E’ in programma a Tricase, giovedì 5 novembre, alle 18,30, nella sala del trono di Palazzo Gallone. per fare il punto della situazione e decidere quali strade intraprendere nella lotta che gli operai dell’Adelchi stanno da tempo portando avanti. “Siamo vittime dell’arroganza e delle speculazioni patronali che considerano il Salento una terra di conquista, un limone da spremere e poi da buttare”, scrivono gli operai.
“Nonostante l’aumento di commesse, del fatturato e dei profitti, Adelchi e gli altri padroni delle decine di fabbriche salwentine licenziano gli operai, chiudono le fabbriche nel Salento e le trasferiscono all’estero. Questo avviene con la complicità delle istituzioni locali e nazionali, le quali continuano a concedere benefici e finanziamenti in favore di Adelchi e degli altri industriali. Questo avviene con la complicità di quei Sindacati che hanno firmato il consenso ai licenziamenti ed alla cassa integrazione, rendendosi complici dello sfruttamento e delle speculazioni. CGIL, CISL e UIL, all’esito della lotta degli operai Adelchi dell’ultimo mese, il 7 ottobre 2009 addirittura hanno firmato un accordo con il padrone che prevede il ritorno in fabbrica di soli 10 lavoratori anzicché di tutti e 500.
Tutto questo è a dir poco scandaloso. La fabbrica deve riaprire per tutti i 500 operai, che devono essere rioccupati immediatamente, senza più alcun rinvio; senza più firme di accordi che si sono rivelati una presa in giro per gli operai: o tutti o nessuno! […]. Basta con l’indifferenza, basta con la paura e la rassegnazione! E’ arrivato il momento di alzare la testa ed ottenere giustizia. […]”.



