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Galatina: la scuola non discrimina

Promozione delle Pari Opportunità e contrasto degli Stereotipi di Genere”. Percorsi formativi teorico pratici destinati ai docenti degli Istituti comprensivi di Galatina, Aradeo, Cutrofiano-Sogliano Cavour, Neviano, Soleto e in collaborazione con l’Università del Salento

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Potenziare le competenze del personale docente in tema di sensibilizzazione per la rimozione delle discriminazioni di genere. Questo è l’obiettivo del progetto “Promozione delle pari opportunità e contrasto degli stereotipi di genere” promosso dal Centro AntiViolenza Malala e dall’ Equipe Integrata dell’A.T.S. Galatina in collaborazione con l’Università del Salento e con gli Istituti comprensivi dei Comuni dell’ATS di Galatina, Aradeo, Cutrofiano-Sogliano Cavour, Neviano, Soleto.

L’idea formativa è quella di un percorso teorico-pratico teso proprio a potenziare le competenze del personale docente in tema di sensibilizzazione e rimozione delle discriminazioni di genere nell’educazione dei ragazzi, attraverso il superamento degli stereotipi che condizionano lo sviluppo delle identità e le pari opportunità. Le attività proposte sono strutturate in cinque  laboratori teorico-pratici con altrettanti percorsi di approfondimento interattivo, su alcuni concetti chiave particolarmente significativi quando si parla di genere, come le discriminazioni, il rispetto delle differenze e la possibilità di reinventarsi attraverso piani educativi nuovi finalizzati a contrastare gli stereotipi di genere e a creare cambiamento culturale per una scuola di Parità.

Gli incontri, oltre ad essere vere e proprie attività formative, saranno anche un momento di confronto con il modo della scuola dove il contrasto alla violenza di genere, in gran parte legata ad un modello culturale egemonico basato sulla mascolinità, non può prescindere dalle azioni di appoggio ai cambiamenti culturali, principalmente nei gruppi di età più giovane nei quali le differenze di genere emergono quotidianamente in ogni situazione pratica: dalla gestione dei giochi alla suddivisione dei compiti, dalle richieste di comportamento alla realizzazione della programmazione disciplinare.

Educare alle pari opportunità significa contribuire a modificare atteggiamenti e mentalità, a superare gli stereotipi attraverso l’elaborazione di strumenti educativi e “azioni positive”, a stimolare nei più giovani il pensiero sulle differenze di genere permettendo loro di focalizzarne l’esistenza. Significa, offrire strumenti per l’utilizzo delle differenze, intese come risorsa e come ricchezza piuttosto che come barriera e come chiusura all’altro da sé.

La formazione dei docenti intende, quindi, contribuire al superamento di una cultura rigida nei ruoli uomo-donna che circoscrive precocemente le scelte scolastiche delle ragazze e dei ragazzi ad alcune aree disciplinari tradizionalmente caratterizzate in senso femminile o maschile.

Compito dei docenti sarà quello di acquisire ancora maggiore competenza nel far emergere nei minori la consapevolezza di sé e del proprio genere, già nei primi anni di frequenza scolastica, per garantire le pari opportunità fra uomo e donna. Ciò avverrà attraverso il potenziamento negli insegnanti della consapevolezza personale e collettiva in relazione alle specificità connesse al genere e alla manifestazioni delle stesse in termini di orientamento delle scelte comportamentali e professionali.

Negli ultimi anni, infatti, a fronte dell’approccio troppe volte superficiale dei media nel trattare detti argomenti, è cresciuta l’esigenza di diffondere all’interno delle scuole, politiche di genere e pari opportunità, attraverso la condivisione di esperienze, intesa come crescita collettiva e consapevolezza operativa dove tutti imparano ed insegnano attraverso l’ascolto, il confronto e la divulgazione dei percorsi personali.

Si parte oggi con il 1° laboratorio, presso i locali dell’ATS di Galatina in Via Montegrappa 8, dove, dopo l’introduzione di Paola Gabrieli, coordinatrice CAV Malala dell’A.T.S. Galatina, che affronterà l’argomento “Negli stereotipi di genere l’origine della violenza”, interverrà Anna Maria Rizzo dell’Università del Salento su “Stereotipi di genere nella scuola”, a seguire il primo Laboratorio dal titolo “Le Differenze”.

Mercoledì 22, Barbara Colucci dell’Equipe integrata dell’ATS di Galatina, interverrà su “La creatività e le sue forme“, mentre Anna Maria Rizzo curerà il secondo Laboratorio: “Affermarsi – Reinventarsi -Esprimere e Sperimentarsi”.

Il lavoro della Rizzo proseguirà il 29 marzo con la conduzione del terzo Laboratorio, dal titolo “Promuovere l’educazione al rispetto di genere” ed il 12 aprile con il quarto Laboratorio dal titolo “Monitoraggio Work in Progres”, su percorsi progettuali sperimentali.

A cavallo tra i laboratori le docenti impegnate nel percorso formativo, saranno impegnate in una vera e propria fase di progettazione che verrà poi attuata nelle proprie classi.

Gli incontri si concluderanno con il quinto appuntamento, previsto per il 26 aprile all’interno del quale avverrà la restituzione finale delle esperienze di progettazione e attuazione dei lavori delle docenti.

Le conclusioni del percorso (con la partecipazione dei dirigenti e degli inesegnanti degli Istituti comprensivi coinvolti, precedute da un saluto della Referente Area Antiviolenza dell’Assessorato al Welfare della Regione Puglia, Giulia Sannolla), saranno affidate, ancora una volta alla ricercatrice dell’Università del Salento, Anna Maria Rizzo di concerto Paola Gabrieli.

Giacomo Cardinale

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Uno sportello agricolo per Salve

Assistenza o consulenza sull’attività del settore agricolo: inaugurazione domani, alle ore 18 nella sala convegni di corso Roma

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Uno sportello agricolo comunale per Salve.

Sarà inaugurato domani, giovedì 21 novembre, alle 18 nella sala convegni di corso Roma.

Presso lo Sportello, istituito dall’amministrazione comunale, tutti cittadini potranno ricevere assistenza o consulenza sull’attività del settore agricolo (Xylella, nuove imprese, fiscalità, fondi europei, turismo e agricoltura, attività promozionali, mercati agricoli, ecc.).

Interverranno:

– il sindaco di Salve Francesco Villanova;

– il vice sindaco Giovanni Lecci;

– l’assessore all’agricoltura Francesco De Giorgi;

– il consigliere all’ambiente Antonio Cavallo;

 – Giuseppe Elia, responsabile dello sportello agricolo.

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Bach is Back: Redi Hasa anche a Patù

Incontro di frontiera tra musica classica e polifonia albanese. In prima assoluta in quattro chiese pugliesi, due salentine: venerdì 22 presso la Chiesa di San Giovanni Battista a Patù e sabato 30 presso la Chiesa di San Matteo a Lecce

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Le armonie celestiali di Johann Sebastian Bach e il patrimonio antico del canto polifonico albanese: “Bach is Back” è l’esperimento di un incontro di frontiera fra tradizioni musicali, quella colta occidentale e quella popolare del Mediterraneo, due colossi della storia culturale profondamente estranei l’uno all’altro, eppure sorprendentemente vicini, entrambi custodi del misterioso e incantevole prodigio della polifonia.

Quattro concerti in quattro chiese pugliesi per un omaggio inedito al genio di Bach ideato dal musicista Redi Hasa, con uno spettacolo che riporta nei luoghi originariamente deputati alla loro esecuzione alcune delle composizioni di musica sacra più note di tutti i tempi.

“Bach is Back” è un progetto di Ponderosa Music & Art sostenuto dalla Regione Puglia nell’ambito del Programma straordinario 2018 in materia di cultura e spettacolo, realizzato in partnership con Polo Bibliomuseale di Lecce, SAC Terre di LupiaeDelegazione Fai Andria Barletta Trani, associazione culturale Le 3 C e con il patrocinio del Comune di Bisceglie.

Protagonista della scena Redi Hasa, violoncellista dell’ensemble di Ludovico Einaudi, albanese di base in Puglia da oltre vent’anni, che ha fatto dell’ibridazione tra generi musicali la propria cifra d’artista, fondendo il rigore della formazione classica con l’immediatezza delle tradizioni popolari in un rapporto liquido e meticcio con il suono, che lo caratterizza negli anni. A Bach e all’influenza che ha avuto sulla propria musica Hasa dedica uno speciale tributo nel live che unisce senza soluzione di continuità l’esecuzione di alcune Suite a brani ispirati al Maestro e firmati dal violoncellista albanese, in un approccio contemporaneo ed eclettico che collega passato e presente, omaggio e sperimentazione.

Un esperimento che si fa radicale grazie alle voci femminili di “Jehona” (Irini Qirjako, Fiqirete Kapaj, Sabahet Vishnja, Irena Saraci, Nevila Hasa Matjà), coro polifonico albanese di tradizione popolare diretto dalla maestra Irini Qirjako, una delle cantanti folk più popolari dell’Albania.

Gli arrangiamenti inediti sono composti da Ekland Hasa, già pianista solista al Teatro dell’Opera di Tirana, che sarà anche sul palco insieme al percussionista Vito De Lorenzi.

Un’inedita e audace intersezione di codici dal potente impatto è la sfida di questo progetto che viene presentato per la propria volta assoluta in quattro tra le più pregevoli chiese pugliesi: la Chiesa di San Giovanni Battista a Patù, la Chiesa di Santa Margherita a Bisceglie (Bt), l’Auditorium Vallisa a Bari e la Chiesa di San Matteo a Lecce.

Giovedì 21 novembre, alle 18,30, presso il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce è in programmaBach is back. Tutta un’altra musica per i luoghi della cultura in Puglia”, incontro pubblico di presentazione del progetto a cui partecipano l’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone, il direttore del Polo bibliomuseale di Lecce Luigi De Luca, Redi Hasa ed Ekland Hasa. Modera l’incontro Giorgia Salicandro, giornalista, curatrice del progetto.

Le date di Bach is Back

I quattro concerti sono in programma negli ultimi due weekend di novembre.

Venerdì 22 novembre, alle ore 20,30, presso la Chiesa di San Giovanni Battista di Patù e sabato 23, alle ore 20,30, presso la Chiesa di Santa Margherita di Bisceglie (Bt) è in programma l’omaggio in solo firmato da Redi Hasa.

Venerdì 29, alle ore 20,30, presso l’Auditorium Vallisa di Bari e sabato 30 novembre, alle ore 20,30, presso la Chiesa di San Matteo a Lecce va in scena il live show con Redi Hasa, Ekland Hasa, Vito De Lorenzi e il coro “Jehona”.

Dal live show verrà tratto un documentario breve di Meditfilm, che verrà accompagnato dal booklet con lo storytelling del progetto firmato da Giorgia Salicandro.

Bach is Back – i protagonisti

Redi Hasa. Nei primi anni duemila contribuisce a portare nel Salento i ritmi della musica balcanica.

Nel 2012 incontra Ludovico Einaudi, maestro concertatore della Notte della Taranta, che lo include stabilmente nella sua ensemble con cui si esibisce sui palchi di centinaia di città in tutto il mondo.

Parallelamente porta avanti il progetto in duo Hasa-Mazzotta con la cantante Maria Mazzotta. Nel 2017 Robert Plant, fondatore dei Led Zeppelin, lo invita a incidere tre tracce del suo ultimo disco, Carry fire. Nello stesso anno registra una traccia dell’ultimo disco dei Blonde Redhead. Nel corso di un carriera ventennale ha suonato tra gli altri con l’Orchestra popolare italiana, King Naat Veliov, Kocani Orkestra, Ambrogio Sparagna, Mauro Pagani, Rita Marcotulli, Pacifico. È in uscita il suo primo disco in solo.

Ekland Hasa. Si diploma in pianoforte classico a Tirana nel 1989, quindi inizia un’intensissima carriera internazionale.

Ekland Hasa

Ha suonato per la prima volta in assoluto in Albania la Rapsodia in blue e il Concerto in FA  di Gershwin, è stato diretto da grandi direttori come David Andre,Vittorio Parisi,Vito Clemente, Ermir Krantia, Francesco Ledda, Andrea Morricone, con il quale ha eseguito la colonna sonora del film La leggenda del pianista sull’Oceano al Palazzo dei Congressi di Tirana.

Ha partecipato più volte al festival internazionale Pianocity a Milano. In Giappone ha partecipato a Kitakyiusciu Oper Haus come concert maestro nelle opere Gianni Schicchi e Cavalleria Rusticana.

Ha accompagnato cantanti lirici di fama come Leo Nucci, Giuseppe Gipali, Monserat Cabalet, e inoltre Albano Carrisi per venticinque anni.

È stato direttore artistico dell’Accademia lirico pop presso la Tenuta Albano Carrisi Produksion.

In Italia ha suonato tra gli altri per 11/8 records con Cesare Dell’Anna, Raffaele Casarano, Marco Bardoscia.

Irini Qirjako. Irini Qirjako è una delle più note e apprezzate cantanti tradizionali dell’Albania.

Con alle spalle una carriera ultradecennale, attualmente con il coro “Jehona” interpreta e custodisce il repertorio del canto iso-polifonico albanese, riconosciuto dall’Unesco Patrimonio orale e intangibile dell’umanità nel 2005.

La musica iso-polifonica è una forma sofisticata di canto di canto a cappella, fa parte del repertorio musicale di un’area che copre quasi tutto il meridione dell’Albania e dal punto di vista etno-culturale, è tipico di due grandi aree, quella di  Toskëria e quella di Labëria.

Chiesa di San Giovanni Battista a Patù

La deliziosa cittadina di Patù e la sua frazione di Torre di San Gregorio si trovano in uno splendido territorio caratterizzato dalla macchia mediterranea con i cespugli di mirto e timo e delimitato dallo stupendo mare Ionio.

Nei tempi antichi il mare però costituì il lato più pericoloso a causa delle frequenti incursioni Saracene sempre alla ricerca di estendere il proprio controllo nella penisola salentina e un esempio è proprio la Chiesa di San Giovanni Battista che risale al X secolo.

Di fronte al monumento delle Centropietre, la chiesa venne realizzata in ricordo della famosa e cruenta battaglia del Campo Re tra i Saraceni e l’esercito del re di Francia Carlo il Calvo nel 24 giugno 877 proprio ai piedi della città messapica di Vereto, oggi Area Archeologica di Vereto.

La chiesa è a pianta rettangolare a tre navate ed è uno degli esempi più caratteristici dell’arte romanica-bizantina pugliese dove però purtroppo degli affreschi all’interno rimangono solo poche tracce, mentre molto bello è l’ampio rosone nell’abside, e la facciata principale esprime il carattere di essenzialità tipico dell’arte romanica con la bifora situata al di sopra del portale d’ingresso.

Chiesa di San Matteo a Lecce

La chiesa di San Matteo è particolarmente importante nel panorama leccese per la sua facciata, che, con la linea curva del prospetto, in parte concavo, in parte convesso, si differenzia dai canoni del Barocco leccese, richiamando invece il barocco romano del Borromini ed in particolare la chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane.
Progettista del tempio fu Achille Larducci, architetto proveniente dall’ambiente lombardo, al quale il vescovo Pappacoda commissionò la fabbrica che fu realizzata tra il 1667 e il 1700, nell’area di un preesistente convento di Terziare Francescane (XV secolo).

Probabilmente i lavori furono ultimati da Giuseppe Zimbalo a causa della morte dell’architetto lombardo.
Il prospetto è convesso al piano inferiore, concavo al secondo, il fastigio, in mezzo a pinnacoli, si innalza verso il cielo. Non si ritrovano qui le ridondanze decorative delle facciate della gran parte delle chiese cittadine: un portale piuttosto ampio sul quale è posta una trabeazione con sopra una nicchia vuota e, più in alto, lo stemma dell’Ordine dei Francescani.

Il secondo ordine, convesso, ha al centro una trifora, sulla quale corrono decorazioni con pigne e fiori.
L’interno è a pianta unica ellittica, con le pareti laterali scandite da brevi cappelle con altari, generalmente attribuiti al Cino e alla sua bottega.

Al piano superiore si aprono 10 bifore una volta protette da grate, dietro le quali le religiose assistevano alle funzioni. Quello maggiore è sicuramente opera di Giuseppe Cino (1684), con al centro la statua lignea di San Matteo realizzata alla fine del Seicento da Gaetano Patalano (1691).

Intorno alla navata si ergono, su un piedistallo, le dodici statue degli apostoli, opere di Placido Buffelli di Alessano (1691-1692).

Di non poco conto le numerose tele, alcune di Serafino Elmo, che sono inserite su diversi altari.

Una Pietà in legno, lavoro veneto databile fra il XV e il XVI secolo, orna il 5° altare a sinistra.
Due coppie di santi scolpiti in pietra locale forse da Mauro Manieri nei riquadri degli altari.
La chiesa presentava un soffitto ligneo rimosso ai primi del secolo per far posto a quello attuale in cemento. La Chiesa è conosciuta dai locali anche come Santa Maria della Luce.

Questo titolo parrocchiale fu qui trasferito nel 1812, insieme ad un bellissimo affresco raffigurante la Vergine col Bambino, proveniente da una chiesa diroccata fuori dalle mura e oggi collocato nella cappella alla sinistra dell’altare maggiore.

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Gli stranieri in Puglia e nel Salento

26.646 residenti stranieri in provincia di Lecce: il Dossier statistico immigrazione 2019, presentazione a Unisalento giovedì 21 novembre

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Si terrà a cura dell’International Centre of Interdisciplinary Studies on Migrations (Icismi) del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento, in collaborazione con i corsi di laurea in Scienze Politiche e in Governance Euromediterranea delle Politiche Migratorie, la presentazione salentina del Dossier Statistico Immigrazione 2019 curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS: appuntamento giovedì 21 novembre, alle ore 9,30, nel Padiglione Chirico del Monastero degli Olivetani (viale san Nicola, Lecce).

Dopo i saluti dell’assessora comunale al Welfare Silvia Miglietta, del Direttore del Dipartimento di Storia, Società e Studi Sull’Uomo Mariano Longo, del Presidente del corso di laurea in Scienze Politiche Daniele De Luca, del Presidente Corso di Laurea in Governance Euromediterranea delle Politiche Migratorie Luigi Nuzzo e di Salvatore Labriola della CGIL Lecce, la presentazione dei contenuti del Dossier avverrà a cura del Presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS Luca Di Sciullo e del professor Antonio Ciniero dell’Università del Salento, componente della redazione regionale del Centro IDOS.

Interverranno poi rappresentanti di associazioni e realtà del terzo settore impegnate sul tema dell’inclusione e della promozione dei diritti dei cittadini stranieri.

Presiederà l’incontro il professor Vitantonio Gioia (Presidente Icismi); introduzione a cura del professor Luigi Perrone (coordinatore scientifico Icismi).

Il Dossier Statistico Immigrazione 2019 sarà in distribuzione fino a esaurimento copie.

Giunto alla 29novesima edizione, il Dossier rappresenta la più longeva e importante pubblicazione statistica sul tema migratorio in Italia.

I dati di quest’anno sottolineano la strutturalità del fenomeno in Italia e in Europa: i residenti stranieri in Europa sono 39,9 milioni, in Italia 5.255.503, l’8,7 per cento della popolazione residente (2018); 2.445.000 sono gli occupati stranieri in Italia, il 10,6 per cento del totale lavoratori e 602.180 le imprese condotte da stranieri in Italia, il 9,9 per cento delle aziende complessive.

I dati del 2018 parlano tuttavia anche di un annus horribilis per l’immigrazione: su 68.845 arrivi in Europa attraverso il Mediterraneo, i morti e dispersi nella rotta centrale sono stati 1.314; una drastica riduzione degli arrivi via mare a cui si è accompagnato l’aumento della probabilità di morire lungo la traversata, in uno scenario dove si registra la sostanziale chiusura dei canali regolari di ingresso.

Puglia – Rapporto immigrazione 2019. I dati salienti

a cura di Antonio Ciniero, Università del Salento

La popolazione straniera. I cittadini stranieri residenti in Puglia al 31 dicembre 2018 sono 138.811, il 3,4% della popolazione pugliese, un dato pressoché stabile da 4 anni.

La provincia che registra il maggior numero di residenti stranieri è Bari (43.058), seguita da quelle di Foggia (31.709), Lecce (26.646), Taranto (14.446), Brindisi (11.761) e Barletta Andria Trani (11.191).

Gli stranieri pugliesi sono una popolazione molto giovane: solo il 3,9% ha più di 65 anni, i minori sono 18,2%, il 78% è in età attiva (18-64 anni).

A livello regionale, si registra un sostanziale equilibro di genere: le donne sono il 49,6%.

La componente femminile è prevalente per alcune comunità dell’Est Europa, per il Brasile, la Georgia e le Filippine, mentre gli uomini sono la maggioranza in molte comunità di provenienza africana (Sudan, Nigeria, Senegal, Tunisia, Gambia, Mali, Ghana) e asiatica (India, Pakistan, Afghanistan, Bangladesh).

Le provenienze geografiche

Roughly five hundred migrants from sub-Saharan African arrive at Augusta port in Sicily, Italy, September 14, 2014.
Since the beginning of 2014, roughly 120,000 refugees have landed in Italy, more than double the total for the entire year of 2013. (Credit: Lynsey Addario for The New York Times)

Sono 168 i paesi di origine dei cittadini stranieri residenti in regione, ma la migrazione in Puglia è prevalentemente europea: oltre la metà dei residenti è originaria infatti di un paese del Vecchio continente (il 56,6%), il 35,5% dei residenti è un cittadino comunitario.

Il 22,5% proviene dal continente africano, il 17,8%, dall’Asia e il 3,0% dalle Americhe.

Rispetto ai singoli paesi di provenienza, i primi cinque per numero di residenti sono Romania (con una quota del 26,0% sul totale stranieri), Albania (16,4%), Marocco (7,2%), Cina (4,4%) e Senegal (3,2%).

Significativa nella provincia di Brindisi la presenza di cittadini inglesi che l’hanno scelta come luogo in cui trascorrere il periodo della pensione.

Permessi di soggiorno

I cittadini non Ue in possesso di un permesso di soggiorno a fine 2018 sono 88.720. Nel 50,1% dei casi si tratta di pds di lungo periodo. Il 58,5% dei pds rilasciati nell’ultimo anno sono per motivi umanitari e/o asilo politico, il 35,3% per motivazioni familiari e il 5% per motivi lavorativi.

Acquisizione della cittadinanza

I dati del 2018 indicano una crescita del 9,8% del numero di acquisizioni della cittadinanza italiana rispetto al 2017. Nel 2018 sono diventati cittadini italiani 1.561 individui, negli ultimi dieci anni 14.342.

I figli dei cittadini stranieri e l’inserimento scolastico

I figli dei cittadini stranieri nati nel 2018 sono 1.499 e rappresentano il 5,2% di tutti i nuovi nati in Puglia (28.921). Nelle scuole pugliesi, nell’anno 2017/2018, risultano iscritti 17.526 studenti stranieri, il 2,9% della popolazione studentesca complessiva. Di questi, quasi la metà è nata in Italia (8.355).

Il lavoro dei cittadini stranieri

Nel 2018 gli occupati stranieri sono circa 57mila, il 4,7% del totale degli occupati pugliesi (1.219.576), dei quali il 44,1% donne. L’84,8% degli occupati stranieri sono lavoratori dipendenti e il 15,2% lavoratori autonomi. La maggioranza (64,7%) è inserita nel settore dei servizi (il 24,5% nei servizi domestici e il 22,0% nel commercio), il 24,4% nel settore dell’agricoltura e l’11,0% nell’industria (tra cui il 6,2% nelle costruzioni).

L’imprenditoria e il lavoro autonomo

Il 5,1% delle imprese attive in Puglia al 31/12/2018 sono gestite da cittadini nati all’estero, per un totale di 19.321 imprese. Relativamente al paese di origine, il 14,6% dei titolari di queste ditte è nato in Marocco, il 13,8% in Svizzera, l’11,7% in Senegal, il 10,5% in Germania e l’8,8% in Cina. Molto probabilmente i titolari di imprese nati in Svizzera e Germania sono i figli dei pugliesi emigrati in passato in quei paesi e poi rientrati in Italia.

Richiedenti asilo, sistema di accoglienza

Nel sistema di accoglienza pugliese, al 31/12/2018 erano presenti 7.129 persone, il 5,0% di tutte le presenze registrate a livello nazionale. In Puglia, dal 2017 al 2018 il numero dei migranti in accoglienza è calato di circa 5mila unità (-41,2%). Tra le persone in accoglienza, il 55,1% è inserita nel sistema di prima accoglienza e/o accoglienza straordinaria (Cas), la restante parte risiede in strutture di seconda accoglienza (Siproimi).

Minori Stranieri non Accompagnati

Secondo i dati del Ministero del Lavoro al 30 giugno 2019, i minori stranieri non accompagnati presenti nelle strutture pugliesi sono 209 (il 3,9% dei 7.272 Msna presenti in tutte le strutture italiane).

I processi di stabilizzazione

Al contrario di quanto emerge nella gran parte del discorso pubblico, concentrato quasi esclusivamente sugli aspetti emergenziali, i dati del Dossier Statistico Immigrazione 2019 confermano anche per la Puglia il progressivo stabilizzarsi delle presenze straniere sul territorio. La quota dei permessi di soggiorno di lungo periodo, il sostanziale equilibrio di genere, l’aumento delle acquisizioni di cittadinanza, così come la presenza dei figli dei cittadini stranieri nelle scuole pugliesi sono importanti indicatori del processo di stabilizzazione delle presenze straniere sul territorio regionale. A queste presenze stabili sul territorio si aggiungono i nuovi ingressi che, nell’ultimo anno, sono soprattutto legati a motivi umanitari e asilo (58,8%) e ricongiungimento familiare (35,5%). La Puglia dalla fine degli anni Ottanta a oggi è divenuta sempre più poli-culturale. Abbiamo praticamente il mondo in casa. Sono oltre 160 i paesi di provenienza dei cittadini stranieri residenti nella nostra regione: un patrimonio che, se giustamente valorizzato, può rappresentare una straordinaria ricchezza in termini culturali, economici e sociali per tutto il territorio.

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