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Cronaca

Tricase: assolti Accogli e Sperti  

Per i giudici non ci fu nessuna forzatura, irregolarità né ingiusto vantaggio per i quasi 50 mila euro di corse aggiuntive liquidate dal responsabile del servizi socio culturali di Tricase al titolare del servizio di trasporto scolastico

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Assolti perché il fatto non sussiste, così hanno stabilito i giudici della seconda sezione penale nel processo a carico del dirigente comunale Francesco Accogli e del titolare della ditta Sperti Viaggi, Fabrizio Sperti.

Secondo i giudici non ci fu nessuna forzatura, irregolarità né ingiusto vantaggio per i quasi 50 mila euro di corse aggiuntive liquidate dal responsabile del “Servizi Socio Culturali” del Comune di Tricase al titolare della ditta Sperti per il servizio di trasporto scolastico nel periodo 2012 -2016.

L’indagine prese il via a seguito di un esposto anonimo fatto recapitare all’allora comandante della Polizia Municipale Luigi Muci nel dicembre del 2013.

Ai due imputati erano contestati ipotetici abusi e illeciti nella gestione del servizio fino a determinare un presunto e ingiusto vantaggio patrimoniale a Fabrizio Sperti per i quasi 50 mila euro versati all’impresa con più determine dirigenziali.

Gli avvocati difensori però sono riusciti a dimostrare che a partire dal 2012 le corse aggiuntive per gli alunni di Depressa, frequentanti le scuole di Tricase, si resero necessarie a seguito delle numerose richieste arrivate all’ufficio dei Servizi Socio Culturali.

Decisive anche le dichiarazioni dell’ex sindaco Antonio Coppola e dell’ex Assessore ai servizi sociali Maria Assunta Panico i quali hanno spiegato che dopo l’aggiudicazione del servizio da parte della ditta Sperti Viaggi, a causa della mancata formazione della classe I della scuola media di Depressa sopraggiunsero ulteriori esigenze di trasporto non contemplate nel bando di gara .

Cronaca

Spaccio di cocaina: fermato 29enne

Sostanza e materiale atto alla preparazione delle dosi: in arresto uomo di Poggiardo

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Arresto in flagaranza di reato nella giornata ieri, venerdì 13 settembre, a Poggiardo.
I carabinieri hanno fermato M. G. B., 29enne del posto, per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
Il fermo è arrivato dopo una perquisizione personale e domiciliare nella quale i militari hanno rinvenuto 6 involucri contenenti 24 grammi circa di cocaina, oltre a sostanza da taglio, bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi.
Sottoposto il tutto a sequestro, i carabinieri hanno portato il 29enne presso la casa circondariale di Lecce dove ora è stato lasciato nella disposizione dell’autorità giudiziaria.
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Cronaca

Piante di marijuana in giardino: arresto a Cutrofiano

Ne possedeva ben 30 ed essiccava i rami: ai domiciliari 50enne

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Piantava marijuana in giardino per poi venderla. E’ stato arrestato a Cutrofiano S.G., 50enne del posto, sorpreso dai carabinieri nella giornata di ieri,
I militari hanno “visitato” la sua abitazione individuando subito il rigoglioso giardino dove l’uomo aveva collocato ben 30 piante di marijuana da un metro e mezzo d’altezza, circa, ciascuna.
Il sospetto di reato di “produzione di sostanza stupefacente” è stato avvalorato dalla presenza di 10 rami in essicazione.
Poste sotto sequestro tutte le piante, dopo le formalità di rito, i carabinieri hanno lasciato il 50enne presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari.
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Aradeo

Controlli anticaporalato: un deferimento

Nei guai donna di Aradeo: la sua società agricola ha 9 lavoratori ma non rispetta le regole

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Task force “anticaporalato” dei carabinieri e del personale N.I.L. e NAS di Lecce a segno in quel di Aradeo.
Una donna di Galatina, 50enne, è stata deferità in stato di libertà nella giornata di ieri.
Il reato contestatole dai militari è in materia di sfruttamento del lavoro.
In particolare la società agricola di Aradel,  di cui la donna è amministratore unico, si avvaleva del lavoro di 9 cittadini extracomunitari senza consegnar loro i dovuti dispositivi di protezione individuale indicati nel documento di valutazione dei rischi; senza installare sui luoghi di lavoro prescritti bagni chimici e senza registrare sul libro unico del lavoro le effettive giornate lavorative prestate.
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