Attualità
Operazione “Coriolano”: sgominata organizzazione, arrestati 8 coriglianesi
Dalle 4 dell’alba di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Maglie hanno eseguito 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip presso il Tribunale di Lecce
Dalle 4 dell’alba di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Maglie hanno eseguito 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip presso il Tribunale di Lecce, a carico di 9 persone facenti parte di un’associazione a delinquere finalizzata a commettere una pluralità di delitti: vendita, cessione, trasporto e detenzione di cocaina e marijuana, partecipazione ad una associazione armata, ed ancora estorsione, attentato dinamitardo, danneggiamento. L’operazione, denominata “Coriolano”, ha avuto inizio, come detto, alle 4 di questa mattina, con l’ausilio del Nucleo Elicotteri e delle Compagnie Carabinieri di Tricase, Casarano e Lecce. Otto degli arrestati sono di Corigliano d’Otranto, a partire dal capo dell’organizzazione, il 49enne pluripregiudicato Leonardo Costa, e da sua moglie Cosima Maria Baccaro, 48enne casalinga; poi Renato Puce, intonacatore di 34 anni; Salvatore Luchena, pregiudicato di 58 anni; Paolo Puce, esercente di 38 anni; Luigi Antonio Fonseca, commerciante di 33 anni; Ugo Donno, 21 anni; Antonio Alemanno, operaio di 37 anni. Il 9° arresto ha riguardato un soggetto albanese residente sempre in provincia di Lecce, a San Pietro in Lama: si tratta del 42enne Sokol Myderizi, pluripregiudicato. Le indagini hanno avuto inizio il 27 settembre 2010, in seguito all’attentato notturno a Corigliano d’Otranto ai danni di un commercialista: la deflagrazione provocò ingenti danni. Per quell’episodio venne arrestato, il successivo 15 ottobre, Leonardo Costa, a conclusioni di indagini condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia di Maglie, che dimostrarono l’attività estorsiva di Costa nei confronti del commercialista.
Le accuse nello specifico
PUCE Renato:
a) del reato di cui agli articoli 81 cpv., 110 e 629 cpv. c.p. per avere, in concorso con COSTA Leonardo, arrestato in flagranza il 15.10.2010, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, mediante minaccia, costretto il commercialista del Costa Giannachi Pierluigi a versare, a vantaggio degli autori dell’attentato, la somma di 18.000 euro, poi ridotta a 20.000 euro, quale prezzo per far passare l’azione violenta;
COSTA Leonardo e PUCE Renato:
b) del reato di cui agli articoli 110, 81, 635 cpv. n. 1), 61 n. 2, c.p. e articolo 4 L. n. 895/1967, per avere, in concorso tra loro, al fine di eseguire il reato di cui al capo a), illegalmente portato in luogo pubblico un ordigno esplosivo che veniva collocato e fatto esplodere sulla finestra dello studio professionale di Giannachi Pierluigi, distrutto o comunque deteriorato lo studio stesso;
COSTA Leonardo, BACCARO Cosima, PUCE Renato, MYDERIZI Sokol:
c) del reato di cui agli articoli 110, 81 cpv. c.p., e articoli 2 e 4 L. n. 895/1967 per avere, in concorso tra loro, con più azioni in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, COSTA, BACCARO e PUCE detenuto e portato illegalmente quattro pistole ed un fucile, calibro e marca con potuti accertare, cedendo quindi due di quelle pistole a MYDERIZI, il quale le riceveva e portava illegalmente;
COSTA Leonardo, BACCARO Cosima Maria, PUCE Renato, FONSECA Luigi, DONNO Ugo, MYDERIZI Sokol, LUCHENA Salvatore,
d) del reato di cui all’art. 74 commi 1, 2 e 4, DPR n. 309/90, per essersi associati al fine di commettere più delitti di acquisto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana, assumendo;
COSTA Leonardo, BACCARO Cosima Maria, PUCE Renato, LUCHENA Salvatore, FONSECA Luigi, DONNO Ugo e MYDERIZI Sokol:
e) del delitto di cui agli articoli 81 cpv. e 110 c.p., 73 DPR n. 309/90 per avere, in concorso tra lor, con più azioni in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, illecitamente acquistato, trasportato, ricevuto, occultato e ceduto sostanza stupefacente del tipo cocaina;;
COSTA Leonardo, PUCE Renato, PUCE Paolo:
f) del delitto di cui agli articoli 81 cpv., 110 c.p. e 73 DPR n. 309/90 per avere, in concorso tra loro, con più azioni in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, illecitamente COSTA Leonardo acquistato, detenuto e ceduto, chili 9,5 di marijuana;
ALEMANNI Antonio:
g) del reato di cui agli articoli 81, 635 cpv. n. 3), 61 n. 1 c.p. e art. 4 L. n. 895/1967, per avere, agendo per motivi abietti o futili, illegalmente portato un ordigno esplosivo che posizionava e faceva esplodere all’interno della cabina telefonica TELECOM ubicata in piazza Vittoria di Corigliano d’Otranto, distruggendola o comunque rendendola inservibile.
INIZIO DELL’ATTIVITA’ DI INDAGINE
L’indagine ha avuto inizio il 27 settembre 2010, alle 00.40, a seguito dell’attentato a Corigliano d’Otranto ai danni di un commercialista la cui deflagrazione provocava inventi danni e a seguito del quale veniva tratto in arresto il 15 ottobre 2010 COSTA Leonardo, a conclusioni di indagini condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia di Maglie, che dimostrarono l’attività estorsiva di COSTA nei confronti del commercialista.
L’ESTORSIONE
L’attività estorsiva posta in essere dal COSTA Leonardo si svolge in vari fasi. Infatti dopo l’attentato del 27 settembre 2010, il 05 ottobre sempre verso sera, COSTA Leonardo, cliente dello studio per la tenuta della contabilità della sua attività commerciale, si presentava presso lo studio. COSTA Leonardo si presentava la seconda volta presso lo studio di GIANNACHI, avanzando una richiesta di denaro di euro 20.000,00 che sarebbe servita per la sua tranquillità e per la quale egli stesso si impegnava quale garante verso fantomatiche terze persone.
Il pomeriggio dell’11 ottobre 2010, COSTA Leonardo raggiungeva nuovamente lo studio di GIANNACHI e, nell’occasione, otteneva dalla parte lesa la disponibilità a ricevere nello stesso pomeriggio una prima parte del denaro, nell’ordine di euro 10.000,00, in relazione al totale di euro 18.000,00. Per tale ultima ragione veniva predisposto apposito servizio, supportato dalla registrazione della conversazione che avveniva nello studio di GIANNACHI.
L’ascolto e l’osservazione diretta veniva eseguita dai Carabinieri in ascolto e nel momento in cui registravano la ricezione del denaro da parte di COSTA ed il suo allontanamento dallo studio, allertavano il resto del personale dislocato e nascosto a ridosso dello studio e dell’autovettura Mercedes SW di colore grigio, con la quale egli era giunto alle ore 16,30. Appena raggiungeva la propria autovettura parcheggiata sul ciglio opposto rispetto allo studio commercialista dal quale era uscito, veniva fermato e trovato in possesso di una busta di colore giallo nella quale era contenuto il denaro, traendolo in arresto
Le indagini consentivano di individuare anche il ragionevole movente dell’attentato e della conseguente estorsione in danno del commercialista GIANNACHI Pierluigi: invero emergeva che il professionista aveva inviato a PUCE Paolo (fratello di Renato) una raccomandata con la quale lo invitava al pagamento di € 6.000,00, quale onorario per l’attività fiscale svolta sino al maggio 2007 ed ancora insoluta.
SVILUPPO DELL’ATTIVITA’
Il giorno dopo il citato episodio criminoso veniva dato inizio ad una complessa e corale attività investigativa, da parte del Nucleo Operativo della Compagnia di Maglie e della Stazione di Corigliano d’Otranto, supportata da una serie di attività tecniche di intercettazioni telefoniche ed in particolare ambientali e telefoniche terminate nel mese di dicembre scorso. Le indagini hanno fatto emergere un’articolata organizzazione operante in particolare nel comune di Corigliano d’Otranto, epicentro del sodalizio criminale per la presenza del capo della stessa, COSTA Leonardo, un ex sorvegliato speciale antimafia, e di alcuni comuni limitrofi, Maglie, Cutrofiano, Melpignano, Sogliano Cavour, interessando anche Galatina e Galatone, dedita al traffico di cocaina, con l’aggravante della detenzione di armi. Il capo del gruppo, come detto, è Leonardo COSTA che continuava a dare disposizioni al proprio gruppo nonostante fosse ristretto in carcere, attraverso la moglie divenuta sua facente funzione una volta in carcere, e attraverso un suo uomo di fiducia, PUCE Renato che, viste le circostanze, stringe un legame particolare con la moglie del boss.
Gli indagati complessivamente sono stati 30.
Tutti i soggetti appartenenti alla citata associazione condividevano il medesimo illecito interesse, realizzato mediante una ben avviata rete di vendita di sostanze stupefacenti: l’attività è assicurata da articolate forme di copertura comune, costituite da contatti telefonici costanti tra i coindagati, idonei ad eludere le investigazioni ed i controlli di Polizia.
L’ASSOCIAZIONE FINALIZZATA ALLO SPACCIO DI COCAINA E L’ATTIVITÀ DI SPACCIO.
L’indagine ha consentito di delineare la compagine criminale capeggiata da COSTA Leonardo e dedita stabilmente allo spaccio di cocaina, fornita per massima parte da MYDERIZI Sokol. Proprio il momento conseguente l’arresto di COSTA ha messo in evidenza i vincoli associativi tra i soggetti che, sebbene in precedenza avessero avuto in tale attività un ruolo marginale, atteso il pieno e diretto controllo da parte di COSTA, si mostravano immediatamente disponibili ad applicarsi all’attività criminale, sia per la parte concernente lo spaccio dello stupefacente ancora in possesso del gruppo, sia per l’acquisizione di nuovi quantitativi, sia infine per il recupero dei crediti rivenienti da precedenti forniture.
Il detto gruppo criminale aveva la capacità di distribuire sul mercato circa mezzo kilo di cocaina al mese, sostanza stupefacente che in buona parte veniva acquistata con il provento di numerose estorsioni nei confronti di commercianti e professionisti del posto, solo due dei quali hanno sporto denuncia.
ARRESTO E SEQUESTRO
Durante le varie fasi dell’indagine, a riscontro delle intercettazioni telefoniche e ambientali, è stato effettuato l’arresto di BACCARO Cosima Maria, moglie del COSTA. La mattina del 22.12.2010 i Carabinieri di Maglie eseguivano una perquisizione domiciliare presso l’abitazione della BACCARO rinvenendo, proprio nel nascondiglio individuato sotto le tegole, un vasetto di vetro al cui interno erano custoditi grammi 10 di cocaina, nonché in una busta in cellophane un bilancino elettronico di precisione. Per completezza si rappresenta anche che in uno mobile del vano cucina veniva rinvenuto anche un altro vasetto di vetro contenente circa 120 grammi di mannite, sostanza utilizzata per il taglio della cocaina.
IL RUOLO DI PUCE RENATO
Il PUCE svolgeva il ruolo di persona dedita ad assicurare, anche attraverso azioni violente, il recupero delle somme dovute all’organizzazione dai sodali e da terzi per lo spaccio di stupefacente, di una lunga serie di crediti vantati nei confronti di soggetti a cui era stata fornita cocaina in conto vendita e che non avevano ancora provveduto a pagare, nonché procedere alla trattazione ed alla manipolazione delle sostanze stupefacenti del tipo cocaina, mischiata con sostanze da taglio e bicarbonato. Definito ragioniere del gruppo, teneva i conti a scalare dei crediti che il Costa vantava nei confroni di altri distributori di stupefacente e di tossici; vero e proprio braccio destro del capo, continua ad essere un costante punto di riferimento della moglie del Costa, sua vicaria durante il periodo di detenzione del marito, obbedendo a qualsiasi richiesta di quest’ultima.
I CONTATTI CON UN GRUPPO CRIMINALE DI CASAL DI PRINCIPE (CE).
Durante l’attività è stato inoltre evidenziato il contatto tra il gruppo criminale salentino e un gruppo criminale di Casal di Principe (CE) che fa capo a BUONANNO Antonio e suo fratello Raffaele, (entrambi i fratelli risultano avere precedenti penali per reati vari ed anche per armi).
IL RUOLO DI SOKOL MYDERIZI
In tale contesto si evidenzia il ruolo di fornitore svolto da MYDERIZI Sokol. Già dall’inizio dell’attività si documentava l’attività di intenso traffico di cocaina che l’arresto di COSTA aveva interrotto, e, contestualmente, emergeva il ruolo fondamentale di MYDERIZI Sokol che aveva rifornito COSTA Leonardo nell’ultimo periodo antecedente la sua cattura di cocaina, nell’ordine di non meno di grammi 700, destinata agli altri spacciatori. Egli stesso, come visto in precedenza, era creditore di somme di denaro, da parte di COSTA Leonardo, pareggiate con la consegna di danaro e di armi.
TRAFFICO DI MARIJUANA
Il gruppo, si interessava anche di traffico di marijuana: nel corso delle conversazioni emergeva che COSTA aveva consegnato a PUCE Paolo in conto vendita 9,5 chili di marijuana per un controvalore di 40.000 euro, solo in parte versati.
LA DISTRUZIONE DELLA CABINA TELEFONICA IN CORIGLIANO lL’11.12.2010.
L’episodio avveniva la notte del giorno 11.12.2010 tra le ore 02,00 e le ore 06,00 allorquando ignoti facevano esplodere un piccolo ordigno all’interno della cabina telefonica posta in piazza Vittoria, distruggendola. Nel corso delle intercettazioni emerge responsabilità del nipote della BACCARO, ALEMANNI Antonio in ordine all’attentato esplosivo. Questo attentato mette inrisalto, oltre alla disponibilità e capacità di utilizzo di polvere nera da parte del gruppo, dopo l’attentato al Giannachi, anche ed ancora di più il ruolo di vicario del capo della Baccaro che si arrabbia moltissimo con il nipote per il gesto perchè aveva attirato i carabinieri a Corigliano ed anche a casa sua, ordinandogli di non fare più bravate del genere e di non passare più ne da lei ne dal chiosco in piazza, dando prova della sua autorità senza la necessità che dovesse intervenire il Costa dal carcere.
Appuntamenti
Il Premio Lilt e l’Accessibilità
19° premio Flavia Inguscio e Vittorio Velotti. Al via le candidature on-line. Lilt lecce celebra l’impegno del volontariato sul territorio. Cerimonia l’8 marzo a Melissano
Da anni l’8 marzo rappresenta una data simbolica per il mondo del Volontariato: è il giorno in cui si rinnova l’appuntamento con il Premio Flavia Inguscio e Vittorio Velotti, storica manifestazione organizzata dalla Delegazione LILT di Melissano in collaborazione con LILT Lecce e il patrocinio del Comune di Melissano, giunta alla 19esima edizione.
Anche quest’anno il cineteatro Aurora, in piazza Garibaldi, farà da cornice alla cerimonia, in programma a partire dalle ore 18.
“Solidarietà dentro e oltre le Istituzioni” è il principio-guida che ispira da sempre il Premio Inguscio-Velotti, volto a riconoscere l’impegno di chi opera nel mondo del volontariato.
Un’attenzione particolare è riservata a chi agisce nel silenzio, nell’umiltà e nella discrezione, incarnando pienamente lo spirito del riconoscimento, rappresentato dall’ape, simbolo del Premio, «umile e laboriosa, lavora senza chiedere nulla in cambio», come amava ricordare Vittorio Velotti.
Come da tradizione, anche l’edizione 2026 sarà caratterizzata da un tema principale, un filo conduttore che accompagnerà gli interventi dal palco e le premiazioni.
Il tema-cardine del 19° Premio Flavia Inguscio e Vittorio Velotti è l’Accessibilità, intesa come la capacità del volontariato di rendere fruibili i servizi essenziali in ambito sanitario, ma anche culturale, sportivo e civile; di contrastare le disuguaglianze, intercettare le fragilità e promuovere un’azione di prossimità concreta e inclusiva sul territorio.
Saranno assegnati, come di consueto, due premi principali – uno per la categoria Operatore sanitario e uno per Operatore non sanitario – una Menzione speciale e un riconoscimento Alla memoria.
A questi si aggiungeranno i Riconoscimenti di merito, attribuiti sulla base delle segnalazioni pervenute alla LILT e valutate dalla commissione del Premio, presieduta da Paolo Scarcella e composta, tra gli altri, dalla presidente della Lega contro i tumori di Lecce, dott.ssa Simonetta Pepe; dal dr. Carmine Cerullo, presidente del Comitato tecnico-scientifico LILT Lecce; dal dr. Giuseppe Serravezza, direttore del Centro Ilma–LILT Lecce; da Medea Velotti, figlia di Flavia e Vittorio.
La serata sarà condotta da Monia Saponaro.
Le candidature per l’assegnazione dei premi dovranno essere presentate on-line, compilando (entro il 20 febbraio 2026) l’apposito modulo disponibile al seguente link: https://www.legatumorilecce.org/premioingusciovelotti/
Il Premio “Inguscio-Velotti” nasce nel 2006 su impulso di Vittorio Velotti, primo fondatore, nel 1992, della delegazione LILT di Melissano, in memoria della moglie Flavia Inguscio, figura emblematica di impegno civile e dedizione agli altri. Fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta nel 2005 all’età di 59 anni, Flavia è stata una delle volontarie più attive della locale delegazione LILT. La scelta dell’8 marzo non è casuale: in questa data ricorre infatti il compleanno di Flavia. Con passione, amore e dedizione, Vittorio Velotti ha coordinato il Premio sino all’edizione del 2018, l’ultima prima della sua scomparsa.
Attualità
Sha.K.E., la call europea per rafforzare il Terzo Settore
Formazione, networking internazionale, formazione sull’ IA e trasformazione digitale per ONG e non profit di Italia, Lituania e Bulgaria. Le domande devono pervenire entro il 28 gennaio. Partecipazione gratuita. Ecco come partecipare
Un’occasione concreta di crescita, formazione e cooperazione europea per il mondo del non profit.
È aperta la Call for Participants del progetto Sha.K.E. – Sharing e-Knowledge to Empower Communities, iniziativa finanziata dal Programma Erasmus+ e rivolta a organizzazioni del Terzo Settore interessate a investire sulle competenze digitali e sull’innovazione organizzativa.
Il progetto coinvolge Italia, Lituania e Bulgaria e mette a disposizione sette posti per ciascun Paese, destinati a ONG e organizzazioni non profit desiderose di rafforzare la propria capacità operativa e comunicativa attraverso percorsi formativi di respiro internazionale.
Sha.K.E. nasce con l’obiettivo di accompagnare le organizzazioni partecipanti in un processo di trasformazione digitale, fornendo strumenti pratici per la gestione delle attività, la comunicazione e il lavoro in rete.
Un percorso che punta anche allo scambio di buone pratiche tra realtà europee, favorendo il dialogo e la costruzione di relazioni durature tra operatori del settore.
Il programma prevede una prima fase di formazione online, con un corso di conversazione in lingua inglese della durata complessiva di 30 ore, in calendario nel mese di febbraio.
Le lezioni, articolate in due incontri settimanali, mirano a rafforzare le competenze comunicative dei partecipanti e a creare un gruppo di lavoro coeso in vista della successiva attività in presenza.
Cuore del progetto sarà la formazione residenziale a Lecce, in programma dal 14 al 21 aprile, per un totale di 30 ore di training.
Il percorso, interamente in lingua inglese e curato da TechSoup Italia, affronterà temi chiave come l’uso strategico degli strumenti digitali nel non profit, le migliori pratiche di innovazione tecnologica e metodologie di lavoro pratiche e collaborative.
Le attività si svolgeranno tra mattina e pomeriggio, dal mercoledì al lunedì, con esclusione della domenica.
Un aspetto di particolare rilievo è la copertura integrale dei costi: per i partecipanti internazionali il progetto finanzia viaggio, alloggio e vitto, rendendo l’esperienza accessibile anche alle organizzazioni con risorse limitate.
Le organizzazioni interessate possono presentare la propria candidatura seguendo le indicazioni fornite dai promotori del progetto.
La scadenza per l’invio delle domande è fissata al 28 gennaio.
Compila qui il modulo Google per partecipare.
Con Sha.K.E., il Terzo Settore europeo è chiamato a cogliere una sfida attuale e strategica: rafforzare competenze e reti per rispondere in modo più efficace ai bisogni delle comunità, attraverso il digitale e la cooperazione internazionale.
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Attualità
L’ultima bottegaia di Miggiano
Ha chiuso i battenti la “Puteca” di alimentari di Donata Cosi, dal 1964 un luogo di socialità e accoglienza dove trovare calore e gentilezza
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Il chiacchiericcio paesano aveva anticipato che la “Puteca” di alimentari di Donata Cosi avrebbe chiuso i battenti.
Avrebbe cessato definitivamente la sua attività.
La voce ha destato tra la gente una sorta di tristezza, di malinconia perché era un po’ come se si chiudesse un capitolo importante della storia della comunità.
Una storia fatta di aggregazione, di prossimità e qualche volta di amicizia.
Sì, perché la bottega non era soltanto il punto di riferimento per la spesa giornaliera e diretta, ma anche un luogo di socialità e accoglienza dove trovare calore e gentilezza.
Transitando per via Pigni, talvolta la si trovava sull’uscio del suo Alimentari (così segnala l’insegna posta sul suo negozio).
La si vedeva col suo camice bianco lindo e ordinato, mentre osservava il viavai dei passanti.
Era di sicuro una delle sue pause.
Un modo per interrompere la routine lavorativa e scambiare in quell’intermezzo un saluto, un ciao, un sorriso.
Per parlarci della sua attività di “puticara” Donata ci ha accolto in negozio, ormai chiuso.
Molti scaffali e ripiani erano ormai vuoti di alimenti, sgombri delle merci che ne occupavano gli spazi.
La disposizione delle suppellettili aveva subito un radicale cambiamento.
Tale da suscitare un senso di vuoto, quasi di desolazione.
Dopo uno scambio di saluti e una naturale empatia, Donata si è raccontata partendo da quando ha iniziato il suo lavoro di bottegaia: «I miei genitori aprirono l’attività nel 1964. Qui, in via Pigni. Erano contadini e la decisione maturata prefigurava la possibilità d’una crescita economica. Non erano tempi facili perché la clientela, fatta eccezione per pochi era composta perlopiù da contadini. Persone che vivevano dei frutti della loro terra e con un guadagno che non dava sempre la certezza d’una vita decorosa. Gente che viveva sudate giornate che consentivano loro appena una vita modesta. Per cui i primi tempi per i miei genitori furono faticosi».
Mentre narrava la storia della sua bottega leggo nel tono della voce di Donata una stretta d’emozione.
I suoi occhi erano intrisi di uno strano bagliore e la sua fronte corrugata accentuava le sue sfumature.
Il tono della sua voce, però, era fermo, energico e, a tratti, risoluto. Ho notato i suoi capelli che tendono sul riccio, quasi del tutto bianchi con qualche venatura di nero.
Dal suo parlare ho compreso come lei non sia una persona assuefatta all’immagine, a quell’estetica compulsiva cui anche i giovanissimi oggigiorno ricorrono per ritocchi e ritocchini alterando a volte la naturale bellezza.
Hoi chiesto a Donata cosa è cambiato nella gestione della bottega quando è subentrata ai genitori: «Non molto. La cultura contadina si è protratta fino alla fine degli anni ’70 e le persone non avevano raggiunto un equilibrio economico tale da permettersi una certa serenità. La gente continuava a venire in bottega ma non tutti potevano pagare al momento quanto richiesto. Avevo una “libretta” (taccuino) dove annotavo le spese di quegli agricoltori che non avevano i soldi per pagare subito. Alla fine del mese quasi tutti saldavano i conti. C’era anche chi se la passava bene. Qualche proprietario terriero, dei latifondisti. Venivano volentieri a fare la spesa nella mia bottega perché gradivano i miei prodotti, i miei alimenti …».
Dopo un attimo di pausa, Donata è tornata con la memoria al suo passato, evocando i giorni lontani della sua prima giovinezza, più ancora della sua adolescenza. I suoi erano giorni pieni d’incanto, di sorrisi festosi e allegri, di giochi semplici e divertenti con le sue coetanee.
La sua figura sembra affiorare da quei racconti di Renato Fucini, dove il lavoro è uno dei capisaldi della dignità umana. E le distrazioni, i divertimenti rimangono traccia indelebile nella memoria.
Lo ho chiesto quali siano i suoi ricordi più vivi, quelli che hanno lasciato una traccia nel suo cuore durante tutto il percorso lavorativo. «Si lavorava tanto», ha spiegato accompagnando il suo voice con un sospiro, «rammento con gioia e piacere alcune vecchiette che venivano per una richiesta modesta ma non potevano pagare e mal celavano un certo imbarazzo… Allora io davo loro quanto chiedevano, aggiungendo che mi avrebbero pagato quando sarebbe stato possibile. Poi c’erano un’infinità di ragazzini (altro che l’inverno demografico di oggi!) che si presentavano in bottega con la 10 lire oppure la 5 lire e riempivano le tasche di caramelle e leccornie varie».
Cosa farà ora Donata? «Mi prenderò una lunga pausa e godrò del tempo libero come ma ho potuto fare prima. Non guarderò l’orologio della vita con la frenesia e la foga con cui ho dovuto fare i conti in questo lungo tragitto. Finalmente deciderò senza vincoli della mia libertà… sempre continuando a lavorare».
Prima di congedarci ha raccontato anche che «ho ricevuto parole di apprezzamento e di stima da parte del sindaco Michele Sperti e degli altri amministratori comunali che mi hanno consegnato un attestato in pergamena. Sono loro grata per questi riconoscimenti».
Alberto Scalfari
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