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Cronaca

Abusivismo edilizio: pizzicati in 4 tra Ruffano, T.S. Giovanni e Sant’Isidoro

Ampliamenti di strutture, piscine, vani ed altre costruzioni in zone sottoposte a vincoli e senza le dovute autorizzazioni: segnalati tre uomini e una donna

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Quattro deferimenti nelle scorse ore in seguito a controlli dei carabinieri che hanno evidenziato opere abusive tra Ruffano, Ugento e Nardò.

Nel territorio ruffanese la Forestale di Tricase ha sorpreso una donna, proprietaria di un terreno situato in un’area classificata come “zona agricola”, aver realizzato opere edili consistenti in un ampliamento di un fabbricato esistente. Nello specifico erano stati creati un vano, un pergolato, una struttura in legno e una piscina, in assenza del previsto titolo abilitativo.

A Torre san Giovanni, invece, in territorio di Ugento, gli stessi militari della stazione di Tricase hanno deferito in stato di libertà il proprietario di un terreno situato in “zona agricola di salvaguardia e interesse ambientale”. Aveva realizzato 6 fabbricati con struttura portante in muratura, oltre a pergolati ed altre opere minori, in assenza di permesso di costruire e autorizzazione paesaggistica, in zona dichiarata bene paesaggistico come area di notevole interesse pubblico e sottoposta a vincolo idrogeologico.

I carabinieri di Gallipoli invece, a Sant’Isidoro, nel Comune di Nardò, hanno deferito due uomini per dei lavori in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Proprietario dell’immobile e direttore dei lavori sono stati segnalati alla autorità giudiziaria in quanto, su un immobile preesistente, avevano realizzato un intervento di ampliamento (ancora in corso d’opera) qualificabile come “nuova costruzione”, in assenza della preliminare certificazione del competente ufficio tecnico in materia di sicurezza delle costruzioni. L’ampliamento, effettuato in sopraelevazione, presenta una superficie costituita da 2 corpi di fabbrica, al momento privi di tramezzature interne e di opere di copertura. Il tutto ancora allo stato rustico.
L’intera area e le opere realizzate sono state sottoposte a sequestro preventivo.

 

Foto di repertorio

Cronaca

Senza autocertificazione, minaccia i carabinieri, tenta la fuga ed investe anziano

L’uomo, Fausto De Matteis, 34 anni, di Montesano Salentino, è stato arrestato e messo ai domiciliari

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Un uomo di 34 anni di Montesano Salentino è finito nei guai e dovrà rispondere di resistenza, violenza o minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale, di inosservanza provvedimenti delle autorità in contrasto alla diffusione del covid-19 e possesso di armi o oggetti atti ad offendere.

Fausto De Matteis, fermato dai carabinieri a bordo del suo motoveicolo in viale Stazione a Montesano Salentino, al controllo dei carabinieri che richiedevano l’esibizione dell’autocertificazione, ha inveito contro di loro, minacciandoli di morte, quindi senza ottemperare alla richiesta dei carabinieri è ripartito, continuando a minacciarli e sottraendosi al controllo.

Subito dopo, prima che i carabinieri potessero materialmente mettersi all’inseguimento, a circa 50 metri dal luogo del controllo De Matteis al cospetto di un anziano signore, residente del posto, che incuriosito dal baccano e dalle urla di minaccia rivolte ai militari, era uscito in strada per capire cosa stesse succedendo,  ha urlato frasi ingiuriose e minacciose al suo indirizzo e dopo aver invertito la direzione di marcia, ha investito violentemente  l’anziano.

De Matteis, a seguito del forte impatto è caduto a terra e ed è stato raggiunto e bloccato dai carabinieri che hanno anche allertato il 118 per soccorrere investito ed investitore.

Quest’ultimo perquisito è stato anche trovato in possesso di un tirapugni anellare in metallo con lama di 3 cm, sottoposto a sequestro. Ai suoi danni anche una contravvenzione perché sprovvisto di patente di guida poiché ritirata. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

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Attualità

Tricase, anche il sindaco conferma caso positivo

Carlo Chiuri: “Si tratta di un paziente già seguito dai competenti servizi ASL, che aveva osservato un primo periodo di quarantena e, in attesa dell’esito degli esami, su indicazione del Comando di Polizia Locale e della ASL, rimasto con alto senso di responsabilità e seppur in assenza di ulteriori indicazioni ufficiali, in auto-isolamento in casa”

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Si dirada la nebbia sul mistero che per una notte ha accompagnato l’annuncio di un caso positivo al covid 19 a Tricase.

L’ANNUNCIO DEL SINDACO CHIURI

In mattinata è arrivato l’annuncio del sindaco Carlo Chiuri su facebook: “A seguito dei necessari approfondimenti effettuati nella nottata appena trascorsa e nella mattinata odierna, informo la cittadinanza che anche a Tricase, purtroppo, vi è un caso di contagio da covid-19”.

Poi i particolari per rassicurare la cittadinanza: “Si tratta di un paziente già seguito dai competenti servizi ASL, che aveva osservato un primo periodo di quarantena e, in attesa dell’esito degli esami, su indicazione del Comando di Polizia Locale e della ASL, rimasto, con alto senso di responsabilità e seppur in assenza di ulteriori indicazioni ufficiali, in auto-isolamento in casa”.

Il sindaco ha poi invitato tutti “a continuare ad osservare scrupolosamente le disposizioni precauzionali già adottate a livello locale e nazionale”.

Il sindaco Carlo Chiuri (foto di repertorio)

Sulla falla comunicativa nel passaggio Asl, protezione civile, task force regionale, Comune di competenza, che non gli ha permesso di avere subito certezze, il sindaco esprime il suo “rammarico per l’assenza di informazioni ufficiali al momento in cui scrivo e vi assicuro il mio costante impegno a tutela di tutta la comunità”.

Proprio a causa di questo black out comunicativo, per alcune ore l’annuncio da parte della Regione dei nuovi contagi e la cartina geografica che indicavano Tricase con un caso positivo si sono tinte di giallo.

Mentre le nostre verifiche, confermavano con sempre più certezza il caso di positività in paese confermando quanto risultava dal bollettino epidemiologico della Regione Puglia, l’ultima notizia ufficiale dal fronte interno era il post su facebook delle 22,27 del sindaco Carlo Chiuri: “Informo la cittadinanza che sto seguendo personalmente il caso di contagio da covid 19 segnalato in Tricase. Quale Autorità Sanitaria Locale ad ora non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Sono in corso tutte le necessarie verifiche e vi terrò costantemente aggiornati”.

CACCIA AL CONTAGIATO: NON SI FANNO NOMI!

Nel frattempo in paese è esplosa l’assurda caccia al contagiato con tanto di nome e cognome su whatsapp e sui social del presunto positivo.

Senza avere pensieri cattivi che ci indurrebbero a sospettare una morbosa curiosità limitrofa al pettegolezzo, ribadiamo a chi insiste a voler sapere chi sia il contagiato (“per avere certezze di non aver avuto contatti con il positivo a con qualcuno a lui vicino“) che: sia per la persona che ha contratto il virus che per gli altri entrati in contatto con lui, Asl e autorità preposte attivano una procedura di messa in quarantena a tutela di tutti. Quindi, per essere chiari, non vi è assolutamente bisogno di sapere “chi è”!

Detto e ripetuto per l’ennesima volta che chi dovesse risultare positivo non ha nessuna colpa ed è tutelato, com’è giusto che sia in un Paese democratico, dal diritto alla privacy, dovesse ancora accadere a Tricase o in altri paesi,  evitiamo questo rincorrersi di pettegolezzi e se ci vogliamo giocare ai Soliti Ignoti, facciamolo con Amadeus in Tv.

Altrimenti si corre il rischio di conferme o smentite senza verifica (e brutte figure, anche a mezzo stampa) che contribuiscono solo a fare confusione, l’ultima cosa di cui in questi giorni si sente il bisogno.

Giuseppe Cerfeda

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Attualità

Coronavirus: sette pazienti salentini guariti e dimessi

Anche altri sono in procinto di tornare a casa. I dati dei guariti ed i farmaci utilizzati

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Nell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce 5 persone si sono negativizzate e quindi sono state dimesse guarite: due il 20 marzo, uno il 21, uno il 24, due il 26. A tutti questi pazienti è stato consigliato l’isolamento fiduciario a casa, al fine di migliorare le condizioni generali nella fase di convalescenza. In questo momento, 3 pazienti risultati negativi sono ancora ricoverati, in attesa del secondo tampone negativo che, in base alle linee guida attuali, certifica la completa guarigione e la non contagiosità“.

L’annuncio dell’Asl leccese è l’unica nota lieta di una giornata trascorsa a rincorrere i contagiati, i Comuni di residenza ed i soliti incoscienti che ancora si ostinano a non prendere sul serio le restrizioni anti contagio.

Ieri è stato forse il giorno più duro dall’inizio dell’emergenza, con 152 nuovi contagi e 4 decessi in Puglia.

Anche il Salento ha visto il numero dei positivi crescere vertiginosamente.

In una giornata così triste, dunque, c’è spazio anche per la speranza perché, come più volte abbiamo avuto modo di ascoltare dai colleghi che si occupano di altri territori, dal coronavirus si guarisce.

In totale sono sette i pazienti salentini che erano ricoverati e, dal 20 al 26 marzo, hanno potuto lasciare le strutture anti covid che li ospitavano. Tra di loro anche una bimba di pochi mesi di età e la mamma e due ultraottantenni. Confermato il dato che vede prevalere il numero di donne guarite, in linea con il dato riscontrato su territorio nazionale che evidenzia una maggiore protezione delle donne nei confronti dell’infezione.

Le dimissioni sono state rispettivamente 5 al “Vito Fazzi” di Lecce (24 posti letto dedicati alle malattie infettive), uno a Galatina (26 posti letto al reparto malattie infettive) e un altro a San Cesario, ospedale dove sono ricoverati i malati in fase post acuta e che ospita ancora 18 pazienti.

Tutti sono risultati negativi al tampone per due volte ed ora sono in isolamento fiduciario presso le loro abitazioni, con monitoraggio del medico di base e del Servizio di Igiene Pubblica.

Infine i farmaci utilizzati, che sono quelli approvati dalla Simit (Società Italiana di Malattie Infettive):

l’associazione di un antimalarico (Idrossiclorochina) con alcuni farmaci antiretrovirali (utilizzati per combattere l’ HIV, l’Aids per intenderci), Lopinavir/Ritonavir (Kaletra) oppure Darunavircobicistat (Rezolsta);

il Remdesivir, che è un antivirale ritenuto potenzialmente efficace nei confronti nella lotta al covid 19;

il Tocilizumab, l’ormai famoso farmaco utilizzato contro l’artrite reumatoide, che nelle patologie con gravi difficoltà respiratorie, aiuta con le sue proprietà anti-infiammatorie.

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