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Attualità

Muro Leccese “Dalla parte dei più deboli” anche nelle difficoltà

Grazie alla donazione dell’imprenditore di Minervino Salvatore Giannetta l’associazione prosegue nella sua azione di aiuti alimentari ale famiglie indigenti

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In questi giorni di emergenza ha continuato nella sua meritoria opera l’associazione ”Dalla parte dei più deboli”  di Muro Leccese.

In questi giorni di emergenza coronavirus, molte famiglie indigenti sono abbandonate a se stesse, più di prima“, ha raccontato Sandro Barone, presidente dell’associazione, “di continuo veniamo contattati per aiuti alimentari“. Per l’emergenza che stiamo vivendo, però, “purtroppo, gli alimenti iniziano a scarseggiare“.

Per questo Barone ha chiesto aiuto ad un noto imprenditore.

Salvatore Giannetta di Minervino di Lecce,  “ha risposto all’appello donandoci due pedane di alimenti.
Pasta, riso, pelati, biscotti, brioches,  zucchero, sale, scatolame (legumi) e colombe pasquali“.

L’imprentore conclude barone ringraziandolo per “il cuore grande, si è reso disponibile, per eventuali altre donazioni di  alimenti, fino ad aiutare tutte le famiglie indigenti che seguiamo  nel corso dell’anno“.


Attualità

Vaccini: i saltafila pugliesi finiscono sul Financial Times

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Anche oltremanica si parla dei furbetti del vaccino pugliesi. L’autorevole quotidiano britannico Financial Times parla della situazione in Puglia e del fatto che in migliaia di dosi destinate a operatori sanitari sarebbero state somministrate a persone che nulla hanno a che vedere con questo settore.




“La Puglia è forse l’esempio più vivido del lancio di vaccinazioni disfunzionali che ha afflitto la terza economia più grande dell’UE da quando i colpi di Covid-19 sono diventati disponibili all’inizio dell’anno. Alla fine della scorsa settimana, il 98% delle persone in Puglia di età compresa tra 70 e 79 anni stava ancora aspettando una prima dose, insieme a quasi la metà degli ultraottantenni”, scrivono parlando della non esemplare campagna vaccinale della nostra regione. Per continuare andando a focalizzare il problema dei saltafila: “Delle 140.000 persone nella regione che avevano ricevuto un colpo dopo essere state classificate come operatori sanitari prioritari, migliaia sembravano non avere legami con l’industria sanitaria. “Abbiamo subito notato che i numeri non tornavano. . . La Puglia non ha così tanti operatori sanitari “, ha detto La Scala, capo dell’unità di ispezione medica della regione, della sua ricerca condotta a metà febbraio”.


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Attualità

Il Salento è da zona arancione: la beffa degli indicatori su base regionale

A causa di 3 province pugliesi che si collocano nella top10 nazionale per contagi, anche il Leccese resta ancorato alla zona rossa nonostante una incidenza molto più bassa

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L’indicatore seguito oggi per stabilire il livello di restrizioni anticovid, e quindi il colore della zona interessata, è l’incidenza dei casi di positività in atto su una popolazione di 100mila abitanti. Il dato che si ottiene restituisce l’idea della criticità del momento in ciascuna area d’Italia. Peccato però che le limitazioni vengano imposte su base regionale, andando giocoforza a creare degli squilibri a livello territoriale e, spesso, addirittura anche a livello provinciale.





È il caso della Puglia, dove alla disparità di incidenza su base provinciale, corrisponde una disparità di trattamento.





Le province di Taranto, Bari e Bat sono tra quelle che se la passano peggio in tutta Italia. Rispettivamente, la loro incidenza è al secondo, quinto e nono posto nella graduatoria nazionale (dai 335 positivi ogni 100mila abitanti di Taranto ai 260 di Bat).





Numeri che pesano come una zavorra sulle sorti della Puglia, rese univoche non solo dalla norma, che prevede equità su base regionale ed impone la zona rossa indistintamente, ma anche dal sistema sanitario. I destini di queste aree sono ovviamente legati a doppio filo a quelli delle province “più sane”, essendo i presidi Covid (e non solo, in questo periodo) allo stremo e dovendo quindi far fronte assieme al momento emergenziale.




Resta però la beffa per le altre province pugliesi. Foggia, Brindisi e Lecce non registrano un quadro allarmante dal punto di vista dei contagi. Anzi, il Salento ha una incidenza da zona arancione, con 162 casi ogni 100mila abitanti (unica provincia sotto i 200).





Numeri che sono uno schiaffo per quanti da quelli stessi numeri dovrebbero dipendere: se da un lato c’è il sistema sanitario a dover essere tenuto insieme, dall’altro c’è una economia al collasso che, sulla base di una tonalità di colore, vede le sorti di migliaia di famiglie cambiare drasticamente di settimana in settimana.





Per il momento tuttavia non sembra esser presa in considerazione la possibilità di variegare le restrizioni su una base territoriale più ristretta (sembra paradossale anche geograficamente pensare che il Capo di Leuca possa patire l’andazzo di Barletta, lontana addirittura 300km). Lopalco che ha ribadito la necessità di mantenere i colori a portata regionale. Di contro però anche gli esperti, come il dottor Paolo Spada, diventato ormai una star mediatica con le sue “spiegazioni” dei numeri della pandemia, evidenziano quella che definiscono una “notevole disomogeneità dei territori all’interno delle stesse regioni”.


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The King of Mortadella a Propaganda Live su La7

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Nella puntata di ieri sera di Propaganda Live, su La7, The king of Mortadella.





L’ormai noto brand salentino, nato a Tiggiano, sbarca in TV durante la simpatica rassegna stampa social di Diego Bianchi, che ripercorre post e tweet della settimana che han fatto sorridere.




Il video






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