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Collepasso

Collepasso: scippa 83enne, fermata

L’immediato intervento e la lucidità dell’anziana nella descrizione della ladra ha consentito ai carabinieri di fermare la scippatrice e recuperare l’intera refurtiva

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Pensava fosse un gioco da ragazzi e che la anziana adocchiata fosse una vittima facile.

Aveva così strappato la borsa ad una donna di 83 anni, ma le è andata male perché pochi minuti dopo lo scippo, Emanuela Ledda, 34 anni, nata a Sassari e residente Pontecagnano Faiano (Sa, si è vista cingere i polsi dalle manette dei carabinieri.

La donna, in pieno pomeriggio aveva notato la sua vittima aggirarsi a Collepasso, in Piazza Caduti di Nassirya, all’interno dell’area destinata al mercato settimanale.

Le si è avvicinata e le ha scippato la borsa a tracollo contenente 40 euro in contanti, documenti ed effetti personali.

L’immediato intervento e la lucidità dell’anziana nella descrizione della ladra ha consentito ai carabinieri di fermare la scippatrice nella vicina via Umberto I e recuperare l’intera refurtiva poi restituita alla legittima proprietaria.

Per la Ledda, espletatele formalità di rito si sono aperte le porte del carcere di Lecce.

Collepasso

Uccise il padre bruciandolo: non fu omicidio volontario

Orrore da Collepasso. Reo confesso: un agente immobiliare di 48 anni, al culmine di un litigio, hacosparso di alcol l’anziano genitore ed appiccato le fiamme

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Chiamò le forze dell’ordine dopo un litigio, comunicando che suo padre era morto.

Lo scorso mese di maggio a Collepasso, Vittorio Leo, 48 anni titolare di un’agenzia immobiliare fu fermato dai carabinieri con l’accusa di aver ucciso il padre, Antonio Leo, 90 anni, trovato carbonizzato in casa.

Messo sotto torchio dagli inquirenti alla fine il 48enne confessò l’omicidio ma negli interrogatori a seguire sostenne la teoria dell’incidente.

Delle scorse ore la decisione del pm, a conclusione delle indagini, di derubricare l’accusa: non omicidio volontario ma omicidio preterintenzionale, aggravato dal vincolo familiare.

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Attualità

Vanno tutti via! I nostri paesi stanno scomparendo

L’economista eretico: “Grave la situazione a Casarano, Collepasso, Taurisano, Maglie, Diso ed in tanti altri centri”. Appello al popolo salentino

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Ottocentoventi. No, non sto parlando del numero esatto dei Santi Martiri di Otranto.

820 sono gli abitanti che la città di Casarano ha perduto negli ultimi 21 anni e 8 mesi, dai 20.669 abitanti del 31/12/1997 ai 19.849 abitanti del 31/08/2019 (data dell’ ultimo dato ufficiale Istat disponibile).

Di questi ottocentoventi abitanti, 127 sono stati persi soltanto nei primi 8 mesi del 2019, con un trend negativo che proietterà il calo demografico del Comune di Casarano a sfiorare le 900 unità alla data del 31/12/2019, portando la popolazione complessiva all’incirca al medesimo dato di ben 30 anni prima (19.783 abitanti al 31/12/1989).

Un calo di circa il 4,28 % della popolazione in 22 anni. Un evento che non ha eguali nella storia recente di Casarano, quantomeno dall’ Unità d’Italia ai giorni nostri, due guerre mondiali comprese.

Nel 1997 le culle di Casarano ospitarono 307 neonati (345 nel 1995). Nei primi 8 mesi del corrente anno 2019 soltanto 90 di esse sono state occupate da un nuovo nato, con una proiezione sui 12 mesi che non dovrebbe superare le 134 nuove nascite.

Nel triennio 1996-1997-1998 il saldo migratorio (immigrati meno emigrati) fu pari a +3.

Quindi Casarano attraeva residenti. Nel corso dell’anno 2018 tale saldo è stato di -25. Nei soli primi 8 mesi del 2019, il saldo migratorio è già attestato a -56.

Non è tutto. La notizia peggiore è un’altra. Se dal punto di vista numerico la popolazione casaranese è tornata indietro di 30 anni esatti, la sua composizione per classi di età è oggi profondamente sbilanciata, essendo caratterizzata da una piramide demografica “malata” e foriera di ulteriori gravi squilibri socio-economici futuri.

Al 31/12/2018 (ultimo anno “completo” di cui sono disponibili i dati), l’indice di vecchiaia (over 65 diviso under 15) è risultato pari a 167,8 cioè circa 168 anziani ogni 100 ragazzi (per il 2019 l’indice è previsto in peggioramento). Alla data del 31/12/1989, quindi soli 29 anni prima, l’indice di vecchiaia era pari a 52,5 , cioè 52,5 anziani ogni 100 ragazzi. Quindi, a parità di abitanti, se al 31/12/1989 la struttura della popolazione a Casarano era “sana”, attualmente oggi la piramide delle età è divenuta di tipo trapezoidale, quindi insostenibile sul lungo periodo.

La città di Casarano è entrata in una spirale perversa dalla quale è difficile uscire. Date le attuali tendenze, la conseguenza sarà uno spopolamento costante e progressivo, con un lento, ineluttabile (?) deterioramento del quadro economico-sociale.

Allargando lo sguardo alla condizione demografica dei Comuni limitrofi a Casarano, la situazione appare in molti casi ancora più grave.

Sintetizzando al massimo, per non sovraccaricare il lettore con una sequela di dati statistici (disponibili su richiesta) il quadro demografico è negativo ovunque, con condizioni di particolare gravità registrate a Collepasso, mentre a Taurisano età media e indici di vecchiaia peggiorano con maggiore gradualità.

A livello provinciale, poi, le uniche due località che “sfiorano” una qualche sostenibilità demografica di medio periodo sono Giorgilorio (frazione di Surbo) e Merine (frazione di Lizzanello). Al contrario, un Comune come Diso, tra circa 30 anni, proseguendo l’attuale trend, diventerà una città fantasma, sul modello di quelle dei film western. Tra i medi centri, spicca in negativo la condizione di Maglie, oramai scesa sotto i 14mila, frazione di Morigino inclusa.

Un alieno che con la sua astronave sbarcasse oggi nel Sud Salento, esaminando i dati demografici sopra citati, utilizzando il traduttore universale, ci porrebbe delle domande: “Che cosa vi è accaduto? Che cosa vi sta accadendo? Siete impegnati da circa 25 anni in una guerra che state perdendo ?

Qualcosa ha prodotto più danni di una guerra. Questo “qualcosa” invisibile ha agito e sta agendo subdolamente nelle nostre vite e nelle nostre famiglie.

Molte persone sono sottoccupate. I salari sono bassi. Molti giovani e meno giovani sono disoccupati. L’incertezza del futuro blocca le nascite.

Tanti giovani sono stati costretti all’emigrazione forzata, abbandonando casa, ricordi, affetti e magari genitori anziani e/o ammalati.

Tanti altri ancora, a malincuore, sono in procinto di fare le valigie, magari dopo aver lottato strenuamente (e invano) per cercare di costruirsi un futuro nella propria terra. Le loro destinazioni saranno il profondo Nord Italia, oppure la Germania, la Svizzera, il Belgio. E’ un passato che ritorna. Alla fine degli anni ’80 gli emigrati salentini tornavano nei loro rispettivi paesi, costruivano case per i loro figli, confidando in un futuro migliore, confortati dalla costante crescita dell’economia italiana e salentina, la quale faceva sperare in un domani di lavoro e serenità per tutti. Invece, dopo 30 anni, l’emigrazione è riesplosa, l’antico sconforto è ritornato.

Soltanto comprendendo a fondo le cause si possono cercare dei rimedi, anche se, in ambito demografico, gli squilibri, una volta prodotti, necessitano di tempi assai lunghi per essere ricomposti.

Per stimolare la riflessione, chiudo con una citazione di Michael Ende, autore del libro “La Storia Infinita” (da cui venne tratto il famoso omonimo film fantasy del 1984).

il protagonista Atreju chiede a Gmork : “Perché Fantàsia sta morendo?”.

La risposta che Atreju riceve da Gmork è la seguente: “Perché la gente ha rinunciato a sperare e dimentica i propri sogni, così il nulla dilaga. Il nulla è il vuoto che ci circonda, è la disperazione che distrugge il mondo e io ho fatto in modo che il nulla dilaghi, perché è più facile dominare chi non crede in niente e questo è il modo più sicuro di conquistare il potere”.

Mi appello ora a tutti i lettori di questo articolo che non vogliano rassegnarsi alla morte delle proprie Comunità. Invito pubblicamente a scrivermi all’indirizzo E-mail indicato in calce tutti coloro che vogliano battersi per cercare di costruire un futuro per se stessi, per i loro figli e per i loro nipoti in questo lembo di terra carsica tanto bella quanto svantaggiata. Occorre organizzarsi per resistere. Lo scrivente ha idee, competenze e volontà. Soltanto se saremo in tanti, potremo bloccare un destino per noi infausto che al momento appare fatalmente inevitabile. Riconquistiamo la speranza. Riconquistiamo il Salento. Riconquistiamo l’ Italia.

Marco Nassisi (economista eretico. E-mail: riconquistarelitalia@libero.it)

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Casarano

Incidente sulla Casarano-Collepasso: soccorsi sul posto

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Incidente stradale con soccorsi sul posto tra Casarano e Collepasso.

Poco dopo le 18 delle vetture sono rimaste coinvolte in un sinistro sulla Strada Provinciale 334, che collega i due comuni del basso Salento.

Il tamponamento è avvenuto in direzione Collepasso, all’altezza dell’incrocio in corrispondenza della zona industriale.

Anche le forze dell’ordine sono sul posto.

Nessun ferito grave.

Foto di Protezione Civile Salento

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