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Cronaca

A Palmariggi «ennesima tragedia in cantiere edile»

La Cgil Lecce: «Fenomeno preoccupante, subito una campagna informativa unitaria»

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Cordoglio e rabbia per la morte di Fabio Sicuro, operaio edile 39enne di Martano.


L’operaio era iscritto da anni alla Fillea, la categoria della Cgil che tutela i diritti dei lavoratori edili.


La Cgil Lecce si stringe intorno alla famiglia ed esprime rabbia e disappunto per l’ennesima morte sul lavoro.


«Le tragedie sul luogo di lavoro sono delle ferite aperte del tessuto sociale ed economico del territorio. Stavolta purtroppo siamo stati colpiti nel vivo, perché Fabio era un lavoratore iscritto alla Fillea e vicino al nostro sindacato. Esprimiamo dolore e vicinanza alla famiglia, a cui va il cordoglio più profondo da parte di tutta la Camera del lavoro territoriale e della categoria», dicono le segretarie generali provinciali di Cgil e Fillea, Valentina Fragassi e Simona Cancelli.


La tragedia di Palmariggi, dove Fabio era impegnato con altri colleghi nei lavori di manutenzione di un casolare, si somma al lungo elenco di “morti bianche” che hanno colpito la Puglia e la provincia di Lecce in particolare dall’inizio dell’anno. Un recente studio dell’Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre ha inchiodato il territorio alle sue responsabilità: 13 morti sul lavoro nei primi 7 mesi dell’anno nel Salento, 49 in Puglia, ben 677 in Italia (quasi 100 al mese). E purtroppo il bollettino si è aggravato ad agosto e settembre.

«Servono investimenti in informazione, formazione, sicurezza, controlli e cultura. Tutti i soggetti in campo devono fare qualcosa, sia a livello finanziario sia a livello normativo. Nel nostro piccolo faremo la nostra parte: è l’ora di lanciare sul territorio una grande campagna informativa unitaria, insieme con Cisl e Uil, perché non è accettabile uscire da casa per lavorare e non tornare più», spiega Fragassi.


Cancelli entra nel dettaglio del settore edile, che purtroppo detiene il triste primato di comparto più colpito dalle morti bianche: il su citato studio ha contato 64 vittime tra gennaio e luglio.


«Non spetta a noi esprimerci sulle cause dell’incidente, sulle quali la magistratura farà luce. Spiace constatare come non appena si percepiscono segnali di ripresa, l’edilizia fa registrare anche un aumento proporzionale degli incidenti nei cantieri. Chiediamo da anni, come Fillea, maggiore attenzione al tema della sicurezza, proponendo la patente a punti sul rispetto delle norme contrattuali e contro gli incidenti, ma abbiamo proposto anche l’introduzione del reato di omicidio sul posto di lavoro. Sono misure di impatto, anche per garantire il rispetto delle misure. Spesso i ritmi vertiginosi a cui sono sottoposti gli operai per ultimare i lavori, ma anche le economie sul costo del lavoro, che si traducono in inopinati risparmi sulla sicurezza, sono alla base dell’incidentalità nei cantieri».


Cannole

Cannole: ordigno sull’uscio nella notte

Danneggiato l’edificio, adibito a casa vacanza, di proprietà di un investigatore privato residente a Trepuzzi dove ha sede l’agenzia investigativa

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Attentato intimidatorio nella notte ai danni di un investigatore privato.

Fortunatamente non vi sono stati feriti ma solo tanta paura per la forte deflagrazione, avvenuta intorno alle due di notte, che ha messo in allarme gli abitanti di via San Giovanni a Cannole.

Danneggiato l’edificio adibito a casa vacanza, di proprietà del 55enne professionista del luogo, in frantumi i vetri delle finestre di una casa vicina. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Bagnolo del Salento e i loro colleghi della Compagnia di Maglie che hanno avviato le indagini.

L’edificio utilizzato di rado al momento era disabitato anche perché l’investigatore privato è residente a Trepuzzi, dove sono anche gli uffici della sua agenzia investigativa.

La maggior parte di casi di cui si occupa l’investigatore privato con la sua agenzia son legati a tradimenti nei rapporti di coppia. Proprio questa l’ipotesi su cui gli inquirenti starebbero indirizzando le loro indagini.

Nel frattempo sono state già visionate le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona dove è stato fatto esplodere l’ordigno e sono al vaglio eventuali testimonianze.

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Carmiano

Violento incidente con feriti: estratto dalle lamiere uno dei conducenti

Violento schianto tra due furgoni in mattinata alla periferia di Carmiano: vigili del fuoco sul posto con 118 e forze dell’ordine

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Violento incidente in mattinata tra Monteroni e Carmiano con coinvolgimento di due mezzi.

Un Iveco Daily che trasportava del pesce surgelato ed un Fiat Doblò adibito al trasporto di uova si sono scontrati attorno alle 9e10 in strada comunale esterna Monteroni, nel territorio di Carmiano.

A bordo dei due mezzi, rispettivamente, un ragazzo di 22 anni ed un uomo di 62. È stato quest’ultimo a patire le conseguenze peggiori: la violenza dell’impatto ha piegato le lamiere dei due mezzi, intrappolandolo.

Una squadra di vigili del fuoco di Veglie lo ha estratto dalle lamiere e consegnato ai sanitari del 118.

Entrambi i conducenti coinvolti sono stati poi condotti in ospedale, presso il Vito Fazzi di Lecce.

Foto e video

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Andrano

Tricase: patteggiano sei mesi dipendenti Arpal assenteisti

I due dipendenti Arpal sono stati reintegrati al lavoro dopo aver risarcito il danno erariale nei confronti della Regione Puglia costituitasi parte civile

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Hanno patteggiato (accolta la tesi difensiva e accetata la quantificazione della pena) 6 mesi di reclusione C.N., 61 anni di Andrano  e G.P., 60 anni di Tricase, dipendenti dell’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro presso la sede di Tricase.

Sia la donna di Andrano (rappresentata dall’avv. Ivana Quarta) che l’uomo di Tricase (rappresentato dall’avv. Claudio Pispero) erano accusati di assenteismo.

I due dopo le segnalazioni giunte alle forze dell’ordine erano stati pedinati e filmati dai carabinieri della Compagnia di Tricase da fine novembre 2020 fino a metà febbraio 2021.

I carabinieri li avevano ripresi in orario di lavoro al bar, al supermercato, in tabaccheria o nei pressi di casa propria.

Il tutto mentre risultavano regolarmente in ufficio dopo aver strisciato, o essersi fatto strisciare, il badge per la presenza.

All’epoca furono sospesi dal servizio per un mese con una misura interdittiva disposta dal gip Simona Panzera.

I due dipendenti Arpal sono stati reintegrati al lavoro dopo aver risarcito il danno erariale nei confronti della Regione Puglia costituitasi parte civile.

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