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Vince 130mln di Euro al lotto, ma resta a fare la cameriera

La donna, identificata dopo che il piccolo comune in cui abita ha presentato un gettito straordinario di imposta di circa 20 milioni di euro…

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Quando i soldi non cambiano la vita: vince 184 milioni di franchi svizzeri, poco più di 170 milioni di euro non lascia il suo lavoro da cameriera.

Una vincita straordinaria al lotto che non è bastata a cambiarle la vita.

Dopo aver sbancato il Superenalotto elvetico, Euro Millions, con un jackpot di 184 milioni di franchi, pari a poco più di 170 milioni di euro, una donna svizzera, Olivia K. (48 anni), non solo ha continuato a vivere nel paese in cui abitava ma non ha neanche lasciato il posto di cameriera: la vicenda che ha quasi del paradossale è apparsa sulle colonne del popolare quotidiano Blick, che ha intervistato la fortunata di 48 anni d’eta.

Quella che poteva essere la sua nuova vita è iniziata il 2 ottobre 2018 quando aveva azzeccato la combinazione giusta con una schedina costata 24,50 franchi, circa 22,50 euro, e si era aggiudicata la decima vincita più importante nella storia delle lotterie europee.

Di cittadinanza tedesca, la fortunata vincitrice è sposata e senza figli. Ma, di fatto, se non per una BMW a testa per lei e per il marito, poco o nulla appare cambiato nella sua vita a parte la decisione di realizzare una bella casa.

Nel frattempo però la donna – identificata lo scorso ottobre dopo che il piccolo comune in cui abita ha presentato un gettito straordinario di imposta di circa 24 milioni di franchi – non ha lasciato il lavoro part time presso un ristorante del canton Argovia. Gli avventori abituali del locale sanno che è ormai straricca: ma non si tirano indietro a darle la mancia, come riporta il giornale il “Blick”.

Una storia singolare che dimostra che i soldi non sono tutto nella vita.

Giovanni D’Agata

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Attualità

Coronavirus, contagi: le statistiche di UniSalento

La situazione dei contagi, una stima del loro andamento (su dati ASL Lecce) e la previsione del “tasso di prevalenza”: sono tre studi di carattere statistico che riguardano l’emergenza COVID-19 in provincia di Lecce e che, a cura di docenti dell’Università del Salento e in coordinamento con la ASL Lecce

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La situazione dei contagi, una stima del loro andamento (su dati ASL Lecce) e la previsione del “tasso di prevalenza”: sono tre studi di carattere statistico che riguardano l’emergenza COVID-19 in provincia di Lecce e che, a cura di docenti dell’Università del Salento e in coordinamento con la ASL Lecce, sono da oggi accessibili al pubblico su https://www.unisalento.it/monitoraggio-covid19.

«Intendiamo offrire un servizio informativo ai cittadini», spiega il Rettore Fabio Pollice, «e uno strumento utile per le istituzioni coinvolte nella tutela della salute pubblica e nel monitoraggio dell’attuale emergenza sanitaria. Sarà infatti possibile consultare, giorno dopo giorno, lo stato dei contagi a livello locale (per singolo comune) e provinciale, e le previsioni per i giorni a seguire in relazione al numero di nuovi contagi, sulla base di modelli statistici opportunamente adattati ai dati da analizzare».

A cura di Andrea Ventura, docente di Fisica sperimentale (contatti: andrea.ventura@unisalento.it), è l’elaborazione della situazione dei contagi in provincia di Lecce, su dati del Bollettino Epidemiologico Regione Puglia; la stima dell’andamento è invece a cura di un gruppo di lavoro misto UniSalento e ASL Lecce di cui fanno parte, per l’Ateneo, i docenti Enrico Ciavolino (Psicometria), Fabio Pollice (Geografia economico-politica), Serena Arima (Statistica per la ricerca sperimentale e tecnologica), Massimo Pacella (Tecnologie e sistemi di lavorazione), Paola Pasca (dottoranda, area di competenza: psicometria e data science), e per la ASL Rodolfo RolloRoberto Carlà e Fabrizio Quarta (contatti: enrico.ciavolino@unisalento.it); infine, il monitoraggio del “tasso di prevalenza” è a cura di Sabrina Maggio, docente di Statistica (contatti: sabrina.maggio@unisalento.it), su dati della Protezione Civile.

Per quanto riguarda l’andamento dei contagi a livello provinciale, viene utilizzato un modello (di Poisson Dinamico) che consente di prevedere la diffusione del virus stimando il numero dei pazienti complessivi che si sottopongono al tampone e, di questi, quanti ne risultano positivi e negativi nella provincia di Lecce. Su impulso del Rettore Pollice e del Direttore generale della ASL Lecce Rodolfo Rollo, tale modello statistico basato sui dati forniti e consolidati dall’ASL di Lecce, potrà aiutare la locale azienda sanitaria ad assumere decisioni, in termini di allocazione di risorse, con un orizzonte temporale di previsione di quattro giorni.

Sulla base dei dati della Protezione Civile viene effettuata l’analisi del “tasso di prevalenza” da COVID-19 (con valori ogni 100mila abitanti), calcolato come il rapporto tra il totale dei casi in provincia di Lecce rispetto al totale della popolazione residente. Si tratta di un importante indicatore epidemiologico, utile per valutare la necessità di assistenza sanitaria e la pianificazione dei servizi sanitari.

In questo caso, è stato applicato un modello di analisi delle serie storiche (appartenente alla classe ARIMA, acronimo di AutoRegressive Integrated Moving Average), idoneo a prevedere l’andamento epidemiologico del tasso di prevalenza nel breve termine.

 

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Tricase Porto: Villa Sauli resta lì dov’è! Per ora…

Accolto il ricorso al Tar dei proprietari contro il Comune di Tricase. L’avv. Ernesto Sticchi Damiani, rappresentante legale del Comune indica la via: “Appellare la sentenza e formulare un nuovo ordine di demolizione che tenga conto delle indicazioni fornite dal Giudice”

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Per ora Villa Sauli resterà li dov’è a dominare il porto di Tricase con i suoi mattoni e i calcinacci cadenti a striudere con il verde che la circonda e l’azzurro intenso di un mare che sembra ignorarla.

È stato, infatti, accolto il ricorso al Tar proposto da Maria Teresa Sauli, Marcella Sauli, Ugo De Francesco e Giuseppina Sauli, rappresentati e difesi dagli avvocati Pietro e Antonio Quinto, contro il Comune di Tricase rappresentato e difeso dall’avv. Ernesto Sticchi Damiani.

Nel dispositivo della sentenza emessa dal Tribunale amministrativo regionale si legge che “l’impugnata ordinanza di demolizione (e con esso il provvedimento di declaratoria ed inefficacia della SCIA e diffida dell’esecuzione dei lavori che ne costituivano l’oggetto), risulta inficiata da un’istruttoria incompleta e anche per correlazione da una motivazione sotto vari profili inidonea”.

Per questo il ricorso deve essere “accolto con l’annullamento degli atti impugnati”.

In particolare, il Giudice ha ritenuto che l’ordinanza di demolizione impugnata non sia stata adeguatamente motivata in riferimento “alla portata e agli effetti dei titoli successivi alla licenza edilizia” (varianti, collaudo e abitabilità), all’affidamento “ingenerato nei proprietari”  ed  “alla  concreta natura e gravità delle difformità rilevate”.

Punto snodale di tutto il dibattimento il fatto che , come sottolineato dal Tar, la traslazione del fabbricato non sia stata fatta valere nell’ordinanza di demolizione impugnata, ma solo, inammissibilmente, negli scritti difensivi depositati in giudizio per conto del Comune.

 

Una nuova ordinanza di demolizione?

Il sindaco Carlo Chiuri, di professione avvocato, lasciando intendere che la storia non finisce qui, è lapidario: “Le sentenze non si commentano, eventualmente si impugnano”.

Ipotesi corroborata anche dalle dichiarazioni dell’avv. Ernesto Sticchi Damiani, rappresentante legale del Comune di Tricase, per il quale la sentenza non pare condivisibile, quantomeno nella parte in cui afferma che l’ordinanza di demolizione impugnata non è stata adeguatamente motivata in riferimento “alla portata e agli effetti dei  titoli  successici  alla  licenza  edilizia” (varianti, collaudo e abitabilità).

Secondo l’avvocato Sticchi Damiani, “come ampiamente rilevato negli scritti difensivi depositati in giudizio per conto del  Comune,  per  un  verso,  né  il  “collaudo”  né  il “certificato  di  agibilità” costituiscono validi titoli legittimanti il fabbricato”.

Peraltro, la sentenza pare “difficilmente contestabile nella parte in cui afferma che la traslazione del fabbricato non sia stata fatta valere nell’ordinanza di demolizione impugnata”.

La stessa sentenza però indicherebbe la via da seguire nell’immediato futuro: “Pare opportuno, per un verso, appellare la sentenza”, spiega il legale rappresentante del Comune, “per  altro verso, formulare  un  nuovo  ordine di  demolizione  che,  tenendo  conto  delle  indicazioni  fornite  dal Giudice,  individui  le  singole  difformità  rilevate  (tra  cui  assume  rilievo preminente  quella relativa  alla  traslazione  del  fabbricato)  e  motivi  l’ordine  impartito  in  riferimento  “alla portata e agli  effetti  dei  titoli  successici  alla  licenza  edilizia”  (varianti,  collaudo  e abitabilità), “all’affidamento ingenerato nei proprietari” ed “alla concreta natura e gravità delle difformità rilevate”.

Su queste basi il Comune ha ora 60 giorni di tempo per appellare la sentenza.

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Attualità

Mistero risolto: sono due in tutto i contagiati a Tricase

Dopo quattro giorni la verità. Il posto del sindaco Chiuri: “Non è confermato il terzo caso segnalato in un grafico circolato nella giornata del 4 aprile scorso, nel quale al nostro Comune venivano attribuiti 3 casi positivi”

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Risolto il mistero del numero dei positivi al covid-19 a Tricase che, ora è ufficiale, sono due in tutto.

Ricordiamo che in un primo momento era arrivata la notizia della prima positività con la colorazione del Comune di Tricase nel bollettino epidemiologico della Regione Puglia.

Come tante volte è accaduto un po’ in tutti i paesi coinvolti, sindaco all’oscuro di tutto e solito “sbattimento” alla ricerca di notizie che si completa dopo 12 ore e la conferma del caso positivo ma in autoisolamento da giorni.

Neanche il tempo di incassare il colpo e arriva il report dell’Asl leccese che indica tre contagiati a Tricase.

La notizia diffusa oltre che inesatta, neanche a dirlo pure questa volta non è accompagnata da una comunicazione tempestiva ai rappresentanti istituzionali della città.

Devono passare quattro giorni dal report dell’azienda sanitaria per dipanare la nebbia.

L’ufficialità, come spesso avviene in epoca di coronavirus, arriva via facebook con l’annuncio del sindaco.

Ad oggi (08\04\2020 ore 12:15), come da comunicazione ufficiale della ASL, per il tramite della Prefettura di Lecce”, posta Carlo Chiuri, “sul nostro territorio risultano presenti SOLO 2 persone con tampone diagnostico positivo per COVID-19”.

Pertanto, chiarisce “non è confermato il terzo caso segnalato in un grafico circolato nella giornata del 4 aprile scorso, nel quale al nostro Comune venivano attribuiti 3 casi positivi”.

Ciò non toglie”, conclude il primo cittadino, “che bisogna tenere alta la guardia e che continueremo a monitorare il territorio con il prezioso aiuto di tutte le Forze dell’Ordine, alle quali vanno, interpretando il sentimento di tutta la popolazione, i nostri più sentiti ringraziamenti”.

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