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Cronaca

Aggredì medico: dona due barelle per farsi perdonare

A distanza di 4 anni dall’aggressione per la quale si beccò una denuncia, dona attrezzature utili all’ospedale come risarcimento

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Giustizia lenta ma…inesorabile. A distanza di 4 anni viene archiviato il processo penale a carico di V.C., un giovane che era stato denunciato dalla polizia del posto fisso dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce per “interruzione di pubblico servizio e disordini”.

Il giovane aggredì un medico del pronto soccorso (il dottor G.T.) e, su consiglio del suo avvocato, non ha è mai giunto in dibattimento, preferendo chiedere scusa alla vittima.

barella da corsiaQuest’ultimo però non ha accettato denaro a titolo di risarcimento e ha invitato l’uomo a donare attrezzature sanitarie utili al pronto soccorso.

La direzione della Asl quindi, «a titolo di integrale risarcimento dei danni patiti dal dottor G.T. per i fatti di cui trattasi», ha accettato due Barelle da corsia a piano fisso con porta coperte, asta porta flebo con morsetto, materassino imbottito, porta bombola di ossigeno da 1 e da 5 litri e piano radiotrasparente, del valore complessivo di circa 1.970 euro.

I fatti

Una mattina del 2012, il sig. V.C. accompagnò la madre al pronto soccorso per un malessere da codice lieve. Alle veementi proteste per l’attesa, erano seguiti dei tafferugli, accompagnati da violente aggressioni verbali. Il poliziotto di turno non aveva potuto fare a meno di denunciare il giovane.

In seguito, l’accordo fra avvocati ha evitato il processo, ma non la quantificazione del danno (legato alla prognosi), che ha fatto il suo corso. A breve le due barelle saranno inventariate e consegnate al reparto diretto dal dottore Fracella, dove sicuramente saranno utili.

Cesare Mazzotta

Andrano

Incidente litoranea Tricase-Andrano: un morto

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Tragico schianto nel pomeriggio di oggi sulla litoranea Andrano-Tricase, in territorio della marina di Andrano.

Un uomo di Specchia, sulla sessantina, è finito con l’auto contro un palo. All’arrivo dei soccorsi non c’era più nulla da fare.

La vittima avrebbe perso il controllo del mezzo a causa di un infarto. Il decesso, secondo i primi riscontri dei sanitari, potrebbe essere avvenuto prima dello schianto.

Sul posto anche carabinieri e polizia locale.

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Andrano

“Sfuggiti a quarantena per tornare in Salento”: bufala semina panico ad Andrano

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Cresce l’allarme, cresce la psicosi.

Il coronavirus è sulla bocca di tutti, anche su quella di chi talvolta farebbe meglio a riflettere prima di parlare: si susseguono infatti le storie inventate e le fake news.

Le app di messaggistica pullulano di notizie che poco hanno di veritiero. E tra le numerosissime false testimonianze di presunti infermieri di vari ospedali d’Italia che ne avrebbero viste di cotte e di crude, spunta un messaggio audio che racconta di una coppia che sarebbe sfuggita alla quarantena del lodigiano per raggiungere Castiglione d’Otranto.

Lo mettiamo in chiaro subito, è una bufala.

Una informazione non vera che ha messo oggi scompiglio nel territorio di Andrano. Nell’audio una voce femminile racconta che la coppia avrebbe un figlio. Quest’ultimo frequenterebbe la scuola dove lavora una insegnante, presunta moglie di uno dei contaminati.

Il panico ha iniziato a correre tra i telefonini e le famiglie della zona. In tanti, in breve, si sono convinti che la coppia in questione fosse sfuggita alla quarantena consigliata loro dai medici e che “era in chiesa per festeggiare il 50esimo di matrimonio dei genitori di uno dei due”.

Nel pomeriggio è arrivata una nota ufficiale del sindaco di Andrano, Salvatore Musarò, che ha gettato acqua sul fuoco.

Il primo cittadino, specificando che sono state informate le autorità competenti, ha affermato che le persone in questione non risiedono nei comuni della Lombardia sottoposti a misure cautelari.

E inoltre, la famiglia attorno alla quale è stata costruita la falsa storia, è rientrata in Salento ben prima del periodo in cui sono scattate le misure anti coronavirus in Lombardia.

Il sindaco infine invita a “non diramare notizie allarmistiche e prive di fondamento”.

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Cronaca

Agguato dei tifosi del Bari a quelli del Lecce in autostrada

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Scontri in autostrada: parapiglia registrato all’ora di pranzo sulla Napoli-Canosa a causa di un agguato dei tifosi baresi ai supporter del Lecce (video e foto a fine articolo).

Nella giornata di oggi, al netto dei tanti match ed eventi sportivi rinviati per l’emergenza coronavirus, sono in programma due trasferte per le compagini pugliesi. Il Bari è impegnato a Castellamare di Stabia, in casa della Cavese. Mentre i salentini sono di scena all’Olimpico di Roma, ospiti proprio della Roma alle 18.

L’imboscata

Ebbene i giallorossi diretti nella Capitale sono stati vittime di un agguato premeditato. Dalle testimonianze raccolte sarebbero stati sparsi dei chiodi lungo la strada prima del passaggio di alcuni pulmini con all’interno tifosi del Lecce, con l’intento di fermarli.

Due furgoni per trasporto persone ed un Doblò con a bordo una ventina di tifosi giallorossi sono stati così raggiunti da centinaia di baresi armati di torce e spranghe. I 3 mezzi che trasportavano i leccesi sono stati dati alle fiamme.

Ci sono feriti ma fortunatamente nessuno sarebbe grave. L’arrivo delle forze dell’ordine ha messo in fuga gli assalitori.

Autostrada chiusa in direzione Napoli nel tratto interessato, quello tra Cerignola e Candela.

Il comunicato del Bari

Con un comunicato l’ssc Bari prende le distanze da quanto accaduto:

“SSC Bari intende esprimere la più ferma condanna per quanto accaduto oggi sul tratto autostradale che collega la Puglia alla Campania.

Ogni forma di violenza è da condannare nel modo più assoluto; sono episodi che non hanno nulla a che vedere con i valori che la Società biancorossa e la città di Bari hanno da sempre promosso e sostenuto.

Questi episodi sono da condannare in maniera netta e categorica. Coloro i quali si sono resi protagonisti di azioni così vili e violente, niente hanno a che fare con la civiltà e la sportività della maggior parte della tifoseria barese

In attesa che le autorità competenti facciano piena luce su quanto effettivamente accaduto, la Società esprime tutta la propria solidarietà all’U.S. Lecce e ai suoi tifosi, unitamente agli auguri di una pronta e completa guarigione agli eventuali feriti”.

I mezzi bruciati
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