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Alessano

Covid: se torna, come siamo messi?

Abbiamo gli anticorpi? Mappatura in 15 paesi, Giuseppe Maglie, sindaco di Montesano Salentino: «Se il virus da noi non ha circolato per nulla, cosa accadrà se dovesse scatenarsi una nuova ondata in autunno?»

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Mappare il covid? Si può.


È l’idea di 15 Comuni salentini: arrivare a 100 test in 100 comuni, proposta di Alessano, Andrano, Bagnolo del Salento, Corsano, Diso, Maglie, Melissano, Minervino di Lecce, Montesano Salentino, Ortelle, Poggiardo, Ruffano, Spongano, Surano e Uggiano la Chiesa.


I Comuni condivideranno con il SISP della Asl di Lecce lo studio che prenderà in esame un campione che sarà costituito in parte da comunità colpite dal virus e in parte da comunità che non hanno avuto nessuna positività; le categorie oggetto dello studio sono quelle più a rischio, ovvero le categorie che sono state maggiormente esposte durante la fase del lockdown quali Forze dell’ordine, volontari della protezione Civile, dipendenti pubblici che non hanno lavorato in smartworking, medici di base, farmacisti, personale degli esercizi commerciali di generi di prima necessità, eventuali operatori sanitari che non hanno effettuato tamponi o comunque nessun controllo sierologico, altri cittadini che hanno i requisiti.


Il campione di popolazione esaminato va dall’1 al 2 per cento per i Comuni con più di 5mila abitanti e dall’1 al 4 per cento per i Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti.

I test sierologici saranno effettuati in laboratori di analisi cliniche accreditati.


Le spese relative all’effettuazione dei test sierologici saranno a totale carico delle amministrazioni comunali.


Il sindaco di Montesano Salentino, Giuseppe Maglie


Chi ha tanto spinto per questo progetto è il sindaco di Montesano Salentino, Giuseppe Maglie, di professione biologo e quindi piuttosto ferrato in materia di virus e infezioni virali:


«Il progetto coinvolge 15 Comuni, e tra noi e la ASL vi è un protocollo d’intesa. Stiamo effettuando i test sierologici per lo screening e la mappatura degli anticorpi».


Spieghiamolo a tutti: cosa si intende con mappatura degli anticorpi?

«Si tratta di ricercare su un campione rappresentativo la presenza o meno di anticorpi. Dalla loro presenza noi ci rendiamo conto di come ha circolato il virus nei nostri territori, perché la stranezza è stata che in alcuni Comuni ci sono stati alcuni casi, in altri nessuno. Attraverso questo screening sierologico riusciremo a mappare questa situazione. Da tenere presente che, mentre l’ISTAT l’ha fatto a campione, noi stiamo andando a testare le categorie maggiormente a rischio, cioè quelle attività che hanno continuato a lavorare durante la fase di lockdown, come le forze dell’ordine, la protezione civile, i medici, gli infermieri. Tra queste figure la possibilità di trovare contagiati asintomatici che hanno sviluppato gli anticorpi è più alta rispetto al resto della popolazione perché sono categorie di persone che hanno continuato a lavorare e non sono rimaste chiuse in casa come la stragrande parte di tutti gli altri cittadini».


In percentuale quanti test vengono effettuati rispetto agli abitanti?


«Abbiamo coperto una fascia dall’uno al quattro percento. Per esempio a Montesano dove siamo quasi 3mila abitanti sono stati effettuati circa 100 test, a Maglie per esempio che conta circa 14mila ne saranno fatti sicuramente più di 100. Comunque minimo di 100 test per Comune sono stati fatti o si stanno tuttora facendo. I test in totale saranno tra i 1.500 e i 2mila e rappresenteranno lo specchio della situazione della circolazione virale di questa fascia di territorio».


Che vantaggi porterà la mappatura?


«La mappatura serve a capire quanto ha circolato da noi il virus. Se ha circolato poco, verrà sicuramente fuori una vasta porzione di cittadini sprovvista di anticorpi. Questo da un lato è positivo perché significa che il virus da noi non ha attecchito, probabilmente a causa di fattori ambientali o altri aspetti a noi ignoti, ma dall’altro lato ci fa stare preoccupati nel momento in cui dovesse scatenarsi una nuova ondata: in quel caso saremmo sprovvisti di difese immunitarie. Teniamo conto, per fare un paragone, che ci sono alcune aree del nord dove il sessanta o il settanta percento della popolazione è stata colpita dal virus raggiungendo un livello di immunità della stessa popolazione abbastanza elevata; se dovesse emergere dal nostro studio e dallo studio dell’ISTAT (“che però è andato male perché più della metà dei cittadini non ha fatto il test”), che il virus ha circolato molto poco, significherebbe che siamo quasi tutti sprovvisti di anticorpi e quindi soggetti ad un rischio molto più elevato di contrarre la malattia. Questo aspetto pone un grande punto interrogativo sul futuro. Se dovesse venire fuori da questi 2mila test una percentuale abbastanza irrisoria di presenza di anticorpi tra i nostri abitanti, è il segnale tangibile che il virus non ha quasi circolato per cui bisogna prepararsi bene».


In quanto tempo saranno pronti i dati?


«Credo che a fine mese avremo i dati di tutti i paesi coinvolti. Una volta in possesso di tutti questi dati, insieme alla ASL, comunicheremo agli organi di stampa l’esito di questo studio, sul quale noi Comuni stiamo lavorando da molti mesi. L’ideale sarebbe stato poterlo realizzare in tutti i comuni salentini e poter quindi contare sulla mappatura dell’intero territorio salentino, tra cui anche quei Comuni del nord Salento dove il virus ha verosimilmente circolato con maggiore intensità. Il nome che abbiamo proposto al progetto è stato “Cento test in cento comuni”, proprio per lanciare un messaggio a tutto il territorio salentino. Ricordo che il costo di cento test è poco più di mille euro, a Montesano ho deciso di offrirlo io utilizzando la mia indennità; so che in qualche altro comune le giunte stanno facendo altrettanto. Si tratta in fondo di una spesa irrisoria per un Comune con la possibilità però di realizzare sul proprio territorio uno studio molto importante. È chiaro che sarebbe stato molto meglio avere una mappatura completa di tutto il territorio salentino, dovremo però al momento accontentarci della mappatura nei nostri 15 paesi, che è già un gran risultato».


Carlo Casto


Alessano

Alessano non è più Covid-free

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Anche Alessano non è più Covid-free.





La mappa dell’Asl diventa zona rosa nel territorio alessanese e la sindaca, Francesca Torsello, nella serata di ieri ha comunicato due casi sul territorio di persone però residenti a Specchia e solo domiciliate ad Alessano.





Oggi intanto la mappa del contagio diventa rosa sul territorio alessanese.




La spiegazione sta nel fatto che ad essere interessato dal contagio è un nucleo familiare originario per metà di Alessano e per metà di Specchia. Il nuovo caso inserito oggi in bollettino ad Alessano infatti sarebbe il compagno della donna di Specchia risultata positiva dopo l’accesso all’ospedale di Tricase col figlio reduce da una caduta.





Queste invece le parole della sindaca di Alessano ieri.





“Informiamo i cittadini che sono stati ufficializzati due casi di contagio di Covid-19 relativi a due persone formalmente residenti a Specchia ma domiciliate ad Alessano”, scrive. “Voglio rassicurare tutti sul fatto che sono state attivate le procedure di isolamento e di sorveglianza sui cittadini coinvolti e che sono in corso le consuete indagini epidemiologiche sui contagiati e sui loro contatti più stretti da parte del personale sanitario. Anch’io sono in contatto con le altre autorità per seguire da vicino l’evoluzione dei fatti e per sincerarmi delle condizioni generali dei pazienti, ai quali auguriamo di uscire quanto prima dalla situazione che stanno vivendo.
Siamo pertanto chiamati tutti a continuare ad osservare le regole di prevenzione che abbiamo imparato: distanziamento fisico, mascherine e frequente lavaggio delle mani. Anticipo anche che tra pochi giorni prenderà avvio l’indagine epidemiologica tra la popolazione alessanese prevista dall’Amministrazione Comunale, al fine di comprendere se e in quale misura il virus abbia eventualmente circolato nella nostra comunità. Vi terrò aggiornati”.


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Alessano

Fallito tentativo di furto alla stazione di servizio tra Alessano e Specchia

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Colpo fallito nella notte sulla strada provinciale che collega Specchia ad Alessano.





Un tentativo di furto si è consumato nottetempo nella stazione di servizio 2D. Dei ladri hanno puntato le colonnine del self service, nel tentativo di estrarne dei contanti. L’incasso era però già stato portato via e, per giunta, l’allarme ha messo in fuga, dopo pochi istanti dal loro arrivo, i malviventi.





Dopo la vigilanza privata, sono accorsi sul posto polizia e carabinieri. Con l’ausilio dell’impianto di videocamere di sorveglianza, è stata avviata la caccia ai responsabili.




Appena tre mesi fa stesso esito per un altro tentato furto, all’indirizzo della stessa azienda di petroli ma presso l’altra stazione di servizio di sua proprietà: quella di Depressa, a Tricase.





Anche in quella occasione i ladri furono messi in fuga dall’allarme ed a bocca asciutta.


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Alessano

Alessano: denunciate imbrattatrici blasfeme

Scattano le denunce per due autrici di scritte blasfeme sulla chiesetta “Santo Stefano” di Montesardo, frazione Alessano, località “Macurano”

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Scatta la denuncia per due autrici di scritte blasfeme sulla chiesetta “Santo Stefano” di Montesardo, frazione Alessano, località “Macurano”.

I carabinieri del distaccamento di Alessano, dopo aver acquisito i filmati di videosorveglianza e raccolto testimonianze oculari, denunciano a piede libero G. P. (anni 48 e residente a Livorno), e S. E. L. (di anni 40 e residente a Berlino), per il reato di “deturpamento e imbrattamento di cose altrui aggravato in concorso”.

Inoltre sono in via di identificazione altre tre persone a loro complici.

Il danneggiamento ha avuto luogo nel mese di agosto mediante l’utilizzo di vernice spray rossa e nera, vernice usata per scrivere frasi in italiano, inglese e tedesco.

Motivo del gesto non ancora identificato.

Seguono aggiornamenti sulle indagini ancora in corso.

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