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Cronaca

Botte a tutta la famiglia, arrestato

Ha picchiato la madre, la cognata ed un amica di quest’ultima. Se l’è presa anche con le auto delle vittime. Ora è in carcere

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Al termine di un concitato interventoi crababinieri hanno tratto in arresto con l’accusa di atti persecutori, danneggiamento seguito da incendio e violenza o minaccia P.U. e resistenza C.G., 54 anni, di Lecce.

L’uomo già dalla tarda serata del 20 dicembre scorso, si era recato presso l’abitazione della propria madre minacciandola di morte e tentando di sfondare porta di casa.

Sul luogo ha aggredito anche la cognata con un pugno, procurandole un trauma guaribile in giorni 5 e un’altra donna, che erano intervenute per cercare di calmarlo.

Successivamente sceso in strada ha danneggiato con ripetuti calci la fiancata sinistra di una Citroen c3 di proprietà dell’amica della cognata.

I militari , su richiesta delle vittime, hanno bloccato e disarmato l’uomo, che brandiva un bastone di legno con il quale minacciava i carabinieri e le persone presenti.

Con l’aiuto del del 118 lo hanno condotto presso l’Ospedale civile di Lecce poiché aveva riportato una vistosa ferita lacero contusa alla testa della quale non ha fornito spiegazioni.

Dopo gli accertamenti e le prime indagini è stato dichiarato in arresto.

A carico dello stesso sono emersi anche forti elementi in relazione all’incendio di una Ford KA di proprietà della ex moglie che era parcheggiata su via Siracusa.

Dopo le formalità di rito è stato accompagnato presso la casa circondariale di Lecce come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

Andrano

Infarto alla guida su litoranea ad Andrano: un morto

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Tragico schianto nel pomeriggio di oggi sulla litoranea Andrano-Tricase, in territorio della marina di Andrano.

Un uomo di Specchia, Salvatore Serafino, 64 anni, è finito con l’auto contro un palo. All’arrivo dei soccorsi non c’era più nulla da fare.

La vittima avrebbe perso il controllo del mezzo a causa di un infarto. Il decesso, secondo i primi riscontri dei sanitari, potrebbe essere avvenuto prima dello schianto.

Sul posto anche carabinieri e polizia locale.

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Castrignano del Capo

Coronavirus: bufala in chat anche a Castrignano del Capo

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Anche a Castrignano del Capo, così come ad Andrano, il comune interviene per smentire un falso allarme coronavirus diffuso mediante whatsapp.

Ecco il comunicato su Facebook:

“In queste ore su Whatsapp sta girando un audio con voce femminile in cui si parla di un allarme Coronavirus a Castrignano del Capo.
Smentiamo ufficialmente tali voci messe in circolo da qualche incosciente ed irresponsabile solo per creare inutilmente panico.
Le autorità competenti sono già al lavoro per risalire all’autore di questo gesto”

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Andrano

“Sfuggiti a quarantena per tornare in Salento”: bufala semina panico ad Andrano

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Cresce l’allarme, cresce la psicosi.

Il coronavirus è sulla bocca di tutti, anche su quella di chi talvolta farebbe meglio a riflettere prima di parlare: si susseguono infatti le storie inventate e le fake news.

Le app di messaggistica pullulano di notizie che poco hanno di veritiero. E tra le numerosissime false testimonianze di presunti infermieri di vari ospedali d’Italia che ne avrebbero viste di cotte e di crude, spunta un messaggio audio che racconta di una coppia che sarebbe sfuggita alla quarantena del lodigiano per raggiungere Castiglione d’Otranto.

Lo mettiamo in chiaro subito, è una bufala.

Una informazione non vera che ha messo oggi scompiglio nel territorio di Andrano. Nell’audio una voce femminile racconta che la coppia avrebbe un figlio. Quest’ultimo frequenterebbe la scuola dove lavora una insegnante, presunta moglie di uno dei contaminati.

Il panico ha iniziato a correre tra i telefonini e le famiglie della zona. In tanti, in breve, si sono convinti che la coppia in questione fosse sfuggita alla quarantena consigliata loro dai medici e che “era in chiesa per festeggiare il 50esimo di matrimonio dei genitori di uno dei due”.

Nel pomeriggio è arrivata una nota ufficiale del sindaco di Andrano, Salvatore Musarò, che ha gettato acqua sul fuoco.

Il primo cittadino, specificando che sono state informate le autorità competenti, ha affermato che le persone in questione non risiedono nei comuni della Lombardia sottoposti a misure cautelari.

E inoltre, la famiglia attorno alla quale è stata costruita la falsa storia, è rientrata in Salento ben prima del periodo in cui sono scattate le misure anti coronavirus in Lombardia.

Il sindaco infine invita a “non diramare notizie allarmistiche e prive di fondamento”.

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