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Attualità

Tricase, l’opposizione: “Amministrazione al capolinea”

Duro attacco dei consiglieri di opposizione che parlano di “paralisi politico-amministrativa”

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Consiglio comunale deserto per assenza di una maggioranza che da tempo non c’è più. Dimissioni dell’assessore Lino Peluso. Seconda Commissione Consiliare (Lavori Pubblici ed Urbanistica) rinviata a data da destinarsi. Le altre, presiedute dalla maggioranza, totalmente inattive. In una sola parola, paralisi politico-amministrativa”.


Pesante attacco all’amministrazione comunale da parte dei gruppi di minoranza con una nota sottoscritta da tutti e otto i consiglieri che oggi occupano i banchi dell’opposizione (Maria Assunta Panico, Federica Esposito , Fernando Dell’Abate, Dario Martina, Giuseppe Peluso, Alessandro Eremita, Vito Zocco e Nunzio Dell’Abate).


Nel mentre altri Comuni programmano e deliberano interventi per la ripresa delle attività economico-sociali”, attaccano ancora, “il sindaco di Tricase, con la testa alle elezioni regionali, non riesce neppure a spendere le risorse stanziate dalla Regione di euro 49.411,47 per le famiglie e per le attività produttive in difficoltà, ferme nelle casse comunali dal 16 aprile”.

Da parte nostra”, si legge ancora nella nota, “abbiamo rinunciato all’ordinaria funzione di opposizione per supportare l’amministrazione nell’emergenza pandemica, proponendo un pacchetto di misure di sostegno e rilancio in conformità agli strumenti normativi in vigore ed alle risorse in bilancio. Siamo stati completamente ignorati, ma pronti a dimenticare lo sgarbo se solo avessimo visto una Tricase risorgere. Invece abbiamo assistito ad una implosione interna. Dopo la “cacciata” degli assessori Antonella Piccinni e Mario Turco, l’abbandono della maggioranza da parte dei consiglieri Federica Esposito, Dario Martina e Giuseppe Peluso, sono giunte le gravissime dichiarazioni dell’ ex assessore Lino Peluso”.


Tutti indizi secondo le minoranze di una “amministrazione al capolinea”.


Attualità

Specchia: altro giro, altre dimissioni

Anche la vice Chiara Nicole Lia rimette le deleghe nelle mani del sindaco Martinucci: «Alcuni di noi si sono sentiti parte di una minoranza nella maggioranza. Le decisioni non si prendono insieme a pochi coinvolgendo la minoranza ancor prima di interpellare tutta la maggioranza. Come assessore alla cultura, turismo, assetto del territorio, mi sono trovata di fronte a decisioni, riguardanti anche il mio assessorato, già prese in riunioni organizzate a mia insaputa…»

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Altro giro altre dimissioni dopo quelle di Luana Filippo e Mauro De Giorgi che stamattina hanno rimesso le deleghe, facendo seguito alle dimissioni dell’ex vice sindaco Musio e dell’ex assessore Rizzo del capo gruppo di “Fare” Sanapo arrivano anche le dimissioni forse più attese, quelle dell’assessore Chiara Nicole Lia, che consegna nelle mani del sindaco «le deleghe da assessore che un anno fa mi hai affidato e quella da vice sindaco, assicurandoti che porterò a termine i tanti impegni già presi e attivati per la comunità».

Anche la ormai ex assessore a cultura e turismo e assetto del territorio prende dunque le distanze da Alessandra Martinucci e dall’amministrazione in carica.

Anche la Lia come la Filippo e De Giorgi ha protocollato stamani la sua lettera di intenti: «Ho una stanza piena di carte», premette, «carte in cui ogni nostro sogno su Specchia è scritto. Le guardo, le sfoglio, mi sarebbe piaciuto accantonarle come opere realizzate, invece molte rimangono solo carte».

«Alessandra», si rivolge direttamente alla Martinucci, «tu non sei il sindaco evanescente, non lo sei mai stata, il punto è diverso, non sono mai riuscita a capire il tuo pensiero sul progetto che avevamo per Specchia. Spesso è così contrastante che non capisco cosa possa farti cambiare idea dalla sera il giorno dopo». Questo non dà equilibrio.

«A maggio 2019», ricorda Chiara Nicole Lia, «siamo stati eletti ed ero felice di poter portare alla comunità quella ventata d’aria fresca e nuova che si aspettava. Ero felice di poter essere parte attiva fondamentale. Mi sentivo così responsabile che ho lasciato il mio lavoro per dedicarmici completamente».

Fino a quando, «dopo pochissimo tempo alcuni di noi si sono sentiti parte di una minoranza nella maggioranza. Le decisioni», rimprovera al sindaco, «non si prendono insieme a pochi coinvolgendo la minoranza ancor prima di interpellare tutta la maggioranza. Come assessore alla cultura, turismo, assetto del territorio, mi sono trovata di fronte a decisioni, riguardanti anche il mio assessorato, già prese in riunioni organizzate a mia insaputa. Non sono mai stata interpellata su diversi argomenti fondamentali del nostro programma, del mio assessorato. Allo stesso modo alcuni miei colleghi. Ho sempre sperato che il percorso potesse comunque completarsi fino al raggiungimento degli obiettivi: i punti del programma che i cittadini hanno scelto. Unico motivo per cui siamo qui».

«Purtroppo», affonda, «non è stato possibile realizzare un solo punto del programma. Ingerenze, provocazioni, diffide, avvertimenti, insulti, divieti, condizionamenti interni. Vere e proprie scorrettezze. C’è chi ha giocato con la nostra dignità in piena piazza. Mi chiedo ancora come possa essere possibile che da parte tua mai sia giunta una difesa nei nostri confronti e del movimento “Fare”. Verso chi ha, in silenzio, lavorato accettando tutto questo per un senso di responsabilità verso la democrazia. Verso un sogno per Specchia. Sono anch’io una sognatrice e ho creduto dal primo all’ultimo momento. Come chi ti ha scelto». Ora, però, la Lia su chiede: «Come mai non abbiamo portato in gruppo argomenti del nostro programma elettorale? Perché alcuni di noi, da subito, venivano esclusi? Come mai non abbiamo portato in consiglio comunale la variante al PUG? Come mai ad oggi non siamo a conoscenza del progetto dell’Aro e non sappiamo neanche quale scelta sia migliore per i nostri cittadini e perché? Perché non abbiamo mai parlato seriamente della riduzione dell’IMU sui terreni edificatori? Perché non siamo stati mai chiamati a parlare dell’indirizzo dei Francescani Neri? (Nell’ultimo consiglio comunale ho capito che alcuni amministratori di maggioranza avevano già parlato, deciso e si erano già espressi sul suo futuro; perché non chiamare l’intero gruppo?)».

Altre domande che lasciano molti punti in sospeso: «Come mai inizialmente solo alcuni potevano parlare di Cardigliano? Non sono mai stata chiamata ad una riunione su questo argomento. Però, se il Comune è piccolo, il municipio lo è ancor di più, e certe cose si vengono a sapere. Via Zaccagnino: i lavori sono terminati così? Il progetto della villa comunale: l’ho chiesto mesi fa, ancora non l’ho visto.  Il progetto estate e tutti gli attori coinvolti ancora fermo lì. Il progetto via Francigena, fermo. La questione del cimitero comunale…».

Lia sostiene di essere «sfinita dal dover addirittura lottare per portare avanti un programma che i nostri elettori hanno scelto. Sono impaurita dal vedere alcuni consiglieri di maggioranza e di minoranza giocare a scacchi con la comunità in un periodo storico difficile per l’umanità intera. Sono allibita dal vedere queste stesse persone esibirsi nelle migliori mosse da poker per poi venire a dettarti le regole e di conseguenza dover subire in prima linea le imposizioni. Sono state rese inerme di fronte ai cittadini di Specchia. Oggi non riesco più ad andare avanti, sono qui per un programma e se questo programma non va avanti non ha senso stare qui. Voglio continuare a guardare la gente negli occhi e vederla soddisfatta del mio servizio per la comunità. Non mi sento realizzata in questo piano politico, non sono stata messa nelle condizioni di fare quello che mi aspettavo, che si aspettavano e mi chiedevano i cittadini, non sono riuscita a dare il mio contributo come volevo».

«Volevo correre», prosegue nel suo sfogo, «ma una palla di piombo al piede ha frenato la mia corsa e quella di Specchia che speravamo di far tornare grande come avevamo promesso. Sono abituata a mantenere le promesse. E lavorare per raggiungere gli obiettivi. La cittadinanza aspettava un piano di sviluppo progetto di crescita un lavoro per rendere più brillante la nostra realtà. Un migliore arredo e decoro urbano importante per il turismo per il piacere di avere un borgo tre più belli d’Italia, come Specchia si meritava di essere».

«Sono estremamente convinta che il progetto “Fare” sia l’unico in grado di poter far ripartire Specchia e oggi sono ancora più convinta che sia l’unico progetto realizzabile per portare Specchia in alto», conclude Chiara Nicola Lia rivolgendosi direttamente alla Martinucci, «per tutte queste considerazioni ti riconsegno le deleghe da assessore che un anno fa mi hai affidato e quella da vicesindaco, assicurandoti che porterò a termine i tanti impegni già presi e attivati per la comunità».

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Nuovo nido di tartaruga a Torre San Giovanni

Rinvenuto il quinto nido con 109 uova di tartaruga marina a Torre San Giovanni

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Rinvenute nella giornata di ieri a Torre San Giovanni tracce di tartaruga marina che testimoniano la presenza di un nido, il quinto dall’inizio dell’estate, durante il monitoraggio sul versante ionico da parte dei ragazzi del Seaturtle Watcher.
Allertato da alcuni curiosi il Centro Recupero Tartarughe Marine del Museo di Storia Naturale del Salento, il quale è intervenuto con il responsabile Piero Carlino, che da una settimana si trova sul posto in villeggiatura con la famiglia.
Dopo gli accertamenti
si è constatato che la nidificazione non era ancora avvenuta e che la tartaruga era uscita per verificare la zona e poi rientrata in mare subito dopo.
I
Seaturtle Watcher, sperando di incrociare la femmina in deposizione, sono ritornati sulla spiaggia nelle prime ore di oggi. I loro sforzi sono stati ricompensati intorno alle 4 del mattino.
In accordo con la Capitaneria di Porto di Gallipoli e l’ASL Lecce sud Servizio veterinario, è stato ritenuto necessario lo spostamento del nido, con al suo interno 109 uova, che si trovava troppo a ridosso del mare.
Mattinata movimentata anche per i volontari di Legambiente Salve, che durante il monitoraggio in località Torre Pali hanno rinvenuto altre tracce di tartaruga marina e si sono mobilitati  per l’identificazione di un eventuale nido.

 

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Specchia: lascia anche la Filippo

Altre dimissioni dopo quelle del vice sindaco Musio, dell’assessore Rizzo e capogruppo Sanapo. L’assessore lascia le deleghe e, rivolgendosi al sindaco: «Venuto meno rapporto di fiducia». Rumors (non confermati) su possibili dimissioni della Martinucci

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Venti di crisi sempre più impetuosi su Specchia.

La sindaca Alessandra Martinucci deve registrare l’ennesima defezione. Questa volta a rimettere le deleghe assessorili è Luana Filippo.

Nella sua lettera di dimissioni protocollata questa mattina l’ex assessore ha spiegato come sia arrivata alla decisione di dissociarsi anche lei dalla prima cittadina. E non sono mancate le critiche.

Nella lettera indirizzata a sindaco, assessori, consiglieri, segretario comunale e Movimento Fare spiega come sia «venuto meno il rapporto di fiducia» con Alessandra Martinucci.

Intanto da Specchia rumors danno imminenti ulteriori novità che secondo alcuni potrebbero anche essere le dimissioni della Martinucci. Indiscrezioni queste che al momento non hanno (ancora) trovato conferme ufficiali.

Tornando alla lettera della Filippo, l’ex assessore spiega che  «la decisione arriva dopo diversi momenti di riflessione alternata alla rabbia e la consapevolezza di un’impotenza che, soprattutto nell’ultime settimane, mi ha direttamente coinvolto ma che è evidente possano essere attribuite a tutto il gruppo di maggioranza; le recenti vicende che hanno portato prima la remissione delle deleghe da parte dell’ex vice sindaco Musio e dell’ex assessore Rizzo e dopo le dimissioni del capo gruppo Sanapo, costituiscono innegabilmente un punto di non ritorno del quale non posso non tenere conto».

«In prima persona e proprio in occasione di quel momento così difficile e per alcuni versi anche inatteso», precisa la Filippo, rivolgendosi direttamente ad Alessandra Martinucci, «mi sono adoperata per difendere e tutelare la tua immagine, l’immagine di un sindaco che si ritrovava nelle mani la resa dei due dei suoi più stretti collaboratori e di un’amica alla quale ho, sin da subito, dato credito e sostegno incondizionati, gratuiti e forse persino inconsapevoli perché poco ho sempre conosciuto e saputo di te».

«Faccio fatica ad ammettere che, davanti al mio entusiasmo ed a quello dei nostri amici e compagni di viaggio», si rivolge ancora al sindaco, «la tua risposta sia stata soprattutto in questi ultimi tempi, quella di una reazione di assoluta freddezza unita ad un cinismo che non avrei mai creduto potesse appartenerti; la nave affonda o, per citare la metafora di qualcun altro, il treno sta per deragliare e, malgrado tutto, tu ancora non ne prendi atto, facendo l’unica cosa buona e giusta che ci si aspetterebbe in una situazione del genere, cioè dimetterti».

Secondo la Filippo, «le fibrillazioni le incomprensioni e difficoltà di queste ultime settimane sono rimaste unicamente le confidenza gli scambi di un gruppo di amministratori e di amici che però non hanno mai potuto contare sul conforto e sul piacere del confronto con sindaco».

«È stata fortissima nei mesi scorsi la sensazione che tu fossi diventata una specie di muro di gomma, inerte ed inscalfibile», attacca, «incapace anche soltanto di condividere con i tuoi collaboratori ansie e preoccupazioni (cosa che, te lo ricordo, sarebbe assolutamente normale, opportuna e doverosa per un capomastro attento, sensibile e desideroso di conoscere le opinioni delle persone che le stanno accanto)».

A questo punto della sua lettera di dimissioni l’ex assessore non lesina le critiche: «Ho potuto toccare con mano la tua diffidenza che ti ha portato, in soli pochi mesi, a non fidarti di nessuno a mettere in discussione tutto e tutti, perfino coloro che, invece, non hanno mai mostrato analoghi sentimenti nei tuoi riguardi. Ho potuto toccare con mano il tuo immobilismo e la tua assenza, atteggiamenti assolutamente sconvenienti e poco adatti a ruolo che la maggioranza degli specchiesi ti ha attribuito poco più di un anno fa. Ho potuto toccare con mano, infine, la tua incapacità di affrontare le questioni sul tavolo con i tuoi assessori con i consiglieri del gruppo “Fare”, quasi tutto ciò per te fosse una specie di incombenza della quale scappare, come se tu non fossi il sindaco di questa maggioranza è, invece, fossi una sorta di pontiere con i consiglieri delle opposizioni che, soprattutto in questi ultimi giorni, con te hanno certamente avuto più occasioni di incontro rispetto a noi».

Poi svela: «È proprio per queste ragioni che, sempre nei giorni scorsi, ti ho chiesto personalmente di dimetterti, cioè di compiere l’unica azione che avrebbe potuto riaccreditare la tua dignità di persona e la serietà del progetto politico alla base del nostro comune impegno; invece proprio ieri ho appreso (e lo ha appreso tutto il paese) che, per tutta risposta, tu hai pensato bene di cercare altre ed improbabili maggioranze che potrebbero consentirti di galleggiare, perché di questo si tratterebbe».

«Proprio perché io non ho mai amato galleggiare nel rispetto di una dignità che ancora credo di poter vantare», chiude il cerchio, «sono qua a riconsegnarti quelle deleghe, perché è perfettamente consapevole che sia venuto meno il rapporto di fiducia che un anno fa mi aveva legato a te. Sono rammaricata perché immagino che per la nostra amata Specchia le settimane ed i mesi a venire non saranno facili, ma confido altresì», aggiunge, «che la bontà del progetto “Fare”, sostenuta da nuove generose energie, possa tornare prepotentemente all’attenzione della nostra comunità; ricordiamo tutti», conclude sibillina, «che le persone passano ma le idee restano se adeguatamente supportate».

MAURO DE GIORGI RIMETTE LE DELEGHE

Nenache il tempo di registrare le dimissioni della Filippo che arriva anche la nota regolarmente protocollata con remissione delle deleghe da parte del consigliere di maggioranza Mauro De Giorgi che, però, resta «in consiglio comunale per svolgere il ruolo istituzionale che gli elettori mi hanno affidato, rappresentando l’area politica del movimento “Fare”»

«Ormai esausto dopo un anno di riunioni senza andare mai a fondo le questioni», scrive nella sua lettera indirizzata al sindaco Alessandra Martinucci e protocollata questa mattina, «chiedo pubblicamente, per mettere anche conoscenza la cittadinanza, la situazione sui seguenti punti, più volte discussi e mai portati a termine: bando di Cardigliano; variante al Pug; questione Aro/Petra; indirizzo sui Francescani Neri; piscina comunale; riqualificazione di via Zaccagnini; riduzione IMU sui terreni edificatori».

Un’ulteriore picconata alla stabilità già precaria del sindaco Martinucci: «Più volte le abbiamo ricordato che le decisioni prese dovevano essere collegiali, invece lei ha continuato a non informare la giunta e consiglieri delle decisioni che autonomamente prendeva. Non avrei mai pensato che si arrivasse a tale situazione surreale solo un anno dopo l’inizio del nostro mandato, nel quale paradossalmente alcuni dei nostri consiglieri, inspiegabilmente, hanno preso le distanze dal gruppo politico “Fare”».

E ancora: «Anche a lei caro sindaco in diversi incontri politici, inviti privati, addirittura comizi, ha preso in spiegabilimente le distanze dal gruppo “Fare”, non presentandosi, trovando sempre delle giustificazioni dell’ultimo minuto. Per questi motivi alla luce degli sviluppi politici dell’ultima ora, rimetto le deleghe che mi sono state affidate, restando in consiglio comunale per svolgere il ruolo istituzionale che gli elettori mi hanno affidato, rappresentando l’area politica del movimento “fare”».

Infine De Giorgi elenca gli interventi frutto del «lavoro da me svolto fino ad oggi in modo tale da consegnarlo a chi dovrà proseguire il mio iter amministrativo», citando il campo sportivo comunale, piazza Aldo Moro, impianti sportivi,e forum dei giovani.

Giuseppe Cerfeda

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