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Acait sempre al centro della storia di Tricase

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Dal numero unico in distribuzione “ACAIT, LA STORIA SIAMO NOI

di Giuseppe Cerfeda

Ripercorriamo la storia recente dell’Acait con gli accadimenti del XXI secolo.

Dopo oltre un ventennio di abbandono, pressocché totale, l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Coppola, decide di comprare. È sempre stato un cruccio dell’ingegnere divenuto primo cittadino. Già in occasione del primo consiglio comunale dopo le elezioni del 2001, tra le linee programmatiche l’annuncio come riportato da il Gallo: «Ci impegneremo per l’acquisto dell’ACAIT, simbolo del lavoro a Tricase, della sofferenza, patrimonio storico della nostra gente che non può andare perduto. L’ACAIT potrà costituire, insieme alla zona Lama al bel fabbricato di via Micetti, ora scuola Materna, un grande centro di vita pubblica per migliorare la vita di tutti i giorni. Questa grande operazione dovrà essere un simbolo della nostra amministrazione, avrà un posto di rilievo in tutte le nostre idee».

L’ACQUISTO

Detto e fatto: un secolo esatto dopo l’atto costitutivo, l’ACAIT diviene ufficialmente e definitivamente proprietà del comune di Tricase e quindi dei tricasini.

Innanzi al notaio Antonio Pallara di Lecce, il Comune di Tricase, rappresentato dal sindaco Antonio Coppola, ha acquisito tutta la struttura dal curatore fallimentare del Ministero del Lavoro.

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Il sindaco Coppola, alla firma dell’atto, arrivato 100 anni dopo l’atto costitutivo dell’ACAIT, voluta dall’allora parlamentare salentino Alfredo Codacci-Pisanelli, si fregia della presenza del nipote del fondatore dell’ACAIT e suo omonimo Alfredo Codacci-Pisanelli (figlio di Giuseppe Codacci-Pisanelli) e dell’assessore alle Politiche Ambientali e Comunitarie di Tricase, Grazia Francescato, portavoce nazionale dei Verdi.

Per l’acquisizione si rende necessario, a carico del comune, un muto trentennale (fino al 2033!) per sostenere la spesa di poco più di due milioni di euro.

Da quel momento molte le idee e i progetti, a volte superati dall’evolversi delle vicende.

Il sindaco Antonio Coppola, in occasione del bilancio di fine mandato (maggio 2006), rese noto il progetto di restauro, finanziato dal ministero delle infrastrutture con oltre 3 milioni di euro, per il recupero degli edifici e la realizzazione di un centro di produzione sia che culturale che cinematografica, oltre ad un polo universitario di formazione specializzazione per laureati ed una nuova sede per la biblioteca comunale.

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Chi non ricorda il famoso ponte sognato da Coppola tra l’Acait e quello che era definito il polmone verde della città?

«Se ci è stato impedito il collegamento fisico a terra e il terreno dell’Acait è sopraelevato di circa 4 metri rispetto alla Zona Lama», sosteneva l’ingegnere, «perché non pensare di realizzare una “passeggiata” su due livelli? Un tratto nel parco nella zona Lama, in basso, poi una sorta di porticato che lambisce via Pirandello e una rampa per disabili che sale a quattro metri; infine dei ponticelli pedonali per raggiungere l’Acait. L’obiettivo è quello di costruire con delle strutture molto leggere e poco impattanti l’unità dei due parchi, quello alto e quello basso, bypassando i fabbricati. Un disegno urbano che darebbe decoro all’intera zona. Il progetto è stato sottoposto all’attenzione dell’assessore regionale, Angela Barbanente, che ha già espresso il suo gradimento».

Piacesse o meno, comunque una visione diversa da quella che poi sarebbe divenuta quella zona della città.  Al parco Coppola ci ha tenuto fino agli ultimi giorni in cui ha indossato la fascia tricolore, quando ribadiva: «È concluso l’accordo con la Regione per la riqualificazione dell’area e quello con i proprietari dei terreni con cui siamo alle firme. Vorrei approvare il progetto definitivo, pubblicare il bando ed iniziare i lavori al massimo entro l’autunno di quest’anno”. L’Acait, resterà un chiodo fisso per il primo cittadino. Così diceva Coppola nel 2017, proprio quando annunciava che non si sarebbe ricandidato: «È il mio cruccio. Va bene attingere a finanziamenti ma dovremo fare anche in modo che all’interno ci siano delle attività autosostenibili per farne un luogo vivo e produttivo, non solo di memoria».

IL CROLLO DEL 2018

Il sindaco Carlo Chiuri

Così la palla passa al nuovo sindaco, Carlo Chiuri, che eredita anche Acait e mutuo a carico del comune. Cosa farne? Chiuri avvia l’iter per un recupero integrale che preveda anche la realizzazione di un “Museo del tabacco e della tabacchicoltura”, fulcro di un polo culturale specifico e unico nel suo genere nel meridione italiano. Il comune, d’intesa con la Sovrintendenza procede alla pratica di apposizione del vincolo alla struttura, mentre si avvia anche un percorso di partecipazione propositiva. Un altro passaggio la firma di un protocollo d’intesa con il Cnr per il sostegno, con il suo know-how, nella parte scientifica.

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Nel frattempo il primo cittadino comincia a maturare l’idea del trasferimento in quei locali, una volta ristrutturati, di alcuni uffici comunali.

Mentre si pensa a cosa fare, però, ci si mette di traverso Giove Pluvio che non ha pietà delle cattive condizioni in cui è finito il complesso Acait: è il 21 febbraio 2018, quando una parte dello storico edificio cade sotto il peso della pioggia. La parte interessata dal crollo, sui cui tetti da poco erano stati installati dei pannelli fotovoltaici, per fortuna non era attualmente in uso ad alcuno e, nella zona antistante, il caso ha voluto che nel momento del crollo, intorno alle 13, anche a causa delle cattive condizioni metereologiche, nessuno degli impiegati comunali, che usufruiscono di un capannone per gli attrezzi e dello spiazzo per parcheggio automezzi, passasse da quelle parti.

Passano gli anni tra le immancabili polemiche su di chi sia la colpa, come proceda il restauro e cosa bisognerebbe fare, quando, ancora una volta, si deve cedere a causa di forza maggiore: scoppia la pandemia e restiamo (a lungo) tutti chiusi in casa.

Neanche usciti dall’emergenza covid ed ecco un altro ribaltone che investe palazzo Gallone: il cambio di casacca da parte di tre consiglieri di maggioranza e la mozione di sfiducia, firmatari nove dei 16 consiglieri che compongono l’assise, concludono il mandato Chiuri e, per dirla come l’allora primo cittadino, «paralizzano senza soluzione alcuna l’azione amministrativa».

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Arriva il commissario prefettizio e ci resta fino al settembre 2020 quando, protetti dalla mascherina, andiamo a votare.

Viene eletto Antonio De Donno (tuttora in carica) a cui tocca anche la patata bollente dell’Acait, candidato ad ospitare il progetto Human Pole, Alimentazione, Nutrizione e Benessere che mira a migliorare la sostenibilità dei sistemi alimentari mediterranei dal punto di vista ambientale, economico, sociale, culturale, salutistico e nutrizionale, incentivando un consumo sostenibile e responsabile.

HUB PER VACCINI ANTICOVID

Tra un lockdown e l’altro, si riaccende la luce della speranza grazie al (tanto discusso) vaccino. Fatto sta che l’Acait, ancora una volta, entra di prepotenza nella storia di Tricase: nell’aprile 2021, l’unico capannone rimesso a posto e utilizzabile diventa hub per i vaccini e gran parte dei tricasini passa da lì per la sua dose di speranza.

Il sindaco Antonio De Donno

Nel febbraio 2023, nel 5° anniversario del crollo dell’Acait, il sindaco De Donno, in esclusiva su “il Gallo” rende note le sue intenzioni sull’Acait: «Abbiamo presentato al Bando del Dipartimento per le politiche di coesione un progetto da 12 milioni di euro che si è piazzato al 44° posto a livello nazionale. Un progetto complesso che prevede un centro di ricerca per alimentazione e salute, uno studio a cura del prof. Giancarlo Logroscino per prevenire l’invecchiamento e le malattie neurodegenerative, la realizzazione di una rete di imprese locali e nazionali, chiamate a dialogare tra loro per creare nuove startup. Nelle intenzioni del vecchio Governo il finanziamento avrebbe coperto i progetti fino al 45° posto della graduatoria. Poi, però, è caduto l’esecutivo Letta e, con il nuovo Governo, non sappiamo che fine farà quella progettazione. Nell’incertezza abbiamo riaperto il dialogo con la Regione con cui stringere un accordo di programma ad una cifra inferiore, come previsto prima della partecipazione al bando nazionale. Intanto, dal finanziamento di 5 milioni ottenuto per la Rigenerazione Urbanaabbiamo stralciato 1,5 milioni per il complesso Acait».

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De Donno poi spiega: «Il capannone utilizzato per i vaccini anticovid ospiterà gli uffici comunali di Anagrafe e Tributi e, forse, pure i Servizi sociali, per i quali stiamo valutando anche l’ipotesi dei vicini locali, già ristrutturati, sottostanti la sede della Polizia Locale. Nel capannone nuovo, trasferiremo l’ufficio tecnico. Con lo spostamento degli uffici, intanto, libereremo Palazzo Gallone e il Convento dei Domenicani che saranno restituiti al loro ruolo di contenitori culturali. Stiamo sistemando tutta l’area verde e, dal capannone grande, crollato cinque anni fa, stiamo provvedendo a smaltire tutto l’amianto per poi ricostruire la parte crollata. A lavori finiti, con il bando del Dipartimento di Coesione, se faranno scorrere la graduatoria, o mediante l’accordo di programma con la Regione, valuteremo i progetti in ballo da tempo».

ED ORA?

Altro aggiornamento sull’Acait, sempre su “il Gallo” nel febbraio 2024, con un’intervista al primo cittadino.

Acait Lavori, capannoni, trasferimento uffici… A che punto siamo?

«Il cantiere è aperto, i lavori di ristrutturazione per il trasferimento degli uffici comunali sono terminati, mancano gli arredi, già ordinati, ed il collegamento internet ad uno dei due. Nel capannone più interno verrà l’ufficio tecnico; quello fronte strada, già utilizzato per i vaccini covid, ospiterà anagrafe, servizi sociali e, se avremo ancora spazio, tributi. Entro l’estate il trasferimento dovrebbe essere completato. L’obiettivo è spostare gli uffici maggiormente frequentati, per liberare Palazzo Gallone ed ovviare i problemi di congestionamento del centro storico, a partire dai parcheggi. Purtroppo gli spazi a disposizione non ci permettono di trasferire tutto e non possiamo certamente spostare gli uffici e lasciare lì gli archivi che sono ingombranti».

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Intanto la giunta municipale (con delibera del 29 maggio) ha preso atto del completamento dei lavori e della fornitura di arredi, dando ufficialmente avvio al processo di trasferimento nel complesso dell’Acait degli uffici del settore tecnico (ospitati fino ad oggi dall’ex Convento dei Domenicani).

Il costo dei lavori effettuati per il capannone che ospiterà gli uffici in oggetto è di 345.370 euro, soldi provenienti da fondi statali. Inoltre, sono stati spesi 52mila euro per gli arredi e altri 19mila per l’archivio. Eppur qualcosa si muove…