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Dai Comuni

Tricase: San Vito e Ferragosto senza vetro e alluminio

Con ordinanza, il sindaco vieta la vendita di bevande in bottiglie di vetro e lattine di alluminio

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Con una ordinanza sottoscritta il sindaco Carlo Chiuri vieta, a Tricase, la vendita di bevande in bottiglie di vetro e contenitori di alluminio nelle 3 serate della festa patronale e per la notte di Ferragosto a Tricase Porto.

Solo carta e plastica quindi a partire dalle 16 di oggi 10 agosto e fino alle 6 del mattino del 13 agosto nel centro storico, in occasione dei festeggiamenti di San Vito. Idem dicasi per la serata del 14 agosto, fino all’alba successiva, nella marina.

La decisione coinvolge chiaramente su tutti gli esercizi ricadenti nelle zone interessate dagli eventi. Lo scopo, quello di evitare una serie di inconvenienti di varia natura: dall’abbandono di bottiglie che spesso ne consegue al rischio di frantumazione delle stesse, con i rispettivi pericoli per l’incolumità pubblica che ne derivano.

Nondimeno, nell’ordinanza si cita il rischio che le bottiglie in vetro possano essere utilizzate come oggetti contundenti.

Integrità pubblica e sicurezza urbana prima di tutto quindi. Le violazioni al provvedimento, riportato di seguito, porteranno a sanzione amministrativa.

Cronaca

Le tagliano la strada, finisce contro auto in sosta e si cappotta

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In pochi attimi si è ritrovata a testa in giù e con le ruote della sua auto per aria.

È successo ieri pomeriggio a Martano, in via Mameli. Una donna alla guida di una Fiat Punto si è cappottata con la sua vettura dopo averne urtata un’altra in sosta.

L’incidente sarebbe stato provocato da una terza macchina che le avrebbe tagliato, facendole perdere il controllo del mezzo, e che si sarebbe poi allontanata senza curarsi dell’accaduto.

Per la malcapitata necessari soccorsi per estrarla dall’abitacolo, in primis, e per condurla poi in ospedale per accertamenti.

Per le forze dell’ordine, invece, è caccia all’auto pirata.

Foto Quotidiano di Puglia.

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Bagnolo del Salento

Molestava studentesse: arrestato salentino a Roma

Atti persecutori e violenza sessuale: si fingeva grande chef per attrarre le sue prede

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Aveva messo in subbuglio più di un intero quartiere di Roma con i suoi atteggiamenti molesti, durati mesi. È finito ora in arresto Salvatore Mariano, 23enne di Bagnolo del Salento.

Il giovane, domiciliato nella capitale, si fingeva un grande chef per attrarre studentesse e giovani ragazze.

I suoi metodi però andavano ben oltre le bugie. Con la scusa di poter concedere posti di lavoro, otteneva numeri di telefono di ragazze che poi perseguitava e stalkerizzava.

Nella zona di Piramide, Ostiense e Marconi alcune vittime avevano avuto, nel tempo, il coraggio di denunciare quanto gli era accaduto. Tra messaggi privati e post in gruppi Facebook nei quali era descritto l’accaduto, il tam tam ha reso la questione di dominio pubblico. In poco tempo la pericolosità del soggetto è arrivata all’autorità giudiziaria.

Le indagini hanno permesso di appurare che il 23enne, che si dimostrava in principio educato e gentile, si comportava da vero e proprio molestatore: dai racconti di alcune vittime emergono baci rubati, palpeggiamenti e in un caso addirittura l’aver costretto una donna a masturbarlo.

Per il gip è un “soggetto privo di qualsivoglia capacità di autocontrollo“. Stante “il concreto pericolo di reiterazione”, il giudice ha quindi disposto l’arresto del salentino per atti persecutori e violenza sessuale, disponendo che venga trattenuto presso il carcere di Regina Coeli.

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Castrignano del Capo

Rapina ed estorsione ai danni del padre: arrestato 33enne

Reati commessi tra le mura domestiche ai danni del genitore 74enne: finisce ai domiciliari presso altro domicilio

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Nei guai a Castrignano del Capo un uomo di 33 anni, arrestato per estorsione e rapina tra le mura domestiche.

I reati contestatigli sarebbero stati commessi ai danni del padre, un 74enne, nel periodo tra il dicembre 2018 ed il dicembre 2019.

Su ordinanza emessa dal Tribunale di Lecce, il 33enne è stato costretto ai domiciliari, chiaramente presso un domicilio differente da quello dove si ritiene siano stati commessi i reati.

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