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Uggiano intitola i giardini a Bachelet

Il sindaco: “Figura importante per il suo impegno nelle istituzioni repubblicane e per la sua cultura democratica”

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Il Comune di Uggiano La Chiesa, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo e la Parrocchia Santa Maria Maddalena e la Parrocchia San Michele Arcangelo, organizzerà per il 23 febbraio alle ore 9,30 la giornata dedicata a Vittorio Bachelet con la cerimonia di intitolazione dei “Giardini Vittorio Bachelet” situati nell’area antistante il Santuario dei SS. Medici.

Quest’anno ricorre il 90° anno della nascita del noto giurista e Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura ucciso il 12 febbraio 1980 a Roma dalle Brigate Rosse.

E per l’occasione sarà ospite della comunità uggianese Rosy Bindi, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia e testimone dell’omicidio Bachelet.

L’onorevole parlerà con i ragazzi delle Scuole Secondarie e racconterà loro la vita, l’impegno politico e sociale del docente universitario e Vice Presidente del CSM, in quanto, da sua assistente, fu presente la mattina dell’attentato terroristico.
Il programma prevede che alle 9,30 ci sarà la scopertura della targa in marmo nei giardini dell’area del Santuario e poi presso nel vicino l’Auditorium “SS. Medici” ci saranno i saluti del Sindaco Salvatore Piconese, dei due parroci Don Enzo Vergine e don Leopoldo Gnai e il saluto del Sindaco e del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Infine ci sarà, dopo una serie di domande da parte degli alunni della Scuola Secondaria, l’intervento dell’On. Rosy Bindi.


Il sindaco Piconese commenta così: “E’ importante ricordare la figura di Vittorio Bachelet, per il suo impegno nelle istituzioni repubblicane e per la sua cultura democratica. Così come pensiamo sia altrettanto importante tenere vivo il ricordo fra le nuove generazioni della storia d’Italia, in particolare di coloro che sono vittime del terrorismo”.

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Miggiano: “Pedalando su un filo d’acciaio”

A Miggiano, il Colonnello elicotterista, Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano, Carlo Calcagni presenterà il suo libro (giovedì 29 luglio, Ante Theatrum, ore 21): la storia di un soldato, di un militare, di uno sportivo, di un padre, di un amico. È la storia di un uomo sensibile attento ai bisogni dei più deboli

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Appuntamento da non perdere quello in programma giovedì 29 luglio a Miggiano (Ante Theatrum, ore 21) con Carlo Calcagni.

53 anni, classe 1968, appartiene al Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano. È stato un elicotterista e si è ammalato durante la missione Internazionale di Pace nel 1996 nei Balcani, in Bosnia. La sua grandezza sta nell’essere riuscito a trasformare la sua tragedia in forza. La forza di continuare ad andare avanti e a credere ancora nel domani.
Grazie alla sua volontà e alla sua audacia, è riuscito in un certo senso a ingannare se stesso, diventando un atleta paralimpico che ha fatto dello sport la sua ancora di salvezza, la sua luce in fondo al tunnel, affrontando e vincendo moltissime sfide ciclistiche.

Nel suo libro Calcagni racconta il dolore fisico, ma anche quello provocato dalla solitudine, dall’abbandono e dalla paura. Pagine intrise di sudore, di forza e di coraggio. “Mai arrendersi” questo è il suo motto.

A Miggiano, Carlo Calcagni presenterà il libro “Pedalando su un filo d’acciaio”: la storia di un soldato, di un militare, di uno sportivo, di un padre, di un amico. È la storia di un uomo sensibile attento ai bisogni dei più deboli.
Calcagni ogni giorno lotta contro quello che di brutto gli ha lasciato “il nemico invisibile” e non solo. Carlo lotta contro l’indifferenza delle persone, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della disabilità e diversità.
Un libro sofferto, certo, ma carico di energia e amore verso il prossimo.

Dopo l’apertura dei lavori da parte del sindaco di Miggiano Michele Sperti, nel corso della serata interverranno: la senatrice Daniela Donno (capogruppo Commissione Difesa al Senato); il senatore Rosario Giorgio Costa, già sottosegretario alla Difesa; il consigliere regionale Antonio Gabellone; il consigliere regionale Paolo Pagliaro. Presenterà la serata e coordinerà gli interventi Vincenzo Corona (Leccenews24.it).

«Io servitore dello Stato e Vittima del Dovere»

«Per tutti Voi che ancora non mi conoscete:

mi chiamo Carlo Calcagni, sono un Ufficiale del Ruolo d’Onore dell’Esercito.

Un militare, servitore dello Stato e Vittima del Dovere.

Chi è stato un militare, lo è e lo sarà per sempre!

La mia professione?

Una vera e propria passione, oltre all’innata attitudine: paracadutista, pilota e istruttore di Elicotteri.

Sono stato impegnato in più Missioni Internazionali di Pace.

Sono un convinto Patriota: “Siam pronti alla morte…” recita il nostro Inno Nazionale.

Sono le parole più belle e le scriviamo sul nostro cuore, sulla nostra pelle, prima ancora che inizi l’addestramento!

Ubbidiamo ai nostri superiori, Sempre!

Per quelli come me, ubbidire ai superiori è un modo di riverire la nostra Patria.

Nessuno pensi che si possa andare in quei teatri di guerra a prestare soccorso a corpi dilaniati dalle bombe, solo per un salario, anche se di tutto rispetto. 

Senza una fervida fede, non affronti tanto dolore, tante privazioni, tanto disagio.

Io c’ero in quei teatri di sangue; con l’elicottero cercavo di salvare vite umane!

Scendevo abbracciando quei fratelli feriti e li portavo via da quei campi di morte.

Sapevo… tutti noi sappiamo che un angolo di cielo è sempre pronto per noi soldati.

Questa consapevolezza ti rende solo più orgoglioso e ancor più determinato ne fare il tuo dovere.

MAI avrei potuto immaginare che qualcuno fosse a conoscenza, senza informarci, di un altro nemico, più subdolo, più crudele, più vigliacco, che ha un nome ed un cognome: Uranio Impoverito!

La giustizia forse farà luce su questa crudeltà, ma intanto si contano i morti, purtroppo tanti… troppi!

E le sofferenze?  Indescrivibili!

Il dolore, la sofferenza, si accumula alla rabbia quando scopri che il tuo corpo si sta distruggendo non per un colpo di fucile, non per l’esplosione di una mina, ma per un vile attentato alla tua vita da parte di chi avrebbe dovuto proteggerla: la tua Patria!

Vorrei tanto sperare che non sia così!

…..ma devo andare avanti!

Sono un Padre, sono un figlio e sono un uomo, prima ancora che un militare!

La mia passione la bicicletta, l’ho dovuta adattare alla mia nuova tormentata situazione sanitaria.

Adesso è un Triciclo!

Che dolore, che vergogna i primi giorni che la Commissione Medica della Federazione Ciclistica Italiana ha sentenziato questa necessità.

Il mio stato di salute è grave. Anzi, i medici che mi seguono e che si prendono cura del sottoscritto lo definiscono “gravissimo”.

Il mio corpo e tutti i miei organi sono minati.

Oramai vivo girando da un ospedale all’altro. Quintali di medicine, palliativi che non potranno mai guarire ma solo tentare di preservare e rallentare la malattia autoimmune, cronica, degenerativa e irreversibile!

Tutti i miei organi riportano danni, ma non sono solo. Purtroppo non è successo solo a me!

Ci sono altri commilitoni! Ragazzi che muoiono lentamente senza reagire, abbandonandosi, arrendendosi tristemente, alzando la bandiera bianca!

E per noi militari arrendersi è la peggiore situazione morale: arrendersi mai!

Vivere… lottare… crederci e soffrire… ma… mai arrendersi!!!»

Carlo Calcagni

Con “Le Iene” in Tv

Il 25 maggio 2021 anche la trasmissione televisiva “Le Iene” ha trattato la storia del Colonnello del Ruolo d’Onore Carlo Calcagni intervistato da Luigi Pelazza.

Clicca qui per vedere il video de “Le Iene”

 

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Il Salento, i Messapi e la vicina Albania

Suoni, dialoghi, memorie, immagini del Mediterraneo: dal 29 luglio al 1° agosto tra Castro, Diso, Marittima e l’insenatura dell’Acquaviva: incontri, presentazioni, concerti, degustazioni e una “via fotografica” per raccontare il paese balcanico che si proietta nel futuro

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Tra CastroDisoMarittima e l’insenatura dell’Acquaviva appuntamento con “Medifest.

Da giovedì 29 luglio a domenica 1 agosto,  Suoni, dialoghi, memorie, immagini del Mediterraneo“.

La prima edizione del festival, promosso da Regione Puglia (assessorato cultura, tutela e sviluppo delle imprese culturali, turismo, sviluppo e impresa turistica), Teatro Pubblico Pugliese, Puglia Promozione, Piiil Cultura in collaborazione con numerosi partner e  finanziato con fondi a valere sul PO Puglia FESR/FSE 2014/2020 – Asse 6 – Azione 6.8, con la cura scientifica di Geri Ballo e il coordinamento generale di Pasquale De Santis, sarà interamente dedicata all’Albania.

A trent’anni dagli sbarchi a Brindisi e Bari, il festival propone, infatti, quattro giorni di incontri, presentazioni, concerti, degustazioni, letture, proiezioni e una “via fotografica” per raccontare il paese balcanico che si proietta nel futuro con uno sguardo rivolto alla storia e alla memoria.

Proprio in questa doppia direzione la prima serata, giovedì 29 luglio, dalle 19,30, proporrà nella Zona Archelogica di Castro due incontri sui “Messapi: il popolo dei due mari” con gli archeologi Francesco D’Andria e Katia Mannino e “Giovani e Mediterraneo” con la vicesindaca di Tirana Anuela Ristani e Aldo Patruno, direttore generale del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, e dalle 22,30 in Piazza Perrotti lo spettacolo “Nina balla” di Claudio Prima & Seme.

Nel corso delle successive serate si parlerà dell’influenza culturale delle popolazioni Arbëresh, di “Religione, ateismo e albanesità” con, tra gli altri, Monsignor Gjergj Meta e con l’Imam di Tirana Ylli Gurra, del compianto Alessandro Leogrande a del suo sguardo su Albania e Mediterraneo con Christian Raimo e Stela Xhunga, mentre l’editore Besa Muci curerà un focus sulla letteratura albanese con un incontro con Tom Kuka e Anilda Ibrahimi e un reading con la voce di Angela De Gaetano. I “Suoni” saranno affidati al fisarmonicista Admir Shkurtaj che proporrà il progetto Harè con Lindita Hoxha (violino) e Pino Basile (cupaphon, percussioni) e a un abbraccio tra la musica popolare Arbëresh e quella salentina. L’alba di domenica 1 agosto sarà accolta nell’insenatura dell’Acquaviva con il concerto in piano solo di Robert Bisha.

Non mancheranno le “immagini” con la “via fotografica” di Elton Gllava e Fate Velaj e la proiezione del cortometraggio “Omonimia” di Mentor Selmani. La chiusura a Marittima sarà affidata al giornalista Ernesto Assante con un incontro su “Musica e Mediterraneo”.

Ogni sera alle 21,30 degustazioni di piatti messapici, arbëresh e albanesi a cura dell’IPSEO “Aldo Moro” di Santa Cesarea Terme in collaborazione con Puglia in Rosè.
Il festival è promosso da Regione Puglia (assessorato cultura, tutela e sviluppo delle imprese culturali, turismo, sviluppo e impresa turistica), Teatro Pubblico PugliesePuglia PromozionePiiil Cultura e finanziato con fondi a valere sul PO Puglia FESR/FSE 2014/2020 – Asse 6 – Azione 6.8 e realizzato in collaborazione con Apulia Film Commission, i Comuni di Castro e DisoPuglia in RosèIPSEO “Aldo Moro” di Santa Cesarea TermeBesa MuciLibreria Idrusa e Cooperativa Coolclub, con il patrocinio dei Comuni di San Marzano di San GiuseppeChieuti e Casalvecchio di Puglia con il sostegno dell’impresa Anacleto Longo Srl di Poggiardo.

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“Invasione di Campo” a Presicce-Acquarica

Nuova tappa per “Invasione di campo. Il gioco del calcio nel linguaggio e nel racconto della politica” di Pierpaolo Lala e Rocco Luigi Nichil. Stasera nel Castello Medievale di Acquarica gli autori dialogheranno con la sociolinguista e traduttrice Vera Gheno e con Antonio Taurino, docente e attore comico

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Questa sera nel Castello Medievale (Loc. Acquarica), di Presicce-Acquarica, prosegue il tour di presentazione di “Invasione di campo. Il gioco del calcio nel linguaggio e nel racconto della politica“, saggio al confine tra linguistica e narrazione, scritto dal giornalista Pierpaolo Lala e dal linguista Rocco Luigi Nichil, con prefazione di Marco Damilano e postfazione di Filippo Ceccarelli, da poco uscito per Manni Editori.

Dalle 200 (ingresso gratuito fino a esaurimento posti), nell’incontro moderato dalla giornalista Ilaria Lia (giornalista di Piazzasalento), dopo i saluti del sindaco Paolo Rizzo e di Giacomo Palese, dell’associazione “Fili di Giunco”, organizzatrice dell’evento, i due autori dialogheranno con Vera Gheno, (sociolinguista, traduttrice, saggista) e Antonio Taurino (docente e attore comico).

La lunga storia d’amore tra panchine a bordo campo e aule parlamentari nasce in Italia già tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, muove i primi passi negli anni del fascismo, inizia a correre durante la Prima Repubblica e va a segno con le vittorie sportive e politiche di Berlusconi, arrivando con forza immutata fino ai giorni nostri.

Era dunque inevitabile che la lingua della politica fosse contagiata da slogan e metafore provenienti dal mondo del pallone, sia nel gergo dei parlamentari che in quello giornalistico, nei discorsi ufficiali come sui manifesti elettorali.

Certo, i vari assist, pressing e zona Cesarini hanno avuto fortuna anche nella lingua comune; così il lessico immediatamente comprensibile e con il quale gli italiani hanno grande confidenza è stato scelto per rendere familiari alcuni volti, e alcune discese in campo.

Il caso più celebre è sicuramente quello del Cavaliere, ma la connessione tra politica e calcio in Italia è antica, e non conosce cartellino rosso.
Lo spassoso e al contempo scientifico percorso di analisi storica e linguistica è impreziosito dalla prefazione del direttore dell’Espresso Marco Damilano, dalla postfazione del giornalista de la Repubblica Filippo Ceccarelli, da un capitolo a cura del linguista Marcello Aprile e da interventi inediti dei giornalisti Marino Sinibaldi (già direttore di Rai Radio3) e Riccardo Luna (fondatore de “Il Romanista” e firma de “la Repubblica”), del conduttore della trasmissione radiofonica cult Un giorno da pecora Giorgio Lauro, dei comunicatori politici Francesco Nicodemo e Dino Amenduni, delle giornaliste Wanda Marra e Alessandra Sardoni, dell’autore tv Antonio Sofi, dei sociologi Giovanni Boccia Artieri Stefano Cristante, del linguista e giornalista Silverio Novelli, che cura il magazine “Lingua italiana” di Treccani, della storica voce di Tutto il calcio minuto per minuto Riccardo Cucchi, del semiologo Stefano Bartezzaghi e di Edoardo Novelli, responsabile dell’Archivio degli spot politici italiani. Il volume è completato da un glossario (da 0 a 0 a Zona Cesarini/Ciampolillo) con un centinaio tra vocaboli e modi di dire nati nel mondo del calcio e traslati nel dibattito politico.
Pierpaolo Lala, giornalista e operatore culturale leccese, tra i fondatori della Cooperativa CoolClub, si occupa di comunicazione e organizzazione di eventi e festival. Ha dato vita alle rassegne di incontri “Io non l’ho interrotta” e “Conversazioni sul futuro”. 

Rocco Luigi Nichil è ricercatore di Linguistica italiana presso l’Università del Salento. Scrive di sport e lingua per il sito Treccani. È autore del volume “Il secolo dei palloni” (Éditions de Linguistique et Philologie 2018).

 

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