Connect with us

Appuntamenti

Li Ucci Festival a Cutrofiano

Una settimana di concerti, mostre, presentazioni, incontri, un premio assegnato a Otello Profazio e Luigi Chiriatti, una biciclettata “culturale” e le degustazioni con gli “Assaggiucci”. Venerdì 10 e sabato 11 il consueto concerto-evento di chiusura con Li Ucci Orkestra con tanti ospiti e la partecipazione dei testimonial Nandu Popu e Antonio Castrignanò

Pubblicato

il

Appuntamento a Cutrofiano con l’undicesima edizione de Li Ucci Festival, organizzata dall’associazione Sud Ethnic aps in collaborazione con il Comune di Cutrofiano, con il patrocinio di Regione Puglia, Puglia Promozione, Camera di Commercio di Lecce, Istituto Diego Carpitella, Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, Comune di Aradeo, Comune di Sogliano Cavour e altri partner pubblici e privati, con la direzione artistica e organizzativa di Antonio Melegari. Dopo una settimana di concerti, mostre, presentazioni, incontri, un premio assegnato a Otello Profazio e Luigi Chiriatti, una bicicletta “culturale” e le degustazioni con gli Assaggiuccivenerdì 10 e sabato 11 settembre il festival si concluderà alla Masseria L’Astore con un doppio concerto, che rientra nella Programmazione Puglia Sounds Live 2020/2021, de “Li Ucci Orkestra“, progetto nato nel 2013 e formato da musicisti, uniti dalla voglia di costruire in note e in musica gli insegnamenti e la tradizione lasciata dai cantori salentini, con la partecipazione dei testimonial Nandu PopuAntonio Castrignanò e di numerosi voci ospiti.


Li Ucci in bicicletta


Domenica 5 settembre il festival prenderà il via alle 9 (raduno alle 8,30) in Piazza Municipio con “Li Ucci in bicicletta“. Il tradizionale percorso culturale tra le campagne di Cutrofiano, promosso in collaborazione con la Pro Loco, per trasmettere un senso di relax ai partecipanti. La biciclettata sarà l’occasione per scoprire luoghi di interesse storico e per degustare i prodotti della terra grazie al progetto Assaggiucci. Alle 21,30 in Piazza Cavallotti appuntamento con il progetto 50 Tambureddhri pe la Chiazza, nato dall’idea di far vivere, rivivere o far conoscere il “rispetto tra tanti” che si concretizza nelle “ronde tradizionali”, dove musicisti amatoriali e veterani del tamburello suonano insieme, senza che nessuno prevalga sugli altri, bensì creando un corpo unico, un unico strumento e una fusione sonora fantastica. Il coordinamento è stato affidato al suonatore di mandola e componente de Li Ucci Orkestra Giacomo Casciaro e al virtuoso del tamburello salentino Carlo Canaglia De Pascali.


L’Arte nel Piatto e Grigio argilla


Antonio Melegari


Lunedì 6, alle 20, si aprono le porte delle Scuderie del Palazzo della Principessa per “Li ucci tra musica e colore”, sezione del Festival dedicata all’arte. Fino a giovedì (dalle 20 alle 22) in mostra una selezione degli oltre 400 piatti realizzati in questi anni per la mostra L’Arte nel Piatto, per la quale tantissimi artisti hanno realizzato opere su piatti grezzi di terracotta. Sarà allestita anche l’esposizione fotografica Grigio argilla a cura di Gloria Amato con gli scatti di Paolo Laku, realizzata con il sostegno della Presidenza del Consiglio della Regione Puglia.


Una mostra che conta oltre 50 scatti realizzati nelle varie botteghe figule di Cutrofiano. «Riteniamo che nelle nostre botteghe ci siano artisti e non semplici artigiani», sottolinea Antonio Melegari, direttore artistico e organizzativo del Festival. «Questa mostra è nata per “fermare il tempo” e dare importanza al colore di quella terra da cui tutto parte». Sono state coinvolte, infatti, tutte le aziende presenti sul territorio (Antonio Negro, Benegiamo Terracotte, Casa del Fischietto, Ceramiche Andriani, Fratelli Colì, Nuova Colì, Salvino De Donatis e poi la storica bottega Colì di Via Roma), con un omaggio anche al compianto Antonio (Tonio) Colì recentemente scomparso, torniante eccezionale dalle storiche mani.


Dalle 21, in Piazza Municipio spazio alla musica del Trio Insolito, proveniente da Bologna che propone uno spettacolo che “viaggia” dal nord al sud dello stivale sino all’ovest del Sud America e all’est dei Balcani. Musiche legate alla tradizione e alla cultura popolare, eseguite da uno dei più insoliti ensemble strumentali, composto da violoncello, armonica cromatica, ance libere e percussioni. Gli arrangiamenti, originali, tendono a fondere il colore tonale melodioso di uno strumento tipico della musica classica, il violoncello, con la dinamica caratteristica degli strumenti a fiato ad ancia libera, le armoniche, più comuni nei generi musicali folk, blues e jazz e con le figure ritmiche della musica popolare.


Silhouetten


Martedì 7, alle 21, in Piazza Municipio il festival propone una serata dedicata a Michele Bianco, socio e componente del consiglio direttivo dell’associazione Sud Ethnic aps (promotrice de Li Ucci Festival). Laureato in fisarmonica con il massimo dei voti (110 con lode e menzione speciale) presso il Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce, il pluripremiato musicista cutrofianese, dialogando con la speaker radiofonica Sandra Stefanizzi e con il critico musicale Giacomo Fronzi, presenterà al pubblico il suo primo lavoro discografico “Silhouetten” (Da Vinci Classics) che contiene brani di Anatoly Kusyakov, Cesare Saldicco, Gorka Hermosa, Jürgen Ganzer, Johann Sebastian Bach, Leoš Janáček, Viatcheslav Semionov, Vladimir Zubitsky.


«Michele Bianco dimostra piena maturità nel saper sfruttare ogni possibilità offerta dal suo strumento, in termini tecnici e poetici», precisa Fronzi.


Io alla Taranta ci credo


Mercoledì 8, alle 21, sempre in Piazza Municipio, la scrittrice Milena Magnani, con letture di Donatello Pisanello, presenterà “Io alla Taranta ci credo“, da poco uscito per Kurumuny Edizioni, un racconto corale, una tela che intreccia le vite dei personaggi. La voce narrante ci accompagna a esplorare, conoscere e ri-conoscere il Salento e le sue contraddizioni: la bellezza densa di storie dell’Orto dei Tu’rat e la cieca ferocia di chi lo dà alle fiamme. Al centro della tela Donata, una giovane donna inquieta alla ricerca di se stessa, la cui modernità deve fare i conti con una storia ancestrale. Sarà proprio l’appartenenza al territorio e alla sua cultura la chiave di volta del malessere, di quella malesciana che Donata non sa dire. È la maestria dell’autrice che tesse i fili e ne fa un racconto avvincente dalle sfumature noir, un tributo d’amore che a tratti cede alla rabbia e alla nostalgia: da leggere tutto d’un fiato fino all’ultima pagina.


Otello Profazio


Giovedì 9, alle 21, Piazza Municipio ospiterà il concerto di Otello Profazio, uno dei più noti esponenti del folk revival italiano, autore di brani divenuti ormai dei classici nei repertori della “nuova” musica popolare.


Il “papà dei cantastorie”, ha saputo come pochi raccontare l’anima del Sud italiano con fantasia, ironia e amarezza. Esecutore, compositore e ricercatore nato a Rende (Cosenza) nel 1934, ha iniziato la sua attività nei primi anni sessanta.


Ha rappresentato un efficace compromesso tra un modo di riproporre la canzone popolare con rigorosi criteri di fedeltà filologica e un tentativo di personalizzazione, del materiale canoro tradizionale, in parte reperito da lui stesso, in parte rifacendosi ai testi di cantastorie o del poeta popolare Ignazio Buttitta.


Profazio ha svolto per anni un’intensa attività di incisione di dischi, ha condotto e preso parte a numerose trasmissioni radiofoniche (“Quando la gente canta”) e televisive (“Canzonissima” nel 1974), ha inoltre partecipato a numerosissimi concerti e festival, in Italia e all’estero. Con “Qua si campa d’aria”, detiene il primato come LP di musica popolare premiato con il Disco d’oro (ancora unico caso).


Venerdì 10 e sabato 11 settembre  la Masseria L’Astore ospiterà una doppia serata, che rientra nella programmazione Puglia Sounds Live 2020/2021 della Regione Puglia (FSC 2014/2020 Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro), con Li Ucci OrkestraVenerdì 10 si parte alle 21 con la consegna del Premio Riconoscimento Cultura d’Onore assegnato al cantastorie calabrese Otello Profazio e al ricercatore della tradizione orale salentina e direttore artistico del Festival La Notte della Taranta Luigi Chiriatti. Dalle 21,30  la prima parte del concerto de Li Ucci Orkestra e tante voci ospiti che avrà come testimonial della serata Nandu Popu, voce dei Sud Sound System.


Sabato 11, dalle 21, la serata finale ospiterà Voci di terra nostra, formazione nata all’interno del collettivo de Li Ucci Festival per dar spazio alle voci e ai canti nascosti eseguiti con voci e strumenti della tradizione con arrangiamenti rispettosi delle tradizione. A seguire la seconda parte del concerto de Li Ucci Orkestra ed insieme alle tante voci ospiti anche la partecipazione del testimonial Antonio Castrignanò, cantante, musicista e compositore.


Li Ucci Orkestra è composta da Antonio Murciano (batteria), Matteo Coppola (percussioni), Marco Giaffreda (percussioni e rumori), Marco Verardo (basso elettrico), Stefano Calò (chitarra classica), Antonio Polimeno (chitarra acustica), Giacomo Casciaro (mandola), Luigi Marra (violino, mandolino), Ylenia Giaffreda (violino), Diego Vergari (sax), Gianmichele De Filippo (trombone), Simone Scarpina (tromba), Stefano Blanco (flauto), Andrea Stefanizzi, Marco Garrapa, Francesco De Donatis (tambureddhru), Michele Bianco (fisarmonica), Alessio Giannotta (tambureddhru, ukulele e direzione), Vittorio Chittano (fisarmonica e direzione), Gigi Russo (piano e direzione). Le danze sono affidate a Sara Albano, Laura Boccadamo, Veronica Calati, Cristina Frassanito, Claudio Longo, Andrea Caracuta.


Da quest’anno la sezione dedicata alla danza popolare con Romolo Crudo e Floriana Pisanelli. Le voci sono di Luigi Mengoli, Giovanni Palma, Marco “Puccia”, Gino Nuzzo, Mino “Cavallino”, Antonio Polimeno, Rocco Borlizzi, Davide Donno, Tony “Taranta”, Matteo Gaballo, Edoardo “Zimba”, Giacomo Casciaro, Giorgio D’Aria, Vincenzo Mancini, Alessandro Botrugno, Emanuela Gabrieli, Ilaria Costantino, Michela Sicuro, Lina Bandello, Marina Leuzzi, Le Sorelle Gaballo


«L’immagine scelta per rappresentare questa undicesima edizione è suddivisa in quattro grafiche, volti e colori. Tutto caratterizzato da un unico elemento: l’unione», spiega Antonio Melegari, «l’unione è l’elemento base che ha da sempre contraddistinto il festival. Mai come in questi ultimi due anni difficili, dove la cultura e lo spettacolo hanno avuto la peggio, ci si è resi conto di quanto sia importante stare insieme, essere vicini e uniti. Tamburello, chitarra, organetto e violino sono gli strumenti che uniscono i volti di tutti coloro che nel corso di questi anni, ognuno a suo modo e nella propria diversità, hanno collaborato al festival. Rosso, giallo, verde, celeste, arancio, rosa, blu, rosso… tanti colori in una “tela” dipinta da volti. La musica unisce. La musica e i colori sprigionano stati d’animo e interagiscono con le emozioni umane, curano l’anima e unite insieme regalano sfaccettature di rinascita. Questa edizione vuole ricominciare da qui: dalla musica e dai colori per dare vita ad un futuro migliore in un arcobaleno di uguaglianza».


Li Ucci Festival nasce nel 2011, a un anno dalla scomparsa di Uccio Aloisi, con l’intento di ricordare tutti i grandi cantori del Salento che hanno saputo tramandare grazie alla loro cultura orale i canti e le tradizioni del nostro territorio. Un’attenzione particolare è rivolta, da qui il nome del festival, allo storico gruppo “Gli Ucci” di Cutrofiano, ai suoi cantori e a tutti i musicisti che negli anni hanno ruotato intorno a questi custodi degli “stornelli”, dei canti d’amore e di lavoro. Anno dopo anno il festival è, però, cresciuto, ampliando la sua visione e arricchendo il suo programma, coinvolgendo nuove generazioni di musicisti, cantori e artisti capaci di tramandare il patrimonio popolare salentino e trasformandosi in un contenitore di arte, cultura, musica, enogastronomia e turismo a 360°. Con Li Ucci Festival, a settembre vive e partecipa un intero paese, dal centro alle periferie e dalle campagne al centro urbano. Negli ultimi due anni – a causa delle restrizioni e delle norme anticovid19 – il programma ha subito un po’ di modiche, mantenendo però lo spirito e la qualità della proposta.


Ingresso gratuito e consentito solo ai possessori del Green Pass nel rispetto delle attuali norme anticovid19.


Posti limitati con prenotazione obbligatoria (CLICCA QUI).


Appuntamenti

Aspettando Miss Mondo 2021

A Gallipoli le bellezze italiane per le fasi finali del Concorso. Domenica 26 settembre la finale

Pubblicato

il

Gallipoli e “Caroli Hotels”, come da tradizione, pronti ad ospitare le fasi finale di Miss Mondo Italia. Per il tredicesimo anno infatti, la kermesse di bellezza che decreterà la rappresentante tricolore alla finale internazionale di Miss World, si svolgerà nella splendida “perla dello Jonio”. Il “Bellavista Club” del “Gruppo Caroli Hotels” partner storico del concorso, situato su Corso Roma nel cuore della “Città Bella”, sarà infatti il quartier generale dell’organizzazione. Anche lo splendido scenario naturale dell’Eco-Resort Le Sirenè, situato nel parco naturale di Punta Pizzo sarà centrale all’interno dello svolgimento delle fasi finali. La finale che decreterà la rappresentante italiana che parteciperà alla 70esima edizione di Miss world che si terrà il 16 Dicembre prossimo a Portorico, è in programma domenica 26 settembre.
La kermesse sarà seguita oltre che dalle testate nazionali e regionali, dai canali social di Miss Mondo (profili istituzionali su facebook ed instagram)  grazie al lavoro di esperti di comunicazione ed influencers che veicolano oltre due milioni di followers, che saranno ospiti di Caroli Hotels e calamiteranno l’attenzione del popolo della rete con le loro  “stories” e con i “tags” sui profili personali.

La storia del concorso

Com’è noto Miss Mondo Italia è il concorso ufficiale per la selezione della rappresentante italiana a Miss World, il concorso di bellezza e talento più antico e prestigioso al mondo, cui partecipano più di 140 paesi con un seguito di oltre due miliardi di persone.
Una manifestazione che interessa l’intero territorio italiano, con una copertura totale delle venti regioni, nelle quali da Luglio a Dicembre e da Gennaio a Maggio si svolgono le numerose e seguitissime selezioni e finali regionali, che consentono l’accesso alla Finale Nazionale in programma durante la bella stagione a Gallipoli, località balneare di tendenza e meta tra le più gettonate del turismo europeo.
Le finali del concorso negli anni, sono state presentate da artisti di calibro nazionale, da Giancarlo Magalli a Tiberio Timperi,  da Stefano De Martino a Enzo Iacchetti da Paolo Ruffini a Giorgia Palmas tanto per fare degli esempi, registrando peraltro la partecipazione di numerosi ospiti, attori, cantanti e musicisti di caratura nazionale d internazionale. Fatto questo che ha fatto riconoscere Miss Mondo Italia grande evento di livello.

A Villa dei Fiori la finale di Miss Mondo Italia 2021

Lo show finale che incoronerà la Miss che rappresenterà l’Italia alla finale internazionale di Miss World in programma come detto il 16 Dicembre prossimo a Portorico, ci svolgerà nell’incantevole scenario di Villa dei Fiori Eventi a Gallipoli presso il Teatro delle Feste. Sarà qui che 25 ragazze in rappresentanze di tutte le regioni d’Italia, si contenderanno l’ambita fascia e la corona del concorso diretto dal patron Antonio Marzano.

A presentare la serata finale sarà Simone Rugiati cuoco, conduttore televisivo e scrittore. Ospiti dell’evento Cristiano Malgioglio cantautore, paroliere e personaggio televisivo, l’attore Roberto Farnesi, Luca Abete storico inviato speciale di Striscia la Notizia tg satirico di Canale 5 ed ideatore della campagna motivazionale nazionale dedicata ai giovani “Non Ci Ferma Nessuno”, Fioretta Mari attrice, insegnante, direttrice artistica e regista teatrale italiana, i Fratelli Gargarelli, giovanissimi ballerini  che hanno partecipato con successo alla finale dello show Mediaset “Tu Si Que Vales” e ad altre trasmissioni tv  ed infine la Miss Mondo in carica, la bellissima Adele Sammartino. Artisti ed ospiti, come di consueto, alloggeranno nel centro storico di Gallipoli presso l’hotel ristorante “Al Pescatore”.  

A tutela della salute e della tranquillità di tutti, l’evento si terrà nel rigoroso rispetto di tutte le disposizioni previste dalle normative nazionali vigenti di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19. L’ingresso sarà riservato e su invito, obbligatoria l’esibizione di Green pass o tampone con esito negativo effettuato entro le 48 ore precedenti.

Continua a Leggere

Appuntamenti

Ruffano: Unde venis? Quo vadis?

Leggere per rendere meno straniere le comunità migranti. La lettura per riscoprire le radici e includere le comunità migranti (soprattutto le donne) e persone con disabilità: conferenza-evento di “Leggere tra due Mari”  con Loredana Capone, Saifeddine Maaroufu, Chiara Idrusa Scrimieri. Aula Consiliare, giovedì 16 settembre, dalle 18

Pubblicato

il

Unde venis? Quo vadis? Da dove vieni? Dove stai andando?

Queste domande racchiudono il senso e danno il nome all’omonima azione di Leggere tra due mari volta alla riscoperta dell’identità territoriale e, al contempo, all’inclusione soprattutto delle comunità migranti presenti nel Salento. Una grande sfida, nella quale vuole ritagliarsi un ruolo rilevante la rete che unisce biblioteche pubbliche, enti istituzionali e soggetti del terzo settore che compongono il partenariato del progetto, ideato da “Libera Compagnia” di Aradeo e “Amici della Biblioteca” di Tuglie con il sostegno di Fondazione Con il Sud e Centro per il libro e la lettura.

Unde venis? Quo vadis? verrà presentato ufficialmente domani, giovedì 16 settembre, durante “Libri, Inclusione, Identità”: la conferenza si terrà alle ore 18 presso l’Aula consiliare del Comune di Ruffano.

L’evento sarà trasmesso in diretta Facebook anche sulla pagina Leggere tra due mari e si aprirà con i saluti istituzionali di Angela Maria Alfarano, presidente di Voce alla Donne; Antonio Rocco Cavallo, sindaco di Ruffano; Michele Bovino e Franco Sperti, referenti di Leggere tra due Mari. Poi, il gruppo di lavoro presenterà i dettagli di “Unde venis? Quo vadis?”.

A seguire, tavola rotonda su “Il ruolo delle biblioteche tra cultura e società” con Loredana Capone, presidente del Consiglio regionale della Puglia, che ha concesso il patrocinio al progetto; Saifeddine Maaroufi, imam della moschea di Lecce; Chiara Idrusa Scrimieri, regista, sceneggiatrice e artista visuale. Modera Fulvia Liquori, membro di Voce alle Donne. In chiusura, si terrà la proiezione del film Fuocoammare di Gianfranco Rosi.

Migranti e persone con disabilità: le biblioteche motore di inclusione con linguaggi nuovi

Fino alla prossima primavera, corsi di lingua, eventi pubblici, atelier teatrali, laboratori musicali, di storytelling, linguistici e in lis si alterneranno in dodici comuni salentini per concludersi ad aprile con il festival “Terreammare”. Il calendario di Unde venis? Quo vadis? è il frutto di sei mesi di progettazione del gruppo di lavoro che vede in prima linea le associazioni Amici Della Musica, Voce alle Donne, Sablio, Casa delle Agriculture e gli enti Unione dei Comuni di Andrano Spongano Diso e Parco naturale regionale “Costa Otranto Leuca e Bosco di Tricase”, con il contributo dell’Istituto Scolastico Aradeo. «La creazione di una rete di Comuni, associazioni e biblioteche voluta dal progetto – spiegano da Voce alle Donne consente, attraverso molteplici iniziative, il coinvolgimento sempre più ampio delle fasce deboli della popolazione, motivandole a frequentare le biblioteche per consolidare e potenziare il loro ruolo di polo culturale e sociale all’interno di ogni comunità».

La Biblioteca “Don Tonino Bello” a Ruffano

L’azione si declina lungo due direttrici. La prima si sviluppa attraverso laboratori di promozione della cultura materiale e immateriale del territorio attraverso l’utilizzo di strumenti editoriali e multimediali innovativi rivolti agli adolescenti, con il coinvolgimento di utenti con disabilità uditive e visive e giovani migranti. La seconda direttrice porterà alla realizzazione di video-contest di cultura letteraria per giovani da 16 a 21 anni, con contenuti di digital storytelling e di racconto del territorio mediante l’utilizzo dello strumento video e/o fotografico.

Mescolare linguaggi e stili diversi, dunque, è la ricetta di Leggere tra due mari per creare inclusione, partendo dalla conoscenza del territorio: “Le immagini, come la musica, avvicinano i mondi – dice Chiara Idrusa Scrimieri, regista e artista visuale – e chiedono un approccio completamente istintivo, spesso senza obbligo di mediazione linguistica. In un mondo che legge poco, i linguaggi audiovisivi sono pionieri per la nostra attenzione, attivano concentrazione, curiosità, riflessioni complesse su temi altrimenti spesso inavvicinabili”.

A Ruffano attenzione alle donne migranti, parla l’Imam: “Lettura strumento per integrarsi”

A Ruffano, dove da decenni vive una radicata comunità magrebina, Unde venis? Quo vadis? cercherà di  favorire il confronto e la relazione tra donne migranti e donne italiane mediante l’approccio al libro. .L’associazione Voce alle Donne, in collaborazione con la biblioteca comunale “Don Tonino Bello” di Ruffano e il centro di interazione culturale Dunya di ARCI Lecce cooperativa sociale, dal prossimo mese di ottobre avvierà laboratori di alfabetizzazione e di lettura rivolti ad almeno dodici donne magrebine di Ruffano e otto donne accolte nei progetti di Arci. Non solo, si avvieranno pratiche di interazione e scambi esperenziali con un gruppo di 18 donne dell’associazione “Ettore Pasanisi” di Torre Paduli, soprattutto ex emigrate in Svizzera e Germania, per ritrovare memorie familiari, destini individuali e collettivi, nostalgie e sogni.

Soprattutto per le donne migranti, la lettura è mezzo per imparare la lingua e la cultura del Paese in cui vivono – dice l’imam di Lecce Saifeddine Maaroufi e conoscere la storia del luogo è un modo per integrarsi e farsi conoscere. Un progetto come questo è importantissimo: promuovere la lettura presso la comunità immigrata significa renderla meno straniera. Alle destinatarie si dà, infatti, modo per conoscere il territorio ma anche di condividere la propria storia, la propria poesia e i propri sogni, in chiave di arricchimento reciproco”.

L’Associazione Voce alle Donne

Nell’Unione dei Comuni Andrano Spongano Diso laboratori anche in lis

Dal 25 ottobre al 12 marzo prossimi, nei paesi dell’Unione dei Comuni Andrano Spongano Diso Unde venis? Quo vadis? verrà declinata attraverso performance sensoriali multi-artistiche. Si partirà con un laboratorio di nuovo arrangiamento musicale di un brano della tradizionale pizzica, che poi sarà tradotto nella lingua di origine dei migranti che parteciperanno e, successivamente, nella lingua dei segni con l’aiuto di un interprete LIS. I gesti saranno la coreografia dell’intero brano, che sarà poi ancora “rimaneggiato” in un laboratorio artistico di ri-educazione tattile e visiva fino all’evento finale di esibizione live.

Dalla terra al mare: atelier teatrali e festival sulla costa di levante

I temi legati all’ecologia rappresentano una chiave di volta essenziale di Leggere tra due mari: è lungo questa rotta che Unde venis? Quo vadis? verrà declinato sulla costa di levante dai partner Parco Otranto- Leuca e associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino, con il coinvolgimento delle biblioteche dell’area e altre realtà del terzo settore come Terrarossa e GUS. Il percorso è articolato a partire da laboratori tematici itineranti per arrivare alla realizzazione di tre eventi che si snoderanno lungo i sentieri del Parco costiero, attraversando diversi paesi del basso Salento per giungere a tre luoghi emblematici del patrimonio architettonico del territorio: il Castello di Andrano, il Palazzo Baronale di Tiggiano e il Castello di Tutino.

La storia locale e la stimolazione multisensoriale nel Capo di Leuca

Attività di lettura ad alta voce basate sulla stimolazione multisensoriale riscoprendo la storia locale. È questo il filo conduttore dei laboratori Unde venis? Quo vadis? che da novembre a marzo saranno organizzati nel Capo di Leuca da Sablio, dalle biblioteche di Castrignano del Capo, Salve e Taurisano e dalla sede Arci Lecce di Patù. Le letture saranno accompagnate da laboratori di musica tradizionale per trasmettere il senso di appartenenza ad una comunità e favorire l’inclusione sociale e culturale. In particolare, è previsto il coinvolgimento dell’associazione locale “Sherazade”,  che si occuperà dello storytelling sul territorio, dell’educazione alla lettura e all’ascolto con l’obiettivo di creare fin da piccoli un legame col proprio territorio attraverso la pratica del racconto.

Ad Aradeo, da strumenti musicali a strumenti multimediali d’innovazione

Tra febbraio e aprile, l’associazione Amici della Musica di Aradeo lavorerà soprattutto sulla cultura immateriale, attraverso l’utilizzo di strumenti musicali che evolvono in strumenti multimediali d’innovazione. Il progetto è rivolto principalmente ad adolescenti e giovani che hanno già un’esperienza musicale da cui partire ma è indirizzato anche al coinvolgimento di chi non ha mai praticato la musica, soprattutto migranti e persone con disabilità. Il racconto inizierà con la storia dell’umanità ma le storie vanno stimolate per essere raccolte e avere modo di raccontarle. Per fare questo si partirà dalle fiabe narrate, musicate e rappresentate con piccoli concerti, incontri e situazioni conviviali.

Leggere tra Due Mari è un progetto nato per sostenere la funzione sociale delle biblioteche pubbliche del Salento. Nato da un’idea delle associazioni Libera Compagnia di Aradeo e Amici della Biblioteca di Tuglie, è sostenuto da Fondazione CON IL SUD e Centro per il libro e la lettura, con la collaborazione di Anci e il patrocinio dell’Associazione italiana biblioteche e del Polo Biblio-Museale di Lecce. Sono 15 i comuni coinvolti, attraverso un ampio partenariato formato da 21 realtà associative, istituzionali e imprenditoriali: oltre alle organizzazioni ideatrici, la rete è composta dalle biblioteche comunali di Aradeo, Taurisano, Collepasso, Cavallino, Taviano, da Comune di Andrano, Comune di Collepasso, Unione dei Comuni Andrano-Diso-Spongano, Istituto scolastico di Aradeo, Parco regionale Otranto-Leuca, Amici della Biblioteca di Tuglie, Anima Mundi, Aps Amici della Musica, Casa delle Agriculture Tullia e Gino, Ciàula, Corte Grande Edizioni, Sablio, Università Popolare Aldo Vallone, Voce alle Donne.

Continua a Leggere

Appuntamenti

A Gallipoli c’è Babele, il Festival d’Emergenza

Spettacoli teatrali, workshop e installazioni dal 17 al 19 settembre

Pubblicato

il

Un melting pot di linguaggi artistici. Questo è Babele – Festival Multidisciplinare
d’emergenza, organizzato da ZeroMeccanico Teatro e in programma a Gallipoli dal 17 al 19 settembre prossimi, sotto la direzione artistica di Ottavia Perrone.

Un Festival di Emergenza in un tempo straordinario, che ha reso ancora più impellente e irrinunciabile l’uscire fuori, l’incontro tra il pubblico e gli artisti al fine di nutrimento reciproco. L’arte intesa come cura dell’anima di ognuno.

Spettacoli teatrali, workshop e installazioni che unite alle azioni di guerrilla culturale urbana incendieranno la Città Bella: l’arte e la bellezza strumenti per dare vibrazioni al centro storico e alle periferie, tra incontri in riva al mare o in un grande parcheggio, passando dalle incursioni sui bus urbani.

Babele è sinonimo di caos, possibilità, incontro e confronto. L’arte che non passa attraverso un unico linguaggio, ma si esprime attraverso spazi non convenzionali e tempi di ricerca e sperimentazioni. Ed ecco l’idea di coinvolgere tutta la città, partendo dal Chiostro San Domenico, uno dei gioielli del borgo antico e sede del Laboratorio Urban Liberal’Arte, che
sarà straordinario palcoscenico degli spettacoli in cartellone.

Babele parte venerdì 17 settembre. Dalle 16 alle 19.30 sarà guerrilla: incursioni
estemporanee su gli autobus, sulle spiagge e lontano dal centro cittadino. L’obiettivo quello di creare un cortocircuito tra la performance, il luogo che la ospita e il pubblico che si ritrova inaspettatamente a seguirla.
Dalle 20, il via agli spettacoli nel Chiostro San Domenico. Si comincia con Una Romantica Bestialità a cura di Massimiliano Manieri e Maria Gabriella Marra.
A seguire è la volta di Progetto Topi, primo studio ZeroMeccanico Teatro: prendendo spunto dallo storico esperimento Universo 25, un uomo in una gabbia e con lui tutto il suo mondo minuscolo, ridicolo, spietato e grottesco.

La prima serata si chiude con No Signal, installazione curata da Luisa Carlà.
La guerrilla culturale urbana apre anche la seconda giornata di Babele, sabato 18 settembre.

Alle 20.30, il Chiostro San Domenico ospita Amleto di e con Michele Sinisi. Amleto si trova in una stanza e vive in completa solitudine la sua storia: il mistero di un essere umano chiuso in una stanza assillato da ricordi e immagini da cui non vede l’ora di liberarsi. L’intensità favolosa delle sue utopie che non riesce a sostenere.
Ultima serata del Festival è quella di domenica 19 settembre. Dopo il consueto e ultimo appuntamento guerrilliero attraverso luoghi e momenti di vita cittadini, alle 19.30 l’appuntamento è nel Chiostro San Domenico con il dittico di danza di Equilibrio Dinamico.

La compagnia pugliese porta sul palcoscenico Equal To Men: le Amazzoni, il mito eterno delle donne guerriere in groppa ad un focoso cavallo, l’arco nel pugno, le gambe muscolose nella burrasca, lo sguardo truce sui volti delicati.

A seguire è la volta di Simple Love. Un canto all’amore perduto, un racconto fragile e di
grande intento celebrativo. La gestualità, utilizzata in modo sacro e decifrato come un rito, prenderà il posto del verbo per raccontarsi attraverso corpi
Nelle tre giornate del Festival, il Chiostro San Domenico ospiterà le opere visive di Gabriele Albergo, Luisa Carlà, Lisio Ferri, Marta Lagna, Massimo Pasca, Robine.

Preludio al Festival saranno le giornate del 13 e 14 settembre: a partire dalle 18, in
cartellone all’interno del Chiostro c’è To Be Or, workshop teatrale rivolto a ragazzi sino ai 18 anni (gratuito, consigliabile prenotazione).

Il 15 settembre, start ore 17.30 sarà invece il Parco di via Pirandello a ospitare Dadà. La
Città Bambina, laboratorio per bambini e famiglie (gratuito, consigliabile prenotazione).

Babele – Festival Multidisciplinare d’Emergenza è un progetto di ZeroMeccanico Teatro con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Puglia – Assessorato Cultura e Tutela e Sviluppo delle Imprese Culturali, Comune di Gallipoli – Assessorato alla Cultura, Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura, e il contributo di FNC –
Fondazione Nazionale delle Comunicazioni.
ZeroMeccanico Teatro opera sul territorio pugliese dal 2013 e utilizza l’arte scenica come mezzo trasversale ad altre discipline, in una sinergica contaminazione tra teatro, arte contemporanea e
scrittura. Cura da 8 anni MòVIMENTO. Laboratori per bambini, ragazzi e adulti”, dal 2017 le rassegne indipendenti ContaminAzioni e Piccole ContaminAzioni. Si occupa della direzione artistica del
Gallipoli in Poesia Festival dal 2019, format del Comune di Gallipoli con il sostegno del Teatro Pubblico Pugliese. Realizza percorsi e progetti in collaborazione con gli Istituti Comprensivi e i Licei di Gallipoli. Partecipa con le proprie produzioni teatrali a festival e rassegne.
ZeroMeccanico Teatro è vincitore dell’avviso pubblico della Regione Puglia Periferie al Centro in qualità di partner di Cantieri Teatrali Koreja di Lecce, con il progetto Germogli. È vincitore dell’avviso
pubblico per la destinazione del 5 per mille del Comune di Alezio nel 2017 con il progetto

INSIDE/OUT. Dentro i giovani, fuori le idee.
Gli appuntamenti di Babele – Festival Multidisciplinare d’Emergenza sono gratuiti.
Per Amleto e il dittico di danza di Equilibrio Dinamico, biglietto 5 euro.
I ticket sono acquistabili presso la biglietteria del Chiostro San Domenico.

Info e prenotazioni workshop per ragazzi e spettacoli: 3483819266

Continua a Leggere
Pubblicità

Più Letti

Copyright © 2019 Gieffeplus