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Cronaca

Una tonnellata di droga per il nord Italia via Salento!

Maxi traffico interrotto dalla Guardia di Finanza. Arrestati due italiani e due albanesi, sequestrati oltre 1.200 grammi di sostanza stupefacente, armi, caricatori e poriettili

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Sventato il tentativo di far arrivare dall’estero un fiume di droga sulle coste salentine da riversare nelle province del Nord. Sulla base delle informazioni raccolte i Finanzieri della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Tributaria di Varese sono arrivatri nel Salento e, con la preziosa collaborazione dei colleghi di Otranto e di Lecce, hanno organizzato un dispositivo di controllo per intercettare l’eventuale carico. All’alba di oggi, i militari in perlustrazione nella zona hanno individuato un furgone ed alcune  autovetture entrare in una zona boschiva nei pressi di un agriturismo vicino al mare e, dopo un’ora, lasciare quel luogo a velocità sostenuta.


È scattato subito l’inseguimento e, all’altezza di Martignano, i finanzieri hanno intimato l’alt al furgone. Per tuta risposta le autovetture che lo scortavano hanno cercato di speronare i mezzi del Corpo poi, vista l’impossibilità di difendere il furgone, e la pronta reazione dei militari, hanno cercato di darsi alla fuga.


Il furgone e due delle autovetture sono state bloccate: nel furgone i 55 sacchi contenenti quasi 900 kg di marijuana ed anche anche 5 mitragliatori kalashnikov con caricatori, 1 mitraglietta UZI con silenziatore e 2 pistole con silenziatore, oltre a quasi 400 munizioni per le armi.

Nel frattempo, altri finanzieri hanno perquisito la zona boschiva da dove i mezzi erano partiti, e dove presumibilmente avevano caricato droga ed armi arrivate via mare, e hanno rinvenuto altri  300 kg di droga.


Droga, armi e mezzi  venivano sequestrati; arrestate 4 persone, due albanesi e due italiani. Sono naturalmente in corso le indagini per individuare altri responsabili dell’organizzazione e la destinazione della droga e soprattutto delle armi, presumibilmente alcune province del nord Italia.


Cronaca

Incarichi pilotati in Tribunale: giudici e avvocati tra gli indagati

Nel mirino della procura il magistrato salentino Pietro Errede, giudice della sezione commerciale del Tribunale civile di Lecce; la sua cancelliera Graziella De Masi; gli avvocati Alberto Russi, Antonio Casilli e Giuseppe Positano, quest’ultimo professore di diritto commerciale all’Università del Salento. Iscritti anche i commercialisti Giuseppe Evangelista, di Lecce, Emanuele Liaci, di Gallipoli, e Marcello Paglialunga, di Nardó

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La Guardia di finanza sta effettuando perquisizioni nei confronti di nove persone, indagate a vario titolo dalla procura di Potenza.

L’inchiesta riguarderebbe la nomina di avvocati nell’ambito di procedure di controllo giudiziario di alcune aziende.

Tra gli indagati come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, risultebbero il magistrato salentino Pietro Errede, giudice della sezione commerciale del Tribunale civile di Lecce; la sua cancelliera Graziella De Masi; gli avvocati Alberto Russi, Antonio Casilli e Giuseppe Positano, quest’ultimo professore di diritto commerciale all’Università del Salento.

Iscritti anche i commercialisti Giuseppe Evangelista, di Lecce, Emanuele Liaci, di Gallipoli, e Marcello Paglialunga, di Nardó.

Nel mirino delle Fiamme Gialle anche l’assessore alla cultura del comune di Monopoli Rossana Perricci.

Fra le accuse formalizzate dalla Procura anche una presunta tentata concussione, contestata al Giudice Errede ed agli avvocati Russi e Casilli.

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Cronaca

Bonus Cultura per acquistare Pc, tablet, smartphone e TV!

Nei guai società del Magliese. Accertate vendite non contemplate dalla normativa di riferimento per un valore complessivo di quasi 1 milione di euro

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Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Lecce hanno concluso un’attività ispettiva nei confronti di una società avente sede nel Magliese volta ad accertare l’eventuale indebita percezione del cosidetto “bonus cultura” negli anni 2016, 2017 e 2018.

Al fine di promuovere lo sviluppo della cultura e la conoscenza del patrimonio culturale, il già Ministero dei Beni e Attività Culturali e Turismo aveva assegnato a tutti i cittadini italiani o di altri Paesi membri dell’Unione europea residenti nel territorio nazionale, maggiorenni a partire dal 2016, una carta elettronica, dell’importo nominale massimo di euro 500, da utilizzare per assistere a rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’acquisto di libri, nonché per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali e spettacoli dal vivo.

I finanzieri della Tenenza di Maglie hanno constatato che la società oggetto del controllo, nelle annualità 2017 e 2018 ha effettuato vendite di beni non previsti per il riconoscimento del suddetto “bonus”, quali computer, tablet, smartphone, TV, ecc., consentendo l’indebito accesso al beneficio da parte di oltre 2.500 persone non solo della provincia di Lecce, ma anche di altre zone del territorio regionale e nazionale.

Le investigazioni hanno permesso di accertare vendite non contemplate dalla normativa di riferimento per un valore complessivo di quasi 1 milione di euro, nonché l’applicazione delle previste sanzioni amministrative nei confronti di tutti gli utilizzatori dei buoni.

Comunicate le risultanze al Ministero della Cultura, lo stesso ha proceduto nei confronti dell’attività commerciale alla cancellazione cautelare dall’elenco degli esercenti18APP”, alla revoca delle credenziali alla piattaforma, alla sospensione dei pagamenti residui ed al recupero delle somme indebitamente percepite.

Le attività di controllo testimoniano l’impegno della Guardia di Finanza nell’azione di contrasto ad ogni forma di illecito a danno della spesa pubblica nazionale, a tutela delle uscite statali e comunitarie, al fine di prevenire e reprimere lo sperpero di denaro pubblico e nel tutelare tutti i cittadini rispettosi delle regole che hanno beneficiato del “Bonus Cultura” utilizzandolo per le finalità previste.

*foto di repertorio

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Attualità

Slacklining la nuova frontiera dello sport estremo anche nel Salento

Sport estremo, a spasso nel vuoto e sotto il mare, equilibrio e concentrazione ne sono gli ingredienti principali. Il pericolo: la larga diffusione sulla rete e una miriade di video amatoriali sui social che rilanciano le acrobazie di esperti ha comportato la più classica delle emulazioni seriali soprattutto tra i giovani ed il fenomeno diventasse un vero e proprio cult per giovanissimi ed in particolare minori

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Una parola anglosassone per definire l’ultima frontiera dello sport estremo.

Si chiama “Slacklining” ed è nato negli Stati Uniti qualche anno fa diffondendosi a macchia d’olio un po’ dappertutto.

La pratica consiste  nel camminare su una slackline, ossia una sorta di fettuccia di poliestere o nylon tesa tra due punti,  nel tempo più rapido e nel modo più semplice possibile.

Detto così sembra qualcosa di banale, ma la questione è che la larga diffusione sulla rete e una miriade di video amatoriali sui social che rilanciano le acrobazie di esperti ha comportato la più classica delle emulazioni seriali soprattutto tra i giovani ed il fenomeno diventasse un vero e proprio cult per giovanissimi ed in particolare minori. Infatti, se passeggiare da una parte all’altra sospesi su una corda non un reato, è l’affrontare voli in caso di caduta anche di decine di metri che lo rende particolarmente rischioso per la salute ed uno sport al limite a causa del sentimento diffuso tra i tanti che ignorano la pericolosità del vuoto.

Così come in tanti luoghi sparsi sui cinque continenti, ovviamente, anche in Italia e nel Salento non mancano gli interpreti di questa specialità adrenalinica, che se nasce come una fettuccia tesa tra due alberi a poche decine di centimetri di altezza, tra le varie evoluzione vede la highline, probabilmente la più spettacolare e impressionante delle varianti dello slacklining, che consiste nel tendere la fettuccia ad un’altezza considerevole però sul mare turchese e smeraldo delle scogliere salentine.

Immaginatevi l’emozione che hanno potuto assistere alla performance inattesa di questo video diventato virale di una camminata sulla corda tesa tra due rocce e sotto il vuoto e poi il mare di Santa Caterina (Nardò) che fa da cornice a questa esibizione: cuore in gola e pelle d’oca nel vedere questa persona, a metà tra sportivo e artista, camminare su un filo in un ambiente ameno cercando di percorrere la sottilissima linea che univa due picchi di scoglio.

E’ bene sottolineare che non stiamo parlando di “pazzi”, ma lo slecklining è una pratica sportiva vera e propria che richiede tantissimo allenamento fisico e mentale. Tuttavia, non sempre nell’arrampicata, gli atleti si muovono in totale sicurezza indossando un’imbragatura legata con una corda alla stessa fettuccia perché privi.

Tale carenza di highline, e di spit, come quelli utilizzati nella chiodatura di vie di arrampicata sportiva, come il mancato uso di una corda di backup legata ad ancoraggi separati, che funge da assicurazione aggiuntiva nel caso di un cedimento del materiale che tiene tesa la fettuccia, rende questo sport pericoloso.

Secondo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, in assenza di regole e precauzioni del caso, non resta che fare un appello ai genitori o ai soggetti che esercitano la potestà dei più giovani, ad esercitare un maggiore controllo per evitare che ragazzini sempre più piccoli provino l’ebrezza di uno sport non privo di pericoli.

 

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