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Dai Comuni

Tricase, l’appello di Sonia: “Sto cercando mio padre…”

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Con un messaggio, lanciato anche su Facebook, Sonia, nata a Galatina 47 anni fa, cerca suo padre.





“Ho bisogno del vostro aiuto”, scrive in un gruppo che riunisce utenti tricasini. “Sto cercando mio padre. So che abitava o abita a Tricase. Mia mamma si chiama Ornella e l’ha conosciuto in Germania quando aveva 17 anni. Era già sposato e aveva due figlie. Conosco il suo nome e cognome ma non so se lui sa della mia esistenza e non vorrei sconvolgere altre vite. Se qualcuno potesse aiutarmi o se si riconosce in questa piccola storia… “.





Sonia ci ha raccontato di esser nata precisamente a Soleto e di esser stata portata in Veneto all’età di 4 mesi dai nonni materni.




“Mia mamma mi ha detto che a mio papà piaceva suonare la chitarra e che si trovava anche lui in Germania per lavoro”, ci racconta. “Anche mia mamma lavorava (in una gelateria) e lo ha conosciuto proprio sul luogo di lavoro”.





“Lui di sicuro avrà avuto 10 anni in più di mia mamma. So inoltre che lei gli ha scritto una lettera per dirgli della gravidanza ma non so se ha mai letto la lettera”.





Sonia conosce nome e cognome di suo padre. Ma la sua determinazione non le fa mancare discrezione. Il suo appello è colmo di speranza. Non va a pescare qualcuno ma attende che quel qualcuno faccia un passo avanti verso di lei.


Cronaca

Uccisero 22enne a Melissano: in due condannati all’ergastolo

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Condannati alla pena dell’ergastolo Daniele Manni, 39 anni di Casarano, e Angelo Rizzo, 23enne di Melissano, ritenuti colpevoli dell’omicidio di Francesco Fasano, il 22enne di Melissano ucciso il 24 luglio del 2018.





Premeditazione e motivi abietti e futili sono stati riconosciuti dai giudici della Corte d’Assise quali aggravanti.




Freddato con un colpo di pistola alla tempia in un agguato, Fasano fu ucciso nell’ambito dello scontro tra due fazioni dedite al traffico di sostanze stupefacenti a Melissano e nei paesi vicini. Manni rispondeva anche del tentato omicidio dello stesso Fasano e di Pietro Bevilacqua. Manni e Rizzo erano accusati anche di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.


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Dai Comuni

Accusato di bancarotta fraudolenta, l’imprenditore Scarlino va a processo

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Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Casarano, sul fallimento di alcune aziende amministrate dal 49enne taurisanese Antonio Scarlino, porteranno a giudizio lo stesso imprenditore assieme al suo legale, Luigi Provenzano, 56 anni, di Matino.





L’accusa è per il primo di bancarotta fraudolenta. Per il secondo, mendacio e falso interno.




Nel processo che si terrà a marzo, verranno vagliate le responsabilità nella gestione della “Diciotto srl”. Scarlino, amministratore unico della società (dedita alla gestione ed all’acquisto di attività quali supermercati ed attività ristorative, tutti prettamente interessati dalla vendita di prodotti di salumeria), avrebbe secondo la Procura occultato 1 milione 670mila euro circa dai redditi dichiarati nel 2015. In più, gli sono imputate altre responsabilità quali il mancato versamento dell’Iva per oltre 200mila euro ed una serie di altre condotte volte a far sparire documentazione utile alla ricostruzione del reale patrimonio aziendale ed in gran parte collegate al giro d’affari che la stessa “Diciotto srl” aveva messo in piedi con la “Wommy srl”, altra azienda gestita da Scarlino.





Più morbida invece la posizione del legale che risponderà di mendaci e falso interno (in concorso con Scarlino) per aver presentato documentazione falsa ad istituti bancari al fine di ottenere degli accreditamenti.


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Casarano

Quando Maradona incantò il “Capozza” di Casarano

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Sono passati 35 anni, molti non lo ricordano più, ma Maradona fece tappa in Salento e incantò Casarano.





Era il 5 ottobre del 1985. Un gremito stadio Capozza, con circa 10mila spettatori, assistette a quello che in quegli anni era un evento: un allenamento del Napoli in cui militava El Pibe de Oro.





Maradona non avrebbe sfidato nessuno quel giorno: gli azzurri preparavano a Casarano la sfida al Lecce prevista per quel turno di campionato. Ma il vedere il 10 argentino palleggiare, giocare col pallone, sfilare sotto ai propri occhi, era già una occasione imperdibile.




Clicca qui per vedere il video.










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