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Cronaca

Morte misteriosa in masseria per 27enne pakistano

Alcuni giorni con mal di testa, poi il decesso nella casa destinata agli stranieri: verrà eseguita autopsia

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E’ stato trovato senza vita a Neviano nella masseria adibita all’accoglienza di stranieri, Shaid Khan, 27enne pakistano.

La sua morte non ha ancora una causa certa. Altri ospiti della struttra ex b&b, gestita da Integra onlus, hanno riferito agli inquirenti di forti mal di testa nei giorni precedenti il decesso, avvenuto nel pomeriggio di sabato.

Per far chiarezza su quello che si ipotizza possa essere stato un ictus o una meningite, la Procura di Lecce ha disposto l’autopsia sul corpo del giovane. La sua salma si trova ora nella camera mortuaria del “Vito Fazzi” di Lecce.

Si attendono nelle prossime ore novità dall’esame autoptico, mentre a Neviano tristezza e sconforto hanno avvolto la casa di accoglienza dove gli ospiti della struttura hanno vissuto l’arrivo del 118 in soccorso di Shaid quando però purtroppo non c’era più nulla da fare.

Cronaca

Spacciava ma torna libero: “Dovevo ripagare il mutuo”

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I carabinieri lo avevano trovato in possesso di 360 grammi marijuana e bilancino di precisione. Era stato arrestato per spaccio ma ora torna in libertà, pronto al patteggiamento.

L. D. P., 41enne impiegato postale, era stato sorpreso dai militari di Poggiardo nelle scorse ore. Dopo l’arresto in flagranza di reato l’immediata, l’ammissione dell’uomo dinanzi al giudice: ha dichiarato di aver iniziato a spacciare per far fronte alle difficoltà economiche e per ripagare un mutuo decennale.

Lunedì verrà ufficializzato il patteggiamento per una pena ad un anno che gli permetterà di scongiurare il carcere.

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Cronaca

Torre Pali: sbarco migranti all’alba

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Uno sbarco di migranti ha interessato nelle scorse ore la costa ionica salentina.

Un peschereccio si è incagliato sugli scogli dell’isola della Fanciulla, a Torre Pali, marina di Salve.

A bordo un gruppo di migranti soccorso e poi trasferito ad Otranto, presso il centro Don Tonino Bello.
Sul posto anche guardia di finanza ed i carabinieri di Tricase.

Foto di Torre Pali Salento (Facebook)

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Cronaca

“Spot&go”: aperta indagine per truffa

Interrotto pagamento rate: 70 clienti si rivolgo a legale, la Procura vuole vederci chiaro

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Non c’è pace per la Pubblicamente srl, la società ideatrice del progetto “Spot&go” che promette auto a costo zero in cambio di adesivi pubblicitari sulle fiancate.

È delle scorse ore la notizia dell’apertura di un fascicolo in Procura dopo l’esposto di un nutrito gruppo di clienti (una settantina) rivoltisi ad un legale per l’interruzione della corresponsione delle rate mensili proprio da parte della società di Racale.
Il problema era diventato di dominio pubblico già da qualche mese. La notizia di quanto stava accadendo a numerosi clienti che usufruiscono del servizio “Spot&go” si era sparsa a macchia d’olio in tutta la provincia.

Sarà ora l’autorità giudiziaria ad approfondire la vicenda. Andrà chiarito, una volta assodata l’effettiva interruzione dei pagamenti, il motivo specifico dietro a quanto accaduto. Il contratto stipulato tra le parti infatti prevede infatti una serie di oneri a carico dell’utente in possesso della vettura che potrebbero non essere stati rispettati, portando all’interruzione del versamento delle rate.

A novembre la multa da Agcm

Non è la prima grana per la Pubblicamente srl. La società, lo scorso mese di novembre, era stata multata dall’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato) per pratiche commerciali ingannevoli. La sanzione, di ben 200mila euro, riguardava proprio la commercializzazione del servizio “Spot&go”.

Per il garante infatti, nella pubblicità, degli elementi fondamentali riguardanti il contratto da stipulare erano occultati dietro alla formula del “costo zero”. Formula ritenuta ingannevole al netto del fatto che sul sito web, in una voce riportata con asterisco e con carattere più piccolo, era spiegato che l’importo complessivo corrisposto al cliente non avrebbe superato i 21mila e 600 euro e che oltre questa cifra quindi il rimborso sarebbe stato parziale. Inoltre, ogni membro della comunità “Spot&go”, definito ambassador, avrebbe dovuto versare un costo di 4mila e 400 euro per il wrapping (l’applicazione delle pubblicità sulla vettura) oltre ad ulteriori mille e 370 euro di costi di gestione.

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