Connect with us

Dai Comuni

Meetup Melpignano: “Incompatibilità nell’OIV”

“C’è un rapporto di parentela tra un componente di tale organismo ed uno del Consiglio Comunale”

Pubblicato

il

I rappresentanti del Meetup 5 Stelle di Melpignano scendono in campo contro l’organizzazione dell’OIV del loro Comune.


L’OIV è l’organismo indipendente di valutazione della performance dell’amministrazione, ed in quanto tale è tenuto ad essere svincolato dagli interessi del Comune stesso.


A Melpignano“, scrivono dal Meetup, “l’OIV è incompatibile con il ruolo che deve svolgere. Da organismo deputato a valutare la correttezza e la completezza della documentazione pubblicata sul portale dell’ente, può operare correttamente solo se è svincolato da qualsiasi interesse nei confronti dell’ente controllato. Tanto è vero che il regolamento che disciplina l’istituzione dell’organismo prevede delle condizioni di incompatibilità, cioè delle condizioni che impediscono ad un soggetto, di svolgere la funzione.

Una di queste“, continuano dal Movimento, “prevede l’incompatibilità per il soggetto che abbia rapporti di parentela con i componenti degli organi del Comune o con i dipendenti. Abbiamo verificato che l’attuale organismo è incompatibile, poiché legato da un rapporto di parentela con un componente del consiglio comunale“.


Abbiamo pertanto protocollato un’istanza“, concludono, “con la quale abbiamo chiesto al Sindaco di rispettare il regolamento, sottoscritto dallo stesso, dichiarando la decadenza del soggetto, e di adempiere alla nomina di un soggetto qualifico il quale dovrà effettuare una nuova valutazione perché quella prodotta dall’attuale organismo è nulla“.


Cronaca

Roberta, scomparsa nel 1999, la si cerca sotto un cumulo di pietre

Ora si scava sotto un cumulo di pietre, nello stesso punto indicato da una donna che, dopo aver appreso dai social della scomparsa di Roberta, l’ha ricollegata…

Pubblicato

il

E’ in corso  lungo la litoranea che collega le marine di Mancaversa e Torre Suda, in località Tabarano’, uno scavo per verificare la presenza dei resti umani di Roberta Martucci, la 28enne di Ugento scomparsa il 20 agosto 1999.

L’indagine sulla scomparsa di Roberta è stata archiviata tre volte, l’ultima nel 2022 quando era stato indagato un uomo.

Ora si scava sotto un cumulo di pietre, nello stesso punto indicato da una donna che, dopo aver appreso dai social della scomparsa di Roberta, l’ha ricollegata al fatto e a l’odore nauseabondo, riscontrato da diversi bagnanti in quel periodo, che proveniva da quel cumulo, a fine agosto 1999.

Sul posto stanno operando i carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Alfredo Manca e la sorella di Roberta, Lorella Martucci.
La famiglia Martucci aveva sollecitato, mesi fa, la Procura di Lecce e aveva chiesto, sulla base del racconto della donna, di disporre verifiche nell’area. 

Nasce da questo la decisione di avviare, il 9 marzo scorso, ricerche private assieme all’associazione Penelope con l’utilizzo di un cane molecolare.

Continua a Leggere

Copertino

Fogli di via, Daspo e avvisi orali emessi dalla Polizia

Emessi una serie di provvedimenti volti a contrastare condotte illecite e comportamenti molesti in diversi comuni della provincia, a seguito delle istruttorie condotte dalla Divisione Anticrimine della Questura di Lecce…

Pubblicato

il

Attività di prevenzione della Polizia di Stato: il Questore di Lecce emette 4 Fogli di Via, 1 DASPO e 1 Avviso Orale

​Nell’ambito del costante monitoraggio del territorio volto a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, la Polizia di Lecce ha intensificato le attività di prevenzione nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi per la comunità. Il Questore Giampietro Lionetti ha emesso una serie di provvedimenti volti a contrastare condotte illecite e comportamenti molesti in diversi comuni della provincia, a seguito delle istruttorie condotte dalla Divisione Anticrimine della Questura di Lecce.

Dii seguito le misure di prevenzione adottate.

​Misure di allontanamento dal territorio (Foglio di Via Obbligatorio)

​Parabita: il Questore ha emesso un Foglio di Via Obbligatorio, con divieto di ritorno nel comune per due anni, a una donna di 34 anni originaria di San Paolo (Brasile), denunciata dai Carabinieri per procurato allarme. La donna, in evidente stato di agitazione psicofisica, aveva assunto comportamenti minacciosi impedendo a un esercente di chiudere la propria attività e costringendo all’intervento i soccorsi sanitari e le forze dell’ordine. Nonostante il rifiuto delle cure, la 34enne aveva dichiarato di aver agito con il preciso intento di creare disturbo. Data la pericolosità desunta dai suoi precedenti per reati contro la persona, ne è stato disposto l’allontanamento immediato.

Copertino: un secondo Foglio di Via, della durata di tre anni, è stato emesso nei confronti di un uomo di 27 anni, residente a Monza. Il giovane era stato ripetutamente segnalato nel centro storico di Copertino per condotte moleste, quali bivaccare e dormire in luoghi pubblici o in prossimità di distributori automatici h24, causando allarme e disagio tra i cittadini. L’uomo, che a annoverava denunce per invasione di terreni o edifici, è risultato privo di legami di residenza o lavorativi con il territorio.

​Contrasto alla violenza sportiva (DASPO)

​Questa settimana, l’attività di prevenzione ha colpito anche il fenomeno della violenza negli stadi. Un DASPO (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive) è stato emesso dal Questore nei confronti di un 19enne residente a Ruffano. Il giovane, secondo quanto documentato dai Carabinieri in servizio di ordine pubblico, durante l’incontro di calcio ASD Ruffano – ASD Atletico Carmiano-Magliano, si era posizionato in un’area sopraelevata all’esterno dello stadio, lanciando petardi e fuochi d’artificio direttamente sul terreno di gioco. Tale condotta ha messo a serio rischio l’incolumità dei calciatori e del pubblico presente. A seguito dell’istruttoria, al 19enne è stato vietato l’accesso a tutti gli stadi e impianti sportivi del territorio nazionale per la durata di un anno.

​Avviso Orale per soggetti pericolosi

​Infine, il Questore ha adottato un Avviso Orale nei confronti di un 24enne di Nardò. Il soggetto, noto alle forze dell’ordine con precedenti risalenti alla minore età — inclusi episodi legati a manifestazioni sportive — e sospettato di vivere abitualmente di proventi di attività illecite, è stato sottoposto a questa misura di prevenzione personale.

Con l’Avviso Orale, proposto dal Commissariato di Polizia di Nardò, il Questore lo invita a tenere una condotta conforme alla legge, avvertendolo che, in caso di reiterazione dei comportamenti pericolosi, potrà essere sottoposto a misure di prevenzione ancora più restrittive.

Continua a Leggere

Cronaca

Maxi truffa online da oltre 1,5 milioni di euro: coinvolto anche il Salento

Operazione coordinata dalla Procura di Salerno: 68 indagati e sequestri di conti correnti e rapporti finanziari. L’inchiesta tocca diverse province italiane, compresa quella di Lecce

Pubblicato

il

Un’operazione di vasta portata contro le truffe informatiche e il riciclaggio di denaro ha coinvolto numerose province italiane, tra cui anche Lecce e il Salento.

Nella giornata di oggi i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia e i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari reali emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno, su richiesta della Procura.

Il provvedimento ha disposto il sequestro di conti correnti e rapporti finanziari riconducibili agli indagati, con l’obiettivo di recuperare somme ritenute indebitamente percepite.

LA TRUFFA: FINTI OPERATORI BANCARI E SITI INTERNET CONTRAFFATTI

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’organizzazione operava attraverso truffe informatiche sofisticate.

I soggetti coinvolti si spacciavano per operatori bancari e riuscivano a convincere le vittime a inserire i propri dati personali e bancari su siti internet falsi, costruiti appositamente e accessibili tramite link inviati direttamente ai malcapitati.

Una volta ottenute le credenziali, i truffatori trasferivano il denaro sui conti correnti aperti da prestanome, per poi procedere rapidamente a: prelievi in contanti; conversioni in criptovalute tramite exchange esteri

Un sistema che rendeva molto più difficile tracciare i flussi di denaro.

L’INDAGINE PARTITA DA UNA DENUNCIA

L’intera attività investigativa è partita dalla denuncia di un cittadino presso la Stazione dei Carabinieri di Giffoni Valle Piana, nel Salernitano.

L’uomo aveva segnalato l’apertura fraudolenta di rapporti finanziari a suo nome.

Da quella segnalazione sono partiti gli accertamenti che hanno portato alla scoperta di una rete molto più ampia di truffe.

COINVOLTE DIVERSE PROVINCE ITALIANE

Le indagini hanno avuto un raggio d’azione molto ampio, interessando numerose province italiane.

Tra queste figurano: Salerno, Napoli, Caserta, Potenza, Lecce, Taranto, Roma e Macerata

Il coinvolgimento del territorio salentino ci ricorda come queste reti di truffa digitale abbiano una dimensione ormai nazionale, con ramificazioni che attraversano più regioni.

OLTRE 1,5 MILIONI DI EURO SOTTRATTI A 89 VITTIME

Secondo gli investigatori, il sistema avrebbe consentito di sottrarre oltre 1,5 milioni di euro a 89 vittime.

Proprio questa somma rappresenta l’importo oggetto del sequestro eseguito nelle ultime ore sui conti correnti e sulle disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati.

Continua a Leggere
Pubblicità
Pubblicità

Più Letti