Connect with us

Sport

La Virtus Tricase riparte dalla C carica di ambizioni

La Prima squadra della società presieduta dalla Dott.ssa Daria Metrangolo si presenta anche quest’anno ai nastri di partenza con una squadra completa e competitiva, grazie al’abile lavoro svolto nei mesi estivi dal DS Avv. Dario Malinconico

Pubblicato

il

La storia continua, sarà ancora una volta Serie C per la Virtus Tricase: sono state avviate le procedure di iscrizione al campionato nazionale di primo livello, ora al vaglio del comitato regionale della Fipav.


La Prima squadra della società presieduta dalla Dott.ssa Daria Metrangolo si presenta anche quest’anno ai nastri di partenza con una squadra completa e competitiva, grazie al’abile lavoro svolto nei mesi estivi dal DS Avv. Dario Malinconico.


Accontentata la volontà di mister Livio Bramato il quale, d’accordo con la dirigenza, ha chiesto di riconfermare in blocco tutto il gruppo dello scorso anno vincitore della regular season, in un girone tutt’altro che semplice.

Gruppo riconfermato in toto al esclusione di pochi elementi che hanno scelto altre strade, per motivi professionali o di studio, e sono stati rimpiazzati da atleti di caratura altrettanto elevata. La squadra a disposizione del tricasino mister Bramato è composta dai palleggiatori Errico Francesco e Felicetti Rocco, dai centrali Muccio Giuseppe, Crisostomo Michele, Spagnolo Giovanni, Marra Marco, dai laterali Lisi Vincenzo, De Blasi Giovanni, Lupo Alessandro, Torsello Daniele e dall’opposto De Carlo Federico. Il ruolo di libero sarà invece ricoperto da Malinconico Andrea.


Sarà senz’altro un nuovo anno ricco di emozioni per gli affezionati tifosi della virtus, che sperano in un altro campionato da assoluti protagonisti.


Lecce

Beto Barbas: «Sempre innamorato di Lecce e del Lecce»

«Spero veramente un giorno di ritornare nel Salento ad allenare i ragazzi. Non ho altra squadra nel cuore che non sia il Lecce»

Pubblicato

il

Vi ricordate di Beto Barbas? Sicuramente uno dei giocatori più amati della storia del Lecce: l’argentino, Juan Alberto Barbas viene acquistato dalla società salentina nel 1985, nelle cui fila giocherà per le 5 stagioni consecutive.

Compagno di squadra di Maradona nelle giovanili della Nazionale Argentina e di Pedro Pasculli con la maglia giallorossa, nel 1988/1989 Barbas è stato uno dei protagonisti del miglior posizionamento della storia del Lecce: il nono posto in Serie A.

In una lunga intervista a Supernews, l’ex centrocampista giallorosso ha ripercorso gli anni d’oro trascorsi nella sua Lecce, che gli è rimasta nel cuore insieme alla sua gente: «Mi fa tanto piacere che dopo tanti anni la gente di Lecce si ricordi di me, per quello che ho fatto calcisticamente», esordisce, «anche i ragazzini che non hanno potuto vedermi giocare mi scrivono dicendomi di conoscermi grazie ai racconti dei propri parenti».

«Il Lecce venne a vedermi a Saragozza», ricorda, «e così, da un giorno all’altro, diventai un giocatore giallorosso. Sin dal primo giorno che sono arrivato a Lecce mi sono innamorato del posto e delle persone che ci abitano. Specularmente, i leccesi si sono molto affezionati a me, mi hanno apprezzato come uomo e come calciatore».

Cinque stagioni con la maglia del Lecce, 149 presenze e 27 gol. Sotto la guida di Carlo Mazzone, nella stagione 1988/89 il Lecce ha conseguito il miglior piazzamento di sempre con il 9° posto in Serie A.  Che ricordo hai?

«Sono arrivato a Lecce con poca conoscenza del calcio italiano. Quando una squadra sale in Serie A, non è facile restare nella parte alta della classifica. Abbiamo fatto grandi prestazioni. Siamo riusciti a mantenere quella posizione in campionato grazie all’esperienza di tanti compagni che avevano già giocato nella massima serie e grazie a Mazzone, che conosceva la categoria. Mi ricordo tutto di quegli anni: eravamo una squadra forte, di ragazzi che avevano fame e che volevano far bene per la società e per i tifosi. La città, poi, è meravigliosa. Io spero davvero un giorno di poterci tornare, perché Lecce con me si è sempre comportata benissimo».

Sei stato compagno dell’immenso Maradona nelle giovanili della Nazionale Argentina e nel Lecce di Pedro Pasculli, altro grande protagonista di quegli anni in maglia giallorossa…

«Con Diego avevo un grande rapporto di amicizia, direi fraterno. Abbiamo iniziato a giocare insieme nel settore giovanile dell’Argentina. Poi, lui ha debuttato nella Nazionale Maggiore prima di me. (…) Per quanto riguarda Pedro, anche lui è un mio grande amico ed ex compagno di Nazionale. In quegli anni, il Lecce voleva inserire in rosa un altro argentino, e io ho fatto subito il suo nome alla società: Pasculli era centravanti della Nazionale e capocannoniere del campionato argentino».

Se dovessi scegliere un solo ricordo della tua esperienza con la maglia del Lecce?

«Concedetemene almeno due. Il primo è il gol che ho realizzato contro il Genoa, quella famosa traversa con il pallone che, alla fine, si è infilato in porta, in quel Lecce-Genoa 2 a 1 della stagione 1989/1990.

Il secondo, invece, riguarda la salvezza conquistata una partita prima della fine del campionato grazie al 3 a 1 inflitto al Torino nel 1988/1989. Ricordo la felicità di Mazzone al termine di quella partita, che dovevano vincere necessariamente: il mister ballava per la grande gioia, e nessuno poteva fermarlo»

Nel 1985/1986 il Lecce, ormai destinato alla Serie B, vince 3-2 un’incredibile partita all’Olimpico contro la Roma, impedendole di vincere lo scudetto. Due delle tre reti giallorosse le segnasti tu…

«Arrivavamo al match contro i capitolini con appena 12 punti in classifica, eravamo praticamente già retrocessi. Siamo andati a Roma senza niente da perdere: in caso di vittoria avremmo tolto lo scudetto ai nostri avversari, mentre in caso di sconfitta sarebbe successo quello che già sapevamo, ovvero la retrocessione in B. Dopo quell’incredibile vittoria ricordo che era impossibile poter uscire dallo stadio. La prestazione contro la Roma è stata forse la più bella di quel campionato: abbiamo giocato rilassati, perché noi non dovevamo vincere a tutti i costi. I capitolini passarono in vantaggio dopo 7 minuti con Graziani. Il nostro Di Chiara innescò la rimonta con un gol al 34esimo, dopodiché arrivò la mia rete su rigore al 53esimo e anche il terzo gol, che segnai dribblando il portiere avversario Tancredi. A pochi minuti dalla fine la Roma segnò il secondo gol, ma ormai era troppo tardi. Pazzesca la nostra gioia al fischio finale…».

Nel 1990 abbandoni Lecce e il Lecce: non rientravi più nei piani del nuovo allenatore Zbigniew Boniek.

«Sarei rimasto, ovviamente, ma sono successe alcune cose. In quegli anni il mio procuratore, Antonio Caliendo, mi disse che il Monaco era intenzionato a prendermi. Boniek, mi chiese quali fossero le mie intenzioni e io gli risposi che volevo restare a Lecce, ma in un Lecce competitivo, che non giocasse con il solo obiettivo della salvezza. Parlai con il ds Cataldo, il quale mi assicurò che sarei rimasto un giocatore del Lecce. Il giorno dopo, leggendo il giornale, scopro che Boniek aveva preferito Aleinikov, e che mi lasciava, così, senza squadra. Ci sono rimasto malissimo, soprattutto per quello che avevo fatto per l’ambiente giallorosso e per l’affetto che la gente nutriva nei miei confronti. Sarei rimasto volentieri. Dopo tanti anni ho ancora il desiderio di ritornare a Lecce, immaginate quanto volessi rimanere allora».

L’attualità: oggi il Lecce guidato da Baroni, è secondo in Serie B, ad un solo punto di distanza dalla capolista Brescia. Credi che quest’anno riuscirà a tornare in Serie A? Hai mai pensato di candidarti come allenatore del Lecce?

«Per poter allenare la prima squadra devi essere molto preparato e, soprattutto, devi vivere il calcio italiano per conoscere da vicino le squadre. Ho sempre detto che mi piacerebbe tornare a Lecce per allenare i ragazzi, che vogliono imparare tanto e subito. Seguo molto il Lecce di quest’anno: conosco molti dei suoi giocatori, credo che Baroni stia facendo un buon lavoro e spero possa far salire la squadra in Serie A».

Ti sarebbe piaciuto giocare in altri club di Serie A?

«No, il mio cuore appartiene al Lecce. Se la società fosse stata intenzionata a vendermi ad un altro club, me ne sarei andato dall’Italia. Io volevo rimanere lì. Non so descrivere il rapporto che ho con la gente di questa città: mi ha sempre dimostrato massimo rispetto, mi ha sempre fatto sentire “a casa” e ancora oggi mi ricopre di affetto. Spero veramente un giorno di ritornare, perché non ho altra squadra nel cuore che non sia il Lecce».

Continua a Leggere

Alessano

In-Formazione con I Messapi Rugby Club ad Alessano

Incontro di formazione per genitori, educatori ed allenatori. I temi: “I social network e i giovani quali rischi e quali potenzialità” e “Il ruolo dell’educatore/allenatore e il potere delle parole gentili nella comunicazione”

Pubblicato

il

I Messapi Rugby Club di Tricase organizza, in collaborazione con Akkademia SZ13, un incontro di formazione rivolto a genitori, educatori ed allenatori.

Nel corso dell’incontro saranno trattate le seguenti tematiche: “I social network e i giovani quali rischi e quali potenzialità” e “Il ruolo dell’educatore/allenatore e il potere delle parole gentili nella comunicazione”.

Interverranno la pedagosista e formatrice Dalila Da Lio e Sergio Zorzi, formatore e direttore di Akkademia SZ13. Appuntamento, dunque, a sabato 21 novembre, dalle 17,30, presso l’auditorium Multimediale dell’IISS Gaetano Salvemini di Alessano.

Info: 349 056 9297

Continua a Leggere

Galatone

Volley: Tonino Cavalera nuovo coach dell’Allianz Colazzo Galatone

Gradito ritorno: nel Salento ha ottenuto due promozioni con i Falchi Ugento, è stato secondo allenatore del Cutrofiano in serie A2 e ha vissuto anche un’esperienza a Galatone

Pubblicato

il

È ufficiale: Tonino Cavalera è il nuovo l’allenatore dell’Allianz Colazzo Galatone.

65 anni, nato in Liguria ma salentino, Cavalera ha maturato svariate esperienze come tecnico di pallavolo tra serie B1, B2 e nell’attuale cadetteria unica, oltre a numerose attività anche in ambito giovanile.

Nel 2011 la sezione leccese della Federazione Italiana Pallavolo lo ha proclamato miglior allenatore della provincia. Potenza, Bari, Fasano, Gioia del Colle, per citare solo alcune delle piazze pugliesi e non solo che lo hanno visto apprezzato allenatore.

Nel Salento ha ottenuto due promozioni con i Falchi Ugento, è stato secondo allenatore del Cutrofiano in serie A2 e ha vissuto anche un’esperienza a Galatone. Si tratta per lui quindi di un gradito ritorno.

Dopo le dimissioni di mister Rudy Alemanno nei giorni scorsi, la dirigenza biancoverde si è messa al lavoro e il nome di Cavalera ha trovato da subito tutti d’accordo.

«Non potevamo fare scelta migliore», sono le parole del presidente Giuseppe Giuri e del direttore sportivo Marco Imbriani, «poiché a parlare basta il curriculum di mister Cavalera. Il suo biglietto da visita è quello dell’esperienza, della professionalità e della competenza».

 Domenica al palazzetto di Alezio arriva la JoyVolley di Gioia del Colle, una partenza importante per il neoallenatore dell’Allianz Colazzo.

Continua a Leggere
Pubblicità

Più Letti

Copyright © 2019 Gieffeplus