni è costretta a subire enormi sofferenze alle ginocchia e alle spalle e per questo avrebbe bisogno delle cure di un ortopedico”.

Cosa puntualmente accaduta fino a qualche tempo fa, con un medico dell’Asl che una volta a settimana si recava in casa dell’anziana e provvedeva a quelle operazioni necessarie (estrazione del liquido) per alleviarne il dolore per sette giorni.

Poi, però, la nostra vita è cambiata all’improvviso per colpa dell’infido virus.

Antonio sconsolato racconta: “Da un mese l’ortopedico non viene più. Dall’Asl hanno sospeso tutto. Ho provato a chiamare la Croce Rossa a Lecce ma, dopo aver spiegato la situazione, mi hanno rimbalzato al 118. Rispiego nuovamente tutto, così mi mandano un’ambulanza a casa”.

Tutto risolto? Macchè…! “Il medico giunto a bordo dell’ambulanza ci dice che non può fare granché e che ci vorrebbe un ortopedico. Intanto fa alla mamma una fisiologica contro il dolore. Telefona ad un altro medico e mi dice di richiamarlo al pomeriggio (già  questo altro medico era venuto a casa mia altre volte). A pomeriggio chiamo e il dottore mi dice che a casa non sarebbe venuto. E mi invita a portare la mamma al Pronto Soccorso, cosa che mi era stata fortemente sconsigliata dai sanitari venuti al mattino…”.

Dunque”, riflette amaro Antonio, “ora io dovrei decidere il destino di mia madre e scegliere se farla morire per l’infezione alla gamba o esporla al rischio di contrarre il coronavirus”.

Infine l’appello di Antonio: “Comprendo l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e la situazione inedita che ha messo tutti in difficoltà. Immagino, però, che nella stessa condizione di mia madre ci siano tante altre persone che in questi giorni non sanno come uscirne. Per tutte loro e non solo per mia mamma bisogna fare qualcosa e anche subito, credo sia umanamente e moralmente doveroso”.

(foto in alto di repertorio)

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