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Cronaca

Abaterusso: “Condanna e sospensione ingiuste!”

Il sindaco di Patù: “Non ho fatto nulla di male e vado avanti a testa alta”

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Dopo la sentenza di condanna arrivata nei giorni scorsi, il sindaco di Patù Gabriele Abaterusso ha voluto esternare il proprio stato d’animo attraverso una nota ufficiale.

La sospensione adottata nei miei confronti da parte del Ministero degli Interni attraverso le Prefettura di Lecce“, scrive il sindaco di Patù, “è un atto ingiusto e ingiustificato contro cui proporrò immediato ricorso. Peraltro arriva dopo ben 5 mesi da una sentenza di condanna su cui gravano parecchi interrogativi su merito e modalità. Ricordo che quella sentenza è stata emessa dalla Corte d’Appello leccese dopo che la Suprema Corte di Cassazione aveva cancellato la precedente“.

Voglio sperare“, aggiunge, “che nella vicenda giudiziaria non abbiano inciso fatti diversi da quelli strettamente processuali e che nella vicenda della mia momentanea sospensione non abbia avuto un ruolo la mia appartenenza politica e la mia esposizione su questioni rilevanti, da ultima la mia partecipazione con il gonfalone del mio comune alla manifestazione a sostegno del sindaco di Riace,  Mimmo Lucano“.

Cosa che ha dato indubbiamente fastidio a chi ha fatto del razzismo xenofobo il principale argomento della sua battaglia politica. Se così fosse”, continua Abaterusso, “sarebbe grave, anche se, visti i tempi, non me ne meraviglierei. Io, però, ho imparato da piccolo ad avere spalle larghe ed avendo la coscienza a posto, non mi faccio intimorire e non mi arrendo. Continuerò le mie battaglie giudiziarie e politiche nelle sedi proprie con la certezza che il tempo è sempre galantuomo. Mi dispiace solo per i miei concittadini che appena due anni fa mi hanno eletto Sindaco con un consenso di quasi il 70% e per le tante persone che mi sono state e mi sono vicine. Affronteremo insieme questa battaglia“, conclude il sindaco di Patù, “come le tante che abbiamo affrontato e vinto e le tante che ancora ci attendono“.

Cronaca

Tricase: assolto 34enne accusato di stalking

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Era stata richiesta una pena di un anno e mezzo di reclusione per stalking, ma il giudice monocratico ha stabilito che il fatto non sussiste.
Teatro di questa storia è Tricase. Protagonista un uomo di 34 anni, M. B., di professione cuoco, accusato di atti persecutori dalla sua ex.
La vicenda risale a fine 2014 e gli strascichi giudiziari si sono protratti sino ad oggi.

Come racconta nel dettaglio Corriere Salentino, la coppia si lascia e lei, G.C., avvia una relazione con un altro ragazzo. Nonostante i contatti tra i due in causa siano però proseguiti, come testimonia una viaggio insieme nella capitale, la donna decide di querelare il suo ex. L’accusa, condita da un percorso di affiancamento in un centro antiviolenza, non è da poco: stalking. La donna gli rimprovera di usare falsi profili Facebook per diffamarla e sostiene che il suo ex si apposti sotto l’abitazione del suo nuovo ragazzo.
Di quanto sostenuto dall’accusa però non c’è traccia. Serve quindi il supporto di un ingegnere informatico che dimostrerà non solo che le presunte infamazioni non siano mai esistite ma come, piuttosto, tra i due fossero intercorsi, nel periodo in questione, normali conversazioni tramite messaggistica.
L’impianto accusatorio a quel punto si sgretola e l’incubo del 34enne si dissolve quando il giudice, constatando che il fatto non sussiste, lo dichiara innocente.

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Cronaca

Controlli stradali: ecco dove e quando nel mese di febbraio

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La polizia provinciale rende noti il calendario dei controlli stradale per il mese di febbraio 2020. Eccolo di seguito.

Calendario controlli stradali provincia Lecce

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Cronaca

Tap: Striscia torna a San Foca

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Nuova capatina in Salento di Pinuccio, l’inviato di Striscia la Notizia.

In un servizio andato in onda stasera, torna a occuparsi della TAP, il gasdotto che porterà in Italia il gas naturale proveniente dall’Azerbaijan, perché pochi giorni fa 18 persone, tra cui alcuni vertici di TAP e la società stessa, sono state citate a giudizio.

Qui il servizio.

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