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Casarano

Colpo d’arma sfonda vetrina di un negozio gestito da cinesi

Con una biglia lanciata da un’arma giocattolo, probabilmente ad aria compressa o addirittura da una fionda

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Danneggiata la vetrina della porta di ingresso di un locale  di casalinghi gestito da cinesi a Racale.

Con una biglia lanciata da un’arma giocattolo, probabilmente ad aria compressa o addirittura da una fionda, ignoti sono riusciti a sfondare la vetrina del negozio.

Sono in corso gli accertamenti da parte dei militari della stazione di Racale.

All’interno del locale non sono presenti telecamere, ma verranno acquisite le immagini di quelle  presenti nella zona per risalire all’identità dei danneggiatori.

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Attualità

Cambia nome da Alessandro ad Alexandra. La Cassazione: giusto

Accolto il ricorso dell’interessata, chi cambia sesso può scegliersi il nome che vuole

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Cassazione, sì a cambio nome, Alessandro diventa Alexandra, e non Alessandra, anche per l’anagrafe. Accolto il ricorso dell’interessata, chi cambia sesso può scegliersi il nome che vuole

Alessandro potrà cambiare nome in Alexandra, e non Alessandra, anche per l’anagrafe.

Impossibile negare quel nome con la “x” all’uomo che ha cambiato sesso diventando donna a tutti gli effetti per lo Stato: è escluso che nella modifica all’atto di nascita dell’interessata debba avvenire una trasposizione meccanica dell’originario appellativo della richiedente, che peraltro non è sempre possibile.

Nulla vieta che possa sempre essere l’interessato, «soggetto chiaramente adulto», a indicare il nuovo nome prescelto dopo aver vinto la causa per la rettificazione del sesso. È quanto emerge dall’ordinanza 3877/20, pubblicata il 17 febbraio dalla prima sezione civile della Cassazione.     Accolto il ricorso dell’interessata: la Suprema corte decide nel merito ordinando all’ufficiale di Stato civile del Comune la correzione l’atto di nascita della richiedente, che dunque si chiamerà come ha sempre sognato.

Sbaglia la Corte d’appello di Torino a bocciare il nome con la “x” sul rilievo che si tratterebbe di un mero «desiderio voluttuario» della richiedente, mentre il nuovo segno distintivo da inserire nel registro dell’anagrafe sarebbe “Alessandra”, in quanto mera femminilizzazione dell’appellativo originario. Si tratta infatti di un’interpretazione che non trova supporto nella normativa in materia: le disposizioni non prevedono affatto un calco linguistico fra vecchio e nuovo nome.

Trova ingresso la censura che evidenzia come vi siano prenomi maschili non traducibili al femminile e viceversa, oltre ad altri che possono essere percepiti come dell’uno o dell’altro sesso a seconda del contesto linguistico in cui si pone l’interprete.

Il tutto mentre l’articolo 5 della legge 164/82 pone una corrispondenza assoluta fra il sesso anatomico e il nome, anteponendo l’interesse pubblico alla certezza nei rapporti giuridici a quello individuale alla coincidenza fra il sesso percepito e il nome indicato nei documenti di identità. È d’altronde primario il diritto all’identità sessuale sotteso alla rettificazione del sesso (che può avvenire senza l’intervento che modifica i caratteri anatomici primari).

E il nome, costituisce un diritto inviolabile della persona come immediato segno distintivo. Insomma: la scelta è libera se non viola altre disposizioni normative o diritti di terzi.

Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti

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Casarano

Casarano: incidente sulla provinciale per Parabita

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Incidente stradale nel pomeriggio sulla Casarano-Parabita in direzione Parabita, sulla nuova bretella che dalla Provinciale Casarano-Supersano immette sulla SP 334.

Nel violento tamponamento sono rimaste coinvolte più vetture. Automobilisti di passaggio hanno prestato i primi soccorsi ai coinvolti. In seguito si sono recate sul posto le forze dell’ordine.

Seguono aggiornamenti.

Foto di Protezione Civile Salento.

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Attualità

Scarpa: “Via le strisce blu da ospedali ed ambulatori”

“È improponibile fare cassa sulla sofferenza della gente. Si paga già troppo in “ticket” per una sanità pubblica perennemente sabotata da destra e sinistra”…

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In una nota inviata agli organi di stampa il Segretario del Partito Comunista per la Federazione Provincia di Lecce, Andrea Scarpa, scrive: “È improponibile fare cassa sulla sofferenza della gente. Si paga già troppo in “ticket” per una sanità pubblica perennemente sabotata da destra e sinistra per favorire i privati. Chiediamo che vengano al più presto rimosse le strisce blu e che si faccia in modo che ci siano abbastanza parcheggi per esempio in un ospedale, il Vito Fazzi di Lecce, nel quale affluiscono le utenze da tutta la provincia a causa dei declassamenti di tanti ospedali, le chiusure di tanti reparti, le mancanze di staff e posti letto”.

E continua: “Non si può risparmiare sulla sanità pubblica causando disagi così imponenti e poi aggiungere un’ulteriore “tassa sulla povertà” a chi non si può permettere la sanità privata.

Non si può tantomeno giustificare tutto ciò come soluzione alla presenza dei parcheggiatori abusivi. Gli abusivi aumentano in tutta Italia, soprattutto nel Meridione, principalmente a causa della disoccupazione dilagante. È ben noto che le stesse autorità trovino futile cercare di multare gli abusivi, poiché puntualmente risultano nullatenenti.

Vogliamo che la sanità sia pubblica“, chiude, “gratuita e di qualità e che il lavoro sia veramente un diritto garantito. Vogliamo un piano di trasporti pubblici serio. Non si può fare aspettare una persona 30/50 minuti per un bus e poi lamentarsi se la gente preferisce prendere l’auto creando ingorghi, mancanze di parcheggi e “parcheggi selvaggi”.

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