Connect with us

Cronaca

Auto usate e bancarotta fraudolenta per oltre 1 milione

Nardò. Arrestato dalla Guardia di Finanza di Lecce l’amministratore di una società di vendita al dettaglio di autoveicoli usati, dichiarata fallita nel 2010.

Pubblicato

il

Arrestato dalla Guardia di Finanza di Lecce l’amministratore di una società di Nardò  operante nel settore della vendita al dettaglio di autoveicoli usati, dichiarata fallita nel 2010.

L’uomo – C.L.B., 50enne di Nardò – è stato raggiunto nella mattinata odierna presso la sua abitazione dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, che gli hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce Antonia Martalò su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Giovanni De Palma; l’accusa nei suoi confronti é quella di bancarotta fraudolenta aggravata.

Le indagini delle Fiamme Gialle hanno consentito di accertare che l’anzidetto amministratore si è reso autore di ingenti distrazioni – in pregiudizio di terzi creditori – di disponibilità finanziarie per un totale complessivo di 1.079.888 euro, derivanti da pagamenti ricevuti e non contabilizzati, in relazione ai quali ha indicato in bilancio crediti inesistenti, poi altrettanto falsamente “azzerati” in prossimità del fallimento al fine di evitare la relativa ricostruzione contabile; allo stesso amministratore si contesta, inoltre, di aver tenuto i medesimi libri contabili e le altre scritture anche in maniera tale da non consentire di individuare, tra le 71 autovetture intestate alla società alla data di dichiarazione del fallimento, quelle ancora di proprietà.

Cronaca

Nascosti dopo furto: i carabinieri li arrestano

Pubblicato

il

Due ladri alle prime armi sono stati arrestati nella serata di ieri dai carabinieri di Vernole.

Lorenzo M. e Francesco G., di 28 e 21 anni, sono stati beccati all’interno di una abitazione privata in costruzione di Torre dell’Orso, marina di Melendugno.

Vi si erano nascosti proprio all’arrivo dei carabinieri: erano infatti appena usciti da una casa limitrofa, il vero obiettivo del loro furto.

Dopo aver forzato una finestra si erano introdotti nell’appartamento. Il bottino però si era rivelato tutt’altro che ghiotto: solo qualche suppellettile di scarso valore.

I militari li hanno raggiunti e fermati. Per loro è scattato l’arresto in flagranza di reato. La refurtiva è stata prontamente restituita ai legittimi proprietari.

Continua a Leggere

Cronaca

Dirty Slot, operazione antimafia

Duro  colpo alla criminalità organizzata e al gioco d’azzardo. Sequestro di beni per 7 milioni di euro. Due imprenditori a capo della consorteria criminale nel comprensorio di Galatina. Arresti tra Galatina, Aradeo, Corigliano d’Otranto e Carmiano

 

Pubblicato

il

Più di 70 finanzieri del Comando Provinciale di Lecce nella giornata odierna stanno eseguendo un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di dieci persone ed un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 7 milioni di euro emessi dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce oltre che numerose perquisizioni in tutta la provincia di Lecce.

L’inchiesta denominata “Dirty Slot”, coordinata dalla Procura della Repubblica Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e condotta dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Lecce, ha smantellato un’organizzazione criminale legata al clan Coluccia e ad alcune frange brindisine della Sacra Corona Unita, in grado di imporre con metodo mafioso l’avvio, la gestione ed il controllo del mercato del gaming e del gioco d’azzardo legale ed illegale nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, oltreché nel Lazio, nelle provincie di Frosinone e Latina, gestendo un vorticoso giro d’affari nel settore delle famigerate slot machine, dei videopoker e nella raccolta di scommesse per eventi sportivi, fatte confluire sulle piattaforme informatiche di bookmaker stranieri.

Proprio in tale ambito, le Fiamme Gialle salentine hanno accertato che gli imprenditori Massimiliano Marra e Alberto Marra (già ristretti nell’istituto penitenziario leccese) risultano tra gli elementi apicali di un’importante consorteria criminale, egemone nel comprensorio di Galatina, dedita al sistematico ricorso a metodi intimidatori per imporre la propria posizione di monopolio nello specifico settore, notoriamente di interesse delle mafie, non solo nel Salento ma anche in altre parti d’Italia.

Numerosissimi gestori di bar, ristoranti e sale da gioco ricadenti nel “feudo” dei Coluccia, sono stati costretti, con l’imposizione della forza intimidatoria del vincolo mafioso ad installare oltre 400 slot machines e videopoker di proprietà delle società degli imprenditori arrestati, patendo – in caso contrario – minacce, attentati e ritorsioni, in alcuni casi, anche fisiche, da parte degli uomini del clan.

La complessa attività investigativa, svolta anche con l’ausilio delle intercettazioni, dei pedinamenti ed analisi di centinaia di conti bancari, anche esteri, ha dimostrato l’egemonia degli indagati nel territorio di Galatina e paesi limitrofi, in diverse aree del Salento oltreché fuori Regione, un business di milioni di euro legato alle scommesse sportive a quota fissa, ma illegali perché collegate a network esteri ed al gioco d’azzardo anche attraverso slot machine “taroccate”, cioè appositamente manomesse per interrompere i flussi telematici di comunicazione ai Monopoli di Stato, sottraendo ingenti guadagni all’imposizione dovuta allo Stato sull’ammontare delle giocate realizzate dai singoli dispositivi elettronici.

Le indagini hanno, inoltre, valorizzato e confermato le dichiarazioni da tempo rese da diversi collaboratori di giustizia che hanno indicato gli odierni indagati come punto di riferimento della S.C.U. nella gestione del sistema dei giochi e scommesse nel Salento.

I provvedimenti di cattura sono stati eseguiti a Galatina, Aradeo, Corigliano d’Otranto e Carmiano. Si tratta, oltre agli imprenditori Alberto Marra e Massimiliano Marra, di Gabriele Antonio De Paolis (come i primi due già in carcere) e di Leonardo Costa, Luigi Marra, Pamela Sabina Giannico (ai domiciliari).

In quattro, infine, sono stati sottoposti alla misura dell’obbligo di firma: Andrea Bardoscia, Daniele Donno, Stefano Greco, Maurizio Zilli.

Agli arrestati ed a svariati “prestanome” è stato sequestrato, in Italia ed all’estero, un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare frutto delle attività delittuose composto da fabbricati, terreni, autovetture, società, ditte individuali, polizze assicurative e conti correnti presso vari istituti di credito per oltre sette milioni di euro.

Le ipotesi di reato contestate sono quelle di associazione per delinquere di tipo mafioso, frode informatica, esercizio di giochi d’azzardo ed esercizio abusivo di giochi e scommesse aggravati dal metodo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza e trasferimento fraudolento di valori.

Durante le indagini i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Lecce hanno effettuato sequestri di apparecchiature elettroniche e svolto una verifica fiscale nei confronti della principale società degli indagati, constatando un’enorme evasione fiscale ai fini delle imposte dirette di circa 2,5 milioni di euro e  di oltre 15 milioni di euro ai fini dell’IVA, grazie anche alla scoperta di documentazione extra-contabile in formato digitale rinvenuta negli hard disk della società, minuziosamente ricostruita dai militari delle Fiamme Gialle salentine.

Continua a Leggere

Cronaca

Ladri nella Samer sulla SS275: incetta di sigarette

Malviventi si intrufolano nel bar-tabacchi della stazione di servizio e sfuggono alle forze dell’ordine

Pubblicato

il

Colpo nella notte e fuga col bottino sulla strada statale 275.

Nel mirino dei malviventi il bar-tabacchi della stazione di servizio Samer di Scorrano.

Una banda di ignoti si è intrufolata nei locali dell’attività, facendo incetta di stecche di sigarette, per poi dileguarsi nel giro di pochi secondi con un bottino da migliaia di euro, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Per entrare, i ladri hanno forzato una porta d’ingresso, come risultato evidente dai segni di effrazione. Alle forze dell’ordine ora restano le immagini delle videocamere di sorveglianza a circuito chiuso, primi elementi da cui ripartire per risalire agli autori del colpo.

Continua a Leggere
Pubblicità

Più Letti

Copyright © 2019 Gieffeplus