Cronaca
Accusato di violenza sessuale da una 14enne: assolto dopo 4 anni
Per un giovane extracomunitario la fine di un incubo iniziato nella pineta di Torre dell’Orso nell’estate 2018
E’ la fine di un incubo durato 4 anni e che si conclude in una sola parola: assoluzione.
Il protagonista è un giovane extracomunitario che nel 2018 fu accusato da una 14enne di violenza sessuale.
Iniziò tutto la notte di San Lorenzo di 4 anni fa. La ragazza, una turista torinese che aveva trascorso la notte in spiaggia come tanti suoi coetanei nella notte delle stelle cadenti, chiese l’intervento del 118. Aveva bevuto, ma dichiarò di ricordare bene di esser stata violentata da un ragazzo di colore.
Le indagini si concentrarono allora su un gruppo di giovani extracomunitari che avevano trascorso la nottata qualche metro più in là, nella stessa pineta. Di questi, in particolare uno, che fu identificato, è finito sotto i riflettori degli inquirenti.
Sono scattati così quattro lunghi anni di ricerche, testimonianza raccolte e, in molti casi, incongruenze nel racconto dell’allora 14enne. Al punto che, in queste ore, il processo per violenza sessuale di gruppo ai danni della minorenne, aggravata dall’uso di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti, si è chiuso senza colpevoli.
Attualità
Tenta un furto in casa: fermato da Polizia dopo pedinamento
Un uomo di Brindisi bloccato dalla Squadra Mobile dopo aver rubato le chiavi da un’auto e tentato di entrare in un’abitazione in periferia a Lecce. Gli agenti della Polizia di Stato lo hanno seguito dopo averlo notato aggirarsi con atteggiamento sospetto nei pressi della villa comunale. L’allarme di una casa ha fatto scattare il controllo: l’uomo è stato arrestato in flagranza e portato nel carcere di Lecce
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Un uomo di 39 anni, originario della provincia di Brindisi, è stato arrestato a Lecce dalla Polizia di Stato mentre tentava di compiere un furto in abitazione. L’episodio è avvenuto nella serata dell’8 marzo durante i servizi di controllo del territorio predisposti dal questore Giampietro Lionetti per contrastare i reati predatori.
L’uomo, già noto agli investigatori della Squadra Mobile per precedenti reati contro il patrimonio, è stato notato da agenti in borghese mentre si aggirava con fare circospetto nei pressi della villa comunale di Lecce. Gli investigatori hanno quindi avviato un discreto servizio di pedinamento per capire le sue intenzioni.
L’ALLARME DI CASA FA SCATTARE IL CONTROLLO
Gli agenti lo hanno seguito fino alla periferia della città, dove il sospettato ha parcheggiato l’auto e si è diretto a piedi verso una strada secondaria. A quel punto i poliziotti hanno deciso di attendere vicino al veicolo per non essere scoperti.
Poco dopo è scattato l’allarme di un’abitazione della zona. Subito dopo l’uomo è stato visto tornare verso l’auto con passo veloce e gli agenti sono intervenuti fermandolo.
Durante la perquisizione personale sono stati trovati in suo possesso due mazzi di chiavi e denaro contante. All’interno dell’autovettura sono stati rinvenuti anche un paio di occhiali di marca, un dispositivo per la diagnosi dei veicoli, diversi guanti in lattice e il libretto di circolazione intestato a un’altra persona.
IL FURTO DELLE CHIAVI E IL TENTATIVO DI COLPO
Gli accertamenti immediati della Polizia hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti. Poco prima l’uomo avrebbe forzato la portiera di un’auto parcheggiata vicino alla villa comunale, rubando alcune chiavi, gli occhiali e il libretto di circolazione del proprietario.
Grazie a quei documenti sarebbe poi risalito all’abitazione della vittima, nella quale è entrato utilizzando proprio le chiavi appena sottratte. Il tentativo di furto è però durato pochi minuti: l’allarme della casa è scattato costringendolo alla fuga.
Il malvivente è riuscito ad impossessarsi soltanto di alcune banconote che si trovavano vicino all’ingresso dell’abitazione.
ARRESTO E TRASFERIMENTO IN CARCERE
Ad attenderlo, però, nei pressi della sua auto c’erano già gli agenti della Squadra Mobile che lo hanno bloccato immediatamente.
Al termine degli accertamenti investigativi, coordinati dalla Procura della Repubblica di Lecce, l’uomo è stato arrestato in flagranza di reato. Su disposizione del pubblico ministero di turno è stato quindi condotto nella casa circondariale di Lecce, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Andrano
Furti di rame, smantellato gruppo criminale
Indagine dei Carabinieri di Casarano: otto persone indagate per colpi in aziende, cantieri e impianti fotovoltaici. Tra i danni anche un furto da 75mila euro. I Carabinieri della Compagnia di Casarano hanno eseguito quattro misure cautelari — due in carcere e due ai domiciliari — nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Lecce. La banda aveva messo a segno una serie di colpi tra il 2024 e il 2025 ai danni di aziende, cantieri e impianti fotovoltaici
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Colpivano aziende, cantieri e abitazioni private per impossessarsi soprattutto di rame e altri materiali metallici, poi rivenduti nei centri di raccolta.
È quanto emerso da un’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casarano, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce, che ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari personali.
Due persone sono finite in carcere e due agli arresti domiciliari su disposizione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce.
In totale sono otto le persone indagate per associazione per delinquere, furto aggravato e ricettazione.
GLI INDAGATI
I provvedimenti hanno riguardato: un 28nne di Taviano e la compagna 24nne, un 48nne di Casarano e il figlio 19nne.
Secondo gli investigatori i quattro avrebbero fatto parte di un gruppo stabilmente organizzato per commettere furti e gestire la successiva rivendita del materiale rubato.
Il 48nne, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, avrebbe avuto un ruolo di rilievo nell’organizzazione insieme al 28nne.
Il giovane di 19 anni avrebbe partecipato ad alcune azioni, mentre la 24nne si sarebbe occupata di attività logistiche legate al trasporto e alla vendita della refurtiva.
IL SISTEMA DEI FURTI E LA RIVENDITA DEL RAME
Le indagini hanno documentato un modus operandi ripetuto e collaudato.
Il gruppo avrebbe sottratto soprattutto: cavi elettrici per ricavarne il rame, attrezzature agricole e edili, strutture metalliche e materiale ferroso.
Il materiale veniva poi venduto a centri autorizzati di raccolta tra Melissano e Racale, mentre gli attrezzi da lavoro venivano ceduti a prezzi molto bassi ad acquirenti compiacenti.
I COLPI PIÙ RILEVANTI
Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori emerge il furto avvenuto tra il 27 e il 28 ottobre 2024 in un cantiere di Cannole, dove sarebbero stati rubati circa 10 quintali di cavi elettrici ad alta tensione, per un valore stimato di 25mila euro.
Particolarmente ingente anche il danno provocato da un altro episodio: il furto del 9 marzo 2025 in un impianto fotovoltaico di una società agricola ad Andrano, con la sottrazione di 50 cavi di rame per oltre sei chilometri di lunghezza, per un danno stimato di circa 75mila euro.
L’EPISODIO DELL’INCENDIO A CASARANO
L’indagine trae origine da un fatto avvenuto nel settembre 2024, quando un’auto rubata venne utilizzata per appiccare un incendio all’interno di un’azienda di distribuzione di bevande nella zona industriale di Casarano.
Gli accertamenti hanno collegato il furto del veicolo ai soggetti coinvolti nel gruppo dedito ai furti di rame, anche se gli autori materiali dell’incendio non sono stati individuati con certezza. Gli investigatori non escludono che si sia trattato di un gesto intimidatorio legato a dinamiche estorsive, su cui le indagini proseguono.
PERQUISIZIONI IN TRE COMUNI
Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, i Carabinieri hanno eseguito perquisizioni personali e domiciliari a Casarano, Taviano e Tuglie, con il supporto delle unità cinofile dell’Arma.
Cronaca
Colpi di pistola contro studio dentistico a Spongano
Ignoti sparano contro la porta di uno studio odontoiatrico. La condanna dell’Ordine dei Medici di Lecce: «Atto gravissimo, solidarietà al collega»
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Il grave episodio intimidatorio ha scosso la comunità di Spongano.
Ignoti hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco contro la porta di uno studio dentistico del paese.
Il professionista, dopo aver scoperto quanto accaduto, ha presentato denuncia presso la locale stazione dei carabinieri. Sull’episodio sono ora in corso indagini per cercare di individuare i responsabili e chiarire il movente del gesto.
LA SOLIDARIETÀ DELL’ORDINE DEI MEDICI DI LECCE
Salvatore Caggiula
Sull’accaduto è intervenuto il presidente della Commissione Albo Odontoiatri (CAO) dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Lecce, Salvatore Caggiula, che ha espresso forte preoccupazione per l’episodio.
«L’escalation della violenza contro i medici e i sanitari in genere deve far riflettere», ha dichiarato, manifestando piena solidarietà al collega vittima dell’atto intimidatorio.
«EPISODIO GRAVISSIMO»
Secondo il presidente della CAO leccese si tratta di «un episodio gravissimo che colpisce non solo un professionista, ma l’intera comunità sanitaria».
Caggiula ha sottolineato come atti di questo tipo siano inaccettabili perché minano il clima di fiducia che deve esistere tra operatori sanitari e cittadini, ribadendo la vicinanza dell’Ordine al professionista coinvolto.
L’AUSPICIO: «FARE PRESTO CHIAREZZA»
L’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Lecce ha infine ribadito il proprio impegno nel sostenere e tutelare i professionisti sanitari del territorio, condannando con fermezza qualsiasi forma di violenza o intimidazione.
L’auspicio è che le indagini avviate dai carabinieri possano fare rapidamente luce sull’accaduto e portare all’individuazione dei responsabili.
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