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Attualità

La “Storia di Bah” diventa un racconto

Liceo “Stampacchia” di Tricase e Arci Lecce pubblicano il libro per condividere i temi, le riflessioni e gli approfondimenti in esso contenuti con tutti coloro che sono interessati a farne uno strumento didattico o di crescita personale

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Ascoltare, approfondire, condividere. Sono state le tre parole d’ordine del Pon “Noi, nel mondo per il mondo”, percorso di educazione alla cittadinanza globale che ha visto protagonisti un gruppo di studenti e studentesse del Liceo Classico- Scientifico “G. Stampacchia” di Tricase, con la collaborazione di Arci Lecce.


Gli studenti hanno ascoltato la storia di Bah, un ragazzo proveniente dalla Guinea Conakry e ospite del locale progetto di accoglienza, e grazie alla guida dei loro docenti e alla mediazione degli operatori di Arci Lecce hanno approfondito tematiche come la diffusione dell’ebola, le mutilazioni genitali femminili, lo sfruttamento predatorio delle miniere di bauxite e i violenti scontri che hanno insanguinato la storia recente del piccolo Paese africano.


Bah, grazie al lavoro dell’equipe di Arci Lecce, ha trovato casa, serenità e lavoro sul nostro territorio, dove ormai vive da tempo, avendo costruito una rete di relazioni che lo hanno sempre protetto e fatto sentire a casa.


Tutto è iniziato con un pranzo nell’ambito dell’iniziativa di Arci Lecce denominata “A Tavola con noi”, che ha permesso a Bah di entrare in contatto con la famiglia Romano e in particolare con Silvia.


A seguito di questo pranzo, la famiglia Romano si è adoperata per trovare casa e lavoro a Bah, valorizzando le competenze acquisite dal ragazzo nel corso della sua esperienza nel progetto Sprar.


La direzione del Liceo, in pieno accordo con Arci Lecce, ha ora deciso di dare alle stampe la “Storia di Bah”, al fine di condividere i temi, le riflessioni e gli approfondimenti in esso contenuti con tutti coloro che sono interessati a farne uno strumento didattico o di crescita personale.

Il progetto era stato reso noto nel corso di un incontro tenutosi nel giugno del 2019 proprio presso lo “Stampacchia”.


Molto commovente fu l’intervento dello stesso Bah, che ringraziò tutti e abbracciò forte Giulia, la donna che lo ha accolto come un figlio nella sua casa.


L’incontro, vissuto come una festa, proprio come accade in una festa che si rispetti, ha lasciato per la fine i botti più fragorosi: gli studenti nell’occasione lanciarono, infatti, un appello per la protezione dei migranti ambientali, rivolgendosi direttamente ai “decisori politici locali, nazionali, europei, internazionali”.


Grande soddisfazione è stata espressa dal dirigente scolastico Mauro Polimeno, e dalla presidente di Arci Lecce, Anna Caputo, a conferma del solido rapporto di collaborazione nel promuovere la cultura dei diritti umani e il dialogo interculturale.


Chi volesse ricevere il testo in pdf della “Storia di Bah”, potrà scrivere a cultura@arcilecce.com.


Attualità

Tre giovani salentini a Sanremo con “Carisma”

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Musica, talento, passione… e si vola dritti a Sanremo. Il palcoscenico ligure del contest “Sanremo Juke Box”, concorso canoro ideato da Moreno De Ros in collaborazione con l’etichetta discografica Smilax Publishing, quest’anno “canta salentino” con Erjona Qellimi, 13 anni di Maglie, Ines Rizzo, 14 anni di Surano e Giuseppe Toma 16 anni di Matino.
Attraverso la partecipazione a “Carisma”, il primo talent televisivo del sud ideato e in onda su Antenna Sud, i giovanissimi talenti salentini hanno conquistato la finale del contest che permetterà loro di esibirsi nella città di Sanremo il prossimo 6 marzo, in concomitanza con il 71esimo Festival della Canzone Italiana. A fare da palcoscenico all’esibizione un padiglione realizzato appositamente per l’evento.
A curare la preparazione vocale e artistica dei tre giovani talenti in finale il vocal coach salentino Tony Frassanito, nome di spicco del circuito musicale nazionale già impegnato al Festival di Sanremo come vocal coach in alcune edizioni passate.

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Appuntamenti

Martinucci New Concept a Tricase

Nel cuore della Città, in Piazza Cappuccini, il nuovo punto vendita di casa Martinucci, con un nuovo concetto, nuovi prodotti ed una nuova mission. Inaugurazione domani dalle 16

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Dalla decennale tradizione di Martinucci Laboratory nasce Martinucci New Concept, una nuova filosofia per lo storico brand, che persegue un suggestivo progetto di innovazione, introducendo fresche novità e puntando su un estroso fidelity service.

Un nuovo assortimento di prodotti tutto da esplorare a partire dal gelato soft. Uno spazio sarà infatti interamente dedicato alla creazione del gelato artigianale soft, morbido e innovativo nell’aspetto, in grado di regalare una nuova esperienza degustativa, piacevole anche alla vista.

Una meticolosa attenzione anche alla cultura del caffè, su cui Martinucci New Concept ha deciso convintamente di puntare, selezionando le migliori miscele e proponendo ai suoi visitatori un concetto completamente rinnovato intorno alla pausa conviviale per eccellenza.

Un’altra gradevole novità riguarda tutto il mondo dei drink e la cultura mixology, con l’integrazione di un vero e proprio american bar, dove degustare cocktail tradizionali e sapori moderni, preparati dai migliori bartender di casa Martinucci.

«Abbiamo voluto sperimentare questo progetto pilota a Tricase, nonostante il particolare periodo che stiamo vivendo. Una sfida che vuol essere una iniezione di fiducia per noi stessi e per la nostra clientela. Aprire e investire in questo paese significa per noi dare nuova luce alla nostra offerta di location, che oggi si estende su entrambe le coste salentine, da Castro fino a Gallipoli, passando per Santa Maria di Leuca, per arrivare a Lecce e poi salire a Polignano, Alberobello, Bari fino a Roma. Nella piazza commercialmente più importante del Capo di Leuca vogliamo puntare a una nuova sintesi tra offerta, posizionamento vivace e servizio di nuova generazione», sottolinea Matteo Martinucci, brand manager e responsabile nuove aperture della storica azienda, ormai a quota 22 punti vendita.


In Martinucci New Concept il restyling chiaro e netto ha trovato la sua espressione nella cura riposta per l’interior design del nuovo locale di Tricase, con uno studio di illuminazione a variabilità cromatica a cura dello studio Tecnico di Ingegneria Architettura De Luca & Stendardo.

Il “New Concept” è dedicato a chi cerca la raffinata delicatezza ed il calore discreto di un indoor per gustare in tranquillità le nuove proposte senza rinunciare all’impronta inconfondibile che caratterizza i punti vendita Martinucci, dove da sempre trionfano l’amore per la pasticceria e il forte legame con la tradizione.

L’evento di inaugurazione è previsto per domani, giovedì 4 marzo, dalle ore 16, e si terrà nel rispetto rigoroso delle norme anti-Covid vigenti.

www.martinuccilaboratory.it

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Attualità

Bosco di San Prospero a Parma ed Arboreto Francigeno a Tricase

In Emilia come nel basso Salento: imboschimenti molto utili per la biodiversità di cui uno nella Pianura Padana dove prevale l’Agricoltura intensiva e monoculturale e l’altro a Tricase dove vi è un abbandono costante di terreni agricoli ed un’agricoltura quasi inesistente

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Nella sua storia l’Associazione Marina Serra E.T.S. ha avuto modo di conoscere alcune iniziative molto significative del proprio territorio e di altri luoghi.

Fra queste, particolarmente interessante risulta essere il Bosco di San Prospero, alle porte di Parma, di Giancarlo Spaggiari e di suo figlio Roberto.

I signori Spaggiari hanno rinunciato alla possibilità di significativi guadagni, derivanti dalla lottizzazione di gran parte di un loro terreno di 13 ettari, per farne un’oasi naturale.

Insieme ai loro amici e ad un gruppo di volontari, Giancarlo e Roberto, usando solo carriola, vanghe e zappe, hanno piantato 17 essenze autoctone tra cui: farnie, noci, ciliegi, cornioli, noccioli, gelsi, olmi, sanguinelli, sambuchi.

Con una bella e divertente esperienza di lavoro di gruppo, «seguendo gli insegnamenti ricevuti dai propri avi», hanno realizzato un polmone verde con più di 11mila alberi, abitato da caprioli, lepri, fagiani, colombacci, scriccioli. «La sera arrivano dalla città centinaia di corvi e vengono a dormire nel Bosco», afferma contento Roberto.

Ora stanno trasformando il Bosco «in una grande fattoria didattica, con un approccio botanico, archeologico, di arte povera contadina… cibo di cultura e spirito» ed hanno già aperto una collaborazione con la Scuola Elementare e Media Albertelli di Parma.

Inoltre hanno ideato un altro progetto che prevede di ricercare semi di alberi Patriarchi o loro “figli”, provenienti da tutto il mondo, con un significato storico importante, come l’albero di Hiroshima che dovrebbe essere consegnato agli Spaggiari nei prossimi giorni, a stretto giro di posta. In questo modo vogliono dotare il Bosco di alberi che invitano a riflettere su vicende storiche da non dimenticare.

Hanno rinunciato al denaro, ma sono riusciti a realizzare per la propria comunità, e soprattutto per i ragazzi, un luogo dove, immersi nella natura e in contatto con i suoi esseri, si può imparare a godere delle sue bellezze ed a prendersene cura, scoprire una dimensione di vita diversa da quella offerta dal consumismo.

Hanno realizzato un luogo aperto, accessibile a tutti, dove si può sperimentare un senso di appartenenza alla Natura che coinvolge la sfera fisica e “spirituale” con una comunicazione profonda, alternativa a quella spesso vuota ed ossessiva che avviene via smartphone.

Sono interessati a diffondere la conoscenza di questa esperienza e intenzionati a collaborare con altre realtà simili come i tanti Orti Botanici italiani, tra cui l’Orto botanico di Lecce e quello di Padova.


Particolarmente significativo è risultato il rapporto con il dr. Giuseppe Pagano, che, quindici anni fa, a Tricase, ha realizzato su una superficie di circa 3 ettari l’Arboreto Francigeno (foto grande in alto).

L’Arboreto si compone di 4 stanze, ognuna con una fioritura per stagione, delimitate da arbusti ed alberi della macchia mediterranea; presenta alberi provenienti da ogni parte del mondo e tra questi la Quercia proveniente dal Giappone, intitolata dai botanici giapponesi all’imperatore Hiroshito.

L’esperienza della famiglia Spaggiari, come altre analoghe, dimostra come sia possibile avere aspirazioni diverse da quelle legate ai vantaggi materiali e gustare la gratificazione del dono. Indica come si può arricchire la propria esistenza di significati, costruendo, insieme agli amici, un rifugio per gli esseri viventi, umani e non, che diventa luogo di riflessione e “crescita”.

Nel modello economico attuale si cerca in tutti i modi, attraverso il disboscamento, la cementificazione, le colture con l’uso di sostane chimiche dannose e gli allevamenti intensivi, il massimo del guadagno. Non ci si preoccupa dei danni irreparabili che si arrecano alle risorse naturali e alla biodiversità, e della triste eredità che si lascia alle future generazioni. Eppure oggi i fenomeni atmosferici estremi, i cambiamenti climatici, le

desertificazioni, le stesse pandemie ci ricordano di continuo come questo uso irresponsabile delle risorse sia insostenibile e come siano minacciate le condizioni di sopravvivenza della stessa specie umana.

Vi è il bisogno di un urgente e profondo cambiamento anche culturale. E l’iniziativa del Bosco dei signori Spaggiari e dei loro amici rende vissuta una nuova Cultura, che si basa sulla consapevolezza che il Pianeta Terra è la nostra “Casa Comune”, quindi dobbiamo prendercene cura, conservarla e costruire un rapporto rispettoso con tutti gli esseri che la abitano.

L’Associazione Marina Serra ha maturato la stessa Cultura e cerca con analoghe iniziative di affermarla.

Nella consapevolezza che è importante unire gli sforzi e nella convinzione che solo grazie all’apporto di tutti si può operare il grande cambiamento oggi necessario, l’associazione promuove relazioni di collaborazione con altre associazioni, cittadini e istituzioni e con tutti coloro che condividono le stesse idealità.

Angelo Chiuri

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