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Attualità

Elezioni Regionali, Tar accoglie ricorso di Sergio Blasi

Un posto in Consiglio per il politico di Melpignano: il Tribunale regionale si è espresso per il formale recepimento da parte della Prefettura di quanto deciso nell’atto di proclamazione degli eletti. Per la sentenza pubblica occorrerà attendere l’8 luglio

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«Il Tar di Bari ha deciso: il ricorso da me presentato contro l’attribuzione dei seggi decisa dalla Corte di Appello di Bari all’indomani delle elezioni regionali, che di fatto a oggi mi esclude dal Consiglio regionale, è stato accolto».


Lo ha annunciato Sergio Blasi che specifica: «Nel dispositivo della sentenza, il Tar dispone l’annullamento dell’atto di proclamazione degli eletti nella parte in cui si attribuiscono 2 soli seggi, anziché 3, al Partito Democratico nella provincia di Lecce e quindi, in virtù di tale principio, la mia elezione. Nel merito, dunque, il Tar si è espresso per il formale recepimento da parte della Prefettura di quanto deciso nell’atto di proclamazione degli eletti».


Per avere l’ufficialità di quanto disposto dal Tar, però, occorrerà attendere l’8 luglio, data in cui è stata fissata l’udienza pubblica definitiva.

«Attendo con serenità l’evolversi della situazione», ha aggiunto il politico di Melpignano, «nella convinzione di aver fatto ciò che è nelle mie possibilità per tutelare non tanto me stesso, ma la volontà espressa da quelle 13mila 541 elettori che il 20 e il 21 settembre scorsi hanno scritto il mio nome sulla scheda elettorale. Naturalmente quello odierno è un passo decisivo in avanti, per questo ho sentito il dovere di darvene conto, come farò per le future novità al riguardo».


«Nel frattempo», conclude Sergio Blasi, «ringrazio tutti coloro che in queste ore mi stanno manifestando stima, affetto e vicinanza politica e umana».


Attualità

PNRR, una sfida anche per il Salento, stasera on line

Webinar, questa sera alle 18, sulla pagina fb de il Gallo. Organizzato dalle testate il Gallo, Il Volantino e 39° Parallelo In programma l’intervento dei sindaci del Capo di Leuca e dell’europrogettista Vanni Resta

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Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) costituisce un’occasione storica da non perdere. Nella convinzione che ogni progetto di sviluppo di un territorio debba essere

generato dal basso ed essere il più inclusivo e partecipato possibile,le testate giornalistiche il Gallo, Il Volantino e 39° Parallelo hanno deciso, di comune intesa, di farsi promotrici di un confronto che, coinvolgendo esperti, istituzioni locali, cittadini e quanti vogliano offrire un contributo, porti a verificare le opportunità di sviluppo del territorio del Capo di Leuca. Coordinate fondamentali saranno quelle di agire in maniera propositiva nel rispetto dei ruoli e delle specifiche competenze. 

Le testate giornalistiche promotrici dell’iniziativa hanno sempre perseguito una linea editoriale che è andata oltre la cronaca, proponendosi come stimolo per una riflessione dei cittadini e per i cittadini, perseguendo l’obiettivo di coniugare la più ampia apertura alla rigorosità delle analisi e delle proposte.  Il programma dell’iniziativa verrà  promosso online con un confronto- dibattito fra il prof. Vanni Resta e i sindaci del Capo di Leuca.

Il webinar “Salento, quali risorse per quale sviluppo?” è  in programma venerdì 18 giugno, dalle ore 18. 

Tutti potranno seguire i lavori collegandosi in diretta sulla pagina facebook de “il Gallo”. Protagonista dell’incontro l’europrogettista Vanni Resta. 

Il prof. Resta insegna europrogettazione presso il Master in Europrogettazione e professioni europee della Sapienza Università di Roma e presso altri atenei tra cui l’Università dell’Aquila, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e l’Università per stranieri “Dante Alighieri”.

È partner da oltre vent’anni della società inglese Kpeople, specializzata in  finanziamenti europei.

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Alessano

Strade da rifare: ecco quanto arriva ad ognuno dei Comuni

Cento milioni per le strade pugliesi. L’ammontare del finanziamento paese per paese. Ogni Comune riceverà il contributo calcolato sulla base di due criteri: il 55% sulla base della popolazione residente; il 45% sulla base dell’estensione territoriale

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Si è spesso discusso della difficoltà (eufemismo) dei Comuni a riassestare le disastrate vie dei nostri paesi per l’assenza totale di finanziamenti dedicati dopo lo stop al contributo statale.

Ora la svolta perché parlare di vie disastrose sarà anche poco… intellettuale ma è esattamente ciò in cui ci imbattiamo ogni santo giorno.

È notizia di questi giorni che la Regione Puglia, ha stanziato 100 milioni di euro da distribuire ai Comuni pugliesi con un contributo a fondo perduto.

Con quei soldi si punta a rendere più sicure le strade (almeno una parte di loro) martoriate da buche di ogni forma e dimensione, spesso anche causa di incidenti e molte volte di cadute e infortuni delle persone, con ulteriore dolore e indubbio danno ulteriore sui bilanci comunali (quando si dice la beffa oltre il danno!).

Ogni Comune riceverà il contributo calcolato sulla base di due criteri: il 55% sulla base della popolazione residente; il 45% sulla base dell’estensione territoriale.

Il contributo in euro per ognuno dei centri della provincia di Lecce

Alessano 153.063,69

Alezio 117.632,05

Alliste 145.076,34

Andrano 101.093,42

Aradeo 146.180,71

Arnesano 86.807,02

Bagnolo del Salento 40.674,99

Botrugno 59.668,70

Calimera 121.032,20

Campi Salentina 244.529,43

Cannole 70.083,25

Caprarica di Lecce 57.858,77

Carmiano 219.264,60

Carpignano Salentino 164.349,25

Casarano 363.709,89

Castrì di Lecce 68.847,50

Castrignano dei Greci 74.728,62

Castrignano del Capo 120.272, 56

Castro 43.042,22

Cavallino 227.261,63

Collepasso 109.797,90

Copertino 461.645,24

Corigliano 144.711,41

Corsano 94.421,89

Cursi 74.887,73

Cutrofiano 253.227,52

Gagliano del Capo 108.540,99

Galatina 554.851,39

Galatone 319.122,65

Gallipoli 376.525,46

Giuggianello 39.719,33

Giurdignano 59.252,83

Guagnano 165.181,63

Lecce 1.860.880,43

Lequile 204.058,50

Leverano 307.110,31

Lizzanello 221.119,42

Maglie 245.468,18

Martano 173.459,42

Martignano 37.261,14

Matino 217.478,36

Melendugno 329.756,14

Melissano 124.632,33

Melpignano 55.904,84

Miggiano 65.417,63

Monteroni 228.774,45

Montesano Salentino 56.121,83

Morciano di Leuca 75.115,80

Muro Leccese 106.303,03

Nardò 872.910,91

Neviano 108.058,81

Nociglia 56.113,05

Novoli 149.262,32

Ortelle 55.543,01

Otranto 258.849,30

Palmariggi 40.551,50

Parabita 170.857,65

Patù 42.856,13

Poggiardo 128.215,49

Porto Cesareo 167.574,19

Presicce-Acquarica 232.832,09

Racale 206.009,92

Ruffano 223.702,72

Salice Salentino 249.853,91

Salve 139.471,34

San Cassiano 47.812,32

San Cesario di Lecce 129.748,65

San Donato di Lecce 126.923,76

San Pietro in Lama 67.243,08

Sanarica 50.309,42

Sannicola 143.480,78

Santa Cesarea Terme 102.595,94

Scorrano 176.090,05

Seclì 45.845,87

Sogliano Cavour 67.478,75

Soleto 144.229,05

Specchia 122.480,87

Spongano 77.754,21

Squinzano 259.249,10

Sternatia 69.495,59

Supersano 143.100,52

Surano 42.642,69

Surbo 250.933,12

Taurisano 215.164,69

Taviano 213.988,17

Trepuzzi 249.787,37

Tricase 339.814,24

Tuglie 91.376,36

Ugento 401.134,49

Uggiano La Chiesa 93.888,07

Veglie 333.688,49

Vernole 237.686.01

Zollino 49.305,41

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Attualità

Lupi, furfanti e cortigiani a Casarano

Che succede a Palazzo dei Domenicani? Che qualcosa non giri per il verso giusto nell’amministrazione De Nuzzo e per la precisione proprio nello schieramento di maggioranza, lo si è capito da tempo…

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Un vecchio adagio di fine ’800 dice che, oltre ai lupi ed ai furfanti, solo i cortigiani sono in grado di fiutare una preda.

Tanti anni dopo, a parte i furfanti che sono inestinguibili ed i lupi che invece sono ormai rarissimi, ad aver mutato nome e costumi ma non certo la loro intima essenza, sono indubbiamente i cortigiani.

Certo oggi non si inchinano al passaggio del re (questo dipende, in realtà, solo dal tipo di re) ed hanno cambiato il loro aspetto esteriore mettendo la cravatta al posto dei parrucconi, ma non hanno cambiato certo alcuni comportamenti distintivi.

L’ambiente ed il fare da cortigiano lo si trova ovunque ed ovviamente anche in ogni amministrazione pubblica, e quella di Casarano non è da meno, con il suo nuovo sindaco-re e con lo stuolo di cortigiani fratelli-coltelli che lo circonda.

Che qualcosa non giri per il verso giusto nell’amministrazione De Nuzzo e per la precisione proprio nello schieramento di maggioranza, lo si è capito da tempo; a partire da quella presa di posizione di Fratelli d’Italia sulla (solo apparente) banalità delle fioriere in piazza (riempite di cartoncini colorati in occasione della festa del papà, con quel patetico stile da scuola materna ma con l’aggravante di avere degli autori decisamente adulti), passando poi alle ben più serie posizioni relative alla gestione ed ai permessi per i locali della movida.

La notte casaranese

Su di essi conviene però spendere due parole in più perché, come sempre, la verità sta nel mezzo. I locali rivendicano la possibilità di poter tornare ad organizzare periodicamente delle serate evento, magari anche con musica dal vivo: appuntamenti questi che, nella Casarano pre-covid, erano diventati un vero e proprio punto di riferimento per i giovani del sud Salento con buona pace dei residenti che, almeno una volta a settimana, erano costretti a chiudere occhio solo dopo le tre del mattino.

Ad onor del vero c’è da dire che un qualsiasi locale da intrattenimento, per esser definito tale, deve avere precise caratteristiche e autorizzazioni ad hoc, frutto proprio della valutazione e del rispetto di tali caratteristiche.

Mediamente più facile, invece, ottenere autorizzazioni per aprire una comune attività di somministrazione di alimenti e bevande (categoria alla quale appartengono quasi tutti i locali in questione) che però, capite bene, è cosa ben diversa da un locale di intrattenimento. Detto questo, però, soprattutto dopo lo stop forzato durato più di un anno e con un centro città economicamente agonizzante, non sarebbe stato tanto sbagliato trovare un bel compromesso fra il diritto al riposo dei condomini ed il diritto ad esistere e a lavorare (e a riportare vita e movida) degli esercenti.

L’opposizione che fa?

L’ultimo esempio di qualcosa che si è rotto all’interno della maggioranza, fra Fratelli d’Italia ed il Sindaco e i suoi fedelissimi (ammesso che ci sia mai stata coesione al di là delle belle parole da campagna elettorale) lo si è avuto al momento del voto del bilancio di previsione 2021/23 in cui le diatribe ed i mal di pancia si sono evidenziati tutti, proprio davanti ai cittadini presenti al Consiglio ed agli occhi increduli dell’opposizione.

Già… in tutto questo bailamme, l’opposizione che fa? Per il momento, a parte qualche irreprensibile iniziativa, come la richiesta di cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, la veemente protesta contro l’intitolazione di una via ad Almirante, l’erba sui marciapiedi o la netta e fiera presa di posizione circa il colore dei basoli di piazza San Giovanni, ha avuto finalmente  il concreto merito di portare a Casarano, a vedere di persona le carenze dell’ospedale, uno stuolo di politici regionali, tra cui l’assessore Pier Luigi Lo Palco (anche se, quel giorno, avvisare il sindaco, anche se di parte avversa, non sarebbe stata poi una cattiva idea; anzi, in genere si chiama correttezza istituzionale).

Ma una cosa è certa: l’opposizione non è composta da donne e uomini sprovveduti e quindi, se ancora non stanno dando una spallata al governo De Nuzzo, forse è solo perché non sarebbero ancora pronti a gestire il day after.

Intanto però, nonostante gli sgambetti politici, l’attività amministrativa (qui senza distinzioni) va avanti con misure anche concrete, come gli oltre 360mila euro stanziati dalla Regione per rifare (finalmente) le strade, la realizzazione di una bretella per decongestionare il traffico di via Ombrone o il rifacimento del mercato coperto di via Matino.

Noi non sappiamo quale sarà il futuro di questa amministrazione, ancora troppo giovane per poterla valutare ma con ancora troppi riferimenti più o meno velati al recente passato da cui doversi liberare (ammesso che davvero lo si voglia).

Il tempo cambia i contesti e “nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso, ed egli non è lo stesso uomo”. (cit.)

Antonio Memmi

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