Connect with us

Dai Comuni

T.S. Giovanni, occupazione spiaggia libera. Qualcuno ci aiuti

I vigili urbani contattati telefonicamente hanno detto di non poter intervenire perchè impegnati in altri interventi, il 1530 ha invece accolto la segnalazione, ma a niente è valsa

Pubblicato

il

ombrelloni su passerella
Riceviamo e pubblichiamo una libera denuncia da parte di un comitato di cittadini di Torre San Giovanni, denominati “Comitato spiaggia libera Torre San Giovanni”, che lamentano una serie di disservizi lungo un tratto di spiaggia, a loro dire, adibito a spiaggia libera e, attraverso una mail inviata ai giornali, descrivono il loro disagio:


“Salve, siamo un gruppo di cittadini di Torre San Giovanni, stanchi dell’abuso che dall’inizio dell’estate si compie su di un tratto di spiaggia della marina di T. S. Giovanni frazione di Ugento, nonostante le diverse segnalazioni fatte alle autorità competenti.




Il comune di Ugento, nonostante la già cospicua presenza di stabilimenti balneari sul litorale, ha rilasciato quest’anno licenze di noleggio per lettini ed ombrelloni sulla spiaggia libera.


I concessionari del tratto di spiaggia in questione (quello compreso tra i lidi onda marina e oasi degli angeli e tra lido onda marina e lido il molo) anzichè effettuare il noleggio dell’attrezzatura all’arrivo sulla spiaggia dei bagnanti interessati, occupano già intorno alle ore 6:00 del mattino quasi l’intero arenile fino alla passerella di accesso, costringendo i bagnanti, che solitamente frequentano la spiaggia libera, a dover occupare un piccolissimo tratto di spiaggia, tutto ciò in modo che all’arrivo dei clienti gli ombrelloni ed i lettini siano già posizionati e la spiaggia libera abbia la parvenza di un lido.


Infatti, gli ombrelloni vengono messi in linea con quelli presenti nel vicino stabilimento balneare (come ben visibile dalle foto aeree forniteci da un turista) facendo credere ai clienti di avere un posto prenotato appunto all’interno di un lido e non su di una libera spiaggia.


Quando qualcuno prova ad occupare un posto mentre sono in corso le operazioni di carotaggio della sabbia per far largo agli ombrelloni gli viene detto che bisogna spostarsi in virtù della concessione di noleggio, e la gente, che purtroppo non conosce cosa concede tale concessione, si sposta.


Gli ombrelloni vengono posizionati anche di fronte alla torretta di salvataggio (sprovvista spesso di bagnino), al pattino, (impedendone l’eventuale intervento in caso di necessità), a ridosso  ed a volte anche sopra le dune e sulle passerelle di accesso “indispensabile” per consentire il libero accesso alle persone con disabilità motoria.


Spesso gli ombrelloni rimangono piantati in spiaggia ben oltre il tramonto ed in particolare la notte di San Lorenzo gli stessi sono stati lasciati piantati in spiaggia tutta la notte per evitare che i ragazzi, pronti a passare la notte sotto le stelle, impedissero al mattino di piantarli (contravvenendo così all’art 4 1.J della determinazione 663 della regione Puglia).


I vigili urbani contattati telefonicamente hanno detto di non poter intervenire perchè impegnati in altri interventi, il 1530 ha invece accolto la segnalazione, ma a niente è valsa, perchè l’occupazione della spiaggia continua imperterrita.

Tutto questo accade in un tratto di spiaggia a ridosso dell’abitato spesso frequentato dagli stessi amministratori del comune di Ugento che interpellati, invece di assumersi le proprie responsabilità, hanno attuato la famosa tecnica dello scarica barile all’italiana dando la colpa alla locale Capitaneria di Porto, che a sua volta lamenta la mancanza di una apposita normativa comunale, ritenendo quella regionale lacunosa.


Inoltre, manca da 4 anni la sbarra che impedisce nello stesso tratto di spiaggia l’accesso al demanio dei mezzi non autorizzati, e quindi ogni giorno molte auto sostano nel demanio e sulle dune, rendendo difficile l’accesso anche ai mezzi di soccorso che spesso devono intervenire in spiaggia, è assente anche adeguata segnalazione e l’unico cartello di divieto è nascosto dalla vegetazione.


Ovviamente non è a cuor leggero che ci troviamo a scrivervi questa mail perchè  ci siamo già esposti pubblicamente in spiaggia, quindi abbiamo paura di eventuali ritorsioni personali, conoscendo anche il contesto territoriale di Ugento dove esempi eclatanti di ritorsioni sono noti alle cronache.


Noi, oltre ad aver rivolto il nostro disperato appello presso la capitaneria di porto locale, al numero di tel. 1530, al numero di pronto intervento dei vigili urbani, ed ai rappresentanti di rilievo dell’amministrazione (gli stessi frequentanti quelle spiagge), stessa paura per la quale molte persone accettano loro malgrado questa vergognosa situazione.


Speriamo che possiate pubblicare un articolo a riguardo, e ringraziamo anticipatamente chiunque voglia dare voce a noi cittadini che mai come oggi ci sentiamo ignorati dalle istituzioni, dall’amministrazione e privati del diritto di andare al mare in quei pochi tratti di spiaggia ormai riamasti liberi sul litorale sabbioso di Torre San Giovanni.


in allegato alcune foto del nostro archivio, ma abbiamo altro materiale fotografico e anche diversi video, che possiamo fornirvi a dimostrazione di tutto quanto riportato in questa mail.


Comitato Spiaggia Libera, Torre San Giovanni






Attualità

Da Ruffano a Roma passando per Milano, una salentina in “Commissione parlamentare”

La dottoressa Margarito a Palazzo San Macuto per relazionare sul ruolo delle donne e sulla parità dinanzi all’organo che si occupa di femminicidio e violenza di genere

Pubblicato

il

Da Ruffano a Milano ed a Roma. Francesca Margarito, salentina originaria ruffanese, adottiva milanese per lavoro, ha relazionato questa settimana a Roma, nella seduta del 13 gennaio a Palazzo San Macuto, in Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, in qualità di componente del Consiglio direttivo di Univendita e Legal & Public Affairs Manager di Vorwerk Italia.

La dottoressa Margarito

La dottoressa Margarito ha portato la sua testimonianza sul ruolo della vendita diretta come leva concreta di autonomia economica e crescita professionale per le donne. Una testimonianza che ha permesso di mettere in evidenza come l’empowerment di genere possa essere un concreto strumento non solo per il raggiungimento della parità, ma anche per il contrasto alla violenza di genere.

Da dipendente navigata dell’azienda Vorwerk, ha offerto uno spaccato su un mondo che pur essendo noto al grande pubblico, che ne conosce ampiamente marchio e suoi prodotti, è meno conosciuto per le policy interne e quanto si cela dietro al mondo della vendita: organizzazione, percorsi di carriera e politiche aziendali.

Rete, opportunità e leadership femminile: un modello valido

Nel suo intervento, la dottoressa Margarito ha sottolineato come Vorwerk abbia costruito il proprio modello di business sulla vendita organizzata a domicilio, basata su una rete strutturata di incaricati e agenti di commercio.

I numeri parlano di una realtà articolata: circa 4mila venditori nella divisione Folletto e oltre 19mila nella divisione Bimby, una presenza capillare che rappresenta anche un’importante opportunità occupazionale, in larga parte femminile.

Particolare attenzione è stata riservata alle politiche di genere, da sempre centrali nella strategia aziendale. Non a caso, ha ricordato Margarito, la leadership del gruppo è affidata a una presidente donna, segnale concreto di una cultura organizzativa orientata alla parità.

Iniziative contro la discriminazione e pari opportunità di carriera

Durante la testimonianza, la manager salentina ha spiegato come Vorwerk promuova iniziative continuative di sensibilizzazione sul tema della discriminazione di genere nei luoghi di lavoro, affiancate da percorsi formativi rivolti a uomini e donne, con l’obiettivo di costruire una consapevolezza diffusa e condivisa.

Un punto centrale dell’intervento ha riguardato anche le pari opportunità salariali e di carriera, che l’azienda persegue attraverso politiche interne strutturate. Un modello che, secondo quanto emerso in Commissione, ha permesso a molte figure femminili, inizialmente entrate come incaricate di vendita, di crescere professionalmente fino a ricoprire ruoli apicali, diventando esempi positivi non solo a livello nazionale ma anche europeo.

Un esempio che riguarda tutto il comparto Univendita

Il caso Vorwerk, ha chiarito Margarito, non rappresenta un’eccezione isolata, ma una linea di condotta condivisa dalle aziende associate a Univendita, che da anni lavorano per coniugare flessibilità lavorativa, inclusione e percorsi di autonomia economica, in particolare per le donne che provengono da situazioni di fragilità o che necessitano di reinserimento professionale.

L’audizione, cui ha preso parte anche il Presidente diUnivendita Ciro Sinatra, si inserisce nel filone di inchiesta della Commissione dedicato alla violenza economica, riconosciuta come una delle cause che rendono più difficile per molte donne sottrarsi a contesti di abuso e dipendenza.

Per il territorio salentino, la presenza della dottoressa Francesca Margarito in una sede istituzionale così rilevante rappresenta anche un motivo di orgoglio: una professionista del Sud chiamata a portare competenze, dati ed esperienze concrete in un dibattito nazionale su uno dei temi sociali più urgenti.

Un contributo che dimostra come, anche partendo da realtà locali, sia possibile incidere su politiche e modelli di sviluppo capaci di rafforzare l’autonomia e la dignità delle persone, a partire dal lavoro.

Continua a Leggere

Cronaca

Scoperto commerciante abusivo, sequestro e sigilli

L’uomo, dal novembre del 2023 ad oggi, ha gestito un’attività destinata alla vendita al dettaglio in sede stabile, di prodotti per la casa e per l’igiene personale…

Pubblicato

il

I Carabinieri di Lecce in merito al contrasto all’abusivismo commerciale e alla concorrenza sleale, hanno segnalato alla Autorità Giudiziaria un uomo, classe 1965 leccese, già noto, perché ritenuto presunto responsabile di esercizio abusivo di attività commerciale nonché di altre violazioni connesse.

Tutto è nato da mirati accertamenti preliminari avviati lo scorso novembre, inseriti in uno più ampio dispositivo di prevenzione e repressione dei fenomeni di illegalità economica, a tutela degli operatori commerciali regolari e del corretto utilizzo del suolo pubblico. 

Le indagini sono state caratterizzate da un’attenta e minuziosa attività infoinvestigativa supportata da servizi di osservazione e documentazione fotografica.

L’uomo, dal novembre del 2023 ad oggi, ha gestito un’attività destinata alla vendita al dettaglio in sede stabile, di prodotti per la casa e per l’igiene personale lungo una delle principali vie del capoluogo salentino, all’interno dell’area parcheggio pertinente un altro esercizio commerciale regolarmente avviato.

L’attività risultava totalmente priva di titoli autorizzativi sia per quanto riguarda la vendita sia per ciò che concerne l’invasione di area comunale, per una superficie di oltre 100 mq, abusivamente occupata.

Gli accertamenti si sono conclusi con il sequestro penale dell’intera attività commerciale e con l’apposizione dei previsti sigilli.

Continua a Leggere

Cronaca

Rifiuto selvaggio: beccati 600 mc di monnezza nascosta

Con l’ ausilio di immagini riprese dal drone, i Carabinieri Forestali Lecce hanno concluso un “blitz” all’ interno di un area delimitata da muri perimetrali…

Pubblicato

il

Con l’ ausilio di immagini riprese dal drone, i Carabinieri Forestali Lecce hanno concluso un “blitz” all’ interno di un area delimitata da muri perimetrali con cancelli chiusi con lucchetti, alla periferia di Lequile, di proprietà di un’ impresa edile.

“L’occhio” dell’apparecchio in dotazione aveva evidenziato una situazione di estremo degrado, con rifiuti accumulati a più riprese, depositati direttamente sul suolo o allocati all’ interno di un container.

Rifiuti speciali di varie tipologie: carcasse di apparecchiature elettriche ed elettroniche, materassi, mobilio fuori uso, filtri da impianti di depurazione, vetro e scarti inerti da demolizioni edili.

Gli accertamenti dei Carabinieri hanno stabilito che non vi erano autorizzazioni per l’ attività di gestione dei rifiuti, e pertanto hanno proceduto a deferire alla Procura di Lecce l’amministratore unico dell’impresa, per gestione non autorizzata di rifiuti. Al contempo, hanno sottoposto a sequestro tutta l’ area, con cumuli di rifiuti per un volume stimato di circa 600 metri cubi.

L’ attività si inquadra in un’ azione più generalizzata di contrasto al cosiddetto “rifiuto selvaggio”, abbandoni e depositi incontrollati di rifiuti nel territorio salentino, con droni ed elicottero che costituiscono strumenti fondamentali per gli accertamenti, anche in attuazione di uno specifico protocollo di intesa elaborato dalla Prefettura un anno fa, e sottoscritto anche dall’Arma dei Carabinieri. 

Continua a Leggere
Pubblicità
Pubblicità

Più Letti