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Lecce

Serie A! Lecce e il Salento fanno festa

I giallorossi sconfiggono lo Spezia. Parte la festa per il ritorno in Serie A

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Il Lecce fa suoi  i tre punti contro lo Spezia e  porta a compimento una splendida cavalcata conquistando la Serie A.


Tutto il Salento, dunque, può fare festa per il ritorno nella massima serie dopo sette anni trascorsi tra l’inferno della serie C ed il purgatorio della serie B.


Davanti ad un Via del Mare gremito da oltre 25mila spettatori, la partenza dei giallorossi è piuttosto contratta, gli uomini di Liverani mostrano di sentire il peso della posta in palio.


Non appena i giallorossi, però, ritrovano le loro splendide linee di gioco si portano in vantaggio.


Al 9’ Falco si libera sulla destra, mette al centro e per Peticcione, uno dei migliori in campo, è un gioco da ragazzi insaccare.


La reazione dello Spezia è veemente. La squadra allenata da Marino mostra tutta la sua forza chiudendo nella propria metà campo i padroni di casa. Il pericolo più grosso con una conclusione ravvicinata di Da Cruz e il triplo salvataggio, in ordine, di Vigorito, della traversa e di Venuti, in sforbiciata, sulla linea.


Nel momento del massimo sforzo dei liguri i salentini trovano il raddoppio.

Funziona a meraviglia l’accoppiata Venuti-Falco sulla destra e il piccolo attaccante leccese sforna il secondo assist di giornata per La Mantia. Il bomber ringrazia e con uno splendido tuffo di testa insacca per il 2-0.


Da quel momento il Lecce mostra di essere in controllo.


Tutto il secondo tempo si trasforma, in pratica, in un mega cuntdown in attesa del triplice fischio finale e di dar vita alla festa. Spezia mai pericoloso e Lecce più volte vicino al terzo gol soprattutto con Majer (che bel giocatore!) e La Mantia.


Ad otto minuti dalla fine, mentre da Palermo arriva la notizia del pareggio del Cittadella,un brivido lungo la schiena dei tifosi giallorossi: Capradossi, di testa, accorcia le distanze.


Alla fine è un tripudio di bandiere giallorosse con i tifosi pronti ad invadere il centro della città e a dar vita al tradizionale bagno nella piscina di piazza Mazzini.


Cronaca

Trascina per le orecchie la figlia: padre assalito al bar

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Rissa sfiorata stamattina a Lecce, nei pressi di piazza Mazzini.

Un uomo è stato circondato e quasi aggredito in un bar da alcuni presenti che lo avevano visto rimproverare malamente e tirare per le orecchie in maniera veemente la figlioletta di 10 anni.

Dopo l’intervento della polizia, necessario proprio a scongiurare il peggio, è emerso che la bambina si sarebbe sporcata mangiando un gelato. Il padre, un 48enne leccese, le avrebbe intimato di andare in bagno a lavare la maglietta. La piccola, nonostante il tentativo di opposizione (“La nonna mi ha detto di non entrare nel bar per non infettarmi”, avrebbe obiettato con chiaro riferimento al Covid), alla fine sarebbe entrata nella toilette col solo risultato di espandere la macchia anziché rimuoverla. L’uomo a quel punto l’avrebbe trascinata per le orecchie, quasi sollevandola da terra. Qui si sarebbe levato, d’istinto ed impetuoso, il malumore dei presenti in difesa della bimba. Per tutta risposta il padre avrebbe risposto: “E’ mia figlia e faccio ciò che mi pare”.

La palla passa ora alla Procura che esaminerà le testimonianze messe a verbale dagli agenti.

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Cronaca

Droga nel borsello: arrestato a Lecce uomo di Supersano

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Nel tardo pomeriggio di ieri gli agenti della Sezione Volanti hanno proceduto all’arresto in flagranza di Galati Antonio, di anni 42 residente in Supersano.

L’uomo veniva notato con fare sospetto su viale Oronzo Quarta, angolo via Don Bosco, da agenti della volante, mentre a piedi si dirigeva verso la stazione ferroviaria. Nel procedere al controllo del soggetto, questi si dimostrava particolarmente agitato, ragion per cui veniva eseguita una perquisizione personale a suo carico, a seguito della quale veniva rinvenuta all’interno di una tasca della sostanza stupefacente del tipo eroina, pari a gr.05.
Nel proseguire il controllo anche dello zaino che l’uomo aveva con se’, questi, con mossa repentina lo afferrava e si dava a precipitosa fuga, inseguito da un agente. Iniziava così un inseguimento a piedi nell’intenso traffico del momento, in direzione della stazione ferroviaria per poi proseguire nei parcheggi attigui che delimitano la stazione ferroviaria con via di Ussano. Qui l’uomo, vistosi braccato a poca distanza dal poliziotto che lo inseguiva, prelevava dallo zaino un borsello gettandolo per terra tra le auto in sosta ma, dopo aver scavalcato un muretto, veniva raggiunto e bloccato dall’agente ed identificato per Galati Antonio, di anni 42, nato in Germania ma residente in Supersano. Una vota recuperato il borsello, al suo interno vi era una busta in cellophane contenente della sostanza in polvere di colore marrone dalle caratteristiche organolettiche simili all’eroina, del peso complessivo di gr.320,91, nonché la somma contante di euro 1.270.
I successivi accertamenti chimici, effettuati presso il Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica confermavano essere eroina.
La perquisizione veniva estesa presso l’abitazione di Supersano, dove veniva rinvenuto un bilancino di precisione e altro materiale utile per ulteriori indagini. Il Galati veniva dichiarato in stato di arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente ex art.73 DPR 309/90 e per resistenza a P.U. e, su disposizione del P.M. di turno presso la locale Procura della Repubblica disponeva la custodia cautelare in carcere.

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Cronaca

Latitante da oltre un anno, trovato a vendere cocco in spiaggia

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Aveva trovato il modo di reinventarsi con un nuovo lavoretto lontano dalle attenzioni delle forze dell’ordine.

Vincenzo Tommolillo, 59 anni, campano, era ricercato per una rapina commessa qualche anno fa. Pendeva su di lui una condanna ma era rosicito a far perdere le proprie tracce. E come nulla fosse in questi giorni era in spiaggia a vendere cocco.

Gli agenti della polizia lo hanno identificato a Torre Chianca ed hanno interrotto la sua latitanza. Era ricercato gennaio 2019.

Caso simile era stato registrato in primavera a Marittima. Evidentemente paradiso non solo turistico, il Salento era già stato scelto da un altro rapinatore-latitante, in quel caso ricercato per capi d’accusa anche più gravi.

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