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Attualità

Rifacimento di Piazza Lama e restauro della casa di Aldo Moro a Maglie

La Regione finanzia con 1,4 milioni di euro il progetto per la creazione di un Museo nella casa dello statista magliese e quello per la riqualificazione della piazza

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Nell’ambito del finanziamento regionale dei Progetti esecutivi di infrastrutturazione turistica (40 milioni di euro per 33 Comuni ), la Città di Maglie ha ottenuto 1,4 milioni di euro per il progetto di rifacimento di Piazza Lama e il restauro della casa natale di Aldo Moro.


Ne dà notizia l’amministrazione guidata dal sindaco Ernesto Toma.


Il progetto prevede la creazione di un Museo nella casa dello statista magliese e la riqualificazione della piazza.


Il piano di ammodernamento era stato presentato un anno fa con la deliberazione da parte della giunta del progetto che prevedeva i lavori di rifacimento dell’intera area puntando alla valorizzazione degli spazi interessati sia dal punto di vista architettonico che culturale e turistico.

Il programma di riqualificazione, infatti, mira a salvaguardare tutti i diversi ambiti e a conferire maggiore vivibilità all’intera area.


L’amministrazione rivolge «un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato con impegno e in diversi ruoli a questo progetto: con l’impegno di tutti la città di Maglie ha conseguito un grande risultato».


 


Alessano

Antonio Ciriolo nuovo presidente del Gal Capo di Leuca

Succede a Rinaldo Rizzo, nominato presidente onorario

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L’Assemblea dei soci del Gruppo di Azione Locale (GAL) “Capo di Leuca” Scarl, attualmente soggetto attuatore del Programma Leader (Misura 19 del PSR Puglia 2014 – 2020), ha eletto all’unanimità Antonio Ciriolo presidente del sodalizio. Succede, per scadenza di mandato, a Rinaldo Rizzo, nominato presidente onorario.

Nella stessa occasione, i rappresentanti della compagine sociale hanno confermato i componenti uscenti del Consiglio di Amministrazione: Giulio Sparascio (vice presidente), Gabriele Abaterusso, Fabrizio Arbace e Adamo Fracasso.

Rizzo ha salutato e ringraziato i soci e lo staff, in particolare modo il direttore, Giosuè Olla Atzeni, che lo ha coadiuvato nella guida del sodalizio dal 2016, soprattutto, per essere stato al suo fianco dal momento della costituzione del GAL “Capo S. Maria di Leuca” Srl, costituito nel 1991 come soggetto attuatore del Programma di Iniziativa Comunitaria Leader, per il quale Rizzo, nei trent’anni di attività, ha ricoperto il ruolo di presidente e vice presidente. Lo scorso novembre, lo stesso Antonio Ciriolo era stato eletto all’unanimità come presidente di quest’ultima società a capitale misto pubblico-privato, che ha come obiettivo principale la valorizzazione delle risorse di imprenditorialità, storia, cultura e natura presenti nella penisola salentina.

L’area d’intervento del GAL “Capo di Leuca” scarl, comprendente i seguenti Comuni: Alessano, Alliste, Casarano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Matino, Melissano, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce-Acquarica, Racale, Ruffano, Salve, Specchia, Taurisano, Taviano, Tiggiano, Tricase e Ugento.

Il Presidente uscente Rinaldo Rizzo, nel messaggio di saluto ai soci e allo staff ha dichiarato: «Dopo trent’anni di amministratore di questa società, la mia esperienza si ferma praticamente qui oggi. In questo lungo periodo, insieme a tutti i collaboratori, abbiamo cercato di cogliere i bisogni propri della ruralità del nostro territorio, proiettandoci sempre verso il futuro, cercando di affiancare e seguire costantemente gli operatori beneficiari, assecondandone le esigenze e le più diverse richieste. In questi anni di responsabilità, ho sempre interpretato il mio ruolo come servizio utile per contribuire alla crescita del Capo di Leuca, una crescita sempre sostenibile e in armonia con il territorio e le sue popolazioni. Abbiamo attuato numerosi programmi comunitari, dando la possibilità a molti cittadini di mettersi in gioco e tanti di essi rappresentano oggi realtà affermate ormai da anni. Abbiamo cercato di metterci sempre tutto l’impegno, con la massima serietà e la massima trasparenza. Credo che questi valori ci contraddistinguano da sempre e ci siano riconosciuti da tutti. Un grazie particolare vorrei rivolgerlo al Direttore, Dott. Giosuè Olla Atzeni, che insieme al sottoscritto ha iniziato questa avventura sin dall’origine, nel 1991, condividendo tutte le fasi che ci hanno portato fino ad oggi. Sono sicuro che coloro che mi succederanno, sapranno confermare il ruolo del GAL, facendolo continuare ad essere un riferimento importante di sviluppo per il territorio. Ancora grazie a tutti. Grazie davvero. Io, comunque, rimango sempre nei paraggi».

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Attualità

Costruzioni, rincari materie prime: allarme anche nel Salento

La denuncia di Confartigianato Lecce: «Aumenti vertiginosi. Il rischio è bloccare un intero comparto. Serve un intervento del Governo»

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Margini di guadagno ridotti e impossibilità di svolgere il lavoro. È la denuncia di Confartigianato Lecce che interviene in merito al problema dei rincari sui prezzi delle materie prime che sta mettendo in grave difficoltà tutto il comparto artigianale salentino legato all’edilizia.

«Le imprese del nostro territorio stanno soffrendo le conseguenze dell’aumento dei costi delle materie prime», afferma Luigi Marullo, presidente categoria costruzioni Confartigianato Lecce, «i rincari hanno colpito tutto il territorio nazionale e il Salento non è immune da questo problema. Parliamo di rincari importanti, registrati soprattutto negli ultimi mesi. Solo per citarne alcuni, i prezzi del ferro sono lievitati del 100%, così come quelli per i materiali dei cappotti esterni. Sono cifre astronomiche. L’aumento dei costi riduce l’utile per l’imprenditore, che rischia di dover lavorare in perdita o magari di dover chiudere il cantiere già in corso».

Secondo uno studio elaborato da Confartigianato Imprese i rincari maggiori si registrano per i metalli di base con +65,7% tra marzo 2020 e marzo 2021. Particolari tensioni per minerale di ferro con rincari annui del +88,1%, seguito da stagno (+77%), rame (+73,4%) e cobalto (+68,4%).

E ancora zinco (+46,7%), nickel (+38,5%,), alluminio (+36,%), molibdeno (+32,4%). Allarme anche sul fronte delle materie prime energetiche, i cui prezzi a marzo 2021 aumentano addirittura del 93,6% su base annua.

«Il rischio per le aziende», spiega il presidente Marullo, «è di dover abbandonare le commesse perché non generano più utili ma perdite o perché non si riesce a onorare le consegne per insufficienza di materie prime, oramai introvabili e carissime».

Per questo motivo Confartigianato Lecce sollecita il Governo affinché possa mettere in campo misure urgenti che possano ristabilire l’equilibro tra domanda e offerta.

«Il meccanismo di compensazione, previsto del decreto Sostegni bis proprio per mitigare l’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, non avrà effetto sui contratti privati ma riguarderà solo le aziende appaltatrici di opere pubbliche», conclude il presidente Marullo, «Questo è un grave danno per piccole e medie imprese del settore considerando che la maggior parte dei cantieri oggi attivi riguardano i privati. Attendiamo un intervento risolutivo da parte del Governo per evitare la paralisi del settore. In ballo c’è la ripresa e la sopravvivenza dell’intero comparto».

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Attualità

Un sostegno per le donne vittime di violenza

Ada Chirizzi (Segretario Generale Ust Cisl Lecce): «Un ulteriore passo verso la rimozione degli ostacoli che si frappongono all’affermazione della dignità della persona»

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto con cui si prevede l’introduzione del reddito di libertà, la nuova misura di sostegno economico destinata a favorire l’indipendenza economica e l’emancipazione delle donne vittime di violenza in condizione di povertà, seguite dai centri antiviolenza.Donne le cui condizioni sono andate aggravandosi a seguito dell’emergenza covid.

Basterebbero i soli dati Istat 2020 a definirne la portata: aumento del 79.5% delle chiamate al 1522, numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking, a  partire da fine marzo, inizio della pandemia, e con picchi in aprile e  maggio.

Il decreto definisce i criteri di ripartizione delle risorse del Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza, nato grazie all’incremento di tre milioni di euro per l’anno 2020 del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità.

Il budget a disposizione viene ripartito tra le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano in base ai dati Istat al 1° gennaio~2020 riferiti alla popolazione femminile di età tra i 18 e i 67 anni residente nei comuni di ciascuna regione.

In ragione di tale parametro la regione Puglia sarà destinataria di 220.895 euro, una somma che, come auspichiamo,  potrà essere ulteriormente incrementata con fondi propri.

Il reddito di libertà, di importo massimo pari a 400 euro mensili pro capite per un anno, potrà essere richiesto all’INPS con apposita domanda, sulla base del modello predisposto di un’autocertificazione dell’interessata cui si aggiunge una dichiarazione firmata dal rappresentante legale del centro antiviolenza che ha preso in carico la stessa, che ne attesti il percorso di emancipazione ed autonomia intrapreso e la dichiarazione del servizio sociale professionale di riferimento, che ne attesti lo stato di bisogno legato alla situazione straordinaria o urgente.

Il reddito di libertà è finalizzato a sostenere prioritariamente le spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale nonché il percorso scolastico e formativo dei figli minori. L’aiuto è compatibile con altri strumenti di sostegno come il Reddito di Cittadinanza.

«Un atto di civiltà», dichiara Ada Chirizzi, Segretario Generale della Cisl di Lecce, «un ulteriore passo verso la rimozione di quegli ostacoli all’affermazione della dignità della persona, del diritto a una vita senza violenza, della libertà di poter scegliere. Per l’affermazione di questi fondamentali diritti ci spendiamo da tempo come Cisl di Lecce all’interno delle cabine di regia degli Ambiti e dei Consorzi Sociali territoriali, dove vengono definite misure e percorsi di prevenzione e contrasto della violenza contro donne e minori, a partire da quelli della sempre più nutrita e qualificata rete dei Centri anti violenza (CAV). Così come pure siamo impegnati all’interno delle reti che intendono operare un cambio culturale. Perché la violenza su donne e minori è principalmente un problema culturale che richiede un comune impegno per un suo superamento».

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