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Attualità

Il coronavirus svuota le acquasantiere

Sta facendo il giro del mondo la decisione della Diocesi di Lugano che impone anche la sospensione della stretta di mano quale segno di pace

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Il Coronavirus riesce dove forse non era riuscita neanche la peste bubbonica: via l’acqua benedetta dalle acquesantiere, l’ostia consegnata in mano e non in bocca, proibito lo scambio del segno della pace tra fedeli. Sono le premurose misure adottate dalla Diocesi di Lugano in Svizzera.

I rituali della Chiesa cattolica romana qui si piegano alle necessità (ed alla follia) dei tempi: questi avvisi arrivano in vista della possibile estensione del contagio in Ticino, implementate seguendo le indicazioni del Consiglio di Stato e del Medico Cantonale.

Accanto a queste norme, principalmente per i fedeli, restrizioni anche per presbiteri e animatori liturgici, dispensati dai loro doveri in caso di sintomi influenzali e cui viene ingiunto di rimanere a casa. Nel comunicato si sottolinea inoltre come è importante che tutto le persone coinvolte nell’eucaristia si lavino e disinfettino più volte le mani e che specialmente “i presbiteri, i diaconi e i ministri straordinari, immediatamente prima di distribuire il Corpo di Cristo ai fedeli, si lavino le mani, possibilmente con un liquido igienizzante”.

Si comunica infine che tutte le misure sono valide immediatamente e fino a nuova comunicazione, e che la Diocesi si riserva il diritto di effettuarne di nuove in caso di necessità.

Stessi (o simili provvedimenti) si stanno prendendo in determinate zone d’Italia dove talvolta la scelta dell’entrate in contatto è lasciata ai fedeli, talaltra la funzione invece è del tutto annullata.

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Specchia: il Cristo sul legno della croce

Il Crocefisso ligneo di Ada Scupola, opera d’arte meravigliosa che dopo questa pandemia sarà donata alla cappella della Madonna del Passo

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Nell’odierna cultura occidentale il grande tema delle visioni del mondo è forse compreso più dall’arte che dalle religioni o dai miti delle ideologie, ormai scomparse.

Dopo la morte degli dei greci e l’affievolirsi del Dio cristiano, l’espressione estetica sembra porsi come una nuova mitologia, nella sua pretesa di interpretare il senso della contemporaneità.

Tuttavia non è raro constatare, in questo scenario, qualche segnale di controtendenza; questo segnale emerge prepotentemente ammirando l’opera meravigliosa di Ada Scupola (insegnante presso la scuola media dell’Istituto Comprensivo “Via Apulia” di Tricase), il “Cristo sul legno della croce“, eseguita con la tecnica dell’incisione e acrilici su legno.

Chiedersi il perché di un’opera d’arte, o meglio, interrogare un’opera d’arte, non significa solo indagarne il significato intrinseco, quanto piuttosto comprendere la dimensione simbolica che essa riveste per la società e per i singoli individui.

Nel caso specifico del lavoro di Scupola cerchiamo di capire in che modo l’opera rilegge il passato, interpreta il presente e indica quello futuro.

Il rapporto tra cristianesimo e arti visive si è sempre configurato, nel passato del mondo europeo, come la storia di una stretta e feconda alleanza, che purtroppo negli ultimi due secoli, a cominciare dal XVIII secolo e con l’affermarsi dell’Illuminismo, è andata incontro ad un progressivo divorzio.

Ada Scupola, invece, sembra recuperare queste distanze che hanno compromesso l’alleanza tra arte e fede, e l’ispirazione artistica del suo lavoro nasce proprio dall’esperienza di fede cristiana; l’opera in sé rivela una capacità creativa e propulsiva che era stata all’origine di realizzazioni scultoree straordinarie nei secoli passati.

Se l’arte contemporanea sembra aver dimenticato il Dio biblico e la sua storia con l’umanità, l’opera di Ada Scupola ripropone all’uomo di oggi la centralità del Cristo, immobile, statico, sulla croce, come un attore sulla scena ma che non recita la parte, perché è Lui la parte principale del progetto di Dio nel disegno di redenzione dell’umanità.

Il secolo scorso si è aperto con il tragico annuncio della morte di Dio, profilandosi all’orizzonte la fine della cristianità.

La Chiesa nel passato costituiva il naturale tessuto connettivo della società e il centro propulsore della cultura e della spiritualità; nello stesso modo desideriamo che anche l’antica cappella della Madonna del Passo di Specchia, a cui sarà donata l’opera di Ada Scupola, diventi il centro propulsore di cultura e fede per le nuove generazioni.

L’artista, col suo generoso slancio, ci offre l’occasione e l’opportunità di recuperare la sacralità non solo del luogo di destinazione ma anche dell’immagine, intesa come porta verso l’infinito, il trascendente, l’assoluto, come ci hanno insegnato gli antichi.

Chiunque si pone di fronte al Crocefisso in legno di Scupola avverte subito la sua dimensione artistica, la sua valenza, e questa arte assume una duplice accezione di “factio” e di “contemplabilitas”, ossia due dimensioni dell’animo umano. L’arte come “factio” suppone la capacità tecnica; non si può essere artisti senza acquisire una adeguata capacità artistica; in questo senso Scupola rivela tutta la sua capacità e professionalità per la realizzazione dell’opera. E lei non poteva prescindere dall’arte come “factio”, come acquisizione dei mezzi tecnici.

C’è poi un’altra dimensione nella sua arte, quella della “contemplabilitas” che ci aiuta a capire che gli artisti che arricchiscono la nostra terra non sono degli artisti minori, perché anch’ essi hanno voluto donarci la “contemplabilitas”, la capacità di contemplare.

Il senso dell’unità che Scupola riesce non solo a vivere ma a trasmettere attraverso la sua capacità tecnica e attraverso la sua ispirazione, è la “contemplabilitas”. Ammirando e contemplando quindi l’opera d’arte si avverte inevitabilmente una certa nostalgia del passato.

Nella cappella della Madonna del Passo siamo colpiti dalla frammentarietà delle proposte artistiche, sia negli spazi antichi sia in quelli contemporanei. Tra queste diverse espressioni figurative, sembra emergere un comune denominatore: lo sguardo rivolto al passato.

Carlo Levi diceva che il futuro ha un cuore antico. Parole splendide! Abbiamo la sensazione, se non la certezza, che Ada Scupola si è lasciata ispirare, immergendosi in un mondo antico congelato.

Viene da chiedersi: la sua è un’attenzione a ricreare un’opera sfolgorante neo-bizantina?

È un tentativo di adozione di una forma stilizzata dal fondo oro, oppure una riproposizione di un asciutto neoprimitivismo medievale di tradizione francescana?

Certo è che si tratti di una brillante rivisitazione di modelli rinascimentali o di stilemi barocchi, l’autrice volta le spalle al tempo presente e il rimpianto per il passato appare il tratto dominante della sua opera.

Il nostro sguardo rivolto al Cristo sul legno della croce ci aiuta a riflettere sulla dimensione dell’uomo nella sua vulnerabilità e nella sua difficoltà ad attraversare le contraddizioni del nostro tempo; ecco perché il mondo ai piedi di Gesù, caduto in una specie di vortice, cerca di uscire e di avvicinarsi alla luce.

L’autrice va oltre il limite dell’arte contemporanea, ossia quello di guardare all’uomo riconoscendo la possibilità di una redenzione, di un riscatto, in un orizzonte della vita dove con la presenza di Gesù regna la pace. Tutto intorno, lontano da Gesù, è caos e confusione.

Si dice spesso che l’arte è a servizio della catechesi e dimentichiamo che l’immagine è innanzitutto una testimonianza di fede che si esprime attraverso forme e colori. Quindi, dono dello Spirito. A proposito di colori notiamo che l’immagine di Gesù è priva di colori perché rappresenta tutte le razze, così come l’effusione dello Spirito è per tutti gli uomini, senza nessuna distinzione.

Ada Scupola è figlia del proprio tempo e, vivendo fino in fondo le contraddizioni e le lacerazioni dell’oggi, si è lasciata ispirare per questa brillante opera lignea affinché la Buona Notizia di Cristo, alfa e omega (segni presenti sulla croce), principio e fine di tutte le cose, possa portare i suoi frutti.

Sarà capace l’uomo di oggi di accettare le sfide della modernità e dei suoi linguaggi? L’opera di Ada ci mette alla prova, fiduciosi nella nostra capacità di dialogare con l’assoluto, in una ricerca continua di dare un senso alla vita. Il mondo ai piedi di Gesù, nell’opera di Ada, è l’immagine del frastuono insistente della nostra società, volta al rapido consumo di ogni aspetto della vita. Tutto ciò si contrappone al silenzio di Gesù, raffigurato con lo sguardo misericordioso rivolto verso l’umanità. Occorre grande coraggio.

Scrive Papa Francesco nel n. 167 dell’esortazione apostolica “Evangelii gaudium” (2013): “È auspicabile che ogni Chiesa particolare promuova l’uso delle arti nella sua opera evangelizzatrice, in continuità con la ricchezza del passato, ma anche nella vastità delle sue molteplici espressioni attuali, al fine di trasmettere la fede in un nuovo linguaggio parabolico. Bisogna avere il coraggio di trovare i nuovi segni, i nuovi simboli, una nuova carne per la trasmissione della Parola, le diverse forme di bellezza che si manifestano in vari ambiti culturali”.

Occorre credere fino in fondo che il Vangelo può fecondare e animare la nostra cultura di oggi, nella ricerca di nuovi segni, di nuovi simboli e di una nuova carne.

Grazie Ada per la preziosa opera d’arte che presto ci donerai, sarà per noi strumento di ammirazione e contemplazione, ricca come è di nuovi segni, di nuovi simboli e di una nuova carne.

Filippo Cerfeda

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Attualità

Fai parlare il tuo silenzio…ti ascolto

Progetto sociale lanciato dal Rotary Club Tricase – Capo di Leuca, in supporto alle conseguenze psico-emotive causate dal distanziamento sociale imposto per il contenimento dei contagi da covid-19

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Per fronteggiare le difficoltà di questo momento, il Rotary Club Tricase – Capo di Leuca, guidato dalla dottoressa Gina Morciano, offre un servizio alla comunità, “perché siamo convinti che il futuro dipenderà da ciò che si riuscirà a fare oggi”.

“Fai parlare il tuo silenzio…ti ascolto” è il progetto con cui il Rotary Club Tricase – Capo di Leuca mette a disposizione un servizio di supporto psicologico alle famiglie in modo che, chiunque ne abbia la necessità, possa elaborare la rivoluzione emotiva, sopraggiunta all’improvviso a sovvertire alcune priorità.

Il Servizio di Consultazione gratuito garantirà uno spazio privilegiato affiancando le famiglie anche in termini di supporto alla genitorialità nelle varie situazioni potenzialmente problematiche di crisi e di sostegno dell’età evolutiva.

Molto importante sarà anche il sostegno alle famiglie che vivono in questo momento ulteriore disagio perché costrette ad affrontare anche tutta una serie di problematiche legate a malattie rare.

Malati fragili che richiedono grandi energie e grande conforto”, ha  precisato la dottoressa Luigia Morciano, pediatra e genetista responsabile malattie rare presso l’ospedale “Cardinale Panico” oltre che  Presidente del Rotary Club Tricase – Capo di Leuca.

Il team a disposizione del progetto sociale sarà guidato dal dott. Giovanni Scarascia, esperto in situazioni di disagio correlate a conflitti allo scopo di focalizzare l’attenzione “sull’allenamento emozionale”.

Il team risponderà ai contatti 324 0439156 – progettotiascolto@gmail.comSkype

La cultura di un popolo”, ha aggiunto la presidente Morciano, “si misura anche dalla capacità di affrontare e superare momenti deboli, momenti critici e quindi sull’ottimizzazione e valorizzazione del concetto di resilienza”.

Quella stessa “resilienza” che il progetto intende diffondere “attraverso il ricorso a strumenti idonei per razionalizzare dubbi, ansie, timori, strumenti per costruire progettualità in un particolare momento storico in cui tutto non sembra più perseguibile e realizzabile”.

Stress traumatico: una condizione che imperversa

Siamo in emergenza medica CoViD-19 e bisogna imparare a gestire ansia, panico, incertezza del futuro con l’obiettivo di elaborare la tragedia ed incanalare la paura verso una nuova progettualità, cercando di cogliere le due facce dell’ansia: una pone l’individuo ad adattarsi alla catastrofe, l’altra sovvertendo a cascata i nostri fisiologici meccanismi di difesa può aumentare il rischio di patologie.

Gestire lo stress o meglio gestire l’eccesso di stress diventa necessario per far fronte a piccole e grandi emergenze, dando una maggiore resistenza.

Non è lo stress in sé a logorare l’individuo ma il prolungamento e l’errata gestione dello stesso. È riconosciuto oggi un sistema di interazione fra sistema nervoso, neuroendocrino ed immunologico definito psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) quale scienza che studia l’organismo nella sua interezza e nell’interazione con l’ambiente. Le situazioni di “allerta” attivano un circuito neuroendocrino che determinano un incremento degli ormoni dello stress da cui consegue un aumento della pressione arteriosa, del colesterolo, dei trigliceridi e della glicemia, rilascio di sostanze infiammatorie, le citochine, che oltre ad alterare la parte interna dei vasi sanguigni producono uno stato di malessere, come fatica, disturbi alimentari, rallentamento psicomotorio.

Superata la condizione stressante l’organismo torna poi in fase di equilibrio e di ricarica di energia. Quando tale alternanza non è più rispettata il nostro sistema immunologico risponde in maniera sbagliata ed incontrollata. Situazioni di allarme psicologico alterano la qualità e la quantità delle sostanze difensive prodotte dal nostro organismo (numero e tipo di globuli bianchi, interferoni, citochine, popolazioni microbiotiche ecc.), causando una compromissione generale della capacità di difesa dall’organismo da parte di virus, batteri ed altri agenti patogeni. L’esposizione a situazioni di stress predispone poi a patologie cardiovascolari, deficit di concentrazione e memoria, palpitazioni, sudorazione, irritabilità, ansia, aggressività, alterazioni ritmo sonno/veglia.

Nel 1980 è stato riconosciuto ufficialmente il Disturbo post-traumatico da stress (DPTS) che può colpire anche bambini ed adolescenti con vari risvolti (ansia, insicurezza, paura, confusione, problemi psicosomatici, evasione scolastica, enuresi). Tanto più piccolo è il bambino tanto maggiore può essere l’attivazione psico-fisiologica dell’intero organismo di fronte agli stimoli esterni. È importante sottolineare che la sensibilità dei bambini li rende più vulnerabili alla paura rispetto all’adulto che per lui rappresenta l’unico punto di riferimento in grado di trasmettere, anche con la comunicazione non verbale, protezione e sicurezza.

Rotary Club Tricase – Capo di Leucasi mette a disposizione della comunità e intende condividere il progetto per trasformare l’attuale grande problema in un’occasione per ricostruire un futuro più sereno per tutti”.

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Taviano, Eventude: mascherine gratis su richiesta

L’associazione culturale no profit, autofinanziandosi, realizza mascherine artigianali in cotone tipo chirurgiche, igienizzabili e riutilizzabili, donandole ai tavianesi ma anche dei paesi e agli abitanti dei paesi vicini

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In questo periodo buio, di particolare paura, incertezza e scoraggiamento, l’associazione culturale no profit “Eventude, gli Amici degli Eventi” di Taviano ha pensato di rendersi utile, autofinanziandosi e senza nessun tipo di sponsorizzazione, realizzando mascherine artigianali in cotone tipo chirurgiche, igienizzabili e riutilizzabili, donandole alla popolazione, non solo tavianese ma anche dei paesi limitrofi, in modo completamente gratuito.

Le mascherine sono realizzate su richiesta, contattando l’associazione tramite la pagina facebook di Eventude e con conferma telefonica al numero della presidente M. Grazia Burlizzi (3270446178).

La consegna delle ordinazioni è effettuata su appuntamento all’esterno della sede, in modo da evitare assembramenti e contatti tra più persone, e in caso di particolare difficoltà o di persone disabili, direttamente a domicilio; sempre con le dovute precauzioni dettate dal decreto legislativo.

Le mascherine sono realizzate dalla presidente Burlizzi, dal vice presidente Vladimir Nuzzo e dai collaboratori Marcos Reho, Simone Nuzzo, Francesca Rainò e Gilda Rainò con l’utilizzo anche di piccoli pezzi di stoffa inutilizzata.

Fino a oggi sono state consegnate più di mille mascherine.

In una città fervente e dinamica come Taviano, radicata nell’ambiente e nella storia salentina, “Eventude, gli Amici degli Eventi” è un’associazione culturale no profit, che nasce dall’idea di un gruppo di amici.

Il nome “Eventude” è la modernizzazione di un’unica parola “eventi” che racchiude un mondo vasto di occasioni e modalità atte alla scoperta e rivalutazione di avvenimenti e circostanze di natura storica, popolare, delle consuetudini, delle usanze religiose e folkloristiche, delle scaramanzie, dei racconti e delle leggende; alla diffusione di eventi moderni come laboratori, concorsi, fiere; alla tutela e promozione d’iniziative che consentono la valorizzazione delle risorse locali nei loro aspetti culturali, ambientali, turistici, enogastronomici, sociali, economici e ricreativi; alla cura di attività sociali di volontariato e solidarietà.

Tante le iniziative e gli eventi organizzati: dal Carnevale Tavianese negli anni 2017 e 2018 al  Presepe Vivente nelle prime due edizioni del 2017 e 2018; dalla consegna dei regali a domicilio da parte di Babbo Natale nella notte del 24 dicembre 2019 con la compagnia del Grinch all’ambientazione e la rappresentazione della Befana in collaborazione con la Fidas di Gallipoli su Corso Roma e la consegna delle calze insieme agli Spazzacamini a domicilio in quest’anno 2020; dalla realizzazione di Gruppi Mascherati con Carro Allegorico negli anni 2018, 2019 e anche per questo Carnevale 2020.

Particolarmente emozionante il tema scelto quest’anno “I Trolls e lo Scazzamurrieddhu salentino” in quanto”, racconta la presidente M. Grazia Burlizzi, “pur non immaginando quello che sarebbe di lì a poco accaduto, ci siamo ritrovati, nella presentazione e nella rappresentazione stessa, ad incoraggiare le persone a superare i momenti di tristezza e di scoraggiamento”.

Filo conduttore dei progetti ed eventi di Eventude è il riciclo di materiali di recupero di vario genere rientranti nel macroprogetto “R alla Terza….Riciclo, Riuso e Rispetto”.

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